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Val di Vara

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  QUI TOURING del gennaio 1972 - Copertina dedicata al primo anno di vita della rivista

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Archivio di grandi eventi
nazionali ed internazionali,
inchieste, reportages su
quotidiani e riviste celebri

 

FINESTRE APERTE
SUL TERRITORIO

Elenco puntato - Genova  GENOVA

Il capoluogo della Liguria
ha il centro storico più grande
d'Europa. Nel 2004 è stata la
"Capitale Europea della Cultura"...

Elenco puntato - Euroflora  EUROFLORA

In primavera, ogni 5 anni,
alla Fiera di Genova va in scena
lo spettacolo dei fiori per eccellenza.
I giardini più belli del mondo...

Elenco puntato - Via Francigena  VIA FRANCIGENA

Col Giubileo del 2000 è stata
definitivamente rivalutata
la via di Sigerico, che i pellegrini
percorrevano a piedi fino a Roma,
in segno di pentimento...

Elenco puntato - Parco del Magra  PARCO DEL MAGRA

A Gennaio 2008 il Parco Naturale
Regionale del Magra è il territorio
eco-certificato più esteso d'Europa...

Elenco puntato - Golfo della Spezia  GOLFO DELLA SPEZIA

Tra la punta di Portovenere e il Capo Corvo si apre una delle più profonde insenature di tutto il litorale occidentale italiano, declamata nei versi di illustri poeti e nella quale è incastonata La Spezia, città sede di porto militare e mercantile, che oggi è anche punto di attracco per le navi da crociera...

Elenco puntato - Le Cinque Terre  LE CINQUE TERRE

Cinque borghi marinari il cui destino è sempre stato storicamente legato alla terra e all'agricoltura piuttosto che alla pesca. Un paradiso naturale della Liguria che nel 1997 è stato inserito dall'UNESCO tra i Patrimoni Mondiali dell'Umanità...

Elenco puntato - La Val di Magra  LA VAL DI MAGRA

Nobili, vescovi, mercanti e pellegrini
lungo l'asse della Via Francigena.
Culture differenti per storia e tradizioni,
nei secoli, si sono sovrapposte
e hanno permeato il territorio con
i segni del loro passaggio...

Elenco puntato - La Val di Vara  LA VAL DI VARA

La "Valle dei borghi rotondi"
è anche conosciuta come
la "Valle del biologico" per le sue
produzioni agricole ottenute con
metodi antichi e naturali.
Varese Ligure nel 1999 è stato il
1° comune ecologico d'Europa...

Elenco puntato - La Lunigiana  LA LUNIGIANA

La "Terra della Luna", in Italia,
ha la più alta concentrazione di
antichi castelli. Se ne contano
circa 160. Alcuni sono bellissimi e
perfettamente conservati...

Close Up

Argomenti in primo piano,
news, eventi e storia del territorio

  Cicloturismo nella Lunigiana Storica

Manuale del cicloturista
Per la realizzazione delle immagini presentate in questo sito gli spostamenti sul territorio della Lunigiana storica sono stati effettuati con una bicicletta. In questa piccola guida sono state perciò condensate varie esperienze logistiche e tecniche derivanti dall'utilizzo turistico di questo mezzo di locomozione...

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Carta della Lunigiana Storica
Una cartina con note mostra il
territorio, un tempo abitato dai
bellicosi Liguri Apuani,
da dove parte questo sito...

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Liguri Apuani e Statue Stele
Le radici più profonde delle
comunità lunigianesi affondano
fino alle soglie della protostoria.
Mari e monti della Lunigiana Storica (comprendente anche Val di Vara e Val di Magra) un tempo erano occupati dalla bellicosa
popolazione dei Liguri Apuani...

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Le vie di pellegrinaggio
I pellegrinaggi a Gerusalemme iniziarono già dai primi secoli dopo la morte di Cristo. La via Francigena non vide solo il passaggio di pellegrini ma anche di viandanti, militari e mercanti che misero a confronto la loro cultura con quella dei territori attraversati...

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  SUVERO di ROCCHETTA VARA - Il Carnevale dei Belli e Brutti

Carnevale dei Belli e Brutti
Ha origini antichissime e vive ancora oggi nella tradizione di Suvero. La festa si svolge l'ultimo sabato prima della Quaresima, per salutare l'inverno e dare il benvenuto alla primavera...

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Le Strade del Miele
Un progetto pilota, in linea con quelle che sono le politiche agricole dell'Unione Europea, è stato inaugurato nel 2010 dai comuni di Calice al Cornoviglio (Val di Vara), Tresana e Mulazzo (Lunigiana). Si tratta della prima "Strada del Miele", uno degli itinerari che verranno realizzati per valorizzare questo prodotto tipico che in Lunigiana, dal 2004., ha il marchio DOP...

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Prodotti naturali del bosco
In Lunigiana sono molte le
risorse naturali che «madre
terra» dispensa a tutti i residenti.
I boschi pullulano di funghi,
castagne, piante officinali...

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  SAN PIETRO VARA in fiera - Lo scultore in legno Giovanni Avi che fa parte dell'Associazione Culturale Scultori di Bedollo ed Artisti di Strada (Arti e Antichi Mestieri)

San Pietro Vara in fiera
Nella più importante frazione di Varese Ligure viene organizzata ogni anno una fiera che richiama tanta gente da tutti i territori limitrofi. Durante la festa le cantine sono aperte per degustare i prodotti biologici locali, si può assistere alla battitura del grano e alla rievocazione degli antichi mestieri lungo le viuzze del centro storico...

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Antiche ricette in Lunigiana
Piatti prelibati di una cucina
essenziale, ma non per questo
meno saporita. Cibi dal sapore
antico che tornano ad imbandire
le nostre tavole dopo essere stati
riscoperti a nuova vita...

Elenco puntato - Antiche ricette in Lunigiana

Vini DOC delle Cinque Terre
Insieme all'ulivo, la vite è la coltura più antica della Liguria. Il fiore all'occhiello della regione sono i vini delle Cinque Terre, ai quali toccano le prime citazioni storiche, risalenti ai tempi dei romani...

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  PIGNONE - Una ruspa dei Vigili del Fuoco intenta a liberare il greto del torrente dal legname accumulatosi durante il nubifragio del 25-10-2011

Nubifragio del 25/10/2011
Un evento atmosferico di
eccezionale portata ha dato luogo
a forti precipitazioni nel Levante
ligure e nell'alta Toscana.
Come conseguenza, le esondazioni
di canali, torrenti e fiumi hanno
originato una vera e
propria apocalisse...

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Alluvioni in Liguria dal 1894
In Liguria i disastri legati al
maltempo sono determinati da
tanti fattori. Alluvioni e
devastazioni operate da corsi
d'acqua impazziti, violente
mareggiate e frane sono da sempre
una costante del territorio...

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Liguria regione ad elevato
rischio idrogeologico

Secondo uno studio di
Legambiente in Liguria sono
molti i territori che risultano
fragili ed esposti ad un elevato
rischio idrogeologico...

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Fotografie © GIOVANNI MENCARINI

 

Sfondi per desktop

  SFONDI PER DESKTOP - Fiore di Topinambur

Fiore di Topinambur

  SFONDI PER DESKTOP - Fiore di Echinopsis Tubiflora

Echinopsis Tubiflora

 
Il polmone verde della Liguria

Ecologia

 

L'INDICE BOSCHIVO
PIU' ALTO D'ITALIA

Un antico detto riferito alla Liguria suona così: "Terra di poca terra e molto mare". Alla prova delle cifre ciò è assolutamente falso. La Liguria, infatti, in proporzione alla sua estensione è la regione col più alto indice boschivo d'Italia. La Val di Vara contribuisce in maniera preponderante a questo positivo primato, tant'è che viene definita il suo "polmone verde", in quanto le sue superfici boschive raggiungono l'80% del totale regionale. I fiori, i boschi, la natura incontaminata, il fiume Vara contraddistinguono questa vallata che ormai da anni è impegnata nel recupero del territorio per destinarlo ad attività produttive biologiche ed insediamenti abitativi ad alta qualità di vita.

PIGNONE - L'artistico Ponte Vecchio cinquecentesco a schiena d'asino (uno dei più caratteristici della Val di Vara) prima del crollo avvenuto durante il nubifragio del 25-10-2011  

Il Ponte Vecchio di Pignone prima del crollo avvenuto
durante il nubifragio del 25-10-2011

Terra di passaggio

Borghi rotondi e sport fluviali

Infiorate a Brugnato

Parco del Magra

MADRIGNANO CASTELLO - Centro storico monumentale TIVEGNA -  La fonte del Purcaeza dalla quale sgorga un'ottima acqua oligominerale BRUGNATO (Infiorata del Corpus Domini) - Allestimento disegno di calice con ostia BEVERINO CASTELLO - Panorama dalla Strada Provinciale n. 18
Prodotti della buona tavola nelle valli del Pignone e del Casale
Il Comune di Pignone si trova al confine con il Parco Nazionale delle Cinque Terre da cui dista pochi chilometri. Da Pignone è possibile raggiungere in auto Monterosso al Mare e Levanto in una ventina di minuti. La vita di Pignone ruota oggi attorno alla pieve romanica di Santa Maria Assunta, con un dedalo di piccoli e suggestivi carruggi che convergono sulla piazza G. Marconi, in origine un foro boario. Questo comune della Provincia della Spezia è uno dei cinque con popolazione inferiore a mille unità. Il territorio occupa 16,22 chilometri quadrati con un numero di residenti di 648 unità. Oltre a Pignone capoluogo, con 390 abitanti, il Comune è caratterizzato dalla presenza di numerosi piccoli borghi che nel loro insieme costituiscono le valli del Pignone e del Casale. Fra questi ricordiamo Monti, Faggiona, Catornola, Cappelletta, Villa e Casale.
■  La terra del popolo del Cigno, gli antichi Liguri
La prima documentazione dell'esistenza dell'insediamento abitativo risale al 1149 quando, in una bolla di Eugenio III si parla di un borgo sorto su un preesistente "pagus" romano posto all'incontro di due antiche vie che conducevano l'una a Segesta (oggi Sestri Levante) e l'altra a Velleia, nell'Appennino Piacentino, della quale oggi rimangono significative rovine.
Nel 1252 il vescovo di Luni cede Pignone alla potente famiglia dei Fieschi di Lavagna. L'imperatore Arrigo VII di Lussemburgo soggiorna a Pignone nel 1312, quando era in viaggio verso Roma per essere incoronato tale. Nel '500 furono create tre porte di accesso al borgo fortificato. Oggi sopravvive solo quella posta all'inizio del Ponte Vecchio, singolare costruzione ad unica arcata risalente all'anno 1000, che era uno dei simboli più conosciuti del comune della Val di Vara e che purtroppo è stato spazzato via dalla violenza delle acque durante l'alluvione del 25 ottobre 2011.
Durante il periodo napoleonico la sede comunale viene trasferita nel vicino borgo di Casale ma, con l'avvento del regno sabaudo, riportata a Pignone. La loggia che domina Piazza Marconi, è ricostruzione seicentesca della preesistente, collocata con ogni probabilità nelle vicinanze. E' documentato che sotto la loggia nell'aprile del 1465 i pignonesi giurarono fedeltà al Duca di Milano Francesco Sforza.
Per ricordare il passato e la sua storia millenaria l'Amministrazione comunale di Pignone, in accordo con la Pro Loco e le associazioni di volontariato, ha coniato per Pignone il motto "La terra del popolo del Cigno, gli antichi Liguri ". Non a caso il cigno, animale simbolico di Apollo, fu considerato sempre dai Liguri manifestazione di regalità di origine divina. Dell'Età del Bronzo e del Ferro è il Castellaro, raggiungibile a mezzo di due comodi sentieri, area di interesse comunitario (S.I.C.), inserita dal 2000 fra i siti soggetti a particolare tutela ambientale per la presenza di un complesso e delicato sistema carsico.
■  Conservazione e lavorazione dei prodotti agroalimentari tradizionali

Vengono denominati tradizionali quei prodotti agroalimentari i cui metodi di lavorazione, ovvero conservazione, risultano consolidati nel tempo secondo regole tradizionali per un periodo non inferiore ai venticinque anni così come previsto dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali.
Nell'Atlante della Regione Liguria che cataloga i prodotti tipici della terra e di trasformazione sono stati inseriti, dal 2003 al 2004, la salsiccia di Pignone, il pan di patate, la cipolla di Pignone, la patata di Pignone, il granturco cd. dell'asciutto e cinque varietà di fagiolo (borlotti,

cannellini, cenerini, lupinari, dell'aquila).
Il fagiolo di Pignone è noto fin dai tempi di Napoleone in quanto le sue truppe ne facevano incetta, preferendolo ad altri tipi perché più saporito. Era coltivato intensivamente e la popolazione locale lo utilizzava anche come merce di scambio per procurarsi sale e olio.
Anche la patata di Pignone è stata sempre apprezzata sia sui mercati provinciali che regionali ed è un prodotto che trova applicazione in quasi tutti i piatti tipici della cucina locale. Il gusto prelibato deriva dal terreno in cui viene coltivata, dai sali minerali

ORTI DI PIGNONE - Taxi a cavallo sul ponte carrabile

ORTI DI PIGNONE - Taxi a cavallo

contenuti nelle acque d'irrigazione delle colture e dal fatto che per la concimazione dei campi non vengono utilizzati prodotti chimici.
Gli agricoltori delle valli del Casale e del Pignone sono oggi circa una ventina ed hanno costituito un'associazione per operare nel rispetto degli antichi metodi ereditati e consolidati nel tempo, con regole precise che disciplinano le varie produzioni. Questo ha anche consentito di superare al meglio le tante difficoltà derivate dal nubifragio del 25 ottobre 2011 che aveva seriamente danneggiato quasi tutte le superfici coltivabili.

ANTICHE RICETTE E PIATTI TIPICI
●  Cavoli ripieni (Cen)

Tra gli antichi piatti tipici della Val di Vara ci sono i "Cen". Il termine dialettale letteralmente si traduce in "pieno" e sta ad indicare i cavoli ripieni. Questa è una ricetta che, con lo scorrere del tempo e la modifica delle abitudini alimentari, ha perso di popolarità. Rimane il fatto che i "Cen" sono molto gustosi e si cucinavano anche in Val di Magra.
Ingredienti: Farina di granoturco; pane bagnato nel latte; foglie di cipolle nuove tritate; menta; uova; formaggio e olio d'oliva.
Preparazione: Con tutti gli ingredienti si forma un impasto che deve essere abbastanza consistente, il ripieno appunto, che deve essere avvolto a pezzi nelle foglie di cavolo nero. Si lega il tutto con del filo e si immerge nell'acqua bollente per la cottura.

NB: Piatto tipico della cucina contadina di Carrodano.
 
●  Farinata con la farina di castagne

Ingredienti: 300 gr. di farina di castagne; 150 gr. di ricotta; 100 gr. di formaggio parmigiano; 1 uovo; 2 cucchiai di olio d'oliva; sale; foglie di castagno.
Preparazione:  Come prima operazione si impasta la farina con un po' di acqua e sale. Su una spianatoia si stendono poi le foglie di castagno inumidite con un po' d'acqua e ci si versa sopra l'impasto come per confezionare una focaccia o una pizza. Ne fare questo bisogna cercare di ottenere uno strato sottile il più possibile. A parte si amalgamano la ricotta, il parmigiano, l'uovo e l'olio d'oliva.
Il composto così ottenuto va cosparso sulla spianata che poi andrà sistemata su un testo di ghisa già molto caldo e coperta con un altro testo sul quale viene posizionata della brace. La cottura si completerà nel giro di una ventina di minuti.
In alternativa si può mettere a cuocere la farinata, sempre su foglie di castagno, in una placca da forno, per circa una mezz'oretta ad una temperatura di 160-170 gradi.

NB: Piatto tipico della cucina contadina di Varese Ligure.
 
●  Frittata di patate

Ingredienti per 4 persone: 150 gr. di pancetta; 300 gr. di patate; una cipolla; 40 gr. di burro; un cucchiaio di olio d'oliva; 8 uova; sale e pepe.
Preparazione (circa 30 minuti compresa cottura): Scottare la pancetta per 5 minuti in acqua bollente poi scolarla bene con uno strofinaccio. Riporla quindi sul piano di lavoro, tagliarla a fette sottili eliminando la cotenna e poi tostarla a fuoco dolce finche non sarà diventata quasi trasparente. A questo punto estrarla dal grasso che avrà emesso e tenerla da parte.
Pulire quindi la padella, scaldare bene il burro e l'olio per farci appassire la cipolla. Sbucciare, lavare e tagliare a dadini le patate prima di unirle al condimento. Il composto deve rosolare bene da ogni parte e va poi cotto a fiamma dolce per circa 20 minuti, mescolando di tanto in tanto e facendo attenzione che non si attacchi sul fondo.
Nel frattempo sbattere le uova in una terrina con una frusta aggiungendovi un cucchiaio di acqua, sale e pepe. Trascorso il tempo stabilito per la cottura delle patate, unire la pancetta, mescolare e quindi versare nella padella le uova. Quando queste si saranno ben rapprese da un lato (circa 2 minuti), girare la frittata con l'aiuto di un coperchio o di un piatto della stessa misura per farla cuocere lo stesso tempo anche dall'altro lato.
A fine processo, la frittata va fatta scivolare su un piatto di servizio rotondo (in precedenza riscaldato nel forno) e servita subito.

NB: Alla ricetta classica è stata aggiunta la pancetta per rendere più saporito il piatto.
 
●  Frittelle di patate alle erbe

Ingredienti per 4 persone: 400 gr. di patate; 4 cucchiai di formaggio grana grattugiato; 2 cucchiai di farina; 2 uova; 2 cucchiai di latte; due rametti di prezzemolo; 10 fili di erba cipollina; 150 ml di olio di arachidi; una spolverata di pepe; un cucchiaio di sale grosso; due pizziche di sale fino.
Preparazione delle patate: Portare a bollore 2 litri di acqua in una pentola e salarla col sale grosso. Sbucciare le patate, lavarle e versarle nell'acqua bollente. Dopo circa 3 minuti scolarle, farle raffreddare e asciugarle accuratamente con carta da cucina. Grattugiare le patate con una grattugia a fori larghi, raccogliendole in una ciotola.
Preparazione dell'impasto: Unire alle patate la farina, il formaggio grattugiato e le foglie di prezzemolo lavate, asciugate e tritate con un coltello o con la mezzaluna. Quindi pulire con carta da cucina inumidita l'erba cipollina, tagliarla poi a pezzetti con le forbici e versarla nella ciotola insieme alle uova appena sbattute. In ultimo insaporire con sale e pepe, aggiungere il latte e mescolare.
La frittura: Versare l'olio in una padella e scaldarlo senza farlo fumare. Raccogliere poi l'impasto con singole cucchiaiate che andranno passate nell'olio. Le frittelle devono cuocere 3 minuti ogni lato (voltarle servendosi di due forchette). A fine cottura toglierle con un mestolo forato e appoggiarle su fogli di carta da cucina. Il piatto va servito ancora caldo dopo una spolverizzata di sale.

NB: L'impasto deve essere morbido, ma non troppo. Per questo è preferibile unire il latte a poco a poco e fermarsi non appena si raggiunge la giusta densità. A contorno delle frittelle si può servire un'insalata di cicoria da taglio.
 
●  Pizzette di patate

Ingredienti per 4 persone: 750 gr. di patate, sale, 2 uova, 50 gr. di parmigiano grattugiato o di Emmental; 50 gr. di prosciutto cotto; 50 gr. di salame campagnolo; farina; olio di semi.
Preparazione (90 minuti circa): Lavare le patate senza sbucciarle e metterle al fuoco in acqua fredda salata. A fine cottura scolarle e farle raffreddare sotto l'acqua corrente, indi pelarle e passarle allo schiacciapatate, raccogliendo la polpa in una terrina. Unire un uovo intero ed un tuorlo dell'altro a disposizione, il formaggio grattugiato, un trito finissimo di prosciutto e salame ed il sale necessario ad insaporire il tutto. Dopo di ché si prende il composto con un cucchiaio e lo si appiattisce tra le mani per formare dei dischetti che andranno passati nella farina.
Le pizzette andranno fritte in una padella con abbondante olio, due o tre alla volta, facendole dorare da entrambi i lati. Man mano che saranno pronte, passarle su carta assorbente da cucina per eliminare l'unto in eccedenza. Vanno servite a freddo.

NB: E' un piatto molto gustoso, dal costo contenuto, e facile da preparare.
 
●  Crocché di vitella

Ingredienti: 200 gr. di cervella, laccetto, schienali di vitella; 400 gr. di carne di vitella; un pezzetto di burro; 1 cipolla bianca media; 1 foglia di alloro, noce moscata; formaggio parmigiano; 2 uova; 1 bicchiere di latte tiepido; 4 cucchiai d'olio d'oliva; olio per friggere (meglio se di oliva); sale; pane grattugiato; ostie e un po' di brodo.
Preparazione: Mettere in una padella l'olio e il burro per soffriggere le cervella, il laccetto e gli schienali unendo la cipolla, il prezzemolo e l'alloro finemente tritati. Separatamente, con olio, burro ed un po' di brodo scottare la carne tagliata a pezzetti. Le parti di vitella andranno poi unite, tutte assieme, su un tagliere dove saranno tritate grossolanamente.
Versare poi il composto in una terrina aggiungendo il parmigiano, la noce moscata e le uova leggermente sbattute. Il tutto deve essere amalgamato con molta cura.
A questo punto si bagna un'ostia nel latte tiepido, si stende su una mano inumidita con un po' di albume d'uovo e si farcisce con mezzo cucchiaione di ripieno per poi avvolgerla come fosse una caramella. L'operazione va ripetuta fino ad esaurimento del ripieno.
In ultimo friggere i crocché così preparati dentro una padella con olio abbondante e caldissimo, non prima di averli passati nel pane grattugiato.

NB: Questa antica pietanza è originaria di Chiusola, frazione del Comune di Sesta Godano,
 
●  Salsiccia al pomodoro

Ingredienti per 4 persone: 500 gr. di salsiccia; 2 bicchieri di passata di pomodoro; 1 cucchiaio di capperi sottaceto; 2 cucchiai di olio d'oliva; 1 spicchio d'aglio; 1 ciuffo di prezzemolo; un pizzico di sale fino; una spolverata di pepe.
Preparazione del sugo: Scolare i capperi dal loro liquido e strizzarli; lavare il prezzemolo, asciugarlo e tritarlo; sbucciare l'aglio, dividerlo a metà, dorarlo nell'olio d'oliva, per un minuto, in una padella per poi eliminarlo. Abbassare la fiamma, togliere la padella dal fornello, e versarvi la passata di pomodoro. In ultimo condire con pepe e sale, tenendo a mente di non esagerare con quest'ultimo perché capperi e salsiccia ne contengono già in abbondanza.
Cuocere a fuoco basso per 4 minuti aggiungendo i capperi e mescolando bene. Una volta tolta dal fuoco, coprire la padella per mantenere il sugo caldo.
Cottura della salsiccia: Dividere la salsiccia a pezzi lunghi 10 cm (se del tipo a nastro) oppure prendere i pezzi già confezionati e pungerli con un coltello appuntito praticando sulla pellicola diversi fori. Scaldare una bistecchiera (si può usare anche una padella antiaderente) e sistemare le salsicce una accanto all'altra. Cuocerle per circa 6 minuti, voltandole accuratamente, per poi sgocciolarle dall'unto e trasferirle nella padella con il sugo. Coprire il tutto e cuocere per 4 minuti a fuoco lento. Il piatto va servito caldo dopo essere stato cosparso col prezzemolo tritato.

NB: Durante la preparazione del sugo, chi volesse rendere meno acido il pomodoro, quasi a fine cottura può aggiungere al composto mezzo cucchiaino di zucchero.
 
ORTI DI PIGNONE - Enogastronomia e prodotti tipici della terra
Nell'ultimo fine settimana di agosto ha luogo a Pignone la mostra denominata Gli Orti di Pignone" durante la quale tutti i prodotti della terra vengono offerti in degustazione e posti in vendita nella piazza principale del borgo che si trasforma  in un vociante mercato. L'evento, che richiama ogni anno migliaia di visitatori, tra i quali molti turisti, è organizzato dal Comune di Pignone, dalla pro Loco, dall'Associazione dei produttori delle Valli del Pignone e del Casale e dalle Associazioni di volontariato locale.
Cantine aperte, bancarelle, taxi a cavallo (vedi foto sopra), stand gastronomici anche lungo le vie del borgo, dove si possono apprezzare tante cose buone provenienti dalla Val di Vara e dalla vicina costa.
Oltre agli ortaggi, c'è un'ampia scelta di piatti tipici realizzati con ingredienti locali: miele, formaggi, olio, vino, farina di castagne e di mais. A Pignone sono molto rinomate le patate e le salsicce di maiale.
Dal 2009, tra gli espositori è presente lo stand di Assergi, paese terremotato in provincia dell'Aquila, dove hanno prestato soccorso i volontari della Protezione Civile di Pignone. L'amicizia tra le due località si è rafforzata nel 2011 quando gli abruzzesi hanno portato aiuti a Pignone pesantemente colpito dall'alluvione del 25 ottobre.
Per maggiori informazioni consultare anche:
Elenco puntato - Link al sito del Comune di Pignone  www.comune.pignone.sp.it
Elenco puntato - Link al sito del "Salone del Gusto"  www.salonedelgusto.it
Elenco puntato - Link al sito "Terra Madre"  www.terramadre.info
Nel 2003 inizia il processo di conversione all'agricoltura biologica
Il progetto della "Valle del biologico" è stato un naturale processo per la sopravvivenza di tutto il comprensorio; la limitata presenza umana, la zootecnia estensiva, l'assenza del chimico e l'orografia del territorio che non consente grandi insediamenti produttivi fanno si che la Val di Vara non possa certo competere in quantità con zone come la vicina Val Padana. Questa differenziazione, che punta più ad un mercato di elitè, consente un maggior controllo qualitativo dei prodotti ed una loro protezione per quanto riguarda il marchio e le località di provenienza.
Con la costituzione, nella primavera 2003, del Consorzio di Produttori "Valle del biologico" ha preso il via anche un processo di valorizzazione e commercializzazione dei beni tipici dell'agricoltura e delle produzioni agro-alimentari. Il successo dell'iniziativa è stato tale che larga parte del territorio coltivato è stato convertito all'agricoltura biologica.
Ecologia è la parola d'ordine per le amministrazioni locali nel promozionare in Italia e all'estero la Val di Vara. Natura, ambiente, sport, vita all'aria aperta sono molto apprezzati anche oltreoceano. Basti pensare che la vallata ha la più alta percentuale di agriturismo di tutta la Provincia di La Spezia.
Prestigiose testate giornalistiche come "The Washington Times" hanno inviato qualificati giornalisti per relazionare sulle bellezze paesaggistiche, la storia, la cultura, le tradizioni e l'enogastronomia del territorio.
Varese Ligure, nel 1991 primo "comune ecologico" d'Europa
Nell'alta Val di Vara è rinomato il borgo storico di Varese Ligure, importante snodo medievale, che nel 1999 è stato il primo comune in Europa ad ottenere la denominazione di "Comune Ecologico" con certificazione internazionale ISO 14001 alla quale, nel maggio del 2002 si è

aggiunta la certificazione europea EMAS.
Sui crinali delle montagne, che caratterizzano l'Alta Via dei Monti Liguri, il territorio comunale ospita una delle prime centrali eoliche rese operative in Italia.
Varese Ligure è stato il primo comune della Val di Vara a produrre energia elettrica tramite impianti fotovoltaici che sono stati collocati sulla copertura del Palazzo Comunale e su quella della Scuola Media G. Bobbio.
Storicamente Varese Ligure nacque e si sviluppò in virtù della sua posizione strategica, posta all'incrocio tra le due strade

VARESE LIGURE - La chiesa di San Filippo Neri

VARESE LIGURE - Chiesa di San Filippo Neri

transappenniniche dirette verso Parma e Tortona, attraverso i Passi di cento Croci e del Bocco. Nella zona dell'attuale nucleo storico con tutta probabilità esisteva un insediamento di epoca bizantina, i cui resti sono stati individuati sotto il castello. Lo confermano alcuni toponimi di chiara ascendenza greca: il Monte dei Greci, antico nome del Monte di Cento Croci, e la località Baselica, che potrebbe indicare una selva imperiale o, più probabilmente, una strada "reale". E a Varese esiste anche il quartiere di Grecino.
■  Un borgo rotondo all'interno di un suggestivo ambiente naturale
La cittadina si presenta con uno sviluppo planimetrico di forma rotonda, caratterizzato al centro da un girotondo di case porticate dalle facciate multicolore. Questa struttura rispondeva ad una precisa esigenza di difesa: in tal modo, infatti, il piccolo centro era arroccato su se stesso e grazie alla protezione a Nord del suo castello poteva far fronte efficacemente ad ogni minaccia proveniente dall'esterno.
Tra gli elementi urbani più caratteristici figura la Chiesa di San Filippo Neri, posta all'esterno del nucleo medievale, che custodisce la "Apparizione della Vergine a San Francesco Saverio", capolavoro di Gregorio de Ferrari, maestro del Seicento genovese. Altra importante testimonianza storica è il Ponte di Grecino, posto ai margini dell'abitato e risalente al Cinquecento.
Il borgo è tuttora dominato dal Castello dei Fieschi, struttura militare ampliata nel 1435 dal capitano di ventura Niccolò Piccinino e completata nel 1475 da Manfredo Landi, signore di Varese Ligure. Il fortilizio fu sede del Commissario della Repubblica di Genova e venne utilizzato anche come carcere.
L'ambiente naturale del territorio varesino è uno dei più integri e suggestivi dell'intera Val di Vara e la sua ricchezza floristica deriva dalla presenza di ambienti diversi, dalla varietà delle condizioni climatiche, dalle differenze di substrato, dall'altitudine e dalla morfologia della zona.
Gli allevatori e gli imprenditori agricoli del comune sono da tempo in prima fila nella produzione di prodotti biologici, controllati e certificati.
■  Biodistretto Val di Vara e Valle Bio Festival
Nel 2013 è stato costituito il Biodistretto Val di Vara, un'area che abbraccia i comuni di Zignago, Varese Ligure, Sesta Godano, Rocchetta Vara, Maissana, Carrodano e Carro. Agricoltori, operatori turistici, associazioni, pubbliche amministrazioni e semplici cittadini hanno stretto un accordo per lo sviluppo sostenibile del territorio, partendo proprio dal modello biologico di produzione e consumo.
La Val di Vara possiede più del 60% di superficie agricola utilizzata, un dato nettamente più alto della media nazionale che supera di poco il 15%. La filiera del biologico comprende il 20% di tutti gli operatori della Liguria (470) e dal 2013 il loro numero si è incrementato di un 23%.
Le attività si svolgono in un ambiente caratterizzato da una bassa densità di popolazione e da una ricchezza di paesaggi incontaminati.
Al momento l'incidenza delle aziende bio sul totale delle aziende agricole presenti all'interno del distretto è pari al 25%. Il Biodistretto intende però allargare i propri orizzonti per promuovere un modello di sviluppo che, partendo dall'agricoltura, possa toccare anche il turismo e l'artigianato.
Per questo motivo viene organizzato annualmente a Varese Ligure il Valle Bio Festival, una manifestazione ricca di appuntamenti durante i quali si possono apprendere notizie utili su cibi e bevande genuine di produzione locale e sulle svariate attività collegate al settore. Tante gustose specialità arrivano anche da altre parti d'Italia, come nell'edizione 2020 quando è stato presentato il Parmigiano Reggiano ricavato dal latte di Vacca Bianca Modenese.
Nell'ultima edizione ha fatto la sua comparsa al Festival anche la Bioedilizia, una tecnica che ci aiuta a costruire gli edifici utilizzando materiali naturali sostenibili e non tossici quali balle di paglia, terra battuta e fibre di canapa.
Durante il Valle Bio Festival i visitatori possono anche degustare e acquistare prodotti tipici presso le numerose bancarelle sparse in larga parte del centro storico del borgo.
Grafica titolo paragrafo  Nell'agricoltura biologica la regola è "prevenire meglio che curare"

L'"agricoltura biologica" è un metodo di coltivazione e di allevamento che ammette solo l'impiego di sostanze naturali, presenti cioè in natura, escludendo l'utilizzo di sostanze chimiche di sintesi per concimare, diserbare e combattere insetti e funghi. Per l'allevamento si fa ricorso all'uso di alimenti naturali, di farmaci omeopatici o fitoterapici. Particolare riguardo si ha nei riguardi del benessere animale dando loro l'opportunità di muoversi in spazi più ampi e di vivere all'aria aperta.
In agricoltura biologica la regola è “prevenire è meglio che curare”, impiegando varietà resistenti alle malattie, adottando la rotazione delle colture, consociando diverse varietà di ortaggi usando fertilizzanti naturali come il letame opportunamente compostato ed altre sostanze organiche compostate.
Ma quali garanzie hanno i cittadini che i prodotti definiti biologici lo siano veramente?
I prodotti biologici sono il risultato di un metodo di produzione controllato e certificato in tutte le sue fasi.
Il controllo e la certificazione sono affidati per legge ad organismi autorizzati che visitano le aziende agricole e le industrie di trasformazione per verificare che sia rispettata la normativa. Tra queste, oltre l'Ente Certificatore, ci sono i NAS (Nuclei anti sofisticazioni), NAC (Nucleo antifrodi dei Carabinieri), l'Ispettorato Agrario, il Corpo Forestale dello Stato, Repressione Frodi.
Scegliere un prodotto biologico locale vuol dire tutelare la salute del consumatore e quella dell'agricoltore, tutelare gli ambienti naturali, contribuire a mantenere sano ed integro il paesaggio rurale.

■  Rispetto del suolo e coltivazioni in armonia con l'ambiente

Fino all'avvento dell'era industriale l'attività agricola modellava i suoi ritmi adattandoli a quelli della natura e le produzioni ottenibili erano quelle che generosamente l'ambiente metteva a disposizione dell'uomo. Nel XX secolo l'agricoltura si è vista offrire l'opportunità di intervenire, modificandolo, sull'ambiente in cui è chiamata ad operare. Di conseguenza sono aumentate le rese in funzione dei mezzi disponibili. Tecniche estremamente sofisticate permettono oggi al coltivatore di ottenere una produzione qualitativamente e quantitativamente sempre meno influenzata dagli agenti atmosferici, ma dipendente da consistenti apporti energetici esterni.
Il boom produttivo instauratosi a partire dagli anni '70 aveva creato una diffusa ed illimitata fiducia nelle possibilità offerte dai mezzi tecnici disponibili. La produttività è quindi diventata l'unico mito da inseguire senza curarsi dei costi, di ogni tipo, che vengono sostenuti per raggiungere i massimi livelli produttivi. Non c'è dubbio infatti che, a fronte di un vistosissimo aumento delle produzioni, c'è da considerare l'impatto che l'agricoltura moderna ha sull'ambiente. Nei paesi più tecnologicamente

avanzati questa tendenza si spinge a livelli tali da determinare eccessi di produzione e conseguenti problemi per il suo smaltimento. Nei paesi più poveri, o in via di sviluppo, l'eccessivo sfruttamento agricolo del suolo ha provocato gravi disastri ambientali. In questo quadro generale cresce sempre più l'interesse per una agricoltura in sintonia con l'ambiente, l'agricoltura biologica. Questo modo di intendere e di effettuare la coltivazione della terra viene anche chiamata "agricoltura biodinamica" e si interessa del complesso degli interventi volti ad influenzare, ai fini produttivi, sia l'ecosfera che lo strato di suolo interessato dall'apparato

COMUNE DI BEVERINO - Allevamento di ovini

radicale. Tale attività è finalizzata non solo all'ottenimento di rese elevate ma, soprattutto, al rispetto della fertilità del suolo e all'ottenimento di produzioni di buona qualità, mediante nuove tecniche di concimazione, di allevamento e di difesa parassitaria.
Stabilire delle tecniche di coltivazione anche nell'ambito dell'agricoltura biologica è fondamentale. Infatti, nelle scienze agrarie, l'agroecosistema non è compreso fra gli ecosistemi naturali. Questi ultimi sono caratterizzati dalla presenza di un numero elevato di specie animali e vegetali, ognuna delle quali rappresentata da un esiguo numero di individui. Nel campo invece l'equilibrio naturale viene alterato ponendo a coltura una o poche specie vegetali, rappresentate da un numero elevatissimo di soggetti. E' evidente che, in ambito agricolo, gli interventi agronomici possono essere intesi come dei tentativi volti a contrastare la natura nella sua tendenza a ristabilire equilibri stabili.
Storicamente, i primi studi relativi a metodi biologici o biodinamici da applicare alle coltivazioni di vegetali risalgono ai primi decenni del secolo scorso, e proseguono tuttora con la continua scoperta di sostanze organiche che, adoperate in piccole dosi, sono in grado di agire come esaltatrici della vitalità delle piante o come stimolanti l'attività del terreno. Tali preparati sono alla base di tutto il metodo e vengono utilizzati per varie pratiche agronomiche.
Comunque la trasformazione da azienda a carattere chimico-tradizionale in azienda biologica deve avvenire per gradi, in modo che non sia mai compromesso l'equilibrio finanziario. Solitamente è preceduta da una diagnosi dello stato del suolo, estesa anche all'esame della sua struttura...

Titolo paragrafo - Lotta antiparassitaria  Lotta antiparassitaria

Di fondamentale importanza nelle coltivazioni biologiche è la lotta antiparassitaria. Il diserbo viene effettuato con speciali bruciatori portatili che permettono di "lessare" l'erbaccia senza danneggiare le colture.
In caso di attacco di parassiti, si debbono usare mezzi non tossici o a bassissima tossicità: decozioni e macerazioni di ortica, asperella, assenzio, equiseto, tanaceto, etc., soprattutto a scopo preventivo.
Gli insetticidi sono di origine vegetale. Le polverizzazioni devono essere effettuate il mattino presto, con estratti da piante diverse: rotenone, piretro, quassia, nicotina (per i casi più gravi). Solitamente il rotenone è il più impiegato, perché efficace contro numerosi insetti.
Lo zolfo e i sali di rame combattono i funghi e sono efficaci contro gran parte delle malattie da crittogama.

Titolo paragrafo - Tecniche di coltivazione  Tecniche di coltivazione

Una delle tecniche basilari dell'agricoltura biologica è la rotazione. Cioè nello stesso appezzamento di terreno si succedono piante appartenenti a specie diverse. La rotazione controlla lo sviluppo delle infestanti, mantiene la fertilità del terreno e consente di raggiungere buoni risultati produttivi.
La concimazione si avvale di sole sostanze naturali (concimazione organica) integrate, in caso di necessità, con sostanze minerali naturali. La materia organica non viene impiegata direttamente, ma subisce prima una fermentazione aerobica, cioè operata da batteri e microrganismi in presenza di ossigeno.
Il compostaggio deve avvenire con precisi criteri, miscelando opportunamente i materiali raccolti, che devono essere inumiditi e triturati. Al fine di ottenere un buon humus è necessario stabilire opportuni

COMUNE DI VARESE LIGURE - Il verde di un paesaggio collinare tipico
rapporti fra il carbonio e l'azoto.
La concimazione verde si esegue con leguminose, graminacee e crucifere. Si utilizzano soprattutto senape, colza e rape. I concimi verdi non vanno mai interrati con l'aratura; devono invece essere falciati, finemente sminuzzati e sparsi sul terreno.
A differenza della concimazione verde, il sovescio consiste nell'interramento di leguminose e graminacee ed è una pratica in uso su coltivazioni estese, che coincide col periodo della fioritura, quando cioè le piante sono più ricche di sostanze nutritive e di azoto.
La pacciamatura consiste nello spargere sul

terreno, in strato sottile, erba, paglia tritata, fieno misto a foglie.
La terra deve comunque poter respirare attraverso la sua copertura che consente una maggior protezione delle radici dagli sbalzi di temperatura, minori perdite d'acqua nei mesi caldi, limitazione nello sviluppo delle erbe infestanti, eliminazione della sarchiatura, arricchimento del suolo di sostanza organica.
Il letame non deve mai essere interrato fresco: va compostato in cumulo o sparso in superficie.
Per la concimazione minerale si utilizzano sostanze naturali che non abbiano subito manipolazioni chimiche. Esse arricchiscono il terreno di potassio, sodio, calcio e magnesio. L'azoto viene in genere fissato dalle leguminose. In casi particolari si possono fare aggiunte di nitrato di sodio cileno.
Fosfati naturali provenienti dal Nord Africa sono destinati di preferenza a suoli acidi o neutri...

Fonti del testo Fonte: TURISMO VERDE - 1990 "Le produzioni tipiche e le attività ricreative della campagna"
- a cura di Tullio Motta  (con il contributo del Ministero Agricoltura e Foreste)
■  Nasce alla Spezia il primo mercato contadino Bio della Liguria

Martedì 17 giugno 2014 è partito in via sperimentale alla Spezia il «Mercato Contadino Biologico» di Piazza Fregosi, nato su iniziativa di un gruppo di aziende agricole dell'area ligure-apuana e dell'Assessorato alle Attività Produttive del Comune della Spezia. Il mercato sta ora operando in una fase sperimentale che prevede lo svolgimento con cadenza quindicinale nella giornata di martedì dalle 8.00 alle 13.00, contemporaneamente al già affermato mercatino rionale di via Prosperi.
Il mercato ha preso vita dopo un lungo percorso di mediazione iniziato nel marzo scorso quando un comitato produttori agricoli biologici, rappresentanti dell'associazione Crisoperla, un rappresentante della Condotta Slow Food Golfo dei Poeti – Cinque Terre – Val di Vara - Riviera spezzina e un rappresentante dei commercianti della piazza, si sono seduti attorno ad un tavolo con l'assessore alle Attività Produttive del Comune della Spezia Corrado Mori, che ha accolto la proposta offrendo come luogo di svolgimento Piazza Fregosi nel quartiere di Migliarina.
Al mercatino possono aderire unicamente i produttori in possesso di certificazione biologica rilasciata da ente certificatore riconosciuto con attività nei territori della Lunigiana storica, area vasta ricompresa nelle province della Spezia e Massa Carrara, Garfagnana, Alta Versilia ed aree montane delle province di Parma e Reggio Emilia. Si tratta di un comprensorio omogeneo per storia, tradizioni culturali e gastronomia che richiama altresì la presenza ligure con particolare riferimento ai popolamenti apuani.
Attraverso il mercatino non vengono solo valorizzate le produzioni locali e tradizionali ma anche sviluppate, unitamente alla vendita, iniziative culturali attraverso apposito programma che vedono coinvolti il Comune della Spezia accanto ad altri Comuni della Lunigiana storica, i Parchi nazionali e regionali, Slow Food ed altre associazioni interessate ad operare in rete per la promozione e la tutela dei prodotti di qualità .
In futuro troveranno spazio nel mercato anche i produttori, allevatori e pescatori di Comunità del Cibo e Presidi Slow Food con la presenza di un apposito spazio dedicato a rotazione. Con la loro collaborazione si svolgeranno laboratori del gusto Slow Food, conferenze, attività sul campo atte a far conoscere il mondo agricolo, la pesca e l'allevamento .

Fonti del testo  Fonte:  COMITATO di produttori agricoli biologici locali  -  Comunicato stampa Associazione CRISOPERLA
Educazione ambientale e "Strade del Miele"

Calice al Cornoviglio sorge sul fianco del Monte Cornoviglio, sperone dell'Appennino ligure, dal quale scende il torrente Usurana. Il comune si estende su una superficie di circa 34 chilometri quadrati, con una popolazione di poco più di 1.100 abitanti e il capoluogo è

posto ad un'altezza sul mare di 405 metri. Nell'imponente Castello di Calice, centro di vita e di vitalità della zona, è ospitata la Biblioteca Davide Beghé, il Museo Pietro Rosa, il Museo dell'apicoltura ed il Centro di educazione ambientale della Provincia. Quest'ultimo gravita attorno una ventina di chilometri di sentieri che si uniscono all'Alta Via dei Monti Liguri ed è arricchito da un Orto Botanico, una Biblioteca multimediale, un laboratorio scientifico di ricerca ed acquari per lo studio della fauna ittica.
Da Calice al Cornoviglio parte la

CALICE AL CORNOVIGLIO - Panorama col Castello Doria Malaspina

CALICE AL CORNOVIGLIO - Il castello

"Strada del miele", un itinerario alla scoperta del cibo degli dei, che vede raggiunti i comuni lunigianesi di Tresana e Mulazzo. Questa iniziativa è un progetto pilota che intende valorizzare un prodotto tipico del comprensorio tra Liguria e Lunigiana, ma è anche un'occasione per degustare l'eccellente enogastronomia locale, fare acquisti agricoli direttamente dai produttori e uno strumento per rilanciare il turismo in un entroterra ricco di storia, cultura, arte e bellezze paesaggistiche.

Concorso "Mieli dei Parchi della Liguria"

Il Concorso "Mieli dei Parchi della Liguria" è nato con l'obiettivo di promuovere e valorizzare il miele ligure e accrescerne la qualità attraverso la verifica delle caratteristiche chimico-fisiche e organolettiche.
Il concorso, istituito per la prima volta nel 1999 e promosso dall'Assessorato all'Agricoltura della Provincia di Genova, è frutto oggi di una positiva collaborazione fra la

Regione Liguria, i Parchi Regionali Alpi liguri, Antola, Aveto, Beigua, Montemarcello-Magra, Piana Crixia e Portofino, il Parco Nazionale delle Cinque Terre ed altri enti liguri.
L'edizione 2014 vede il Parco del Beigua capofila dell'iniziativa.
Il Concorso è aperto a tutti gli apicoltori che operano in area Parco o in aree a queste funzionalmente connesse, ed in regola con le vigenti leggi sull'apicoltura (L.R.36/1984 e suoi aggiornamenti e leggi nazionali), interessati a conoscere ed accrescere la qualità del proprio prodotto, attraverso

CALICE AL CORNOVIGLIO - Api al lavoro in un prato di fiori gialli

CALICE AL CORNOVIGLIO - Api al lavoro

la valutazione delle caratteristiche dei campioni di miele, che verranno sottoposti gratuitamente ad analisi chimico-fisiche.
I controlli avverranno presso il Laboratorio Regionale per le Analisi dei Terreni e delle Produzioni Agroalimentari di Sarzana.
I prodotti verranno valutati anche dal punto di vista organolettico da una giuria di assaggiatori iscritti all'Albo Nazionale degli esperti in analisi sensoriale del miele.
La giornata conclusiva del Concorso 2014 avrà luogo nel Parco del Beigua, a Campo Ligure (Ge), presumibilmente nella giornata di domenica 23 novembre 2014.

Il fiume Vara è tornato balneabile
Nel gennaio 2008 tutti i Comuni i cui territori generano impatti diretti ed indiretti sui fiumi Magra e Vara hanno ottenuto la certificazione di qualità denominata "Uni En Iso 14001" di enti locali e pubblici o la registrazione EMAS. Questo fa si che il Parco Naturale Regionale del Magra sia, al momento, il territorio eco-certificato più esteso d'Europa.
In quest'ottica di salvaguardia del territorio, con interventi che hanno richiesto circa 2 milioni di Euro, il fiume Vara è oggi balneabile. Il progetto è stato caratterizzato dalla realizzazione e sistemazione di condotte fognarie ed impianti con l'introduzione di sistemi di fittodepurazione. Sono sempre di più le famiglie che, al posto delle affollate spiagge della vicina costa ligure e toscana, preferiscono trascorrere i loro giorni di relax sulle rive del fiume. Non bisogna dimenticare che il Vara è sempre stato méta ricercata dei canoisti di tutt'Italia in quanto, per la sua conformazione, consente impegnative ed affascinanti discese. In alcuni periodi dell'anno, quando il corso è più "grosso" per le piogge, viene praticato anche il "rafting".
Il Vara è inserito dalla F.I.C.K (Federazione Italiana Canoa Kayak) nel novero dei campi di gara nazionali. Numerose sono anche le manifestazioni turistiche promozionate dalla F.I.C.T. (Federazione Italiana Canoa Turistica).
Altre fonti / Testi consultati per le ricette:
- LA GAZZETTA DEL VARA - "Il Sole Magazine"
- IL SECOLO XIX - "Spazio Aperto"
- QN QUOTIDIANO NAZIONALE / La Nazione
- COMUNITA' MONTANA dell'Alta Valle del Vara
- ENTE PARCO di Montemarcello Magra-Vara
- LA CUCINA DI LUNIGIANA - a cura di Salvatore Marchese - 1989 Franco Muzzio Editore
- SCUOLA DI CUCINA - a cura di Giuliana Bonomo - 1999 Curcio Periodici S.p.A.
- CUCINARE BENE - numeri vari anno 3° - Del Duca Editori s.r.l.
TOLTE DAL CASSETTO - Finestre fotografiche su Liguria e Toscana
 

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