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Val di Vara

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  EPOCA del del 7 giugno 1970 -  In copertina l'allarme contro la distruzione della natura (la morte degli alberi)

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Archivio di grandi eventi
nazionali ed internazionali,
inchieste, reportages su
quotidiani e riviste celebri

 

FINESTRE APERTE
SUL TERRITORIO

Elenco puntato - Genova  GENOVA

Il capoluogo della Liguria
ha il centro storico più grande
d'Europa. Nel 2004 è stata la
"Capitale Europea della Cultura"...

Elenco puntato - Euroflora  EUROFLORA

In primavera, ogni 5 anni,
alla Fiera di Genova va in scena
lo spettacolo dei fiori per eccellenza.
I giardini più belli del mondo...

Elenco puntato - Via Francigena  VIA FRANCIGENA

Col Giubileo del 2000 è stata
definitivamente rivalutata
la via di Sigerico, che i pellegrini
percorrevano a piedi fino a Roma,
in segno di pentimento...

Elenco puntato - Parco del Magra  PARCO DEL MAGRA

A Gennaio 2008 il Parco Naturale
Regionale del Magra è il territorio
eco-certificato più esteso d'Europa...

Elenco puntato - Golfo della Spezia  GOLFO DELLA SPEZIA

Tra la punta di Portovenere e il Capo Corvo si apre una delle più profonde insenature di tutto il litorale occidentale italiano, declamata nei versi di illustri poeti e nella quale è incastonata La Spezia, città sede di porto militare e mercantile, che oggi è anche punto di attracco per le navi da crociera...

Elenco puntato - Le Cinque Terre  LE CINQUE TERRE

Cinque borghi marinari il cui destino è sempre stato storicamente legato alla terra e all'agricoltura piuttosto che alla pesca. Un paradiso naturale della Liguria che nel 1997 è stato inserito dall'UNESCO tra i Patrimoni Mondiali dell'Umanità...

Elenco puntato - La Val di Magra  LA VAL DI MAGRA

Nobili, vescovi, mercanti e pellegrini
lungo l'asse della Via Francigena.
Culture differenti per storia e tradizioni,
nei secoli, si sono sovrapposte
e hanno permeato il territorio con
i segni del loro passaggio...

Elenco puntato - La Val di Vara  LA VAL DI VARA

La "Valle dei borghi rotondi"
è anche conosciuta come
la "Valle del biologico" per le sue
produzioni agricole ottenute con
metodi antichi e naturali.
Varese Ligure nel 1999 è stato il
1° comune ecologico d'Europa...

Elenco puntato - La Lunigiana  LA LUNIGIANA

La "Terra della Luna", in Italia,
ha la più alta concentrazione di
antichi castelli. Se ne contano
circa 160. Alcuni sono bellissimi e
perfettamente conservati...

Close Up

Argomenti in primo piano,
news, eventi e storia del territorio

  Cicloturismo nella Lunigiana Storica

Manuale del cicloturista
Per la realizzazione delle immagini presentate in questo sito gli spostamenti sul territorio della Lunigiana storica sono stati effettuati con una bicicletta. In questa piccola guida sono state perciò condensate varie esperienze logistiche e tecniche derivanti dall'utilizzo turistico di questo mezzo di locomozione...

Grafica elenco puntato link

Carta della Lunigiana Storica
Una cartina con note mostra il
territorio, un tempo abitato dai
bellicosi Liguri Apuani,
da dove parte questo sito...

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Liguri Apuani e Statue Stele
Le radici più profonde delle
comunità lunigianesi affondano
fino alle soglie della protostoria.
Mari e monti della Lunigiana Storica (comprendente anche Val di Vara e Val di Magra) un tempo erano occupati dalla bellicosa
popolazione dei Liguri Apuani...

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Le vie di pellegrinaggio
I pellegrinaggi a Gerusalemme iniziarono già dai primi secoli dopo la morte di Cristo. La via Francigena non vide solo il passaggio di pellegrini ma anche di viandanti, militari e mercanti che misero a confronto la loro cultura con quella dei territori attraversati...

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Presepi viventi
Il presepe vivente è una rappresentazione a carattere religioso durante la quale figuranti in costume storico rievocano la Natività e alcune scene di vita risalenti all'epoca del Cristo. Location ideali per questo tipo di evento sono i borghi della Lunigiana storica ed i loro castelli che, naturalmente, ospitano la reggia di Re Erode...

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  SAN PIETRO VARA in fiera - L'artista Gino Casagranda mentre scolpisce uno scarpone in legno

San Pietro Vara in fiera
Nella più importante frazione di Varese Ligure viene organizzata ogni anno una fiera che richiama tanta gente da tutti i territori limitrofi. Durante la festa le cantine sono aperte per degustare i prodotti biologici locali, si può assistere alla battitura del grano e alla rievocazione degli antichi mestieri lungo le viuzze del centro storico...

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  SUVERO di ROCCHETTA VARA - Il Carnevale dei Belli e Brutti

Carnevale dei Belli e Brutti
Ha origini antichissime e vive ancora oggi nella tradizione di Suvero. La festa si svolge l'ultimo sabato prima della Quaresima, per salutare l'inverno e dare il benvenuto alla primavera...

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Le Strade del Miele
Un progetto pilota, in linea con quelle che sono le politiche agricole dell'Unione Europea, è stato inaugurato nel 2010 dai comuni di Calice al Cornoviglio (Val di Vara), Tresana e Mulazzo (Lunigiana). Si tratta della prima "Strada del Miele", uno degli itinerari che verranno realizzati per valorizzare questo prodotto tipico che in Lunigiana, dal 2004., ha il marchio DOP...

Grafica elenco puntato link
  VALLE BIO FESTIVAL - Gazebo del Biodistretto Val di Vara

Varese L. Valle Bio Festival
E' una manifestazione organizzata a Varese Ligure per valorizzare la filiera delle produzioni biologiche. Il programma prevede tutta una serie di eventi legati alle bevande e ai cibi genuini di produzione locale che i visitatori possono assaggiare nelle numerose bancarelle sparse in tutto il centro storico della cittadina.

Grafica elenco puntato link
 
 
 
 

Fotografie © GIOVANNI MENCARINI

 
Una terra di passaggio

Luoghi e itinerari

BRUGNATO - Il ponte romanico restaurato in un'immagine realizzata durante il Campionato Nazionale Rafting 2009
 
AMBENTE, TURISMO,
TEMPO LIBERO...
Elenco puntato - La valle ecologica  La valle ecologica
Elenco puntato - Borghi rotondi e sport  Borghi rotondi e sport
Elenco puntato - Infiorate a Brugnato  Infiorate a Brugnato
Elenco puntato - Il Parco del Magra  Il Parco del Magra
Elenco puntato fotografia  Alta Via dei Monti Liguri

 

 

Grafica per titolo argomento  Il ponte romanico della capitale dei Liguri-Briniati
Brugnato era anticamente il capoluogo, il centro più importante della fiera popolazione dei Liguri-Briniati (che alcuni, basandosi sulla lingua celtica, ritengono significhi "nati nei monti") i quali furono attaccati dai legionari romani del console M. Emilio. Dopo la faticosa conquista dei territori dei Liguri, i Romani costruirono sul Vara un grande ponte, composto di più arcate, che ebbe diverse vicissitudini. Nel XVII secolo subì gravissimi danni per una piena del fiume e venne poi restaurato, non senza diatribe tra alti prelati, organi di governo e Brugnatesi, preoccupati di dover sborsare parecchi denari per la sua ricostruzione. Durante la Seconda Guerra Mondiale, nel 1944 riportò gravi ferite durante un bombardamento, rimanendo mutilato dell'arcata centrale. Successive piene del Vara, nel corso degli anni, hanno demolito anche le due arcate lato Borghetto Vara.
Nella fotografia sopra è come si presenta oggi, dopo l'ultimazione dei lavori di restauro che hanno richiesto finanziamenti per 600.000 euro. Di là dal ponte si riconoscono il Convento e la Chiesa dei Francescani, edificati nei primi anni del XVII secolo, ampliati successivamente e passati ai Padri Passionisti nel 1843. In alto è visibile la frazione di Bozzolo di Brugnato. Il paesaggio è attraversato dal ponte dell'autostrada A12 - Sestri Levante/Livorno. Il ponte è il vero simbolo della città di Brugnato ed è stato riconsegnato a residenti e turisti il 20 marzo 2009, durante una cerimonia inaugurale alla quale hanno presenziato le autorità locali, della Provincia della Spezia, dell'Ente Parco di Montemarcello Magra e della Comunità Montana.
Nell'antichità il ponte si trovava su una diramazione secondaria della Via Francigena, che permetteva scambi commerciali tra l'Emilia e la Riviera Ligure, passando per Pontremoli e la Val di Vara (vedi paragrafo seguente). Il suo recupero si unisce ad altre iniziative turistico-culturali che vengono portate avanti dall'amministrazione locale, all'insegna dei riconoscimenti ricevuti dal Club dei "Borghi più Belli d'Italia" e dal Touring Club Italiano (Bandiera Arancione, marchio di qualità ambientale per l'entroterra).
Grafica per titolo argomento  Antichi borghi, personaggi illustri e curiosità

La Val di Vara era abitata fin da epoche remote come ci testimonia la Statua-Stele rinvenuta nel territorio del Comune di Zignago. Gli studiosi, grazie ai reperti rinvenuti con vari scavi archeologici, hanno trovato conferma della presenza dell'uomo già durante l'Età del Bronzo.
La storia di questa vallata nasce e si sviluppa tutta intorno al fiume da cui prende il nome. Il Vara ed i suoi affluenti hanno sempre garantito una buona portata d'acqua, favorendo così lo sviluppo dell'agricoltura, attività principale del territorio.
La scarsità di zone pianeggianti ha fatto si che l'uomo, per ottenere delle coltivazioni soddisfacenti, abbia dovuto modificare l'ostile ambiente circostante, impegnandosi in un duro e paziente lavoro per ripulire, consolidare e dissodare i terreni. Da boschi e foreste hanno prodigiosamente preso vita allevamenti di bestiame, vigneti, oliveti, frutteti e tante altre coltivazioni che oggi, in larga parte, possiedono una certificazione biologica, cosa che consente un maggior controllo qualitativo dei prodotti ed una loro protezione per quanto riguarda il marchio e le località di provenienza.
A supporto del lavoro umano, sul territorio sono sorti piccoli nuclei di case rurali, mulini, chiese campestri, santuari, cappelle votive, elementi tutti strettamente legati alla storia civile e religiosa di questa gente di montagna, alla sua cultura, alla sua voglia di preservare antiche tradizioni popolari.

●  Zignago
Il territorio comunale è dominato dai monti Dragnone e Castellaro e si presenta suddiviso in tante piccole frazioni. Il Municipio è posizionato in località Pieve, costruita sulle pendici del Monte Zignago. Nella zona del Castellaro sono stati ritrovati numerosi reperti archeologici che testimoniano la presenza dell'uomo fin dall'Età del Bronzo (secoli XVI - XIV a.C.).
Nel 1827, in località Novà, un contadino stava lavorando i suoi terreni quando rinvenne una statua-stele (vedi link nel bordo nero a sinistra), databile tra il VI e il IV secolo avanti Cristo, oggi esposta nel museo di Genova-Pegli. Sul reperto è incisa in caratteri etruschi la scritta Mezunemusus che, secondo alcuni, potrebbe indicare un signaculum posto a metà del bosco sacro: forse la selva del Madragun (Monte Dragone). Altri studiosi ritengono che il cippo presenti i tratti di una pietra sepolcrale e la scritta in caratteri arcaici, incisi dall'alto al basso e da destra verso sinistra, non sarebbe altro che un composto di nome e cognome (Mezu - Nemusus) del defunto in memoria del quale era stata scolpita.
Secondo il Formentini, le prime notizie certe di Zignago risalirebbero al 1014, quando il borgo e la sua chiesa appartenevano all'Abbazia di Leno, fondata da Re Desiderio. La conferma della proprietà verrebbe dall'Imperatore Corrado II il quale inseriva Griniacula in un elenco di antichi possedimenti. Griniacula infatti potrebbe essere Zignacula, il nome medievale di Zignago.
Si tramanda che sul Monte Zignago, in epoca remota, esistesse un imponente castello, andato poi distrutto per opera di gente nemica proveniente da lontani lidi. Anche tra Torpiana e Valgiuncata esisteva il fortilizio di Serra Maggiore che subì la stessa sorte.
Secondo il Caselli, anche il marchese del Castello di Zignago era un tiranno e venne ucciso sul portone della sua proprietà con un sasso scagliato da una balestra, maneggiata da un certo Bogo. Per questo motivo, da quel giorno, i discendenti del liberatore vennero soprannominati Balestra.
Salendo al Monte Dragone si può ammirare il Santuario dedicato alla Beata Vergine del Dragone, che viene festeggiata con grande solennità l'8 settembre. Il luogo era già oggetto di culto nell'antichità quando, nell'Età del Ferro, sulla vetta c'era la presenza di una necropoli. L'edificio è stato ristrutturato nel XVIII secolo; l'altare odierno è del 1717 ed è stato consacrato in sostituzione di quello più antico, che subì gravi danni in seguito all'azione di un fulmine. Sulla struttura è apposta l'immagine della vergine secondo l'iconografia legata al culto della Madonna di Loreto, molto diffuso nei secoli XVII e XVIII.
Nel borgo rurale di Serò, chiuso e compatto come quelli malaspiniani e arroccati della Val di Magra, si eleva la settecentesca Chiesa di San Martino, dal semplice prospetto a capanna. All'edificio si accede tramite un elegante portale in arenaria, datato 1643, sormontato da un bassorilievo raffigurante una Madonna seduta con Bambino, risalente al XVIII secolo. L'interno custodisce un pregevole bassorilievo in ardesia del secolo XVI, raffigurante la Natività, che un tempo era collocato esternamente.
●  Sesta Godano

La località è inserita nel massiccio del Gottero (metri 1639 slm), il monte più alto della provincia spezzina, dove si trovano ancora evidenti tracce dell'azione erosiva dei ghiacci avvenuta durante l'ultima glaciazione di circa 12.000 anni fa.
Nel XVI secolo la vita del territorio gravitava sul borgo di Godano, la cui comunità era composta di sette parrocchie. In questo centro era posto il castello del feudatario, il Marchese Alessandro Malaspina, despota di dubbia moralità, che si era reso protagonista di varie angherie nei confronti della popolazione. Tra le altre cose, esercitava anche il diritto del primo possesso delle spose.
I suoi sudditi, sentendosi tiranneggiati, dapprima chiesero un intervento del Ducato di Milano dal

quale il marchese dipendeva, ma le loro aspettative andarono deluse perché i milanesi se ne lavarono le mani.
Nel 1525 gli abitanti del marchesato passarono perciò alle vie di fatto e tennero consiglio in un terreno attiguo al Castello per decidere le modalità con le quali dare una lezione al loro tiranno. Alla fine decisero di tendergli un agguato, durante il quale il malcapitato venne bastonato a sangue e lasciato esanime lungo la strada. I suoi fedeli servitori lo soccorsero subito e lo trasportarono nella vicina parrocchia di Cornice. Le sue ferite erano però molto gravi tanto da condurlo alla morte.
Dopo l'eccidio il Castello venne fatto demolire da Sforzino Sforza, governatore ducale di Pontremoli, cosa che diede inizio al tramonto politico di Godano. Sulla riva destra del torrente Gottero, in una fertile valle, Sesta invece acquistava sempre più importanza.
Con tutta probabilità Sesta (Sextra) deve il suo nome al «sesto miglio romano». Presso l'antica Pieve di Santa Maria Assunta, sulla riva sinistra del torrente, c'era infatti una stazione

MADRIGNANO - Simboli araldici
TIVEGNA - Antica meridiana
per il cambio dei cavalli e la sosta dei viandanti che era posizionata proprio al sesto miglio (circa 10 chilometri) della strada romana che arrivava da Brugnato, toccando i centri di Bozzolo e Cornice.
Il borgo ebbe un notevole sviluppo a partire dal 1862 quando venne costruita la strada che lo mette in comunicazione con Carrodano. Un tempo i boschi di Sesta abbondavano di radica di erica, con la quale si fabbricano le pipe. Questo dava vita ad un remunerativo artigianato che aveva un peso nell'economia locale. Oggi la raccolta è quasi scomparsa, in primo luogo a causa degli incendi che danneggiano la crescita e la qualità delle radiche. A questo va aggiunto che la richiesta è diminuita e aumentata la concorrenza.
Nel XX secolo la sede comunale venne trasferita da Godano a Sesta che, in base al Regio Decreto del 26 ottobre 1875, aveva assunto la denominazione Sesta Godano.
In questo comune si trovano oggi alcuni dei centri storici più antichi e meglio conservati della Valle, tra i quali Mangia, un borgo costruito interamente con i sassi arrotondati di fiume.
●  Riccò del Golfo
Possiede oggi un esteso territorio, composto da varie frazioni, ma in tempi remoti era soltanto una piccola dipendenza del Castello di Ponzò. Questo nucleo abitato, posto nel fondovalle, si formò sull'asse viario della Via Aurelia, senza però mai raggiungere un vero e proprio assetto di paese. Nella località era presente una stazione di sosta per viandanti, pellegrini e soldati che si spostavano dall'entroterra genovese alla Toscana e viceversa.
La frazione Carpena rappresenta il nucleo più antico e ricco di storia del Comune, ed è infatti ricordata nel XII secolo come il luogo di maggiore importanza della bassa valle del Vara. Nel XIII secolo diventò un possesso di Genova che la elevò a podesteria, con una vasta giurisdizione che si estendeva dalla Val di Vara al Golfo della Spezia, fino ad affacciarsi sulle Cinque Terre. Nel XIV secolo perdette il suo predominio a favore della nuova podesteria della Spezia ma, eccetto un breve periodo, continuò a seguire le sorti della Repubblica di Genova.
Anche la frazione Ponzò appartenne alla marca Obertenga per poi passare agli Estensi. Venne infeudata dai signori del luogo, tra i quali Enrico da Ponzò, che nel 1206 entrò in possesso del Castello di Vernazza. Dopo alterne vicende, il borgo diventerà un dominio di Nicolò Fieschi fino al 1272, anno in cui ci fu la cessione a Genova.
Polverara fu un dominio degli Estensi, dei Malaspina e, dopo il giuramento del 1223, gravitò nell'area della Compagna.
Negli ultimi anni Riccò del Golfo è stato al centro della cronache provinciali in quanto si stava progettando di costruire una funivia che, dal suo territorio, avrebbe raggiunto le Cinque Terre. Un suggestivo sali scendi di pochi minuti che avrebbe consentito di mettere facilmente in comunicazione La Spezia e la Val di Vara con il territorio scosceso delle cinque "sorelle" (riconosciute dall'UNESCO come Patrimonio Mondiale dell'Umanità). Al momento il progetto è stato accantonato...
●  Maissana
E' collocata sulle pendici settentrionali del Monte Porcile, all'estremo ovest della Valle del Lagorara, e il suo nome trae origine dal mais, principale alimento per i primi abitanti del luogo.
Lungo il rio Lagorara si trova uno dei più importanti siti archeologici della liguria, scoperto nel 1987. Qui, nell'Età del Rame (3300-2600 a.C.), era attiva una cava d'estrazione e l'uomo preistorico produceva i propri utensili con il diaspro rosso. L'attività estrattiva ha portato alla formazione di ampie nicchie che hanno modificato in maniera suggestiva il profilo del versante montuoso. A questo proposito, nella frazione Ossegna sono di particolare interesse turistico il "Museo del Territorio" e il "Laboratorio di Archeologia Montana".
Secondo alcuni studiosi, il nome della piccola frazione Santa Maria di Lagorara deriverebbe da una località in cui, in epoca remota, era stato edificato un castello nelle vicinanze di un lago. Uno specchio d'acqua singolare per bellezza e posizione, e quindi "raro". Questi elementi territoriali sono oggi scomparsi.
L'appartenenza di Maissana alla famiglia dei Conti di Lavagna è tuttora testimoniata da un edificio chiamato "prigione dei Fieschi". Dopo la celebre congiura, il borgo venne annesso dalla Repubblica di Genova alla podesteria di Castiglione Chiavarese. Il centro storico mostra tuttora i segni di un'antica e ben conservata architettura rurale, con abitazioni in pietra dotate di aie e stalle. Sul territorio le tracce di vita contadina sono ancora ben preservate e, in alcuni casi, rappresentano un'importante e viva realtà.
Nonostante la prossimità al monastero di Brugnato, diventato sede vescovile nel 1133, tutte le parrocchie della zona, fino a tempi non molto lontani, sono sempre appartenute all'Arcidiocesi di Genova. A Tavarone possiamo ammirare la chiesa dedicata a San Bartolomeo; quella di Ossegna ha invece come patrono San Michele; da Campore si può raggiungere la Cappella di San Bernardo, posta a circa mille metri di altitudine, dalla quale si osserva uno splendido panorama sull'Alta Val di Vara e Monte Gottero. Nelle giornate più terse la vista può spaziare fino alle Alpi Apuane.
La chiesa parrocchiale di Maissana risale al XVIII secolo ed è dedicata a San Bartolomeo. All'edificio è annesso l'Oratorio di Santa Maria Maddalena che conserva una statua lignea policroma della Santa, che fece parte di un Compianto di Cristo del XVIII secolo.
●  Follo
Il territorio comunale era già abitato in epoca preistorica quando le genti del luogo vivevano quasi esclusivamente di agricoltura e i terreni venivano irrigati utilizzando le acque del Vara e del torrente Durasca. Il nucleo storico è posto su una collina che domina le piane del Vara e del Magra e mostra ancora i ruderi delle vecchie mura medievali ed un torrione a pianta circolare. La chiesa parrocchiale, dedicata a San Leonardo, conserva pregevoli dipinti ed un'ardesia raffigurante la Madonna del Rosario. Durante la dominazione romana ebbe un forte sviluppo Pian di Follo, posizionato sulla riva destra del Vara.
In epoca medievale Follo fu teatro di aspre contese tra la Repubblica di Genova e il vescovo Conte di Luni, ma fu anche sottomesso agli Estensi e ai Malaspina, ai Fieschi e ai signori di Lucca. Nel 1276 diventò terra di confine della Repubblica genovese, un caposaldo per resistere alla mire espansionistiche di fiorentini e Pisani. Possedeva anche un castello, anch'esso al centro di vicende travagliate, che andò distrutto nel corso dei secoli.
La frazione comunale più importante è Tivegna, un borgo murato di probabile origine etrusca, anche se non esistono documenti che certifichino questa provenienza. Dal suo aspetto, invece, sembra che il paese sia stato ben difeso prima di Bastremoli, di Sorbolo, dello stesso Follo e di Polverara.
Il castello di Tivegna sorgeva proprio nel punto più elevato del paese e, strano a dirsi, non partecipò a lotte intestine e non si distinse mai per gloriose gesta e neppure per grandi infamie. Non si conosce il periodo in cui andò distrutto ma si può ritenere che esso fosse ancora in piedi il 10 febbraio del 1418, come si può dedurre da un documento conservato presso la Biblioteca Civica della Spezia.
Di fronte all'antico Oratorio di Sant'Antonio, un tempo dedicato alla Madonna del Carmelo, si apre un vasto spiazzo denominato "Aia della Corte". Ai tempi, in questo luogo, Tivegna teneva il suo parlamento. Le famiglie locali discutevano e legiferavano per Follo, Bastremoli, Beverino e altre comunità del Serenissimo Dominio. La piazza, oggi adibita a parco urbano, era tutta circondata di lecci all'ombra dei quali venivano firmati i principali atti pubblici.
La chiesa parrocchiale di Tivegna è dedicata a San Lorenzo e le prime notizie certe risalgono al XIII secolo. L'interno conserva i resti di una significativa scultura marmorea della "Madonna col Bambino", di scuola pisana del XIV secolo, parzialmente danneggiata da una bomba durante l'ultimo conflitto mondiale. Sono visibili anche altre opere marmoree e lignee del XVIII secolo e il dipinto raffigurante "Vergine, San Michele Arcangelo e San Giovanni Battista", attribuito a Domenico Fiasella.
Un'altra frazione importante del Comune è Piana Battolla, il cui nome origina da un'antica famiglia del luogo, una località dove si sono sviluppati vari commerci e servizi.
A Bastremoli, nel 1829, nacque Gio Batta Paita, personaggio politico di stampo antico ma con visioni lungimiranti, che fu sindaco della Spezia e deputato. Nei suoi 45 anni di vita pubblica incise profondamente sull'avvenire della sua vallata. Ideatore di molte opere infrastrutturali, nel 1889 riuscì anche a far costruire il ponte sul Vara a Ceparana, creando così un collegamento con la Lunigiana e il parmense che diede nuova vita a tutto il comprensorio. Alla Spezia, dove si spense nel 1901, vide da lontano l'avvenire marittimo della città, e quindi ne ideò il suo porto. Nel 1897, intuendo che La Spezia avrebbe potuto avere anche un forte sviluppo industriale, fece votare lo spianamento del Colle dei Cappuccini per mettere in comunicazione l'antico nucleo cittadino con la parte nuova di Migliarina.
●  Carrodano
Le origini di Carrodano risalgono a tempi molto remoti. Il toponimo «carro-donum» riporterebbe infatti ad un accampamento mobile di carri che, secondo alcuni studiosi, sarebbe riferibile all'invasione dei Galli avvenuta nel IV secolo avanti Cristo. Dati certi però sono riscontrabili solamente a partire dal periodo medievale.
Carrodano Inferiore rientrava nei domini dell'Abbazia vescovile di Brugnato; nel 1156, per diploma di Federico I, Carrodano Soprano fu possedimento dei Malaspina, quindi assegnato ai Da Passano ed infine, dal 1229, diventò un territorio della Repubblica di Genova.
A Carrodano Superiore, lungo l'antica via dei pellegrini diretti a Santiago de Compostela, sono ancora visibili i ruderi dell'ospitale di San Nicolao. Più a valle, sulla strada per Bracco, si trova il caratteristico ponte medievale a due archi, restaurato per il Giubileo del 2000, che attraversa il torrente Malacqua.
La bella chiesa di Carrodano, dedicata a Santa Felicita, si affaccia sulla omonima piazzetta ovale, che è un monumento storico. Felicita era una ricca matrona romana, uccisa assieme ai suoi sette figli perché non volle abiurare la sua fede. All'interno dell'edificio è custodito un prezioso gruppo ligneo, che viene attribuito al Maragliano e alla sua scuola, dove la Santa è in attesa di essere colpita dal carnefice.
Nella frazione Mattarana è caratteristica la facciata della chiesa di San Giovanni Battista. In località Ferriere, sulla strada per Levanto, si eleva la Chiesa dei Santi Andrea e Aurelio, un edificio dalle linee architettoniche molto semplici che venne fatto costruire dai Fieschi nel XVII secolo, proprio a fianco del loro palazzo.
●  Carro
Questo comune dell'Alta Val di Vara è stato certificato come "il più silenzioso" di tutta la Provincia della Spezia. Carro ospita sul suo territorio un interessante Museo Mineralogico e nel centro storico abitò il nonno paterno del celebre violinista Niccolò Paganini, in memoria del quale viene organizzato ogni anno un Festival musicale, con concerti itineranti in tutta la Provincia.
Nel punto più elevato del capoluogo è posta l'artistica Chiesa di San Lorenzo, edificata nel XV secolo, in origine dedicata a Santa Caterina da Siena. L'interno dell'edificio presenta un altare di marmo bianco finemente lavorato; un artistico medaglione del 1700 rappresentante la Vergine Maria; una pregevole tela raffigurante il "Martirio di San Lorenzo", opera del pittore fiammingo Giuseppe (Joseph) Dorffmeister, che ebbe la sua maturità artistica verso la fine del XVIII secolo.
A Cerreta di Carro nacque Antonio Maria Gianelli, già vescovo di Bobbio, divenuto Santo nel 1951, che dal giugno del 2000 è il patrono della Val di Vara (vedi note complete più sotto). Il Caselli, nel suo testo "Lunigiana ignota", ricorda che era di Carro anche Faustino De Ferrari, religioso di grande pietà che, dietro sua esplicita richiesta, nel 1733 venne destinato alle missioni apostoliche dell'Angola. Il «buon padre» morì in terra d'Africa, dopo 7 anni di fatiche spese nel cercare di convertire quelle popolazioni alla religione cristiana. Tradizione narra che, durante il suo operato, si fosse reso autore di vari eventi miracolosi. Per questo motivo, una volta scomparso, iniziò a divenire oggetto di profonda venerazione popolare, senza però raggiungere la santificazione.
●  Calice al Cornoviglio
La natura del territorio è quella tipica dei colli a cavallo fra la Lunigiana e l'estremo Levante ligure. Calice affonda le proprie radici nel passato fino all'XI secolo a cui risalgono i cenni più antichi riferibili al suo Castello che, all'epoca, apparteneva agli Estensi. In un documento del 1033 si legge che il marchese Adalberto d'Este lo destinò al Borgo San Donnino (attuale Fidenza), assieme ad altre sue proprietà.
Le sei frazioni che costituiscono il Comune, posto lungo le pendici del Monte Cornoviglio (1164 metri slm), sono: Santa Maria, Villagrossa, Borseda, Bruscarolo, Madrignano Castello e Calice Castello. Quest'ultima rappresenta anche il capoluogo ed è sede quindi del Municipio.
Calice Castello è un borgo murato che si snoda a semicerchio seguendo lo sperone di roccia, affacciato sul torrente Usurana, sul quale è edificato. Domina l'abitato il Castello Doria Malaspina, una costruzione massiccia e quadrata che ospita vari servizi territoriali. Dal 1416 furono i Fieschi a divenire Signori di Calice e Madrignano. Successivamente il castello passò ad Andrea Doria per finire poi ai Malaspina nel 1700. Alterne vicende lo riconsegnarono nuovamente agli Estensi ed infine ai Savoia.
Nel corso del tempo il Castello ha perso molte delle caratteristiche architettoniche legate alle sue funzioni di fortezza militare ed oggi si presenta come un elegante palazzo signorile. Le sue sale ospitano vari servizi museali, tra i quali il Museo dell'Apicoltura (il primo aperto in Liguria) e il Centro di Educazione Ambientale, dotato di un laboratorio con microscopio elettronico e varie attrezzature audiovisive. Presso il maniero hanno sede anche la Pinacoteca "David Beghè" e il Centro Servizi Territoriali (CST) che è stato istituito dal Parco di Montemarcello Magra-Vara. Il CST fornisce informazioni sull'Alta Via dei Monti Liguri ed offre servizi di trasporto per disabili, escursionisti e cicloturisti, da e per l'Alta Via, unitamente a servizi di accompagnamento mediante guide ambientali ed escursionistiche.
In alcuni borghi comunali si possono incontrare forme particolari di architettura ligure, come cripto-portici e gallerie, che scorrono sotto l'asse principale della costruzione sovrastante, con tutta probabilità destinata a dimora di qualche nobile famiglia locale.
Chi passa in quelle zone può visitare edifici sacri di elevato livello artistico come l'Oratorio di Valdonica, dedicato alla Madonna del Carmine, e la chiesa di Calice Castello, dedicata a Santa Maria Lauretana. Altri interessanti luoghi di culto sono la chiesa parrocchiale di Madrignano Castello, quella di Viallagrossa e quella di Santa Maria.
●  Borghetto Vara
BORGHETTO VARA - Come racconta il suo nome, in origine era un piccolo gruppo di case circondato da mura, le cui vestigia scomparvero verso la fine del XIX secolo. Sorse al confine della Diocesi Lunigianese con quella di Brugnato e dipendeva dalla parrocchia di Ripalta, oggi sua frazione.
Anticamente era chiamato "Burgus Sanctae Magdalenae" e per la sua posizione stategica sull'antica Via Aurelia fu, dalla sua fondazione (1274), luogo di sosta ideale per viandanti e pellegrini. Vi pernottarono molti personaggi illustri, tra i quali: Papa Pio VII, Giuseppe Mazzini, Richard Wagner, Vittorio Emanuele e Guglielmo Marconi.
Pogliasca è la frazione più grande del Comune e si trova a circa tre chilometri di distanza dal capoluogo, in direzione Genova. Il nome origina dal torrente che la lambisce con la sua riva sinistra. Nel borgo si eleva la Chiesa di San Maurizio, che fu edificata verso la fine del XVII secolo e, più precisamente, nel 1671 come indicato dalla scritta posta sull'architrave della porta principale. Vicino alla chiesa troviamo l'Oratorio di San Rocco.
Nella frazione l'Ago si conserva una delle più importanti biodiversità della provincia spezzina, il pisello nero, destinato a diventare un presidio slow food.
Prima dell'ultimo conflitto mondiale, sulla piazza centrale di Borghetto, in località Sogiora, si elevava la bella chiesa di San Carlo Borromeo. L'edificio, che era stato costruito nel 1618 e, nell'anno successivo, aveva assunto la definizione di parrocchiale, andò distrutto sotto i bombardamenti. Oggi, curiosamente, rimane in piedi solo il campanile. All'interno della chiesa era conservato un ricco baldacchino di seta broccata, che si vuole fosse stato donato da Papa Pio VII quando, prigioniero di Napoleone I, aveva sostato in paese durante il suo trasferimento alla volta di Savona.
In tempo di guerra le bombe danneggiarono rovinosamente anche il Ponte Vecchio sul torrente Pogliaschina, costruito in mattoni rossi dell'800. Rimesso in piedi al termine del conflitto, incappò in un altro episodio sfortunato il 10 settembre del 1981 quando una disastrosa piena del corso d'acqua ne determinò nuovamente il crollo, con successiva ricostruzione.
Ancora più recentemente, il 25 ottobre 2011, la zona dove si trova la struttura è stata oggetto di devastazione in seguito al nubifragio che si è scatenato su vaste aree dello Spezzino e della Lunigiana. L'area si trova tuttora in corso di ricostruzione e riqualificazione.
●  Bolano
In questo comune termina l'Alta Via dei Monti Liguri (vedi note approfondite nel paragrafo sottostante) che, partendo da Ventimiglia, attraversa tutto l'arco ligure. Nella 43a e ultima tappa il percorso, dopo aver attraversato il centro storico, prosegue lungo la dorsale collinare per concludersi nella frazione Ceparana. La strada è percorribile a piedi, in mountain bike o a cavallo e si snoda lungo le antiche mulattiere di crinale.
I primi abitanti della Val di Vara furono i Liguri-Apuani (vedi link nel border nero), ai quali risalgono i sepolcri a cassetta con cinerari ritrovati a Ceparana.
Storicamente il borgo di Bolano fu soggetto ad alterne vicende. Da possedimento del Vescovo di Luni Pietro nel XII secolo passò sotto il dominio dei Malaspina e non tornò indietro neppure nel 1306 in occasione dei trattati di pace orchestrati da Dante Alighieri. La questione dei Castelli di Bolano e della Brina rimase infatti irrisolta.
Nel 1510 i Bolanesi, stanchi dei loro soprusi, abbandonarono i Malaspina e il loro territorio divenne un avamposto del Banco di San Giorgio della Repubblica di Genova. La cosa non piacque per nulla ad Antonio Malaspina III il quale scagliò una famosa invettiva contro Genova, documento oggi conservato al British Museum di Londra.
●  Beverino
L'antico borgo si trovava lungo il fiume Vara e le prime notizie certe fanno riferimento al secolo XI, quando gli Estensi provvidero a fortificarlo e a trasferirlo sulla collina dove attualmente si trova. Studi più recenti farebbero però presupporre che alcune frazioni siano state fondate dai Longobardi in epoche precedenti.
L'etimologia del nome Beverino presenta inoltre una notevole assonanza con quello di Beverone, un monte che si eleva vicino al borgo. Secondo alcuni studiosi risponderebbe a "Beubronne", ovvero Bebronna, una divinità degli antichi Liguri.
Nel 1218 i Malaspina giurano fedeltà alla Repubblica di Genova e portano l'intero territorio sotto la sua giurisdizione. Dai Malaspina fu quindi venduto ai Vescovi di Luni i quali, nel 1222, lo cedettero in enfiteusi ai Nobili di Vezzano. In seguito ci fu il passaggio ai Conti Fieschi di Lavagna e quindi l'incorporazione nel dominio della Repubblica di Genova.
In quell'epoca tutte le frazioni erano borghi fortificati, muniti di un castello, costruzioni che, con lo scorrere del tempo, sono andate in rovina. I loro nomi corrispondono a: San Cipriano, Bracelli, Castiglione Vara, Corvara, Cavanella Vara e Padivarma, quest'ultima sede di Municipio.
In località San Cipriano si eleva la chiesa omonima, un ex oratorio che è uno dei più antichi monumenti di tutta la Val di Vara. Infatti i ruderi della primitiva costruzione, sui quali è eretto l'attuale edificio, si elevano dal suolo un paio di metri e mostrano uno stile proprio del secolo XIII. L'oratorio, con tutta probabilità, sorse nelle vicinanze di un ponte sul torrente Graveglia, distrutto nel corso del tempo dalle piene del corso d'acqua.
Beverino è terra di Lorenzo Costa, letterato e poeta, autore del "Cristoforo Colombo" e di un "Canzoniere del Cosmo", lavori che fanno riconoscere in lui un'influenza dantesca.
Questo personaggio illustre nacque alla Spezia da Angiola Picedi dei Conti di Vezzano, una nobildonna locale che, come richiedeva il suo ruolo, al momento di partorire si recò in città per avere tutte le assistenze del caso.
Il poeta passò in questa vallata gli anni della sua gioventù, imparando a leggere e scrivere dal prevosto di Biassa. Una volta trasferitosi a Genova, ritornò spesso in loco per riposarsi e trovare ispirazione per i suoi lavori. Alla Spezia gli sono state intitolate una via e un Liceo Ginnasio (1885).
 
Grafica per titolo argomento  Commercio, strade, itinerari e luoghi di culto

Per chi da Roma voleva raggiungere la Spagna o la Francia, giunto via terra alla foce del fiume Magra, o si imbarcava o percorreva una strada di crinale lungo la linea di costa della Liguria. La Val di Vara, in questo contesto, è sempre stata una terra di passaggio. Le vie sono cresciute con l'uso del territorio da parte dell'uomo. Strade medievali sono sorte sulle antiche vie di transumanza usate per portare a svernare le greggi, altre sono nate per raggiungere i campi coltivati, altre ancora per andare a caccia, altre per commerciare con i paesi vicini.
La vallata è oggi teatro di un complesso sistema viario che l'attraversa sia

longitudinalmente che trasversalmente. Le vie longitudinali sono rappresentate da tre direttive principali: il percorso di fondovalle dove oggi insistono l'autostrada A12 e la via Aurelia, il sentiero n. 1 del CAI lungo la costa e l'Alta Via dei Monti Liguri lungo il confine con la Lunigiana. Trasversalmente si incontrano tutte quelle strade che mettevano in comunicazione la Val Padana con le Cinque Terre e il mare. Queste vie sono le stesse già usate dai cacciatori del paleolitico e successivamente dagli allevatori dell'età del bronzo e del ferro.
Prima dell'ottocento erano quanto di meglio

COMUNE DI ROCCHETTA VARA - Il Ponte del Ramello è uno dei punti più frequentati dai bagnanti del fiume Vara

ROCCHETTA VARA - Il Ponte del Ramello

potesse offrire il territorio per il trasporto delle merci dagli approdi di Levanto e Sestri Levante per arrivare ai mercati di Parma e Piacenza.

■  Alta Via dei Monti Liguri
E' un itinerario escursionistico di lunga percorrenza che attraversa tutto l'arco montuoso regionale, da Ventimiglia (IM) a Ceparana (SP), seguendo lo spartiacque principale che separa il versante tirrenico da quello padano, unendo le Alpi Liguri con l'estremità orientale dell'Appennino Ligure.
L'AVML nacque nel 1963 grazie ad un progetto del CAI (Club Alpino Italiano) e della FIE (Federazione Italiana Escursionismo), realizzato con il coordinamento del Centro Studi Unioncamere Liguri. L'idea era quella di valorizzare la vecchia mulattiera di crinale, che era già stata individuata e mantenuta dai soci della FIE e, prima ancora, dalla Società Italiana Prealpina, fondata nel 1906.
Il percorso ha uno sviluppo di 430 chilometri ed è suddiviso in 43 tappe, ognuna delle quali può essere facilmente percorsa in una giornata. L'itinerario è ideale per conoscere ed apprezzare l'entroterra e le zone di montagna liguri, attraverso territori di notevole pregio naturalistico e storico-architettonico, con panorami che, nelle giornate più terse offrono spettacolari vedute sulla costa ed il mare, sulla Pianura Padana, sugli Appennini e sulle Alpi.
Con la Legge Regionale n.5 del 1993, che riconosce e pone sotto tutela il tracciato AVML, è stata costituita l'Associazione Alta Via dei Monti Liguri, che ha il compito di curare la manutenzione e la valorizzazione del percorso.
L'AVML è oggi integrata con importanti itinerari di interesse nazionale ed internazionale: La GTA (Grande Attraversata delle Alpi), la GEA (Grande Escursione Appenninica), il Sentiero Europeo E1 che da Flensburg in Germania arriva a Castelluccio di Norcia (PG) e il Sentiero Europeo E7 che dal Portogallo conduce in Romania.
■  Le antiche strade dei pellegrini
Sulle strade principali, nel medioevo, sorsero le pievi, con le cappelle collegate e gli "hospitalia", luoghi di sosta per i pellegrini (vedi link "Le vie di pellegrinaggio") di passaggio, generalmente legati ai santuari. Lungo la direttrice che transitava per il Passo di San Nicolao, oggi Passo del Bracco (vedi foto sotto), si dirigevano i "viatores" diretti a Santiago de Compostela per venerare le reliquie dell'apostolo S.Giacomo.
La religiosità arcaica della Val di Vara è testimoniata dalla presenza di chiese romaniche,
CARRODANO - Il Passo del Bracco: un tempo luogo di transito per i pellegrini diretti a Santiago de Compostela, oggi paradiso dei motociclisti

CARRODANO - Il Passo del Bracco

classicheggianti o barocche, ed i suoi abitanti vivono con attaccamento i culti e le cerimonie che si tramandano da secoli. Una di queste è appunto l'Infiorata del "Corpus Domini".
Le tre pievi principali della Media e Bassa Val di Vara sono quella di Pignone (Santa Maria Assunta - in stile monastico - ricostruita nel 1339), quella di Sant'Andrea (oggi in provincia di Massa Carrara) e quella di Bolano (Santa Maria Assunta - ricostruita nel 1782).
A Calice al Cornoviglio troviamo la chiesa parrocchiale di Santa Maria Lauretana che fu fatta costruire dalla marchesa Placida Doria

nel 1638, la chiesa di Santa Maria Assunta - con l'abside affrescato dal pittore Beghé - che ospita un organo costruito da Agati di Pistoia.
Una pieve dedicata a Santa Maria Assunta è stata eretta anche a Sesta Godano, il 15 agosto teatro di grandi festeggiamenti in onore della Madonna con processione (curata dalla Confraternita del Santo Rosario e dal Comitato, alla quale i ragazzi e gli insegnanti

della scuola media locale partecipano in abiti d'epoca da loro stessi realizzati), luminarie e spettacolo pirotecnico.
Vicino a Pignone si può ammirare il santuario della Madonna del Buon Consiglio, costruito nel 1640, e, sulla strada che conduce poi a Soviore, Levanto e Monterosso, il santuario del Trezzo dove è conservato un dipinto del 1586 raffigurante la Madonna in trono col Bambino.
In Valdipino è visitabile il santuario mariano di N.S. dell'Agostina, la cui costruzione iniziò nel 1607, così chiamato in ricordo di Agostina Masocchi che rinvenne in un bosco di castagni un'immagine della Madonna considerata miracolosa dalla gente del luogo.

VARESE LIGURE - Il Ponte di Grecino sul fiume Crovana

VARESE LIGURE - Ponte di Grecino

Tra Borghetto Vara e Brugnato sorge l'importante Abbazia dell'Accola (le prime notizie datano all'anno 881 e la sua fondazione al periodo longobardo). In Brugnato trovasi il santuario della Madonna dell'Olivo.
Splendide testimonianze di una religiosità antica, non in contrasto con la fede cristiana, sono le "teste apotropaiche" sparse un pò in tutta la valle. Le più significative si trovano a Carro, Caranza, Sesta Godano, Beverino e Corvara. Queste teste umane, scolpite nella pietra, sono murate nelle pareti esterne delle abitazioni e rappresentano numi tutelari che devono spaventare i nemici e allontanare gli spiriti maligni dalle proprietà e dalle famiglie.

■  Il Santo Patrono della Val di Vara
Nel comune di Carro, da Ponte Santa Margherita parte un'impervia stradina che, inerpicandosi nella boscaglia, supera la dorsale collinare per raggiungere la frazione Castello e il capoluogo. Dopo circa 3 chilometri, appena il percorso inizia leggermente a spianare, fa capolino attraverso la vegetazione il Santuario di Cerreta, posto nella località omonima. Il complesso è dedicato al Santo Antonio Maria Gianelli che, dal giugno del 2000, è anche il Patrono della Val di Vara.
Nelle vicinanze della piccola chiesa si trova anche la casa dove il Gianelli venne alla luce il 12 aprile del 1789. Figlio di genitori contadini, il padre lavorava come mezzadro presso la signora Nicoletta Assereto in Rebisso, ricca vedova e proprietaria terriera.
Antonio Maria Gianelli compì i primi studi presso la scuola istituita dal prevosto nei locali della canonica di Castello. La famiglia non aveva però i mezzi per farlo continuare e pertanto fu proprio la signora Assereto che, nel 1807, lo accolse nella sua casa di Genova e lo presentò al seminario come alunno esterno.
Nel marzo del 1812 il cardinal Spina, arcivescovo di Genova, lo ordinò diacono. Sempre in Genova, nel maggio dello stesso anno divenne sacerdote nella Chiesa di Nostra Signora del Carmine, grazie ad una dispensa papale perché non aveva ancora compiuto 24 anni. Per celebrare la sua prima messa scelse di fare ritorno nella sua terra natia, a Cerreta di Carro.
Il Santo iniziò la sua opera pastorale prestando aiuto al vecchio abate della Chiesa di San Matteo della famiglia Doria. Il 12 gennaio del 1829 fondò a Chiavari la congregazione delle Figlie di Maria Santissima dell'Orto, le religiose che sono meglio conosciute come Suore Gianelline.
Nell'aprile del 1845, quando era vescovo della Diocesi di Bobbio, comparvero in lui i primi sintomi della tisi, malattia che lo debilitò gravemente, tanto da portarlo alla morte nel giugno dell'anno successivo. Le sue spoglie oggi riposano nel Duomo di Bobbio.
Antonio Maria Gianelli è stato canonizzato da Papa Pio XII il 21 ottobre del 1951.
Fonti:
- Comunità Montana Alta, Media e Bassa Val di Vara;
- Segnaletica turistica dell'Alta Via dei Monti Liguri;
- Segnaletica turistica del Santuario di Cerreta;

- "Lunigiana ignota" - di Carlo Caselli (Il viandante) - FORNI Editore - Bologna 1933;
- "Per le strade della Liguria e della Toscana" - QN / LA NAZIONE;
- "Spazio Aperto" - IL SECOLO XIX;
- "Album della Spezia" - a cura di Giorgio Batini - Ed. LA NAZIONE.
 
TOLTE DAL CASSETTO - Finestre fotografiche su Liguria e Toscana
 

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