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Terra della Luna

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  CHIP (Mensile di micro e personal computer) - n° 4 aprile 1984 - Oltre a vari test, la rivista presenta uno "Speciale Usa" avente come oggetto un viaggio nella Silicon Valley

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Archivio di grandi eventi
nazionali ed internazionali,
inchieste, reportages su
quotidiani e riviste celebri

 

FINESTRE APERTE
SUL TERRITORIO

Elenco puntato - Genova  GENOVA

Il capoluogo della Liguria
ha il centro storico più grande
d'Europa. Nel 2004 è stata la
"Capitale Europea della Cultura"...

Elenco puntato - Euroflora  EUROFLORA

In primavera, ogni 5 anni,
alla Fiera di Genova va in scena
lo spettacolo dei fiori per eccellenza.
I giardini più belli del mondo...

Elenco puntato - Via Francigena  VIA FRANCIGENA

Col Giubileo del 2000 è stata
definitivamente rivalutata
la via di Sigerico, che i pellegrini
percorrevano a piedi fino a Roma,
in segno di pentimento...

Elenco puntato - Parco del Magra  PARCO DEL MAGRA

A Gennaio 2008 il Parco Naturale
Regionale del Magra è il territorio
eco-certificato più esteso d'Europa...

Elenco puntato - Golfo della Spezia  GOLFO DELLA SPEZIA

Tra la punta di Portovenere e il Capo Corvo si apre una delle più profonde insenature di tutto il litorale occidentale italiano, declamata nei versi di illustri poeti e nella quale è incastonata La Spezia, città sede di porto militare e mercantile, che oggi è anche punto di attracco per le navi da crociera...

Elenco puntato - Le Cinque Terre  LE CINQUE TERRE

Cinque borghi marinari il cui destino è sempre stato storicamente legato alla terra e all'agricoltura piuttosto che alla pesca. Un paradiso naturale della Liguria che nel 1997 è stato inserito dall'UNESCO tra i Patrimoni Mondiali dell'Umanità...

Elenco puntato - La Val di Magra  LA VAL DI MAGRA

Nobili, vescovi, mercanti e pellegrini
lungo l'asse della Via Francigena.
Culture differenti per storia e tradizioni,
nei secoli, si sono sovrapposte
e hanno permeato il territorio con
i segni del loro passaggio...

Elenco puntato - La Val di Vara  LA VAL DI VARA

La "Valle dei borghi rotondi"
è anche conosciuta come
la "Valle del biologico" per le sue
produzioni agricole ottenute con
metodi antichi e naturali.
Varese Ligure nel 1999 è stato il
1° comune ecologico d'Europa...

Elenco puntato - La Lunigiana  LA LUNIGIANA

La "Terra della Luna", in Italia,
ha la più alta concentrazione di
antichi castelli. Se ne contano
circa 160. Alcuni sono bellissimi e perfettamente conservati...

Close Up

Argomenti in primo piano,
news, eventi e storia del territorio

Le terme di Montelungo
Chiare e limpide, ma maleodoranti oltre ogni limite, sono le acque sulfuree che escono da alcune polle situate a Cavezzana d'Antena, località che sorge alla destra del torrente Civasola, alle falde del monte Cuchero, nel pontremolese. Dal maggio 2019 la fonte è al servizio dello stabilimento termale di Montelungo...

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Il Premio Bancarella
Sintesi di una passione
per il libro che dura a
Pontremoli da oltre 5 secoli...

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La Festa del Libro
A Montereggio di Mulazzo
tutte le piazze e le strade
sono intitolate ad un editore...

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Storia di stampatori e librai
In Lunigiana i primi libri con la tecnica a caratteri mobili vengono stampati nel 1471 quando Jacopo da Fivizzano mette al torchio
una decina di titoli...

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Carta della Lunigiana Storica
Una cartina con note mostra il
territorio, un tempo abitato dai
bellicosi Liguri Apuani,
da dove parte questo sito...

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Sentieri della Via Francigena
Una cartina del CAI traccia
i sentieri storici della
Via Francigena tra Aulla e
Sarzana, che sono
nuovamente percorribili dopo
essere stati ripuliti e segnalati...

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Le vie di pellegrinaggio
I pellegrinaggi a Gerusalemme iniziarono già dai primi secoli dopo la morte di Cristo. La via Francigena non vide solo il passaggio di pellegrini ma anche di viandanti, militari e mercanti che misero a confronto la loro cultura con quella dei territori attraversati...

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  ALBIANO MAGRA (Presepe vivente) - Bozzetto della Natività con Re Magi ricavato dalla fotografia originale

Presepe vivente ad Albiano
Durante le feste natalizie sulla porta d'accesso al borgo di Albiano Magra campeggia la scritta "Betlemme": è il primo segno della Natività vivente che viene allestita in questa piccola frazione del comune di Aulla.
Nei fondi del centro storico vengono recuperati i mestieri e le attività commerciali dei tempi antichi e tutte le vie sono illuminate con torce e candele...

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La Ferrovia Aulla-Lucca
Questa strada ferrata fa oggi capo alla moderna stazione di Aulla-Lunigiana, la quale serve anche la Ferrovia Parma-Spezia.
I primi progetti di questa linea non elettrificata risalgono al 1850, quando si pensava di collegare Lucca a Reggio Emilia.
Venne ufficialmente aperta il 21 marzo del 1959 e oggi alla modernità delle automotrici "Swing" unisce, ogni tanto, il fascino dei treni d'epoca e delle sbuffanti locomotive a vapore...

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La Ferrovia Pontremolese
La città di Pontremoli è servita dalla strada ferrata alla quale ha dato anche il nome. E' stata invece dismessa la stazione di Terrarossa-Tresana, che apparteneva al vecchio tracciato a binario unico.
In origine la linea ferroviaria Parma - La Spezia era lunga 120 chilometri. I lavori per la sua costruzione iniziarono nell'ottobre del 1880 e durarono 14 anni. Oggi sono in corso opere per un potenziamento strutturale ed il raddoppio dei binari, già completato per oltre un 50% del percorso...

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Crollo del Ponte di Albiano
La mattina dell'8 aprile 2020 crollava sul letto del fiume Magra una struttura storica della viabilità spezzina e lunigianese. La fine annunciata da un boato assordante e da una grande nuvola di polvere...

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  AULLA (25 ottobre 2011) - Volontari al lavoro per ripulire un supermercato

Nubifragio del 25/10/2011
Un evento atmosferico di
eccezionale portata ha dato luogo
a forti precipitazioni nel Levante
ligure e nell'alta Toscana.
La concentrazione della pioggia, in alcune aree dello Spezzino e della Lunigiana, ha raggiunto livelli tali da originare una vera e propria apocalisse. Pesantemente colpita anche la città di Aulla...

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  AULLA - Il ponte sulla Statale del Cerreto in località Serricciolo che è crollato durante l'ondata di piena del torrente Aulella (11 novembre 2012)

Nubifragio dell'11/11/2012
Le forti piogge nella notte tra il 10 e l'11 novembre 2012 hanno causato un innalzamento record delle acque del torrente Aulella. Oltre a varie esondazioni, in località Serricciolo il ponte sulla Statale del Passo del Cerreto non ha retto all'ondata di piena ed è crollato...

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Fotografie © GIOVANNI MENCARINI

 
La Lunigiana  Titolo di testa - La Lunigiana (2)    (2)

Località e territorio

 

Morfologia

Liguri Apuani

Alpi Apuane

Antiche ricette

Miele DOP

Prodotti naturali

PONTREMOLI

Pontremoli è definita la "capitale culturale della Lunigiana" per le sue antiche tradizioni legate alla stampa, promozione e diffusione del libro. Il suo territorio è sempre stato di vitale importanza per i traffici commerciali, vista la sua posizione strategica lungo la Statale 62 della Cisa, molto nota in epoca longobarda quando veniva chiamata Via di Monte Bardone ed era la primaria strada di collegamento tra il nord e sud dell'Italia. Pontremoli è uno dei comuni fondamentali per la Lunigiana ed il suo territorio è il quarto in Italia per estensione. Il borgo originale sorse attorno al Castello del Piagnaro, oggi sede del Museo delle Statue Stele. Il suo momento di maggiore sviluppo, testimoniato da notevoli impronte nel tessuto edilizio cittadino, risale al Sei-Settecento in seguito all'annessione al Granducato di Toscana (1650). I numerosi palazzi borghesi del tempo conferiscono al centro storico un aspetto agiato e signorile. La città ospita numerosi edifici ecclesiastici come la chiesa romanica intitolata a San Francesco, la chiesa di San Pietro e il tempio dedicato a San Lazzaro. Molto caratteristica la Torre dell'Orologio, fatta costruire da Castruccio Castracani per la difesa del territorio. Nella

Comuni,
arte, turismo,
trasporti,
economia e
gastronomia

(1)

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Pontremoli, città
del libro e del
Premio Bancarella

PONTREMOLI - Spoglio delle schede al Premio Bancarella

PONTREMOLI - La statua di San Geminiano, protettore della città e visibile sullo sfondo

La statua di
San Geminiano,
protettore di
Pontremoli

Panorama
invernale
di Caprigliola
alle pendici del
Monte Grosso

CAPRIGLIOLA - Panorama invernale con sfondo il monte Grosso
piazza omonima si trova il Teatro della Rosa di fronte al quale si erge maestosa la torre di Castelnuovo. In Piazza della Repubblica si svolge ogni anno a luglio il Premio Bancarella, uno dei più importanti premi letterari d'Italia, unico ad essere assegnato con i voti dei librai anziché dei critici. Il Museo del Piagnaro raccoglie tutte le Statue Stele della Lunigiana, in originale o in copia. Le Statue Stele sono monumenti di diversa tipologia che esprimono una concezione magico-religiosa dell'esistenza. Ne sono stati trovati anche in Romania, Svizzera, Corsica, Francia, Spagna. In Italia, statue antropomorfe femminili e maschili, di simile fattezza sono state rinvenute in Sardegna, in Val Camonica, in Puglia, in Alto Adige e nella Valtellina.
Frazioni importanti di Pontremoli sono la SS. Annunziata, Torrano, Grondola, Montelungo sulle pendici della Cisa, Arzelato, Vignola e Succisa.
Grafica titolo argomento  Pontremoli, la città dei ponti

Abbracciata com'è da due corsi d'acqua e legata all'esigenza di attraversarli, Pontremoli potrebbe essere chiamata la «città dei ponti». Il primo agglomerato di case nacque in tempi remoti in quel luogo che appariva particolarmente adatto per attraversare il fiume Magra e dove probabilmente esisteva un ponte. Si avanza l'ipotesi che il nome «Pontremulum» possa derivare da un «Pons Remuli» o «Pons Tremuli». Certo è che la città ebbe nel tempo numerosi ponti, sia sul Verde che sulla Magra, e le sue costruzioni, seppur robuste anziché tremolanti, dovettero ben presto fare i conti con le frequenti e disastrose piene, e non tutte ressero alla violenza delle acque.

PONTREMOLI - Ponte romanico sul torrente Verde (Ponte Stemma)

La città vanta, naturalmente, ponti secolari come lo «Stemma» sul torrente Verde (vedi foto sopra), costruito inizialmente in legno, rinforzato nel 1391 con pietra muraria e rimesso poi in piedi dopo essere stato travolto da una piena nel 1567. Anche altre strutture che scavalcano gli impetuosi corsi d'acqua della valle sono state danneggiate e ricostruite in epoche più moderne.
Tra gli altri si cita il Ponte di Nostra Donna o Nostra Signora, che prese il nome dall'Oratorio in stile barocco che si innalza accanto alle possenti muraglie quadrate del Torrione di Castelnuovo, antica difesa del borgo dal lato di levante. La fortificazione, eretta nel XIV secolo, è volgarmente chiamata anche di «Busticca» dal nome del fabbro che li vicino aveva la propria officina.
Ai primi del Novecento l'iniziale ponte in pietra venne sostituito da una struttura in ferro; dopo la guerra venne edificato un ponte in cemento armato intitolato a Cesare Battisti.
Sul corso del torrente Verde si trovano il Ponte Inferiore di San Francesco che compare sullo stemma cittadino assieme alla Torre dei Seratti o del Casotto, il Ponte Superiore di San Francesco o della Cresa e il Ponte Zambeccari per la cui costruzione si rese necessario abbattere la Chiesa parrocchiale dei Santi Giovanni e Colombano, con grande malumore della cittadinanza.
Attraversa invece il Magra il ponte ottocentesco dei Quattro Santi, così chiamato perché ai suoi vertici sono collocate le statue di quattro figure canonizzate, tra le quali c'è quella di San Geminiano, patrono della città. Le altre sono Santa Zita, San Francesco Fogolla e San Francesco d'Assisi.
Nella stagione estiva i pontremolesi hanno sempre sfruttato le sponde del Magra e del Verde per ricavarci piccoli fazzoletti di terra, di forma quadrata o rettangolare, ove coltivare gli ortaggi. Questi orti erano allestiti per lo più dai frontisti, cioè dai proprietari delle abitazioni affacciate sui due corsi d'acqua, ma anche da altri abitanti della città. Alcune foto d'epoca dei ponti di Pontremoli documentano questa tacita usanza che nessuno si permetteva di contestare.
Purtroppo quando sulla catena appenninica si scatenava un'improvvisa tempesta le correnti dei due corsi d'acqua, molto ridotte nella bella stagione, diventavano impetuose e, nel loro violento e collerico procedere, spazzavano via anche queste coltivazioni.
Una grande piena del fiume Magra è ricordata all'entrata di Pontremoli, lato Porta Fiorentina, da una piccola lapide nella quale si legge: "Il di 21 settembre 1868 le acque del Magra, infrante le vicine more, qui giunsero all'altezza di metri due sotto questo segno".

Testi consultati - Vedi pagina principale "La Lunigiana"  Testi consultati: vedi pagina principale "La Lunigiana"
TRESANA
Anche se il Comune porta il nome Tresana la sua sede amministrativa è posta a Barbarasco, centro vitale del territorio, dove si può visitare la Chiesa dei Santi Quirico e Giulitta, in stile barocco, costruita nella seconda metà del XVIII secolo su un preesistente edificio sacro. L'adiacente torre campanaria fu eretta nel 1833.
Nella frazione Villa, immersa nel verde dei boschi, si trova il castello della Principessa Amalia di Baviera, grande estimatrice del territorio lunigianese.
A Giovagallo invece restano solo i ruderi di quello che fu l'imponente maniero dimora di Morello Malaspina, il condottiero guelfo che guidò i lucchesi e i fiorentini contro la ghibellina Pistoia, conquistata dopo ben undici mesi di assedio. Nonostante le divergenze politiche, il marchese era molto amico di Dante Alighieri, da lui ospitato durante il soggiorno in Lunigiana in occasione della "pace" di Castelnuovo Magra. Una volta estinta la discendenza di Morello il castello di Giovagallo seguì le sorti di Tresana.
A Riccò si trovano i ruderi dell'oratorio di San Rocco, datato 1400. Tresana è situata su una collinetta e sormontata dai ruderi del suo castello, non ben conservati. Si riconoscono ancora una base quadrangolare della torre denominata Turrio'n che si erge a fianco dei tronchi di

due torrioni.
La primitiva rocca di Tresana fu costruita molto probabilmente dai Longobardi e venne chiamata "Turris sana" o meglio "Tersana", che significa torre fortissima e inespugnabile.
Da qui l'origine del nome Tresana, che altriperò fanno risalire a "Turris ianua", cioè

TRESANA - Il colle del centro storico con i ruderi del castello Panorama
del colle
di Tresana
torre porta. Nel 1164 venne concessa da Federico Barbarossa a Obizzano Malaspina di Mulazzo. Fino alla metà del XIV secolo Tresana fece poi parte del marchesato di Giovagallo; all'estinzione di questo ramo cadetto ci fu il ritorno alla dinastia principale dei Da Mulazzo.
Il comprensorio è ricco di testimonianze del suo glorioso passato. Molte le pievi e i fortilizi di potere come appunto il suo castello costruito su un preesistente insediamento militare e amministrativo che doveva controllare i traffici della via di comunicazione che si sviluppava lungo la sponda destra del fiume Magra e si intersecava con la viabilità proveniente dal Genovesato.
LA ZECCA DI PORTA SOTTANA - Il degrado e la rovina del Castello di Tresana ebbero inizio verso la metà del XVII secolo quando alla morte di Francesco Guglielmo II Malaspina, accusato come il padre di aver coniato monete false (specialmente dello Stato Pontificio), il feudo venne venduto dal Re di Spagna alla signoria fiorentina dei Corsini. Il ricavato dell'operazione, avvenuta nel 1660, fu pari a 123.200 lire.
L'autorizzazione ad avere una zecca e battere moneta (assieme ad altri benefici) era stata concessa a Francesco Guglielmo I (il padre) durante l'investitura ufficiale ottenuta dall'imperatore Massimiliano II. La Zecca era stata allestita a sud del borgo, presso la cosiddetta Porta Sottana. Purtroppo, dai documenti rimasti, non è possibile individuare con precisione la data in cui iniziò a funzionare. Rimane il fatto che alcune monete sono arrivate fino ai nostri giorni e rivestono un particolare pregio nel mercato numismatico.
Anche sotto il governo di Guglielmo I erano uscite dalla zecca monete contraffatte per opera del suo luogotenente Castruccio Baldissori e del maestro di zecca Claudio di Antonio Anglese. La cosa aveva procurato al marchese un sacco di guai, comprese la ribellione del popolo, la scomunica da parte di Papa Clemente VIII e la perdita dei beni e del feudo fino all'anno 1606. Tornato in auge, a causa della scomunica, gli venne comunque consigliato di ritirarsi a vita privata, cosa che fece stabilendosi a Mirandola dove morì nel 1613 lasciando erede il figlio Guglielmo II.
L'accusa che già aveva gravato su padre piombò anche contro il figlio e questo riaccese alcune lotte interne con i suoi vassalli, fino alla morte improvvisa avvenuta nel gennaio del 1651. A questo punto il governatore di Milano entrò in possesso di Tresana per conto del Re di Spagna che in seguito la vendette ai Corsini di Firenze.
LA SIGNORIA DEI CORSINI - Il dominio fiorentino si protrasse fino alla conquista napoleonica. Tra i personaggi che si sono succeduti alla guida del governo locale, Bartolomeo III dei Corsini è unanimemente riconosciuto come il più grande dei marchesi di Tresana, che resse dal 1767 al 1792. Sin da ragazzo venne chiamato dal prozio, Papa Clemente XII, alla Corte Pontificia dove arrivò a ricoprire la carica di comandante della guardia nobile.
Quando succedette al padre Filippo II, Bartolomeo governò Tresana con spirito ultraliberale (per quei tempi), applicando nuove idee che si stavano diffondendo tra i popoli e che sarebbero state alla base della Rivoluzione Francese nel 1789.
Nel 1769 ordinò la costruzione di una «Scuola di Calligrafia ed Aritmetica» affinché il suo popolo diventasse più istruito. Nel campo del lavoro si distinse per la realizzazione di una fornace per cuocere laterizi che venne collocata a Barbarasco, in località "Fossoni". Con questa iniziativa voleva offrire ai cittadini del suo feudo maggiori opportunità di guadagno ed anche avviare delle attività commerciali collegate al settore.
Bartolomeo III viene anche ricordato per la bonifica del Piano di Tareda a Barbarasco, avvenuto con la deviazione del torrente Osca e la costruzione di un canale artificiale scavato in possimità dei molini dei Bianchini, mediante il quale il territorio venne staccato dal Piano di Langhignano. La popolazione di Barbarasco guadagnò una notevole superficie di terreni ad uso irriguo sulla quale presero largo impulso sia le coltivazioni granarie che quelle foraggere.
L'intraprendenza di Bartolomeo emerse anche quando ordinò la realizzazione della nuova chiesa di Barbarasco, che in seguito sarebbe diventata quella parrocchiale. Nell'edificazione di quest'opera incontrò l'avversione di molti, in particolar modo dei preti del paese, tanto che si rischiarono dei tumulti tra la popolazione.
Grafica titolo argomento  La chiesetta di Riccò di Tresana
RICCO' di TRESANA - La chiesa e il suo campanile a forma di torre merlata medievale
Nel comune di Tresana, transitando sulla Provinciale 20, s'incontra la chiesetta di Riccò, che ha una curiosa particolarità. L'occhio infatti cade immediatamente sulla torre merlata, di stile medievale, che si erge a fianco della stessa. Non si tratta di un fotomontaggio, ma è proprio il suo campanile!
Come ricorda una lapide in marmo dei Riccolesi riconoscenti, la costruzione risale al 1872 e si deve alla magnanimità del Cav. Consigliere Raffaele Cocchi, che la eresse a proprie spese.
E' proprio il caso di dire che, in Lunigiana, la notevole presenza di castelli medievali è sempre stata così caratteristica ed importante tanto da aver influenzato anche la costruzione di questa piccola chiesa di campagna. L'ampio piazzale antistante la pieve è dedicato a Don Adriano Filippi, che fu parroco della comunità dal 1981 al 1986.
Con gli accordi del Congresso di Vienna Tresana venne assegnata al ducato di Modena, sotto il quale rimase fino al 1859.
Il territorio, ricco di sorgenti e corsi d'acqua, è prevalentemente montuoso e collinare, fattore che impedisce lo sviluppo di grandi ricchezze economiche.
Le principali attività lavorative sono ricollegabili ai prodotti del bosco e sottobosco di castagno e cerro, alla vite, all'ulivo e altri alberi da frutta. Presenti anche coltivazioni di cereali, allevamenti di bovini ed aziende agrituristiche.
Feste, eventi e tradizioni popolari
FESTA DI SAN BIAGIO - Il 3 di febbraio a Villa di Tresana si festeggia San Biagio, che è considerato il protettore della gola. Qui il culto è stato introdotto da una donna proprietaria di una statuina del santo che, secondo tradizione popolare, liberò un bambino da una spina conficcata nell'esofago.
Il giorno precedente la festa i fedeli si fanno «segnare» la gola dal parroco con due candele benedette incrociate.
FESTA E FIERA DI SAN GIORGIO - A Tresana il 23 aprile si celebra San Giorgio, con esposizione della statua nei tre giorni precedenti e processione finale. La domenica successiva viene allestita anche una fiera di merci e bestiame.
IL MAGGIO - A Giovagallo, come in larga parte della Lunigiana, si festeggia l'arrivo del Maggio. Durante la notte i paesani si sfidano nel taglio dell'albero più alto, solitamente un pioppo. Le piante vengono poi appoggiate e legate, di nascosto, alle abitazioni di ignari amici. I relativi proprietari, nei giorni seguenti, dovranno pagare un piccolo pegno: se l'altezza dell'albero è minore di quella della casa basterà offrire una semplice bicchierata, in caso contrario tradizione vuole che agli autori del gesto si prepari anche uno spuntino o una cena.
SANTA ELISABETTA E SAN QUIRICO - A Barbarasco il 4 luglio si festeggia Santa Elisabetta, alla quale è dedicato un oratorio, costruito dai conti Picedi nel Settecento, dove si ergeva una maestà con il bassorilievo del Bambin Gesù, dal cui piede, secondo tradizione popolare, uscì sangue.
Il 15 luglio è invece la festa di San Quirico, patrono della frazione. I resti del martire, il cui culto è stato introdotto dai Corsini, venivano portati in processione ogni 5 anni. Per l'occasione si svolge anche un'importante fiera, denominata anche dei "Fioroni". In passato durava tre giorni (vigilia, fiera e fieretta) con grande afflusso di visitatori desiderosi di consumare i tradizionali e ottimi piatti locali.
AULLA
La storia di Aulla inizia praticamente nell'884 con la costruzione dell'Abbazia di San Caprasio, uno dei centri di preghiera più importanti della Lunigiana medievale, posto alla confluenza dell Magra con il torrente Aulella, voluto dal marchese di Toscana Adalberto e dotato di moltissimi beni che andavano dalla Val di Taro fino ad Albiano Magra. La città è il principale centro economico dell'Alta Val di Magra in Lunigiana e conta più di 10.000 abitanti.
Nodo viario strategico posto in un crocevia di strade molto importanti quali: l'autostrada A15 della Cisa, la Statale 62 della Cisa, quella del Cerreto e del Lagastrello che la pongono in comunicazione con la Pianura Padana e l'alta Italia. Il comune è attraversato anche dalla ferrovia La Spezia - Parma (linea Pontremolese) e ad Aulla inizia il tratto ferrato che attraversa la Lunigiana e la Garfagnana e la collega con Lucca e la Toscana.
AULLA - Il suggestivo panorama della città, lambita dal fiume Magra e contornata dall'Appennino Tosco-Emiliano

Panorama di Aulla. In primo piano il fiume Magra, sullo sfondo l'Appennino Tosco-Emiliano

Questa linea secondaria è molto importante a livello turistico perché consente di raggiungere apprezzate località del Parco delle Apuane, delle Vallate del Tassonaro e della Garfagnana.
Per la sua posizione strategica, a ridosso della Linea Gotica, durante la Seconda Guerra Mondiale il centro storico di Aulla subì pesanti bombardamenti che ne causarono la sua totale distruzione.
Dall'inizio degli anni '50 Aulla fu ricostruita ed oggi è sede di molteplici attività commerciali ed artigianali che danno lavoro a moltissimi abitanti della Lunigiana.
In epoca medievale Aulla era una delle tappe più importanti della Via Francigena o Romea.
Qui i pellegrini in transito per Roma o Santiago de Compostela solitamente sostavano per la notte prima di intraprendere l'insidioso tratto delle Lame lungo il fiume Magra fino a Santo Stefano Magra oppure il percorso di monte attraverso Bibola e Ponzano Superiore per raggiungere la capitale e la Terra Santa.
La Fortezza della Brunella domina Aulla dalle alture circostanti il centro storico ed è sede del Museo di Storia Naturale. Dal 1988 il maniero è sede della S.I.E.P. (Società Italiana di Ecologia del Paesaggio) il cui laboratorio coordina l'attività internazionale di ecologi di oltre trenta nazioni e organizza corsi universitari di perfezionamento nel campo dell'ecologia. Tra le più importanti attrezzature una stazione di remote-sensign e un sistema G.P.S. per la preparazione di sistemi geografici informatizzati e l'analisi di immagine da satellite.
La fortificazione è di forma rettangolare, con bastioni agli angoli e venne edificata intorno al Cinquecento.
Il Museo di Storia Naturale della Brunella è promotore ed organizzatore di convegni scientifici, seminai di studio e workshop nazionali ed internazionali. Nel parco di lecci che circonda la fortezza si trova un sentiero didattico dove vengono illustrati i percorsi della Via Francigena ed un percorso botanico, raggiunto periodicamente da alunni delle scuole durante stages o escursioni guidate da esperti naturalisti.
In città meritano di essere visitati: l'Abbazia di San Caprasio (eremita provenzale le cui spoglie, secondo la leggenda, furono trasferite ad Aulla per sottrarle ai saraceni), il Palazzo del Centurione, Piazza Cavour con il Vico della Dovana. Molto interessanti anche le frazioni di Caprigliola, medievale residenza estiva dei vescovi conti di Luni, Bibola e l'antico castello bizantino, Pallerone ed il suo borgo malaspiniano, i ruderi del Castello di Burcione.
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