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INDICE
ARCHIVIO NEWS |
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Finestre fotografiche su Liguria e Toscana |
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GENOVA
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Il capoluogo
della Liguria
ha il centro storico più grande
d'Europa. Nel 2004 è stata la
"Capitale Europea della Cultura"... |
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EUROFLORA |
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In
primavera, ogni 5 anni,
alla Fiera di Genova va in scena
lo spettacolo dei fiori per eccellenza.
I giardini più belli del mondo... |
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VIA FRANCIGENA |
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Col Giubileo
del 2000 è stata
definitivamente rivalutata
la via di Sigerico, che i pellegrini
percorrevano a piedi fino a Roma,
in segno di pentimento... |
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PARCO
DEL MAGRA |
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A
Gennaio 2008 il Parco Naturale Regionale del Magra è il
territorio
eco-certificato più esteso d'Europa... |
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LA VAL DI MAGRA |
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Nobili, vescovi, mercanti e pellegrini
lungo l'asse della Via Francigena.
Culture differenti
per storia e tradizioni,
nei secoli, si sono sovrapposte
e hanno permeato il territorio con
i segni del loro passaggio... |
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LA VAL DI VARA |
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La "Valle
dei borghi rotondi"
è anche conosciuta come
la "Valle del biologico" per le sue
produzioni agricole ottenute con
metodi antichi e naturali.
Varese Ligure nel 1999 è stato il
1° comune ecologico d'Europa... |
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LA LUNIGIANA |
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La "Terra
della Luna", in
Italia,
ha la più alta concentrazione di
antichi castelli. Se ne contano
circa 160. Alcuni sono bellissimi e perfettamente
conservati...
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Close Up |
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Argomenti del
sito
in primo piano |
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SITE GALLERY
Galleria
fotografica per
visionare solo immagini,
anche extra argomenti trattati |
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Le Alpi Apuane
"Monumento
geologico"
unico al mondo |
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Ferrovia Aulla-Lucca
Il fascino dei
treni d'epoca
e delle locomotive a vapore |
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Ferrovia Pontremolese
Una linea di
vitale importanza
per La Spezia e la Lunigiana |
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Il Premio Bancarella
Sintesi di una
passione
per il libro che dura a
Pontremoli da oltre 5 secoli.
Storia di stampatori e librai.
Primati culturali della Lunigiana |
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Disfida degli arcieri
A Fivizzano la rievocazione di
una competizione avvenuta
nel 1572 e tramandata
da Frate Tommaso |
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La Festa del Libro
A Montereggio di Mulazzo
tutte le piazze e le strade
sono intitolate ad un editore... |
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Castelli in Lunigiana
In Italia, la
Lunigiana possiede
la più alta concentrazione
di antichi castelli... |
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Il Giro della Lunigiana
Corsa ciclistica
internazionale
per la categoria juniores |
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Infiorate a Brugnato
"Per tetto un
cielo di stelle e
per strada un tappeto di fiori..." |
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Orti di Pignone
Prodotti tipici
della terra dagli
agricoltori delle valli del
Pignone e del Casale |
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Pesca col rezzaglio
La foce del Magra
ambiente ideale per questo tipo di pesca, vera e propria arte e
attrattiva turistica
(Info, foto & video) |
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Frecce Tricolori
La Pattuglia
Acrobatica Nazionale:
gli "artisti del cielo" |
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Tall Ships
Navi scuola e
vele d'epoca
sulle acque del mare di Liguria |
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Il Tuning
L'arte delle 4
ruote.
Fotogallery con le più originali
auto presenti ai raduni |
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Contatti:
MAIL/LINKS |
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INDICE GENERALE
CRONACA 01
02
03 04
05
06
SPORT GIRO TOUR
CICLISMO
ALTRI FAUSTO
COPPI
INTER
RIVISTE 01 02 |
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MAGGIO 1909 - Si conclude a Milano, dopo 2.448 Km in 8 tappe, il primo Giro
d'Italia di ciclismo |
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Da Recco verso il Lido di Genova:
momenti di una corsa fantastica |
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(IL SECOLO XIX del 26 maggio 1909)
- "...Sono le 16 e 8 minuti allorchè
sulla strada provinciale, a poca
distanza da Recco, passa un motociclista
coperto di polvere che appare appena in
un nuvolo bianco. Egli ci grida: "Primo
Galetti! Tenete a destra!". E un minuto
dopo passa Galetti colla maglia bianca e
verde, curvo sul manubrio. Non corre,
vola, e non sembra stanco: persino a
dispetto della polvere appare ancora
roseo in viso e ai nostri applausi
sorride. Noi lo acclamiamo ancora mentre
il fortissimo corridore lombardo
scompare nel polverone che copre la
strada. Una grande automobile lo segue
da vicino: fra i viaggiatori mascherati,
coperti da spolverini e da tutta la
polvere che può regalare una corsa
forzata sulle nostre
deliziose vie provinciali, riconosciamo
il signor Costamagna |
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della Gazzetta dello
Sport... Improvvisamente, tre
minuti dopo il Galetti, ecco il secondo.
Va come il vento, curvo sulla macchina,
colle braccia abbronzate al manubrio. E,
se fosse possibile, più impolverato di
Galetti, più sudato: i baffi appaiono
grigi, sembra quasi più vecchio, ed è
vecchio invece soltanto di ciclismo,
perchè si tratta di Rossignoli, altro
potente lombardo, un rivale
temibilissimo a tutti
su qualunque strada... Ovunque gente alle finestre, ovunque |
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Le vicende odierne
del Giro d'Italia
attraverso il
sito della Gazzetta
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applausi,
si buttavano fiori dai
giardini, popolati da signorine che battono le
mani entusiasmate... I ragazzi fanno un chiasso
da non dire: i cani, i gatti, le galline hanno
prudentemente vinta la curiosità e non si
lasciano vedere. Meglio per loro! Qualche povera
vecchina sbigottita sulla porta di casa si
ritrae indietro, mettendosi le mani alla testa
presa da terrore... Galetti ha una panna: la
catena della macchina, in prossimità di Nervi,
salta via... Rossignoli passa come una freccia...Da
Quinto al Lido, all'apparire di Rossignoli, è un
battimani frenetico, un'ovazione raramente
udita. Dalla valle, dalle terrazze piovono
fiori, ancora rose, molte rose. E l'entrata al
Lido? Inenarrabile e può immaginarsela solo...
chi vi |
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ha assistito!
Per un istante ebbi in
cuore l'ultimo rimorso di non aver usata
altra bicicletta che il tram (A.Pescio). |
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(Da LA GAZZETTA DELLO SPORT - 80 anni di
cronaca sportiva - 19/06/78)
- Sulla "Gazzetta" del 12 maggio 1909 si
legge, in apertura, il seguente congedo:
"Corridori!
L'ora è prossima, la battaglia incombe. Gli
amatori del ciclismo di tutte le nazioni vi
ammirano e attendono. Ognuno ha tra di voi il
suo favorito, la sua speranza. Come corridori
italiani avete il gran compito di difendere i
colori della Nazione. Come forestieri ed ospiti,
troverete fra i nostri campioni avversari degni,
ma leali e cortesi... Ed ora correte, correte,
correte: tutta l'Italia vuole vedervi,
ammirarvi..."
Proprio nell'anno in cui
Louis Bleriot attraversa per la prima volta in
aereo il canale della Manica, volando per 36
chilometri a |
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100 metri di quota, il ciclismo italiano
compie anch'esso la sua brava impresa storica,
lanciando il primo Giro d'Italia. L'idea nasce
in "Gazzetta", tra il direttore Costamagna,
Armando Cougnet e Tullo Morgagni. Dal Milanese
Viale Monza la corsa, in 8 tappe, punta su
Bologna, Chieti, Napoli, Roma,
Firenze, Genova e Torino, per |
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tornare a Milano
dopo aver percorso 2.448 Km. Il grande favorito Gerbi cade rovinosamente fin dal primo giorno.
Vincerà il varesino Luigi Ganna ( che ricevette
un premio di 25 lire), davanti a Carlo Galetti e
Giovanni Rossignoli). La classifica, a
differenza che al Tour, si fa a punti, ma la
superiorità di Ganna, che in precedenza si era
aggiudicato la Sanremo, non si discute. I soldi
vinti, a lui muratore, serviranno per costruire
una casa (e dopo quella una fabbrica di
biciclette che porterà il suo nome anche dopo la
morte, avvenuta nel 1957). |
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GIRO D'ITALIA 1935
- Una sedicesima tappa sulla
ridente strada dalla Versilia alla
Riviera Ligure |
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SULLA PISTA DI GENOVA LA VITTORIA VA AL
TOSCANO RAFFAELE DI PACO |
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La sedicesima tappa del Giro
(Viareggio-Genova) ha confermato in
pieno le previsioni che la volevano una
tappa <geografica>. E' fallito invece il
pronostico di una probabile vittoria in
volata di Olmo, ottenuta invece da Di
Paco che, più volte durante la tappa,
aveva navigato penosamente fra i
ritardatari. Dal Passo del Bracco
all'arrivo le fiorite contrade della
Liguria erano una sola fiamma di
entusiasmo per il giovane aquilotto e
certamente Olmo avrebbe tenuto come
carissima la vittoria conquistata oggi
fra i suoi concittadini, se a tanto
fosse riuscito. Ma l'applauso che lo
accolse in pista prima che s'iniziasse
la volata deve averlo stordito, così ha
commesso un grave errore di tattica, del
quale ha approfittato Di Paco per
conseguire la sua seconda vittoria di
tappa. Vittoria acciuffata per i
capelli, un primo posto che non premia
la gara di una giornata bensì il
coraggio di un atleta sofferente e la
lucida intelligenza di un minuto. |
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La partenza da Viareggio
- Dopo la giornata minacciosa di ieri, i
nuvoloni e le pioggerelle, stamane la
carovana del Giro si è svegliata in una
mattina d'incanto a Viareggio. Sole,
mare azzurro e, in contrasto alla
stanchezza di molti corridori, senso di
riposo e freschezza. Ieri Olmo ha avuto
un meraviglioso ritorno di energie, ma
le condizioni dell'aquilotto non sono
buone e il dolore al tendine continua.
Solo la classe e la sua giovinezza gli
consentono di essere ancora fra i
primissimi posti della classifica. Non
parliamo del povero Piemontesi che è a
pezzi e che ieri - per poco - nella
corsa a cronometro non si è aggiudicato
il premio speciale di Viareggio
all'ultimo classificato della tappa: 250
lire messe in palio dai buoni sportivi
viareggini. Chi non sta bene di salute è
Guerra. A Montecatini, durante la notte
- svegliatosi all'improvviso - si era
accorto di avere il corpo coperto da
macchie che gli procuravano un insolito
prurito. Cavanna, il suo massaggiatore,
ritenne che ciò dipendesse da una
cattiva digestione, ma nella mattinata
un dottore sentenziò che si trattava di
orticaria e prescrisse una pomata
lenitrice. Guerra non riesce a dormire
la notte ed è tutto scombussolato da
questo noioso disturbo...
Entusiastici commenti francesi
- Ci sono corridori invece, come
Archambaud, che nella prima parte del
Giro sono andati così così e che adesso
migliorano. Corre voce negli ambienti
del Giro che Archambaud ieri, nella
corsa a cronometro, abbia fatto ricorso
ad eccitanti, cosa non nuova per i
corridori francesi. Ma, eccitanti o no,
Archambaud ha fatto veramente una grande
corsa... La vittoria di Debenne nella
tappa Montecatini-Lucca e quella di
Archambaud nella Lucca-Viareggio sono
salutate con commenti entusiastici dalla
stampa parigina che ha seguito
quest'anno, con grande interesse, lo
svolgimento del Giro d'Italia. Gli
inviati speciali dei giornali francesi
segnalano l'intelligente azione del
giovane Debenne che ha saputo
approfittare della rivalità fra Olmo e
Guerra per vincere con sicurezza sul
traguardo di Lucca. Le vittorie odierne
smentiscono pure la leggenda che si
andava formando e secondo la quale la
stretta coalizione italiana toglieva
ogni possibilità agli stranieri di
affermarsi degnamente. Il Giro d'Italia,
appare invece con gli ultimi risultati
come una prova organizzata secondo
criteri sportivi e retta con assoluta
imparzialità... |
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Da "Il Telegrafo" di mercoledì 5 giugno
1935 - Ordine d'arrivo della tappa
Viareggio-Genova: 1°) Raffaele di Paco
che percorre 172 Km in 5 ore 29'25",
alla media di Km. 31, 328 -
2°) Giuseppe Olmo - 3°)
Alfredo Binda - 4°) Attilio
Masarati (1° degli isolati) -
5°) Mario Cipriani - 6°)
Gino Bartali - 7°)
Demuysère... - La classifica generale
vedeva al primo posto Vasco Bergamaschi,
che alla fine vinse il 23° Giro
d'Italia. |
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Nomi illustri e paesaggi del Giro d'Italia: Gino
Bartali, Alfredo Binda, lo Stelvio, il Sempione,
la Riviera Ligure |
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GIUGNO 1947
- Dopo sette anni Fausto Coppi rivince il Giro d'Italia
davanti a Gino Bartali |
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LA FOLLA IMMENSA PRESENTE AL VIGORELLI
APPLAUDE I DUE GRANDI CAMPIONI |
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Anche Bresci e il belga Maes lungamente
acclamati - Dopo 27 anni la Bianchi
ritorna al successo - La Welter è prima
nella classifica per squadre - Tutti i
superstiti festeggiati da un pubblico
frenetico di entusiasmi e di consensi -
Leoni vittorioso nell'ultima tappa con
arrivo al Velodromo Vigorelli. Il "Giro
del trentennio" è giunto felicemente in
porto, è arrivato a Milano dopo tre
settimane di peripezie e di vicende
appassionanti, di alterna fortuna. Ha
sofferto qualche amarezza e c'è stato
anche uno sciopero che aveva scosso
forse i trepidi, ma che analizzato non
era stato che una ragazzata, di cui i
promotori si erano subito pentiti. Il
Giro reca al Vigorelli il suo responso
sugli atleti che tutto il mondo ci
invidia. I due grandi assi del nostro
ciclismo rientrano reduci da una lotta
accanita e furiosa, sempre contenuta nei
limiti della lealtà e della correttezza,
con Coppi che trionfa per la seconda
volta, a 7 anni di distanza... |
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ANCORA PRIMO DOPO LA MANCATA
VITTORIA DEL 1946
- Leoni, la freccia bianco-celeste,
aveva vinto anche l'ultima tappa,
battendo in volata Coppi. La maglia rosa
aveva appena finito il giro d'onore: un
subisso di applausi. I più accaniti
sostenitori di Bartali lanciavano
fischi. Poco dopo la stessa scena dopo
il giro d'onore di Bartali, a parti
ovviamente invertite. Nel momento in cui
i due rivali, insieme, quasi
abbracciati, hanno rifatto il giro
d'onore gli applausi unanimi sono saliti
al cielo. Un pubblico mai visto al
Vigorelli ha spiritualmente rapito i
suoi atleti, li ha collocati in alto
sugli scudi del suo pazzo entusiasmo ed
ha accomunato il vincitore e il vinto.
Il vincitore e il vinto: due grandi
campioni vanto dello sport italiano,
continuatori di una tradizione che non
si appanna e oggi anzi luccica più che
mai.
Ha vinto il più giovane. E' nell'ordine
naturale delle vicende umane. Cinque
anni separano i due rivali. Nello sport
e specialmente nel ciclismo sono molti.
Era logico che, un momento o l'altro, il
più giovane dovesse balzare avanti...
Fausto Coppi ha trionfato per la seconda
volta al Giro d'Italia, a sette anni di
distanza. Fausto è risultato di nuovo
primo nella più severa corsa a tappe
d'Europa. Il nostro grande campione, che
aveva vinto nel 1940 all'inizio della
carriera e che dopo una dura e lunga
parentesi (guerra, prigionia. amarezze,
patimenti) aveva faticosamente ritentato
il successo nel 1946 senza riuscirvi, ha
toccato ieri il vertice delle sue
aspirazioni, non solo per un trionfo che
inorgoglisce un campione, quanto per i
suoi riflessi e per le vicende che lo
hanno accompagnato. Il successo di Coppi
si abbina a quello della Bianchi, la
grande marca italiana che inseguiva da
ben 27 anni la grande vittoria che,
parecchie volte, le era sfuggita sul
palo d'arrivo.
Fausto Coppi ha primeggiato nel 30° Giro
d'Italia battendo il suo grande rivale
nella più tremenda tappa dolomitica,
compiendo una delle più memorabili
imprese del ciclismo italiano ed
internazionale, che rimarrà per sempre
scritta a caratteri d'oro nella storia
del Giro d'Italia. |
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Da "La Gazzetta dello Sport" del 16
giugno 1947 - (sintesi dagli art. di
E.De Martino e G.Giardini) -
Altre informazioni sul Giro del 1947 |
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AL TRENTESIMO GIRO D'ITALIA E' POSSIBILE
CHE VINCA UNO CICLISTA STRANIERO? |
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Eccoci quindi di fronte al grande quadro
del maggiore avvenimento ciclistico
nazionale. Eccoci in piena atmosfera di
vigilia. La settimana che incomincia
deve ritenersi una vera e propria
settimana di passione per le
moltitudini,, per i ciclisti che
parteciperanno al 30° Giro d'Italia, per
gli accompagnatori, per gli industriali,
per i giornalisti, per gli infaticabili
organizzatori. E' tutto un mondo che sta
per mettersi in movimento. Un mondo
pittoresco, variopinto, zingaresco. Un
mondo che soffre e che gode per le fughe
di Bartali, per le vittorie di Coppi,
per gli ardimenti di Motta, di Bresci,
di Cottur, per le vesta di Ortelli e
Ronconi, per tutto quello che il Giro
potrà offrire di vecchio e di nuovo nei
pochi giorni della sua intensa
esistenza. Sembra quasi impossibile, ma
è proprio vero che il Giro d'Italia avrà
il magico potere di far dimenticare
per un momento mille
problemi della vita
nazionale. E non diciamo
neppure di tutti gli altri avvenimenti |
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sportivi, campionato
di calcio compreso, che dal 24
maggio in poi finiranno per
scolorire dinanzi al
clamore del Giro che
passa. Nessun'altra corsa,
nessun'altra manifestazione, ha
il potere di ubriacare le folle.
Il Giro d'Italia ci riesce con
le sue |
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forti tinte, con i suoi
gradevoli suoni, con l'armonica
fusione di tanti elementi
diversi che, messi insieme,
danno vita alla più grande sagra
dello sport italiano...
Il percorso già si conosce; di
solito il percorso del Giro
subisce sempre qualche ritocco,
per accontentare le pressanti
richieste di sportivissimi
centri che lo aspettano da anni.
Ma, a grandi linee, le strade,
le salite, le maggiori asperità
delle Alpi e degli Appennini,
gli arrivi tradizionali nelle
grandi città italiane formeranno
anche quest'anno l'ossatura
della corsa....
Alla ribalta della lotta ci sarà
il duello Bianchi-Legnano e
Coppi-Bartali, ora che si è
rivisto finalmente il Coppi di
tempi migliori. Ma sullo sfondo
del giro che sta per iniziare
giganteggiano altre due figure
minacciose: Vito Ortelli e Aldo
Ronconi. Più freschi di anni,
più violenti, più decisi, più
ansiosi di bruciare le tappe
della celebrità e della gloria,
i due romagnoli di Giacinto
Benotto scendono in lotta
spalleggiati da una squadra
formidabile tra i quali spiccano
Oreste Conte, Sergio e Luciano
Maggini e altri giovani di belle
speranze. A conti fatti il 30°
Giro d'Italia non dovrebbe
sfuggire ai valorosi campioni
dello squadrone torinese... Ma
questo non è un discorso da
prendersi sul serio: il Giro
d'Italia non è gara da
pronostico. Nulla si può
conoscere in anticipo di questa
corsa suggestiva ed
affascinante, creata più per le
rivelazioni che per le
conferme... |
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Nel gioco serrato delle rivalità che già
si addensano minacciose sul cielo del
30° Giro d'Italia, difficilmente troverà
posto adeguato la coalizione straniera.
Nelle ventinove edizioni passate, dal
1909 al "Giro della Rinascita" dello
scorso anno, mai una volta la grande
classica italiana è stata vinta da uno
straniero. E' plausibile che questa
bella tradizione si possa spezzare
prorio col Giro di quest'anno?
Francamente sembra di no, e la ragione
la spiegheremo nei prossimi giorni... |
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Da "L'Informatore Sportivo" -
bisettimanale di Livorno - edizione del
19 maggio 1947 - (sintesi da un art. di
Vincenzo Cataneo) |
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GIRO D'ITALIA 1948
- Mario Ricci vince in volata la seconda
frazione Torino-Genova |
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PER FAUSTO COPPI LA PIAZZA D'ONORE -
GINO BARTALI AL TERZO POSTO |
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Una foratura di Coppi, ai piedi di Colle
Caprile, desta improvvisamente la tappa
dalla sonnolenza. Brignole da il la
all'azione offensiva, Bartali la
prosegue, il campione d'Italia
superbamente l'annulla... Per quanto
monotona questa tappa è stata in tutta
la parte iniziale, altrettanto
combattuta ed emozionante è stata nel
finale, dalla Scoffera in poi, allorchè
il sole era venuto a rallegrare
l'atmosfera prima cupa e non certo avara
di precipitazioni. Causa il brutto
tempo, i corridori non avevano
moltissima voglia di impegnarsi, ma ci
ha pensato il destino sotto forma di una
foratura inflitta a Coppi ed allora
dalla indifferenza generale si è passati
alla lotta aperta e senza esclusioni di
colpi. Nella discesa che porta a
Gattorna i più attivi a <fare il passo>
erano stati Brignole, Logli e Lazzarini
della Arbos. Si era ormai quasi in piano
e il gruppo procedeva in fila indiana
quando Fausto ha dovuto mettere il piede
a terra per la ruota afflosciata. |
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Il
bianco-celeste era con Bartali e con gli
uomini della Arbos, nelle prime
posizioni, e naturalmente tutti si
accorsero di quanto stava accadendo.
Brignole, oggi veramente indemoniato, fu
il più svelto a partire per attaccare di
slancio la seconda salita della
giornata, quella del colle Caprile, e si
ritrovò in testa insieme al compagno di
squadra Logli. Bartali all'inizio perse
terreno, poi aumentò gradualmente
l'andatura, staccando Zanazzi e De Zan e
riuscendo a raggiungere i fuggitivi. Il
campione della Legnano era quindi
passato al contrattacco, ma non aveva
fatto i conti con Coppi il quale,
ritornato in sella, con un'azione
imperiosa superava uno dietro l'altro
tutti gli avversari che lo precedevano
per andare ad annullare anche il suo
tentativo... Mentre ad un certo punto si
era intravisto il pericolo di una volata
con molti partecipamnti, in quel di
Genova soltanto sei uomini giungevano
assieme sul traguardo: Ricci, Coppi,
Bartali, Logli, Ortelli e Canavesi, che
finivano nell'ordine la seconda tappa
del Giro. |
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Da "Stadio" del 17 maggio 1948 -
(sintesi da un art. di Luigi Chierici) |
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I FRANCESI SI INTERESSANO DEL GIRO
D'ITALIA
(Ma per conoscere le intenzioni di
Bartali e Coppi circa il "Tour"...) |
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La stampa francese continua ad occuparsi
del Giro d'Italia, non tanto da un punto
di vista sportivo, quanto per tirarci
fuori notizie, o magari soltanto
indiscrezioni, circa le intenzioni che
Bartali o Coppi hanno per il "Tour".
Soprattutto L'Equipe, il
giornale che organizza il Giro di
Francia, si affanna in questo lavoro
di... scandaglio. Già nei giorni scorsi
il quotidiano sportivo parigino aveva |
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riportato le dichiarazioni fatte
al suo inviato dai due campioni
italiani.
Tutti sanno che tanto Bartali quanto
Coppi aspirano a correre il "Tour": il
primo perchè a distanza di dieci anni
vorrebbe tentare la seconda vittoria e
con questo alloro chiudere la sua
magnifica carriera; il secondo perché
nell'albo d'oro gli manca proprio il
successo nella più grande corsa a tappe
del mondo e capisce che, coadiuvato da
una squadra forte e fedele, l'impresa
potrebbe riuscirgli.
A Perugia ha raggiunto il Giro
Claudio Tillet, che è il braccio
destro di Goddet, nuovo "Patron"
del "Tour". Si capisce che il suo arrivo
in Italia non è determinato soltanto da
compiti giornalistici. Anche lo scorso
anno fu Tillet a prendere gli accordi
definitivi con i corridori e con le Case
per la formazione della squadra
italiana... L'Equipe, nel suo
numero |
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di sabato scorso ha pubblicato una
notizia proveniente da Perugia (e
certo inviata da Claudio Tillet), un
dialogo fra Gino e Fausto avvenuto
durante la tappa Fiuggi-Perugia: "..io
vorrei formare la mia squadra per il
Giro di Francia - avrebbe detto Gino
a Fausto - ma preferirei conoscere
prima le tue intezioni. Secondo me tu
dovresti partecipare al Giro della
Svizzera, dove hai molte probabilità di
vittoria, e io andrei al Tour. In tal
modo non ci daremo noia l'uno con
l'altro..."
La risposta di Coppi sarebbe stata
evasiva, pur lasciando comprendere che
anche Fausto continua a guardare al Giro
di Francia. Le intenzioni dell'UVI sono
ancora impenetrabili e, prima di Udine,
non è previsto l'arrivo di Rodoni al
Giro d'Italia.
Bisogna dire che non soltanto i
giornali, ma anche i tifosi si
interessano delle decisioni dei due assi
italiani. Un Giro di Francia con Bartali
e Coppi vedrebbe aumentato enormemente
il suo interesse e a Parigi è quasi
unanime la speranza che i due si
presentino alla partenza in terra
transalpina...
(Il
Tour del 1948
venne poi vinto epicamente da Gino
Bartali, che salvò l'Italia...) |
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Da "Tuttosport" - edizione straordinaria
di martedì 1° giugno 1948 |
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GIUGNO 1948
- Fiorenzo Magni vince il 31° Giro d'Italia tra insulti, fischi
e lancio di cuscini |
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Magni si aggiudica anche il successo
nella tappa finale con arrivo a Milano |
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(STADIO del 7 giugno 1948) -
"Ostili accoglienze sono state riservate
alla "maglia rosa" da parte del pubblico
presente. Al contrario, festa calorosa e
vibrante ad Ezio Cecchi, 2° nella
classifica finale... Gli applausi a
Cecchi sono comprensibili: in definitiva
con una squadra molto meno efficace di
quella della Wilier Triestina, l'atleta
di Monsummano ha perduto il Giro
d'Italia per gli incidenti (una foratura
e una caduta) capitatigli nella
Cortina-Trento... Fischi assordanti e
lancio di cuscini hanno costretto
Fiorenzo Magni ad interrompere il
cosiddetto giro d'onore (se in questo
caso si può chiamare così) a metà.
Invece la folla ha richiesto e ottenuto
un giro d'onore per l'applauditissimo
Cecchi... A tutti coloro che hanno
seguito la corsa è parso che il pubblico milanese sia stato troppo ingiusto
con il vincitore, che di |
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pagine solari
ne ha scritte parecchie in
questo Giro d'Italia, come l'ultima,
quando ha tagliato per primo il
traguardo nella volata finale.
Un'ulteriore dimostrazione di forza
proprio davanti agli occhi della folla
che ora gli inveiva contro... La Wilier
Triestina prima anche nella classifica
per squadre..." |
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CLASSIFICA GENERALE:
1°) Fiorenzo Magni in 124.51'.52"
- 2°) Ezio Cecchi a 11" - 3°) Giordano
Cottur e Vito Ortelli a 2'e37" - 5°) Volpi
a 8'24" - 6°) Giulio Bresci a 9'07" -
7°) Brignole 9'14" - 8° Gino Bartali a
11'e52" - 9°) Biagioni a 15'05" - 10°) Martini a
18'22" - 11° Menon a 22'45" - 12°) Logli a
22'47" - 13° Pasotti a 26'34". |
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DALL'INVIATO ENZO BIAGI
- "La folla non è ne educata
negenerosa: non è neppure umana.
Esaspera sempre tanto il delitto, quanto
il castigo, e per urlare <evviva> al
bravo, al meritevole, al buon Cecchi,
sentiva il bisogno di offendere Magni.
Onesti padri di famiglia, rinomati
professionisti, hanno speso tre o
cinquecento lire, con l'unico scopo di
andare in un velodromo a gridare <porco>
ad un corridore... Magni se n'è andato
con un mazzo di inutili fiori tra le
braccia, fiori falsi, senza alcun
profumo... Non credo che questa sera
Fiorenzo Magni sia felice... Sorrideva,
salutava, solo per farsi coraggio." |
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LA WILIER TRIESTINA FESTEGGIA LA
VITTORIA
- In serata, in un noto locale milanese,
la Wilier Triestina ha festeggiato la
vittoria di Magni al Giro d'Italia.
Attorno al comm. Dal Molin erano
presenti il procuratore dell'azienda
colonnello Tonon, i signori De Paoli e
Imperiali, il signor Hernandez -
rappresentante per L'Argentina - con
signora, il dinamico Tino Ferrario,
l'ottimo direttore sportivo Zandonà e
tutti i corridori del team che sono
stati vivamente e calorosamente
festeggiati. |
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1949 - Coppi era il favorito d'obbligo
del 32° Giro d'Italia, il technicolor
più bello del mondo |
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Il Giro d'Italia è una festa, la più
bella festa del ciclismo. E' una festa
di primavera che si veste di sole e di
fiori per andare incontro all'estate.
Ecco ora il "Giro" 1949: è pronto per
salire in bicicletta. Il "Giro" ha 32
anni, ma è rimasto bambino. Quello di
quest'anno è ritornato addirittura in
fasce. Ma ha le ossa dure, la carne soda
e parla già spedito... Partirà da
Palermo il 22 maggio e
salirà a zig-zag su per la
Penisola in
19 tappe - di cui una a
cronometro: la Pinerolo-Torino -
per terminare a Milano (Autodromo di |
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Monza). Sono la bellezza di
4071 chilometri, frammezzati
da 4 giorni di
riposo: a Salerno, a
Venezia, a Bolzano e Sanremo. Per il
Gran Premio della Montagna sono
previsti 12 colli, tra cui si
citano il Pordoi (m. 2.239) e il Rolle
(m. 1.970) nell' 11a tappa;
l'Abetone (m. 1.388 - 13a tappa);
il Passo del Bracco (m. 615 - 14a
tappa); |
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l'Izoard (m. 2.360 - 17a
tappa);
il Ghisallo (m. 754 -
nell'ultima tappa). Le tappe con i
traguardi volanti saranno 8. Gli
abbuoni verranno attribuiti in maniera
unica per tutte le classifiche: 1' al
primo, 30" al secondo e 15" al terzo. Il
leader della classifica indosserà la
"maglia rosa", mentre per il più bravo
tra i rincalzi sarà in gioco la "maglia
bianca". l ciclismo d'Italia ha in mano
un "poker d'assi" e un "jolly" che ogni
tanto s'innesta nel gioco: 5 nomi,
5 |
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campioni
da Fausto Coppi
a Gino Bartali,
a Fiorenzo Magni, Vito Ortelli e Adolfo
Leoni. Anche quest'anno
il pronostico s'addice a
questi nomi. Forse più a
Fausto che a Gino,
Fiorenzo, Vito e Adolfo.
Il "direttissimo"
(Coppi), con la
spettacolare vittoria
nel "Giro della
Romagna", ha
messo una grossa ipoteca
sulla corsa, ha
dimostrato che quando
vuole crea attorno a sè
il vuoto. C'è l'esempio
della "Milano- |
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Sanremo"
anche, che calza come un guanto. Coppi è
l'uomo che può far sua qualunque corsa,
in piano, in salita, in pista.
Ha iniziato la stagione vincendo la "Sanremo",
ha battuto Schulte, ha fatto bene nella
"Freccia Vallona", ha
dominato nel "Giro della Romagna".
Dunque è il più forte. Ma c'è un
pericolo per Coppi, un pericolo grosso:
la coalizione degli avversari, il "tutti
contro Coppi".
L'elenco degli iscritti da una rosa di
105 nomi, suddivisi in squadre
di 7 corridori. Possibili sorprese
possono essere Ronconi, che ha fatto
bene in Romagna, Maggini, Martini e
Bresci ( che però dovranno lavorare per
Magni). Outsider sono anche Cecchi, De
Zan e Pasotti. E non bisogna dimenticare
l'equipe del Belgio, guidata da
Demuysere, l'ex "Leone delle Fiandre".
Ma il "Giro" non è tutto qui. C'è la
carovana al seguito, c'è la canzone
della corsa, ci sono i paesi che i
corridori attraversano, i cento Paesi,
le cento Città d'Italia. Un film in
technicolor lungo 4.000 chilometri, il
più bel technicolor del mondo: quello
del cielo, della terra e del mare
d'Italia.
Sta per partire la bella avventura che
si rinnova ormai da tanti anni e che,
pure, è sempre nuova, sempre
interessante, sempre affascinante. |
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Sintesi dal supplemento a "L'Unità" del
19 maggio 1949 - art. Attilio Camoriano |
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GIRO D'ITALIA 1949
- Serafino Biagioni primo e
solo nella tappa dei due golfi da Salerno a
Napoli |
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LA VITTORIA VA AD UN RAGAZZO SERIO,
MODESTO E BENVOLUTO DA TUTTI |
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Non bisogna fidarsi delle tappe che
sulla carta sembrano facili. Quella di
oggi era di soli 161 chilometri,
succedeva ad un riposo di 40 ore e si
doveva pensare che ben difficilmente
sarebbe riuscito un tentativo di fuga,
poichè gli atleti erano freschi e ben
disposti alla lotta, pronti a rispondere
ad eventuali attacchi. Si prevedeva una
tappa nervosa, interessante, ma senza
episodi importanti. Viceversa questa
breve trasferta dal Golfo di Salerno a
quello di Napoli, per le balze
dell'Irpinia e del Sannio, è stata
oltremodo movimentata e per circa metà
del suo percorso ondulato e non proprio
facile è stata anche emozionante per la
carovana al seguito. Le emozioni
maggiori sono sempre offerte dai
campioni. Potete dunque immaginare la
sarabanda delle vetture al seguito
quando, in vista della salita della
Serra, si vide che Coppi e Bartali erano
in due gruppi distinti e divisi da circa
un minuto... Siamo sempre evidentemente
in una fase di assaggio e di studio tra |
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gli assi. Si provano a vicenda le forze,
ma non si spingono ancora a fondo gli
attacchi. Terminate le schermaglie
tattiche tra i gruppi di Coppi e
Bartali, ecco sbocciare il <colpo> del
toscano Serafino Biagioni. Sembrava un
tiro senza intenzioni serie e viceversa
si è poi rivelato un attacco violento
che è andato via via aumentando
d'intensità e di lena, man mano che
passavano i chilometri. Biagioni ha
sfoderato tutte le qualità di corridore
tenace e volitivo, quelle qualità che in
cento occasioni aveva messo al servizio
dei capitani della sua squadra in Giri
d'Italia e Tour de France. Oggi ha corso
per se stesso, da campione. Dieci volte
l'abbiamo visto in faccia nella sua
audace e violenta fuga: era emozionato e
finalmente anche per lui arrivava una
giornata luminosa, una vittoria per fare
ammattire di gioia i suoi familiari e i
suoi molti amici di Pistoia, di Prato e
di Firenze... Biagioni ha vinto
brillantemente e mai vittoria è stata
così meritata, con soddisfazione di
tutti, anche perchè Biagioni è un bravo
e corretto figliolo al quale tutti
vogliono bene per la sua serietà e
modestia... Bisogna oggi elogiare anche
Astrua, autore dell'attacco più
importante della giornata, Pasotti e
Drei (la squadra Benotto ha voluto
essere all'onore della 5a giornata del
Giro) e il bravo Cecchi che è risorto
dopo il riposo di Salerno. Meritano una
citazione anche Barozzi, De Santi,
Logli, Fondelli, Cerami e Soldani...
Domani il Giro lascerà la Campania e il
Tirenno per andare nella Capitale... |
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Da "La Gazzetta dello Sport" del 27
maggio 1949 - ( sintesi da un art. di
G.Giardini) - Il Giro d'Italia 1949
alla fine venne vinto da...
Fausto Coppi |
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CURIOSITA'
DAL TACCUINO DEL GIRO |
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PROSERPIO
- della RAI segue in motocicletta e
talora ci informa. Egli è diventato un
conoscitore formidabile. L'altro giorno
è venuto ad avvertirci in corsa: "Ci
sono nove uomini in fuga" - E chi
sono? - Credevamo traesse fuori il
taccuino e ci leggesse nove numeri.
Ebbene ha snocciolato nove nomi di
seguito senza tirare il fiato. Senza
fiato noi siamo ancora adesso.
Stamattina gli abbiamo chiesto come
facesse - "Bella roba, io conosco
tutti i corridori solo a guardarli da
lontano e di dietro.." - Nel mentre
c'era un altro gruppetto che veniva a
distanza di cento metri e noi non
distinguevamo chi fossero... - "Ecco
per esempio - ha aggiunto Proserpio
- ecco questi ultimi: sono Brasola,
Crippa, Goldschmidt,
Missine, Cerami e Rossi.
Andate a vedere". Erano loro! |
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CAROLLO
- L'ultimo posto in classifica ha già
fruttato a Carollo circa
trecentomila lire ed un orologio d'oro.
A Cuneo, dopo l'arrivo della massa dei
corridori, gli organizzatori erano
incerti se chiudere le operazioni. Un
cronometrista ufficiale interviene: "E'
arrivato anche Carollo, quindi si può
chiudere..." |
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FULCHERI
- sta diventando popolare e i fotografi
lo cercano spesso. Allora Fulcheri
compiacentissimo da loro appuntamento
sul percorso: "Andate ad attendermi
al 25° chilometro - dice -
...andate al 123° chilometro". I
fotografi vanno ad appostarsi. Fulcheri
si prepara e sul luogo dell'appuntamento
passa con un sorriso smagliante in testa
al gruppo. Se c'è bonaccia, s'intende... |
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LEONI
- ha ricevuto ieri, da due appassionati
emiliani, una maglietta rosa larga una
spanna con due biberon. Per il
"leoncino" che sta per nascere... |
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Da "Tuttosport" - edizione straordinaria
del 10 giugno 1949 |
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GIRO D'ITALIA 1951
- La prima maglia rosa sulle spalle dell'ex
campione del mondo Van Steenbergen |
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MILANO-TORINO: QUATTRO ORE DI CORSA SOTTO IL
FLAGELLO DELLA PIOGGIA |
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A pochi chilometri dal Motovelodromo di
Torino il belga si libera dei nove
compagni di fuga, fra i quali Soldani e
Magni, che arriveranno secondo e terzo.
Grande la soddisfazione di Costante
Girardengo quando il suo pupillo taglia
da solo la linea del traguardo. Van
Steenbergen, ex campione del mondo, ha
finalmente trovato la sua giornata
buona. Male invece le cose per Fausto
Coppi che ha concluso la tappa a 3'14"
dai primi. Ancora peggio la corsa di
Bartali che, sofferente ad un braccio,
ha accusato un ritardo di quindici
minuti. Per molti un inizio disastroso,
vista anche l'inclemenza del tempo.
Troppa acqua per battezzare un Giro!
Ieri sera a Milano c'era il sole.
Stamane il cielo era coperto ma l'aria
non era fredda. Festosissimo era
risultato il concentramento in Piazza
del Duomo, grandiosa e commovente
la sfilata attraverso
Milano, per la incomparabile
cordialità del popolo |
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milanese. Sembrava che il
maltempo volesse concedere una
tregua agli attori che stavano
per iniziare la dura fatica. Ma
al momento del via
definitivo, al Poligono di
Boldinasco, sono
cominciate a cadere
le prime gocce. L'aria è tornata
fredda, i |
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finestrini delle automobili si
sono chiusi, i corridori hanno
pensato all'impermeabile senza
decidersi. Quanti hanno poi
percorso tutta la tappa in
maglietta, fradici per ore e
ore! - Come abbia potuto Van
Steenbergen andarsene in pianura
a otto chilometri dal traguardo
permane un mistero.
Indubbiamente il grande
velocista è sempre capace di
scattare... prima dell'ultimo
chilometro e staccare tutti, ma
Magni e Soldani non sembrano
uomini da rimanere staccati in
un finale simile. Vi è stato un
momento di disattenzione o di
incertezza? Forse qualcuno
compiacente ha chiuso un occhio
su uno che non fa paura in
classifica generale? O è proprio
soltanto la straordinaria
potenza di scatto del belga la
ragione del volo finale?
La battaglia ha svantaggiato
Coppi, già tutt'altro che
favorito da una simile giornata
da tregenda: la sua difesa deve
pertanto considerarsi un
successo. Svaniscono invece le
speranze di Bartali; ma è da
considerare un prodigio l'aver
compiuto una tale tappa potendo
impugnare saldamente
il manubrio con una
mano sola! Quanti si sarebbero |
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ritirati, o sarebbero arrivati mezz'ora
dopo. Malgrado il lento inizio e il
tempo orribile, la media è risultata di
oltre 38 chilometri all'ora, e basta
questo per rendersi conto di ciò che ha
fatto Bartali - praticamente - con un
braccio al collo... |
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Da "Tuttosport" del 20 maggio 1951 -
(sintesi da un art. di Carlin) - Il Giro
d'Italia 1951 alla fine venne vinto
da... Fiorenzo Magni |
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GIRO D'ITALIA 1952
- Una formidabile galoppata di Coppi nella
cronometro Roma-Rocca di
Papa |
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ASTRUA E' MAGLIA ROSA - SCATENATI OCKERS,
KUBLER, FORNARA, BARTALI e ROMA |
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Il tracciato di questa singolare tappa a
cronometro sembrava fatto apposta per
rivelare agli sportivi che si
appassionano alle vicende del Giro
d'Italia gli atleti di classe e in
migliori condizioni fisiche alla ripresa
della fatica dopo la sosta romana. Un
percorso che non trova riscontro in
nessuna delle precedenti tappe a
cronometro del Giro e in nessuna delle
altre gare del genere disputate in
Italia e all'estero per la sua varietà e
le sue specialistiche caratteristiche
tecniche: pianura, saliscendi, salita
vera e propria, discesa e ultimo tratto
in severa salita, si sono alternate in
una tappa che era oggi demandata a
stilare la prima sentenza sulla
graduatoria dei favoriti alla vittoria
finale. Questo genere di gare, entrato a
far parte del programma delle grandi
corse a tappe, è certo meno spettacolare
e più freddo delle corse in linea,
eppure oggi i presenti sul tracciato ne
hanno potuto seguire lo svolgimento
grazie ad un ottimo servizio di
segnalazione e hanno |
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vissuto l'attesissimo confronto
attraverso i tempi eloquenti e
precise descrizioni. Le
previsioni erano
quanto mai incerte, tanto
fitta era
l'incognita che
aveva nascosto le possibilità
degli assi fino a Roma... Il
Fausto di oggi era il campione
sicuro di sè,
rinfrancato, deciso, pur nella
sua fredda ponderazione. In
testa a Rocca Priora non aveva
perso in discesa che nei
riguardi |
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di Koblet e Magni.
Nonostante la prudenza, aveva
fatto la discesa meglio degli
altri. Ha corso come un bolide
possente, agile, sorridente alla
folla. Nessuno poteva mettere in
dubbio la sua vittoria a Rocca
di Papa, una vittoria alla quale
teneva particolarmente per le
ragioni morali che tutti
comprendono...
Astrua sembrava voler ripetere
il grande colpo dello scorso
anno a San Marino. Il biellese
spingeva come un dannato, col
vantaggio inestimabile del più
prezioso punto di appoggio,
proprio del diretto rivale
Coppi. L'incrollabile Astrua
faceva meraviglie, sapeva che
oltre a tutto poteva anche
conquistare la maglia rosa,
liberandosi dal groviglio dei
pari merito in classifica, nel
quale era impaniato dalla
seconda tappa. Astrua, questo
robusto torello piemontese, era
tutta energia, tutto tenacia,
tutto coraggio, uno spettacolo
di volontà che solitamente offre
quando sente di dover mettere
in gioco la
sua reputazione di
ottimo scalatore ed
è impegnato per
emergere. Non si è arreso nemmeno quando
l'avvertirono che la situazione non
migliorava e il traguardo era gia in
vista. Ha saputo e voluto tenere
la distanza da Coppi, |
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I big della corsa sul Gran San
Bernardo |
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e ora è maglia
rosa... Un'altra bella prodezza è quella
di Ockers. Il belga di "Gira",
piazzandosi terzo, conferma le sue
qualità già più volte emerse nel passato
Giro di Francia. Anche Ockers ha lottato
col cuore in gola. Cercava un posto
d'onore e una migliore classifica
generale; le previsioni dei suoi
connazionali non sono state smentite. La
terza piazza - in una gara tanto
impegnativa - non è impresa
trascurabile... Ha sorpreso invece lo
spagnolo Bernardo Ruiz - che è stato
pari a Geminiani - e che oggi ha
dimostrato quanto possano la forza
fisica, il coraggio e la volontà, anche
in mancanza di stile. Non si capisce
come egli possa ottenere simili
risultati pedalando tutto di forza... |
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Da "La Gazzetta dello Sport" del 23
maggio 1952 - (sintesi dagli artt. di
G.Ambrosini e G.Giardini) - Il Giro
d'Italia 1952 alla fine venne vinto
da... Fausto Coppi - al secondo posto
Fiorenzo Magni - al terzo lo svizzero
Ferdy Kubler. Coppi ritrovò se stesso
dopo gli infortuni e il dolore morale
patito per la scomparsa del fratello
Serse, deceduto in seguito ad un trauma
riportato durante il Giro del Piemonte,
il 29 giugno del 1951. |
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GIRO D'ITALIA 1955
- Campioni di tutto il mondo ciclistico si
sfideranno da oggi sulle strade italiane |
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IN PARTENZA DA MILANO IL 38° GIRO D'ITALIA - A
CHI LA PRIMA MAGLIA ROSA? |
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Prende il via questa mattina dal sagrato
del Duomo milanese il 38° Giro d'Italia,
il Giro per antonomasia, per quasi
semisecolare tradizione, il Giro della
più schietta espressione umana ed
atletica, della più fedele e fremente
passione di popolo, della più vasta
risonanza internazionale. Nasce, così,
dal cuore e nel cuore di Milano la
manifestazione che vuole irradiare per
l'Italia la più squillante voce di
propaganda sportiva e nazionale, il più
potente fremito d'entusiasmo, la più
copiosa corrente d'interesse che la
vitalità dello sport veramente più
popolare sia capace di emanare. La
"Gazzetta dello Sport", nel giorno in
cui vede la luce la 38° edizione
dell'illustrissima fra le più illustri
creature sue e dello sport italiano,
sente la letizia e l'orgoglio d'averla
concepita con l'antico e sempre acceso
amore e di aver dedicato alla sua
gestazione le premurose cure, i puù
meditati frutti dell'esperienza, i più
larghi mezzi... |
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Inizia il Giro: si affacciano i primi
interrogativi. Chi sarà maglia rosa
questa sera a Torino? E' un
interrogativo al quale è molto difficile
rispondere, non soltanto per la
considerazione che la prima tappa è
breve e facile e pertanto accessibile a
tutti, anche ai più giovani, ma per
altre ben comprnsibili ragioni.
Considerati i premi in palio, la
Milano-Torino, prima tappa del Giro 1955
riveste un interesse del tutto
particolare ed è per questa ragione che
prevediamo una battaglia a fondo e senza
quartiere tra le squadre e specialmente
tra i passisti e velocisti più noti,
italiani e stranieri. Nella
presentazione del Giro d'Italia abbiamo
più volte affermato, e dimostrato con
dati di fatto e cifre, che in questo
Giro ogni tappa vivrà a sè, per le
stesse caratteristiche del percorso. Ma
è fuor di dubbio che la prima, per
quanto essa può rendere immediatamente,
rappresenta un'eccezione. Torino è stata
più volte la prima tappa del Giro
d'Italia. Nel 1946 fu Cottur ad
indossare la prima maglia rosa, nel 1947
fu Zanazzi Renzo, nel 1948 ancora
Cottur, nel 1951 Van Steenbergen...
Il numero uno tra i favoriti del Giro
1955 è Fausto Coppi (n.36 - Bianchi) e
Fiorenzo Magni (n.92 - Nivea/Fuchs) è la
sua ombra - Molto riserbo sui giovani,
di cui Aldo Moser (n. 67 - Torpado) è il
leader. Henry Van Looy (n.13 -
Girardengo/Eldorado) è un altro Van
Steenbergen. I corridori si
affronteranno su un percorso di 21
tappe...
Imponente la partecipazione della RAI -
Radio Televisione Italiana al 38° Giro
d'Italia. Numerosi sono i servizi
radiofonici nell'arco della giornata. La
televisione si avvale di tre aerei per
collegare le sedi di tappa con le
stazioni emittenti. L'arrivo di molte
tappe sarà trasmesso in diretta. Quanto
ai servizi in corsa, anche quest'anno
un'auto sonora precederà di circa un
chilometro i corridori, fornendo precise
notizie alle folle di tutt'Italia in
attesa del passaggio dei "girini": ciò
sarà possibile grazie ai collegamenti
radio stabili con l'autovettura del
Direttore di Corsa... |
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Da "La Gazzetta dello Sport" del 14
maggio 1955 - Il Giro d'Italia 1955 alla
fine venne vinto da... Fiorenzo Magni. |
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GIRO D'ITALIA 1960
- Grande sprint a Rimini: vince Pierino Baffi -
Anquetil perde la maglia rosa |
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UNA LUNGA FUGA E UN GRANDE FINALE PER LA TERZA
VITTORIA DELLA IGNIS |
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Da una fuga nata in modo piuttosto
strano o quanto meno inconsueto a 150
chilometri dal traguardo, è scaturita la
scintilla del fuoco che ha bruciato la
maglia rosa di Anquetil... Pierino Baffi
ha conquistato per l'"Ignis" la terza
vittoria su sei tappe disputate in una
volata aspramente combattuta. Braga,
Gismondi e Defilippis che sono entrati
in pista per primi, anzichè infilare
l'anello di cemento, sono scesi nella
sottostante pista in terra battuta:
quando si sono accorti dell'errore sono
rientrati, mantenendo pressapoco le
stesse posizioni, meno Gismondi al quale
andava fuori posto la catena. Delberghe
sferrava il suo attacco sul rettilineo
opposto, ma all'uscita della curva
Defilippis lo aveva già nettamente
sopravanzato. Ma - ecco un guaio per il
"cit"- Baffi si era portato nella sua
scia e sul rettilineo di arrivo aveva
operato il massimo sforzo. Il torinese
della "Carpano" ha resistito ottimamente
fino a
pochissimi metri dal traguardo, ma le
ultime possenti |
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pedalate di Baffi sono
state decisive. Non c'è da meravigliarsi
quando Baffi vince una tappa: semmai c'è
da meravigliarsi se finisce un Giro
senza averne vinta una. Oggi ha colto il
momento buono per entrare nella fuga
decisiva, ha contribuito al successo
dell'offensiva e infine ha fatto valere
le sue doti di velocista... L'uomo del
giorno è stato però Hoevenaars, che è
stato l'ideatore della fuga buona e
quello che ha lavorato di più per
portarla a buon fine. La prospettiva di
conquistare la maglia rosa ha
galvanizzato il belga e quando
Hoevenaars si scatena son dolori per
tutti. Vincitore del Gran Premio
ciclomotoristico, maglia gialla al Tour,
il caposquadra della "Ghigi" è da questa
sera anche la maglia rosa del Giro
d'Italia. E farà onore anche a questa
maglia...
Anquetil ha perduto la maglia rosa dopo
averla difesa con tenacia in queste
ultime tre tappe. Il campione della
"Fynsec" però non farà una malattia per
questo. Anquetil ha forse ritenuto che
bastasse la presenza di Delberghe e
Couvreur fra i fuggitivi per frenare lo
slanci di questi ultimi, poi per un po'
ha pagato di persona, ma quando ha avuto
la sensazione che il gioco poteva
diventare troppo pesante, ha accettato
con la calma che è frutto di una sicura
esperienza la sua sorte. Quando la
maglia rosa costa degli sforzi
intempestivi e compromettenti per
l'esito finale della corsa, è meglio
lasciarla andare... |
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Da "Stadio" del 25 maggio 1960 -
(sintesi da un art. del direttore Luigi
Chierici) - Il Giro d'Italia 1960 alla
fine venne vinto da... Jacques Anquetil. |
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INDICE GENERALE
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SPORT GIRO TOUR
CICLISMO
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