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Finestre fotografiche su Liguria e Toscana

Elenco puntato - Genova  GENOVA

Il capoluogo della Liguria
ha il centro storico più grande
d'Europa. Nel 2004 è stata la
"Capitale Europea della Cultura"...

Elenco puntato - Euroflora  EUROFLORA

In primavera, ogni 5 anni,
 alla Fiera di Genova va in scena
lo spettacolo dei fiori per eccellenza.
I giardini più belli del mondo...

Elenco puntato - Via Francigena  VIA FRANCIGENA

Col Giubileo del 2000 è stata
definitivamente rivalutata
 la via di Sigerico, che i pellegrini
percorrevano a piedi fino a Roma,
 in segno di pentimento...

Elenco puntato - Parco del Magra  PARCO DEL MAGRA

 A Gennaio 2008 il Parco Naturale Regionale del Magra è il territorio
eco-certificato più esteso d'Europa...

Elenco puntato - La Val di Magra  LA VAL DI MAGRA

Nobili, vescovi, mercanti e pellegrini
lungo l'asse della Via Francigena.
 Culture differenti per storia e tradizioni,
nei secoli, si sono sovrapposte
 e hanno permeato il territorio con
i segni del loro passaggio...

Elenco puntato - La Val di Vara  LA VAL DI VARA

La "Valle dei borghi rotondi"
è anche conosciuta come
la "Valle del biologico" per le sue
produzioni agricole ottenute con
metodi antichi e naturali.
Varese Ligure nel 1999 è stato il
1° comune ecologico d'Europa...

Elenco puntato - La Lunigiana  LA LUNIGIANA

La "Terra della Luna", in Italia,
ha la più alta concentrazione di
antichi castelli. Se ne contano
circa 160. Alcuni sono bellissimi e perfettamente conservati... 

 

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Elenco puntato - Site Gallery

Le Alpi Apuane
"Monumento geologico"
unico al mondo

Elenco puntato - Le Alpi Apuane

Ferrovia Aulla-Lucca
Il fascino dei treni d'epoca
e delle locomotive a vapore

Elenco puntato - Ferrovia Aulla-Lucca

Ferrovia Pontremolese
Una linea di vitale importanza
per La Spezia e la Lunigiana

Elenco puntato - Ferrovia Pontremolese

Il Premio Bancarella
Sintesi di una passione
per il libro che dura a
Pontremoli da oltre 5 secoli.
Storia di stampatori e librai.
Primati culturali della Lunigiana

Elenco puntato - Il Premio Bancarella

Disfida degli arcieri
A Fivizzano la rievocazione di
una competizione avvenuta
nel 1572 e tramandata
da Frate Tommaso

Elenco puntato - Disfida degli Arcieri

La Festa del Libro
A Montereggio di Mulazzo
tutte le piazze e le strade
sono intitolate ad un editore...

Elenco puntato - La Festa del Libro

Castelli in Lunigiana
In Italia, la Lunigiana possiede
la più alta concentrazione
di antichi castelli...

Elenco puntato - Castelli in Lunigiana

Il Giro della Lunigiana
Corsa ciclistica internazionale
per la categoria juniores

Elenco puntato - Il Giro della Lunigiana

Infiorate a Brugnato
"Per tetto un cielo di stelle e
per strada un tappeto di fiori..."

Elenco puntato - Infiorate a Brugnato

Orti di Pignone
Prodotti tipici della terra dagli
agricoltori delle valli del
Pignone e del Casale

Elenco puntato - Orti di Pignone

Pesca col rezzaglio
La foce del Magra ambiente ideale per questo tipo di pesca, vera e propria arte e attrattiva turistica
(Info, foto & video)

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Frecce Tricolori
La Pattuglia
Acrobatica Nazionale:
gli "artisti del cielo"

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Tall Ships
Navi scuola e vele d'epoca
sulle acque del mare di Liguria

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Il Tuning
L'arte delle 4 ruote.
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Elenco puntato - Il Tuning

 
 
 
 

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INDICE GENERALE     CRONACA  01  02  03  04  05  06     SPORT GIRO  TOUR  CICLISMO  ALTRI   FAUSTO COPPI   INTER     RIVISTE  01  02
MAGGIO 1909 - Si conclude a Milano, dopo 2.448 Km in 8 tappe, il primo Giro d'Italia di ciclismo

Il Secolo XIX del 31 maggio 1909 - Tutta la prima pagina dedicata alla conclusione del primo Giro d'Italia di ciclismo

Da Recco verso il Lido di Genova: momenti di una corsa fantastica

(IL SECOLO XIX del 26 maggio 1909) - "...Sono le 16 e 8 minuti allorchè sulla strada provinciale, a poca distanza da Recco, passa un motociclista coperto di polvere che appare appena in un nuvolo bianco. Egli ci grida: "Primo Galetti! Tenete a destra!". E un minuto dopo passa Galetti colla maglia bianca e verde, curvo sul manubrio. Non corre, vola, e non sembra stanco: persino a dispetto della polvere appare ancora roseo in viso e ai nostri applausi sorride. Noi lo acclamiamo ancora mentre il fortissimo corridore lombardo scompare nel polverone che copre la strada. Una grande automobile lo segue da vicino: fra i viaggiatori mascherati, coperti da spolverini e da tutta la polvere che può regalare una  corsa  forzata sulle nostre deliziose vie provinciali, riconosciamo il signor Costamagna

Illustrazione della "Domenica del Corriere" dedicata al primo Giro d'Italia di ciclismo

della Gazzetta dello Sport...  Improvvisamente, tre minuti dopo il Galetti, ecco il secondo. Va come il vento, curvo sulla macchina, colle braccia abbronzate al manubrio. E, se fosse possibile, più impolverato di Galetti, più sudato: i baffi appaiono grigi, sembra quasi più vecchio, ed è vecchio invece soltanto di ciclismo, perchè si tratta di Rossignoli, altro potente lombardo, un rivale  temibilissimo  a  tutti  su  qualunque  strada... Ovunque  gente  alle  finestre, ovunque

Le vicende odierne
del Giro d'Italia
attraverso il
sito della Gazzetta

applausi, si buttavano fiori dai giardini, popolati da signorine che battono le mani entusiasmate... I ragazzi fanno un chiasso da non dire: i cani, i gatti, le galline hanno prudentemente vinta la curiosità e non si lasciano vedere. Meglio per loro! Qualche povera vecchina sbigottita sulla porta di casa si ritrae indietro, mettendosi le mani alla testa presa da terrore... Galetti ha una panna: la catena della macchina, in prossimità di Nervi, salta via... Rossignoli passa come una freccia...Da Quinto al Lido, all'apparire di Rossignoli, è un battimani frenetico, un'ovazione raramente udita. Dalla valle, dalle terrazze piovono fiori, ancora rose, molte rose. E l'entrata al Lido? Inenarrabile e può immaginarsela solo... chi vi

ha assistito! Per un istante ebbi in cuore l'ultimo rimorso di non aver usata altra bicicletta che il tram (A.Pescio).

(Da LA GAZZETTA DELLO SPORT - 80 anni di cronaca sportiva - 19/06/78) - Sulla "Gazzetta" del 12 maggio 1909 si legge, in apertura, il seguente congedo: "Corridori! L'ora è prossima, la battaglia incombe. Gli amatori del ciclismo di tutte le nazioni vi ammirano e attendono. Ognuno ha tra di voi il suo favorito, la sua speranza. Come corridori italiani avete il gran compito di difendere i colori della Nazione. Come forestieri ed ospiti, troverete fra i nostri campioni avversari degni, ma leali e cortesi... Ed ora correte, correte, correte: tutta l'Italia vuole vedervi, ammirarvi..."
Proprio nell'anno in  cui  Louis Bleriot attraversa per la prima volta in aereo il canale della Manica, volando per 36 chilometri a

100 metri di quota, il ciclismo italiano compie anch'esso la sua brava impresa storica, lanciando il primo Giro d'Italia. L'idea nasce in "Gazzetta", tra il direttore Costamagna, Armando Cougnet e Tullo Morgagni. Dal Milanese Viale Monza la corsa, in 8 tappe, punta su Bologna, Chieti,  Napoli,  Roma,  Firenze, Genova e Torino, per

Tuttosport del 22 maggio 1951 - Nella tappa con arrivo a Genova vince Falzoni dopo 170 km di fuga. In prima pagina una bella fotografia di Learco Guerra che abbraccia il vincitore insieme all'altro suo pupillo Hugo Koblet La Gazzetta dello Sport del 21 maggio 1949 - Il 32° Giro d'Italia parte da Palermo. In prima pagina una fotografia di Fausto e Serse Coppi mentre arrivano in Sicilia col piroscafo "Città di Tunisi" Stadio del 25 maggio 1949 - Al 32° Giro d'Italia Fausto Coppi vince la tappa Cosenza-Salerno, battendo in volata Leoni e Bartali

tornare a Milano dopo aver percorso 2.448 Km. Il grande favorito Gerbi cade rovinosamente fin dal primo giorno. Vincerà il varesino Luigi Ganna ( che ricevette un premio di 25 lire), davanti a Carlo Galetti e Giovanni Rossignoli). La classifica, a differenza che al Tour, si fa a punti, ma la superiorità di Ganna, che in precedenza si era aggiudicato la Sanremo, non si discute. I soldi vinti, a lui muratore, serviranno per costruire una casa (e dopo quella una fabbrica di biciclette che porterà il suo nome anche dopo la morte, avvenuta nel 1957).

GIRO D'ITALIA 1935 -  Una sedicesima tappa sulla ridente strada dalla Versilia alla Riviera Ligure

"Il Telegrafo" di mercoledì 5 giugno 1935 - Raffaele di Paco vince la tappa Viareggio-Genova, battendo in volata Olmo e Binda

SULLA PISTA DI GENOVA LA VITTORIA VA AL TOSCANO RAFFAELE DI PACO

La sedicesima tappa del Giro (Viareggio-Genova) ha confermato in pieno le previsioni che la volevano una tappa <geografica>. E' fallito invece il pronostico di una probabile vittoria in volata di Olmo, ottenuta invece da Di Paco che, più volte durante la tappa, aveva navigato penosamente fra i ritardatari. Dal Passo del Bracco all'arrivo le fiorite contrade della Liguria erano una sola fiamma di entusiasmo per il giovane aquilotto e certamente Olmo avrebbe tenuto come carissima la vittoria conquistata oggi fra i suoi concittadini, se a tanto fosse riuscito. Ma l'applauso che lo accolse in pista prima che s'iniziasse la volata deve averlo stordito, così ha commesso un grave errore di tattica, del quale ha approfittato Di Paco per conseguire la sua seconda vittoria di tappa. Vittoria acciuffata per i capelli, un primo posto che non premia la gara di una giornata bensì il coraggio di un atleta sofferente e la lucida intelligenza di un minuto.

La partenza da Viareggio - Dopo la giornata minacciosa di ieri, i nuvoloni e le pioggerelle, stamane la carovana del Giro si è svegliata in una mattina d'incanto a Viareggio. Sole, mare azzurro e, in contrasto alla stanchezza di molti corridori, senso di riposo e freschezza. Ieri Olmo ha avuto un meraviglioso ritorno di energie, ma le condizioni dell'aquilotto non sono buone e il dolore al tendine continua. Solo la classe e la sua giovinezza gli consentono di essere ancora fra i primissimi posti della classifica. Non parliamo del povero Piemontesi che è a pezzi e che ieri - per poco - nella corsa a cronometro non si è aggiudicato il premio speciale di Viareggio all'ultimo classificato della tappa: 250 lire messe in palio dai buoni sportivi viareggini. Chi non sta bene di salute è Guerra. A Montecatini, durante la notte - svegliatosi all'improvviso - si era accorto di avere il corpo coperto da macchie che gli procuravano un insolito prurito. Cavanna, il suo massaggiatore, ritenne che ciò dipendesse da una cattiva digestione, ma nella mattinata un dottore sentenziò che si trattava di orticaria e prescrisse una pomata lenitrice. Guerra non riesce a dormire la notte ed è tutto scombussolato da questo noioso disturbo...
Entusiastici commenti francesi - Ci sono corridori invece, come Archambaud, che nella prima parte del Giro sono andati così così e che adesso migliorano. Corre voce negli ambienti del Giro che Archambaud ieri, nella corsa a cronometro, abbia fatto ricorso ad eccitanti, cosa non nuova per i corridori francesi. Ma, eccitanti o no, Archambaud ha fatto veramente una grande corsa... La vittoria di Debenne nella tappa Montecatini-Lucca e quella di Archambaud nella Lucca-Viareggio sono salutate con commenti entusiastici dalla stampa parigina che ha seguito quest'anno, con grande interesse, lo svolgimento del Giro d'Italia. Gli inviati speciali dei giornali francesi segnalano l'intelligente azione del giovane Debenne che ha saputo approfittare della rivalità fra Olmo e Guerra per vincere con sicurezza sul traguardo di Lucca. Le vittorie odierne smentiscono pure la leggenda che si andava formando e secondo la quale la stretta coalizione italiana toglieva ogni possibilità agli stranieri di affermarsi degnamente. Il Giro d'Italia, appare invece con gli ultimi risultati come una prova organizzata secondo criteri sportivi e retta con assoluta imparzialità...

Da "Il Telegrafo" di mercoledì 5 giugno 1935 - Ordine d'arrivo della tappa Viareggio-Genova: 1°) Raffaele di Paco che percorre 172 Km in 5 ore 29'25", alla media di Km. 31, 328  -  2°) Giuseppe Olmo  -  3°) Alfredo Binda  -  4°) Attilio Masarati (1° degli isolati)  -  5°) Mario Cipriani  -  6°) Gino Bartali  -  7°) Demuysère... - La classifica generale vedeva al primo posto Vasco Bergamaschi, che alla fine vinse il 23° Giro d'Italia.
Gino Bartali transita sullo Stelvio Corridori sui versanti innevati del Sempione Alfredo Binda, tre volte campione del mondo (Adenau 1927 - Liegi 1930 e Roma 1932), venne escluso da un Giro d'Italia per evitare che la corsa fosse gia vinta in partenza I corridori all'uscita di un caratteristico tunnel sulla Riviera Ligure. Il primo a destra è il belga Rik Van Steenbergen
Nomi illustri e paesaggi del Giro d'Italia: Gino Bartali, Alfredo Binda, lo Stelvio, il Sempione, la Riviera Ligure
GIUGNO 1947 -  Dopo sette anni Fausto Coppi rivince il Giro d'Italia davanti a Gino Bartali
"La Gazzetta dello Sport" del 16 giugno 1947 - Fausto Coppi vince il 30° Giro d'Italia precedendo Gino Bartali

LA FOLLA IMMENSA PRESENTE AL VIGORELLI APPLAUDE I DUE GRANDI CAMPIONI

Anche Bresci e il belga Maes lungamente acclamati - Dopo 27 anni la Bianchi ritorna al successo - La Welter è prima nella classifica per squadre - Tutti i superstiti festeggiati da un pubblico frenetico di entusiasmi e di consensi - Leoni vittorioso nell'ultima tappa con arrivo al Velodromo Vigorelli. Il "Giro del trentennio" è giunto felicemente in porto, è arrivato a Milano dopo tre settimane di peripezie e di vicende appassionanti, di alterna fortuna. Ha sofferto qualche amarezza e c'è stato anche uno sciopero che aveva scosso forse i trepidi, ma che analizzato non era stato che una ragazzata, di cui i promotori si erano subito pentiti. Il Giro reca al Vigorelli il suo responso sugli atleti che tutto il mondo ci invidia. I due grandi assi del nostro ciclismo rientrano reduci da una lotta accanita e furiosa, sempre contenuta nei limiti della lealtà e della correttezza, con Coppi che trionfa per la seconda volta, a 7 anni di distanza...

ANCORA PRIMO DOPO LA MANCATA VITTORIA DEL 1946  - Leoni, la freccia bianco-celeste, aveva vinto anche l'ultima tappa, battendo in volata Coppi. La maglia rosa aveva appena finito il giro d'onore: un subisso di applausi. I più accaniti sostenitori di Bartali lanciavano fischi. Poco dopo la stessa scena dopo il giro d'onore di Bartali, a parti ovviamente invertite. Nel momento in cui i due rivali, insieme, quasi abbracciati, hanno rifatto il giro d'onore gli applausi unanimi sono saliti al cielo. Un pubblico mai visto al Vigorelli ha spiritualmente rapito i suoi atleti, li ha collocati in alto sugli scudi del suo pazzo entusiasmo ed ha accomunato il vincitore e il vinto. Il vincitore e il vinto: due grandi campioni vanto dello sport italiano, continuatori di una tradizione che non si appanna e oggi anzi luccica più che mai.
Ha vinto il più giovane. E' nell'ordine naturale delle vicende umane. Cinque anni separano i due rivali. Nello sport e specialmente nel ciclismo sono molti. Era logico che, un momento o l'altro, il più giovane dovesse balzare avanti...
Fausto Coppi ha trionfato per la seconda volta al Giro d'Italia, a sette anni di distanza. Fausto è risultato di nuovo primo nella più severa corsa a tappe d'Europa. Il nostro grande campione, che aveva vinto nel 1940 all'inizio della carriera e che dopo una dura e lunga parentesi (guerra, prigionia. amarezze, patimenti) aveva faticosamente ritentato il successo nel 1946 senza riuscirvi, ha toccato ieri il vertice delle sue aspirazioni, non solo per un trionfo che inorgoglisce un campione, quanto per i suoi riflessi e per le vicende che lo hanno accompagnato. Il successo di Coppi si abbina a quello della Bianchi, la grande marca italiana che inseguiva da ben 27 anni la grande vittoria che, parecchie volte, le era sfuggita sul palo d'arrivo.
Fausto Coppi ha primeggiato nel 30° Giro d'Italia battendo il suo grande rivale nella più tremenda tappa dolomitica, compiendo una delle più memorabili imprese del ciclismo italiano ed internazionale, che rimarrà per sempre scritta a caratteri d'oro nella storia del Giro d'Italia.

Da "La Gazzetta dello Sport" del 16 giugno 1947 - (sintesi dagli art. di E.De Martino e G.Giardini) -  Altre informazioni sul Giro del 1947
"L'Informatore Sportivo" di Livorno - edizione del 19 maggio 1947 - La presentazione del 30° Giro d'Italia di ciclismo

AL TRENTESIMO GIRO D'ITALIA E' POSSIBILE CHE VINCA UNO CICLISTA STRANIERO?

Eccoci quindi di fronte al grande quadro del maggiore avvenimento ciclistico nazionale. Eccoci in piena atmosfera di vigilia. La settimana che incomincia deve ritenersi una vera e propria settimana di passione per le moltitudini,, per i ciclisti che parteciperanno al 30° Giro d'Italia, per gli accompagnatori, per gli industriali, per i giornalisti, per gli infaticabili organizzatori. E' tutto un mondo che sta per mettersi in movimento. Un mondo pittoresco, variopinto, zingaresco. Un mondo che soffre e che gode per le fughe di Bartali, per le vittorie di Coppi, per gli ardimenti di Motta, di Bresci, di Cottur, per le vesta di Ortelli e Ronconi, per tutto quello che il Giro potrà offrire di vecchio e di nuovo nei pochi giorni della sua intensa esistenza. Sembra quasi impossibile, ma è proprio vero che il Giro d'Italia avrà il magico potere di far dimenticare  per  un  momento  mille  problemi  della  vita  nazionale. E  non  diciamo neppure di tutti gli altri avvenimenti

sportivi, campionato di calcio compreso, che dal 24 maggio in poi finiranno per scolorire dinanzi  al  clamore  del  Giro che passa. Nessun'altra corsa, nessun'altra manifestazione, ha il potere di ubriacare le folle. Il Giro d'Italia ci riesce con le sue

forti tinte, con i suoi gradevoli suoni, con l'armonica fusione di tanti elementi diversi che, messi insieme, danno vita alla più grande sagra dello sport italiano...
Il percorso già si conosce; di solito il percorso del Giro subisce sempre qualche ritocco, per accontentare le pressanti richieste di sportivissimi centri che lo aspettano da anni. Ma, a grandi linee, le strade, le salite, le maggiori asperità delle Alpi e degli Appennini, gli arrivi tradizionali nelle grandi città italiane formeranno anche quest'anno l'ossatura della corsa....
Alla ribalta della lotta ci sarà il duello Bianchi-Legnano e Coppi-Bartali, ora che si è rivisto finalmente il Coppi di tempi migliori. Ma sullo sfondo del giro che sta per iniziare giganteggiano altre due figure minacciose: Vito Ortelli e Aldo Ronconi. Più freschi di anni, più violenti, più decisi, più ansiosi di bruciare le tappe della celebrità e della gloria, i due romagnoli di Giacinto Benotto scendono in lotta spalleggiati da una squadra formidabile tra i quali spiccano Oreste Conte, Sergio e Luciano Maggini e altri giovani di belle speranze. A conti fatti il 30° Giro d'Italia non dovrebbe sfuggire ai valorosi campioni dello squadrone torinese... Ma questo non è un discorso da prendersi sul serio: il Giro d'Italia non è gara da pronostico. Nulla si può conoscere in anticipo di questa corsa suggestiva ed affascinante, creata più per le rivelazioni che per le conferme...

Una curiosa immagine dal Giro d'Italia: Gino Bartali "pizzicato" mentre si fa trainare da un poliziotto motociclista

Nel gioco serrato delle rivalità che già si addensano minacciose sul cielo del 30° Giro d'Italia, difficilmente troverà posto adeguato la coalizione straniera. Nelle ventinove edizioni passate, dal 1909 al "Giro della Rinascita" dello scorso anno, mai una volta la grande classica italiana è stata vinta da uno straniero. E' plausibile che questa bella tradizione si possa spezzare prorio col Giro di quest'anno? Francamente sembra di no, e la ragione la spiegheremo nei prossimi giorni...

Da "L'Informatore Sportivo" - bisettimanale di Livorno - edizione del 19 maggio 1947 - (sintesi da un art. di Vincenzo Cataneo)

GIRO D'ITALIA 1948 - Mario Ricci vince in volata la seconda frazione Torino-Genova

"Stadio" del 17 maggio 1948 - Mario Ricci vince la seconda tappa del Giro d'Italia (Torino-Genova), battendo in volata Coppi e Bartali

PER FAUSTO COPPI LA PIAZZA D'ONORE - GINO BARTALI AL TERZO POSTO

Una foratura di Coppi, ai piedi di Colle Caprile, desta improvvisamente la tappa dalla sonnolenza. Brignole da il la all'azione offensiva, Bartali la prosegue, il campione d'Italia superbamente l'annulla... Per quanto monotona questa tappa è stata in tutta la parte iniziale, altrettanto combattuta ed emozionante è stata nel finale, dalla Scoffera in poi, allorchè il sole era venuto a rallegrare l'atmosfera prima cupa e non certo avara di precipitazioni. Causa il brutto tempo, i corridori non avevano moltissima voglia di impegnarsi, ma ci ha pensato il destino sotto forma di una foratura inflitta a Coppi ed allora dalla indifferenza generale si è passati alla lotta aperta e senza esclusioni di colpi. Nella discesa che porta a Gattorna i più attivi a <fare il passo> erano stati Brignole, Logli e Lazzarini della Arbos. Si era ormai quasi in piano e il gruppo procedeva in fila indiana  quando Fausto ha dovuto mettere il piede a terra per la ruota afflosciata.

Il bianco-celeste era con Bartali e con gli uomini della Arbos, nelle prime posizioni, e naturalmente tutti si accorsero di quanto stava accadendo. Brignole, oggi veramente indemoniato, fu il più svelto a partire per attaccare di slancio la seconda salita della giornata, quella del colle Caprile, e si ritrovò in testa insieme al compagno di squadra Logli. Bartali all'inizio perse terreno, poi aumentò gradualmente l'andatura, staccando Zanazzi e De Zan e riuscendo a raggiungere i fuggitivi. Il campione della Legnano era quindi passato al contrattacco, ma non aveva fatto i conti con Coppi il quale, ritornato in sella, con un'azione imperiosa superava uno dietro l'altro tutti gli avversari che lo precedevano per andare ad annullare anche il suo tentativo... Mentre ad un certo punto si era intravisto il pericolo di una volata con molti partecipamnti, in quel di Genova soltanto sei uomini giungevano assieme sul traguardo: Ricci, Coppi, Bartali, Logli, Ortelli e Canavesi, che finivano nell'ordine la seconda tappa del Giro.

Da "Stadio" del 17 maggio 1948 - (sintesi da un art. di Luigi Chierici)
I FRANCESI SI INTERESSANO DEL GIRO D'ITALIA (Ma per conoscere le intenzioni di Bartali e Coppi circa il "Tour"...)

La stampa francese continua ad occuparsi del Giro d'Italia, non tanto da un punto di vista sportivo, quanto per tirarci fuori notizie, o magari soltanto indiscrezioni, circa le intenzioni che Bartali o Coppi hanno per il "Tour". Soprattutto L'Equipe, il giornale che organizza  il  Giro di Francia, si affanna in questo lavoro di... scandaglio. Già nei giorni scorsi  il  quotidiano sportivo parigino aveva

riportato le dichiarazioni fatte al suo inviato dai due campioni italiani. Tutti sanno che tanto Bartali quanto Coppi aspirano a correre il "Tour": il primo perchè a distanza di dieci anni vorrebbe tentare la seconda vittoria e con questo alloro chiudere la sua magnifica carriera; il secondo perché nell'albo d'oro gli manca proprio il successo nella più grande corsa a tappe del mondo e capisce che, coadiuvato da una squadra forte e fedele, l'impresa potrebbe riuscirgli.
A Perugia ha raggiunto il Giro Claudio Tillet, che è il braccio destro di Goddet, nuovo "Patron" del "Tour". Si capisce che il suo arrivo in Italia non è determinato soltanto da compiti giornalistici. Anche lo scorso anno fu Tillet a prendere gli accordi definitivi con i corridori e con le Case per la formazione della squadra italiana... L'Equipe, nel suo numero

"Tuttosport" - edizione straordinaria del 1° giugno 1948 - Al Giro d'Italia Oreste Conte (Bianchi) vince la tappa Bologna-Udine. Fiorenzo Magni indossa la "maglia rosa"

di sabato scorso ha pubblicato una  notizia proveniente da  Perugia (e certo inviata da Claudio Tillet), un dialogo fra Gino e Fausto avvenuto durante la tappa Fiuggi-Perugia: "..io vorrei formare la mia squadra per il Giro di Francia - avrebbe detto Gino a Fausto - ma preferirei conoscere prima le tue intezioni. Secondo me tu dovresti partecipare al Giro della Svizzera, dove hai molte probabilità di vittoria, e io andrei al Tour. In tal modo non ci daremo noia l'uno con l'altro..."
La risposta di Coppi sarebbe stata evasiva, pur lasciando comprendere che anche Fausto continua a guardare al Giro di Francia. Le intenzioni dell'UVI sono ancora impenetrabili e, prima di Udine, non è previsto l'arrivo di Rodoni al Giro d'Italia.
Bisogna dire che non soltanto i giornali, ma anche i tifosi si interessano delle decisioni dei due assi italiani. Un Giro di Francia con Bartali e Coppi vedrebbe aumentato enormemente il suo interesse e a Parigi è quasi unanime la speranza che i due si presentino alla partenza in terra transalpina... 
(Il Tour del 1948 venne poi vinto epicamente da Gino Bartali, che salvò l'Italia...)

Da "Tuttosport" - edizione straordinaria di martedì 1° giugno 1948
GIUGNO 1948 - Fiorenzo Magni vince il 31° Giro d'Italia tra insulti, fischi e lancio di cuscini
Stadio del 7 giugno 1948 - Fiorenzo Magni vince il 31° Giro d'Italia, tra insulti, fischi e lancio di cuscini Magni si aggiudica anche il successo nella tappa finale con arrivo a Milano
Una fotografia del 1951 con un sorridente Fiorenzo Magni che indossa la maglia tricolore. Magni fu Campione d'Italia su strada anche nel 1953 e 1954

(STADIO del 7 giugno 1948)  - "Ostili accoglienze sono state riservate alla "maglia rosa" da parte del pubblico presente. Al contrario, festa calorosa e vibrante ad Ezio Cecchi, 2° nella classifica finale... Gli applausi a Cecchi sono comprensibili: in definitiva con una squadra molto meno efficace di quella della Wilier Triestina, l'atleta di Monsummano ha perduto il Giro d'Italia per gli incidenti (una foratura e una caduta) capitatigli nella Cortina-Trento... Fischi assordanti e lancio di cuscini hanno costretto Fiorenzo Magni ad interrompere il cosiddetto giro d'onore (se in questo caso si può chiamare così) a metà. Invece la folla ha richiesto e ottenuto un giro d'onore per l'applauditissimo Cecchi... A tutti coloro che hanno seguito la corsa è parso che  il pubblico milanese  sia  stato  troppo ingiusto  con il vincitore, che  di

pagine solari ne ha scritte parecchie  in  questo Giro d'Italia, come l'ultima, quando ha tagliato per primo il traguardo nella volata finale. Un'ulteriore dimostrazione di forza proprio davanti agli occhi della folla che ora gli inveiva contro... La Wilier Triestina prima anche nella classifica per squadre..."

CLASSIFICA GENERALE:  1°) Fiorenzo Magni  in  124.51'.52"  -  2°) Ezio Cecchi a 11" - 3°) Giordano Cottur e Vito Ortelli a 2'e37" -  5°) Volpi a 8'24" -  6°) Giulio Bresci a 9'07" -  7°) Brignole 9'14" -  8° Gino Bartali a 11'e52" - 9°) Biagioni a 15'05" - 10°) Martini a 18'22" - 11° Menon a 22'45" - 12°) Logli a 22'47" - 13° Pasotti a 26'34".

Fiorenzo Magni in azione durante la tappa Grosseto - Follonica al Giro d'Italia 1953. Magni vinse il Giro d'Italia tre volte: nel 1948, nel 1951 e nel 1955

DALL'INVIATO ENZO BIAGI - "La folla non è ne educata negenerosa: non è neppure umana. Esaspera sempre tanto il delitto, quanto il castigo, e per urlare <evviva> al bravo, al meritevole, al buon Cecchi, sentiva il bisogno di offendere Magni. Onesti padri di famiglia, rinomati professionisti, hanno speso tre o cinquecento lire, con l'unico scopo di andare in un velodromo a gridare <porco> ad un corridore... Magni se n'è andato con un mazzo di inutili fiori tra le braccia, fiori falsi, senza alcun profumo... Non credo che questa sera Fiorenzo Magni sia felice... Sorrideva, salutava, solo per farsi coraggio."

LA WILIER TRIESTINA FESTEGGIA LA VITTORIA - In serata, in un noto locale milanese, la Wilier Triestina ha festeggiato la vittoria di Magni al Giro d'Italia. Attorno al comm. Dal Molin erano presenti il procuratore dell'azienda colonnello Tonon, i signori De Paoli e Imperiali, il signor Hernandez - rappresentante per L'Argentina - con signora, il dinamico Tino Ferrario, l'ottimo direttore sportivo Zandonà e tutti i corridori del team che sono stati vivamente e calorosamente festeggiati.

Titolo argomento - 1949 - Coppi era il favorito d'obbligo del 32° Giro d'Italia... 1949 - Coppi era il favorito d'obbligo del 32° Giro d'Italia, il technicolor più bello del mondo

Il Giro d'Italia è una festa, la più bella festa del ciclismo. E' una festa di primavera che si veste di sole e di fiori per andare incontro all'estate. Ecco ora il "Giro" 1949: è pronto per salire in bicicletta. Il "Giro" ha 32 anni, ma è rimasto bambino. Quello di quest'anno è ritornato addirittura in fasce. Ma ha le ossa dure, la carne soda e parla già spedito... Partirà da Palermo il 22 maggio  e  salirà a  zig-zag  su per la Penisola in 19 tappe  - di cui una  a  cronometro: la Pinerolo-Torino -  per terminare  a  Milano (Autodromo di

Monza). Sono  la bellezza  di  4071 chilometri, frammezzati  da  4 giorni  di riposo: a Salerno, a Venezia, a Bolzano e Sanremo. Per il Gran Premio della Montagna sono previsti 12 colli, tra cui si citano il Pordoi (m. 2.239) e il Rolle (m. 1.970) nell' 11a  tappa;  l'Abetone (m. 1.388 - 13a tappa);  il   Passo del Bracco (m. 615 - 14a tappa);

"Corriere dello Sport" del 20 maggio 1949 - Prima pagina dedicata alla partenza da Palermo del 32° Giro d'Italia

l'Izoard (m. 2.360 - 17a tappa); il Ghisallo (m. 754 - nell'ultima tappa). Le tappe con i traguardi volanti saranno 8. Gli abbuoni verranno attribuiti in maniera unica per tutte le classifiche: 1' al primo, 30" al secondo e 15" al terzo. Il leader della classifica indosserà la "maglia rosa", mentre per il più bravo tra i rincalzi sarà in gioco la "maglia bianca". l ciclismo d'Italia ha in mano un "poker d'assi" e un "jolly" che ogni tanto  s'innesta  nel  gioco:  5  nomi,  5

campioni da  Fausto Coppi  a  Gino Bartali,  a Fiorenzo Magni, Vito Ortelli e Adolfo Leoni. Anche quest'anno il pronostico s'addice a questi nomi. Forse più a Fausto che a Gino, Fiorenzo, Vito e Adolfo. Il "direttissimo" (Coppi), con la spettacolare vittoria nel "Giro della Romagna", ha messo una grossa ipoteca sulla corsa, ha dimostrato che quando vuole crea attorno a sè il vuoto. C'è l'esempio della "Milano-

Supplemento a L'Unità del 19-05-1949 per presentare il 32° Giro d'Italia, con Fausto Coppi favorito d'obbligo
Giorno per giorno le 19 tappe del 32° Giro d'Italia (con relative altimetrie e Km) + "Albo d'Oro" della corsa

Sanremo" anche, che calza come un guanto. Coppi è l'uomo che può far sua qualunque corsa, in piano, in salita, in pista. Ha iniziato la stagione vincendo la "Sanremo", ha battuto Schulte, ha fatto bene nella "Freccia Vallona", ha dominato nel "Giro della Romagna". Dunque è il più forte. Ma c'è un pericolo per Coppi, un pericolo grosso: la coalizione degli avversari, il "tutti contro Coppi".
L'elenco degli iscritti da una rosa di 105 nomi, suddivisi in squadre di 7 corridori. Possibili sorprese possono essere Ronconi, che ha fatto bene in Romagna, Maggini, Martini e Bresci ( che però dovranno lavorare per Magni). Outsider sono anche Cecchi, De Zan e Pasotti. E non bisogna dimenticare l'equipe del Belgio, guidata da Demuysere, l'ex "Leone delle Fiandre".
Ma il "Giro" non è tutto qui. C'è la carovana al seguito, c'è la canzone della corsa, ci sono i paesi che i corridori attraversano, i cento Paesi, le cento Città d'Italia. Un film in technicolor lungo 4.000 chilometri, il più bel technicolor del mondo: quello del cielo, della terra e del mare d'Italia.
Sta per partire la bella avventura che si rinnova ormai da tanti anni e che, pure, è sempre nuova, sempre interessante, sempre affascinante.

Sintesi dal supplemento a "L'Unità" del 19 maggio 1949 - art. Attilio Camoriano

GIRO D'ITALIA 1949 - Serafino Biagioni primo e solo nella tappa dei due golfi da Salerno a Napoli

"La Gazzetta dello Sport" del 27 maggio 1949 - Serafino Biagioni vince la 5a tappa del Giro d'Italia (Salerno-Napoli)

LA VITTORIA VA AD UN RAGAZZO SERIO, MODESTO E BENVOLUTO DA TUTTI

Non bisogna fidarsi delle tappe che sulla carta sembrano facili. Quella di oggi era di soli 161 chilometri, succedeva ad un riposo di 40 ore e si doveva pensare che ben difficilmente sarebbe riuscito un tentativo di fuga, poichè gli atleti erano freschi e ben disposti alla lotta, pronti a rispondere ad eventuali attacchi. Si prevedeva una tappa nervosa, interessante, ma senza episodi importanti. Viceversa questa breve trasferta dal Golfo di Salerno a quello di Napoli, per le balze dell'Irpinia e del Sannio, è stata oltremodo movimentata e per circa metà del suo percorso ondulato e non proprio facile è stata anche emozionante per la carovana al seguito. Le emozioni maggiori sono sempre offerte dai campioni. Potete dunque immaginare la sarabanda delle vetture al seguito quando, in vista della salita della Serra, si vide che Coppi e Bartali erano in due gruppi distinti e divisi da circa un minuto... Siamo sempre evidentemente in una fase di assaggio e di studio tra

gli assi. Si provano a vicenda le forze, ma non si spingono ancora a fondo gli attacchi. Terminate le schermaglie tattiche tra i gruppi di Coppi e Bartali, ecco sbocciare il <colpo> del toscano Serafino Biagioni. Sembrava un tiro senza intenzioni serie e viceversa si è poi rivelato un attacco violento che è andato via via aumentando d'intensità e di lena, man mano che passavano i chilometri. Biagioni ha sfoderato tutte le qualità di corridore tenace e volitivo, quelle qualità che in cento occasioni aveva messo al servizio dei capitani della sua squadra in Giri d'Italia e Tour de France. Oggi ha corso per se stesso, da campione. Dieci volte l'abbiamo visto in faccia nella sua audace e violenta fuga: era emozionato e finalmente anche per lui arrivava una giornata luminosa, una vittoria per fare ammattire di gioia i suoi familiari e i suoi molti amici di Pistoia, di Prato e di Firenze... Biagioni ha vinto brillantemente e mai vittoria è stata così meritata, con soddisfazione di tutti, anche perchè Biagioni è un bravo e corretto figliolo al quale tutti vogliono bene per la sua serietà e modestia... Bisogna oggi elogiare anche Astrua, autore dell'attacco più importante della giornata, Pasotti e Drei (la squadra Benotto ha voluto essere all'onore della 5a giornata del Giro) e il bravo Cecchi che è risorto dopo il riposo di Salerno. Meritano una citazione anche Barozzi, De Santi, Logli, Fondelli, Cerami e Soldani... Domani il Giro lascerà la Campania e il Tirenno per andare nella Capitale...

Da "La Gazzetta dello Sport" del 27 maggio 1949 - ( sintesi da un art. di G.Giardini) - Il Giro d'Italia 1949 alla fine venne vinto da... Fausto Coppi
CURIOSITA' DAL TACCUINO DEL GIRO
PROSERPIO - della RAI segue in motocicletta e talora ci informa. Egli è diventato un conoscitore formidabile. L'altro giorno è venuto ad avvertirci in corsa: "Ci sono nove uomini in fuga" - E chi sono? - Credevamo traesse fuori il taccuino e ci leggesse nove numeri. Ebbene ha snocciolato nove nomi di seguito senza tirare il fiato. Senza fiato noi siamo ancora adesso. Stamattina gli abbiamo chiesto come facesse - "Bella roba, io conosco tutti i corridori solo a guardarli da lontano e di dietro.." - Nel mentre c'era un altro gruppetto che veniva a distanza di cento metri e noi non distinguevamo chi fossero... - "Ecco per esempio - ha aggiunto Proserpio - ecco questi ultimi: sono Brasola, Crippa, Goldschmidt, Missine, Cerami e Rossi. Andate a vedere". Erano loro!
CAROLLO - L'ultimo posto in classifica ha già fruttato a Carollo circa trecentomila lire ed un orologio d'oro. A Cuneo, dopo l'arrivo della massa dei corridori, gli organizzatori erano incerti se chiudere le operazioni. Un cronometrista ufficiale interviene: "E' arrivato anche Carollo, quindi si può chiudere..."
FULCHERI - sta diventando popolare e i fotografi lo cercano spesso. Allora Fulcheri compiacentissimo da loro appuntamento sul percorso: "Andate ad attendermi al 25° chilometro - dice - ...andate al 123° chilometro". I fotografi vanno ad appostarsi. Fulcheri si prepara e sul luogo dell'appuntamento passa con un sorriso smagliante in testa al gruppo. Se c'è bonaccia, s'intende...
LEONI - ha ricevuto ieri, da due appassionati emiliani, una maglietta rosa larga una spanna con due biberon. Per il "leoncino" che sta per nascere...
Da "Tuttosport" - edizione straordinaria del 10 giugno 1949

GIRO D'ITALIA 1951 - La prima maglia rosa sulle spalle dell'ex campione del mondo Van Steenbergen

"Tuttosport" del 20 maggio 1951 - Il belga Rick Van Steenbergen vince la prima tappa del 34° Giro d'Italia

MILANO-TORINO: QUATTRO ORE DI CORSA SOTTO IL FLAGELLO DELLA PIOGGIA

A pochi chilometri dal Motovelodromo di Torino il belga si libera dei nove compagni di fuga, fra i quali Soldani e Magni, che arriveranno secondo e terzo. Grande la soddisfazione di Costante Girardengo quando il suo pupillo taglia da solo la linea del traguardo. Van Steenbergen, ex campione del mondo, ha finalmente trovato la sua giornata buona. Male invece le cose per Fausto Coppi che ha concluso la tappa a 3'14" dai primi. Ancora peggio la corsa di Bartali che, sofferente ad un braccio, ha accusato un ritardo di quindici minuti. Per molti un inizio disastroso, vista anche l'inclemenza del tempo. Troppa acqua per battezzare un Giro!
Ieri sera a Milano c'era il sole. Stamane il cielo era coperto ma l'aria non era fredda. Festosissimo era risultato il concentramento in Piazza del Duomo, grandiosa e commovente  la  sfilata  attraverso Milano, per  la  incomparabile cordialità del popolo

milanese. Sembrava che il maltempo volesse concedere una tregua agli attori che stavano per iniziare la dura fatica. Ma al momento  del  via  definitivo, al Poligono di Boldinasco, sono  cominciate  a  cadere le prime gocce. L'aria è tornata fredda, i

finestrini delle automobili si sono chiusi, i corridori hanno pensato all'impermeabile senza decidersi. Quanti hanno poi percorso tutta la tappa in maglietta, fradici per ore e ore! - Come abbia potuto Van Steenbergen andarsene in pianura a otto chilometri dal traguardo permane un mistero. Indubbiamente il grande velocista è sempre capace di scattare... prima dell'ultimo chilometro e staccare tutti, ma Magni e Soldani non sembrano uomini da rimanere staccati in un finale simile. Vi è stato un momento di disattenzione o di incertezza? Forse qualcuno compiacente ha chiuso un occhio su uno che non fa paura in classifica generale? O è proprio soltanto la straordinaria potenza di scatto del belga la ragione del volo finale?
La battaglia ha svantaggiato Coppi, già tutt'altro che favorito da una simile giornata da tregenda: la sua difesa deve pertanto considerarsi un successo. Svaniscono invece le speranze di Bartali; ma è da considerare un prodigio l'aver compiuto una tale tappa potendo impugnare  saldamente  il  manubrio  con una mano sola! Quanti si sarebbero

Giro d'Italia 1952 - Il belga Rik Van Steenbergen vince in volata la tappa Roma-Napoli, precedendo Rossello e Benedetti

ritirati, o sarebbero arrivati mezz'ora dopo. Malgrado il lento inizio e il tempo orribile, la media è risultata di oltre 38 chilometri all'ora, e basta questo per rendersi conto di ciò che ha fatto Bartali - praticamente - con un braccio al collo...

Da "Tuttosport" del 20 maggio 1951 - (sintesi da un art. di Carlin) - Il Giro d'Italia 1951 alla fine venne vinto da... Fiorenzo Magni

GIRO D'ITALIA 1952 - Una formidabile galoppata di Coppi nella cronometro Roma-Rocca di Papa

"La Gazzetta dello Sport" del 23 maggio 1952 - Al Giro d'Iatlia Fausto Coppi vince la tappa a cronometro Roma-Rocca di Papa

ASTRUA E' MAGLIA ROSA - SCATENATI OCKERS, KUBLER, FORNARA, BARTALI e ROMA

Il tracciato di questa singolare tappa a cronometro sembrava fatto apposta per rivelare agli sportivi che si appassionano alle vicende del Giro d'Italia gli atleti di classe e in migliori condizioni fisiche alla ripresa della fatica dopo la sosta romana. Un percorso che non trova riscontro in nessuna delle precedenti tappe a cronometro del Giro e in nessuna delle altre gare del genere disputate in Italia e all'estero per la sua varietà e le sue specialistiche caratteristiche tecniche: pianura, saliscendi, salita vera e propria, discesa e ultimo tratto in severa salita, si sono alternate in una tappa che era oggi demandata a stilare la prima sentenza sulla graduatoria dei favoriti alla vittoria finale. Questo genere di gare, entrato a far parte del programma delle grandi corse a tappe, è certo meno spettacolare e più freddo delle corse in linea, eppure oggi i presenti sul tracciato ne hanno potuto seguire lo svolgimento grazie ad un ottimo servizio di segnalazione e hanno

vissuto l'attesissimo confronto attraverso i tempi eloquenti e precise descrizioni. Le previsioni  erano  quanto mai incerte, tanto  fitta  era  l'incognita  che  aveva nascosto le possibilità degli assi fino a Roma... Il Fausto di oggi era il campione sicuro di sè, rinfrancato, deciso, pur nella sua fredda ponderazione. In testa a Rocca Priora non aveva perso in discesa che nei riguardi

di Koblet e Magni. Nonostante la prudenza, aveva fatto la discesa meglio degli altri. Ha corso come un bolide possente, agile, sorridente alla folla. Nessuno poteva mettere in dubbio la sua vittoria a Rocca di Papa, una vittoria alla quale teneva particolarmente per le ragioni morali che tutti comprendono...
Astrua sembrava voler ripetere il grande colpo dello scorso anno a San Marino. Il biellese spingeva come un dannato, col vantaggio inestimabile del più prezioso punto di appoggio, proprio del diretto rivale Coppi. L'incrollabile Astrua faceva meraviglie, sapeva che oltre a tutto poteva anche conquistare la maglia rosa, liberandosi dal groviglio dei pari merito in classifica, nel quale era impaniato dalla seconda tappa. Astrua, questo robusto torello piemontese, era tutta energia, tutto tenacia, tutto coraggio, uno spettacolo di volontà che solitamente offre quando sente di dover mettere  in  gioco  la  sua  reputazione  di  ottimo  scalatore  ed  è  impegnato  per emergere. Non si è arreso nemmeno quando l'avvertirono che la situazione non migliorava e il traguardo era gia in vista. Ha saputo e voluto tenere la distanza da Coppi,

Giro d'Italia 1952 (35°) - Gino Bartali guida il gruppo dei campioni sul Gran San Bernardo. Si riconoscono: Astrua, Coppi, Kubler, Koblet, Clerici, Rossello, Magni, Ockers e Close
I big della corsa sul Gran San Bernardo

e ora è maglia rosa... Un'altra bella prodezza è quella di Ockers. Il belga di "Gira", piazzandosi terzo, conferma le sue qualità già più volte emerse nel passato Giro di Francia. Anche Ockers ha lottato col cuore in gola. Cercava un posto d'onore e una migliore classifica generale; le previsioni dei suoi connazionali non sono state smentite. La terza piazza - in una gara tanto impegnativa - non è impresa trascurabile... Ha sorpreso invece lo spagnolo Bernardo Ruiz - che è stato pari a Geminiani - e che oggi ha dimostrato quanto possano la forza fisica, il coraggio e la volontà, anche in mancanza di stile. Non si capisce come egli possa ottenere simili risultati pedalando tutto di forza...

Da "La Gazzetta dello Sport" del 23 maggio 1952 - (sintesi dagli artt. di G.Ambrosini e G.Giardini) - Il Giro d'Italia 1952 alla fine venne vinto da... Fausto Coppi - al secondo posto Fiorenzo Magni - al terzo lo svizzero Ferdy Kubler. Coppi ritrovò se stesso dopo gli infortuni e il dolore morale patito per la scomparsa del fratello Serse, deceduto in seguito ad un trauma riportato durante il Giro del Piemonte, il 29 giugno del 1951.

GIRO D'ITALIA 1955 - Campioni di tutto il mondo ciclistico si sfideranno da oggi sulle strade italiane

"La Gazzetta dello Sport" del 14 maggio 1955 - Tutta la prima pagina dedicata alla partenza da Milano del 38° Giro d'Italia

IN PARTENZA DA MILANO IL 38° GIRO D'ITALIA - A CHI LA PRIMA MAGLIA ROSA?

Prende il via questa mattina dal sagrato del Duomo milanese il 38° Giro d'Italia, il Giro per antonomasia, per quasi semisecolare tradizione, il Giro della più schietta espressione umana ed atletica, della più fedele e fremente passione di popolo, della più vasta risonanza internazionale. Nasce, così, dal cuore e nel cuore di Milano la manifestazione che vuole irradiare per l'Italia la più squillante voce di propaganda sportiva e nazionale, il più potente fremito d'entusiasmo, la più copiosa corrente d'interesse che la vitalità dello sport veramente più popolare sia capace di emanare. La "Gazzetta dello Sport", nel giorno in cui vede la luce la 38° edizione dell'illustrissima fra le più illustri creature sue e dello sport italiano, sente la letizia e l'orgoglio d'averla concepita con l'antico e sempre acceso amore e di aver dedicato alla sua gestazione le premurose cure, i puù meditati frutti dell'esperienza, i più larghi mezzi...

Inizia il Giro: si affacciano i primi interrogativi. Chi sarà maglia rosa questa sera a Torino? E' un interrogativo al quale è molto difficile rispondere, non soltanto per la considerazione che la prima tappa è breve e facile e pertanto accessibile a tutti, anche ai più giovani, ma per altre ben comprnsibili ragioni. Considerati i premi in palio, la Milano-Torino, prima tappa del Giro 1955 riveste un interesse del tutto particolare ed è per questa ragione che prevediamo una battaglia a fondo e senza quartiere tra le squadre e specialmente tra i passisti e velocisti più noti, italiani e stranieri. Nella presentazione del Giro d'Italia abbiamo più volte affermato, e dimostrato con dati di fatto e cifre, che in questo Giro ogni tappa vivrà a sè, per le stesse caratteristiche del percorso. Ma è fuor di dubbio che la prima, per quanto essa può rendere immediatamente, rappresenta un'eccezione. Torino è stata più volte la prima tappa del Giro d'Italia. Nel 1946 fu Cottur ad indossare la prima maglia rosa, nel 1947 fu Zanazzi Renzo, nel 1948 ancora Cottur, nel 1951 Van Steenbergen...
Il numero uno tra i favoriti del Giro 1955 è Fausto Coppi (n.36 - Bianchi) e Fiorenzo Magni (n.92 - Nivea/Fuchs) è la sua ombra - Molto riserbo sui giovani, di cui Aldo Moser (n. 67 - Torpado) è il leader. Henry Van Looy (n.13 - Girardengo/Eldorado) è un altro Van Steenbergen. I corridori si affronteranno su un percorso di 21 tappe...
Imponente la partecipazione della RAI - Radio Televisione Italiana al 38° Giro d'Italia. Numerosi sono i servizi radiofonici nell'arco della giornata. La televisione si avvale di tre aerei per collegare le sedi di tappa con le stazioni emittenti. L'arrivo di molte tappe sarà trasmesso in diretta. Quanto ai servizi in corsa, anche quest'anno un'auto sonora precederà di circa un chilometro i corridori, fornendo precise notizie alle folle di tutt'Italia in attesa del passaggio dei "girini": ciò sarà possibile grazie ai collegamenti radio stabili con l'autovettura del Direttore di Corsa...

Da "La Gazzetta dello Sport" del 14 maggio 1955 - Il Giro d'Italia 1955 alla fine venne vinto da... Fiorenzo Magni.

GIRO D'ITALIA 1960 - Grande sprint a Rimini: vince Pierino Baffi - Anquetil perde la maglia rosa

"Stadio" del 25 maggio 1960 - Al Giro la tappa di Rimini è vinta da Pierino Baffi che batte in volata Nino Defilippis. Anquetil perde la maglia rosa

UNA LUNGA FUGA E UN GRANDE FINALE PER LA TERZA VITTORIA DELLA IGNIS

Da una fuga nata in modo piuttosto strano o quanto meno inconsueto a 150 chilometri dal traguardo, è scaturita la scintilla del fuoco che ha bruciato la maglia rosa di Anquetil... Pierino Baffi ha conquistato per l'"Ignis" la terza vittoria su sei tappe disputate in una volata aspramente combattuta. Braga, Gismondi e Defilippis che sono entrati in pista per primi, anzichè infilare l'anello di cemento, sono scesi nella sottostante pista in terra battuta: quando si sono accorti dell'errore sono rientrati, mantenendo pressapoco le stesse posizioni, meno Gismondi al quale andava fuori posto la catena. Delberghe sferrava il suo attacco sul rettilineo opposto, ma all'uscita della curva Defilippis lo aveva già nettamente sopravanzato. Ma - ecco un guaio per il "cit"- Baffi si era portato nella sua scia e sul rettilineo di arrivo aveva operato il massimo sforzo. Il torinese della "Carpano" ha resistito ottimamente fino a pochissimi metri dal traguardo, ma le ultime possenti

pedalate di Baffi sono state decisive. Non c'è da meravigliarsi quando Baffi vince una tappa: semmai c'è da meravigliarsi se finisce un Giro senza averne vinta una. Oggi ha colto il momento buono per entrare nella fuga decisiva, ha contribuito al successo dell'offensiva e infine ha fatto valere le sue doti di velocista... L'uomo del giorno è stato però Hoevenaars, che è stato l'ideatore della fuga buona e quello che ha lavorato di più per portarla a buon fine. La prospettiva di conquistare la maglia rosa ha galvanizzato il belga e quando Hoevenaars si scatena son dolori per tutti. Vincitore del Gran Premio ciclomotoristico, maglia gialla al Tour, il caposquadra della "Ghigi" è da questa sera anche la maglia rosa del Giro d'Italia. E farà onore anche a questa maglia... Anquetil ha perduto la maglia rosa dopo averla difesa con tenacia in queste ultime tre tappe. Il campione della "Fynsec" però non farà una malattia per questo. Anquetil ha forse ritenuto che bastasse la presenza di Delberghe e Couvreur fra i fuggitivi per frenare lo slanci di questi ultimi, poi per un po' ha pagato di persona, ma quando ha avuto la sensazione che il gioco poteva diventare troppo pesante, ha accettato con la calma che è frutto di una sicura esperienza la sua sorte. Quando la maglia rosa costa degli sforzi intempestivi e compromettenti per l'esito finale della corsa, è meglio lasciarla andare...

Da "Stadio" del 25 maggio 1960 - (sintesi da un art. del direttore Luigi Chierici) - Il Giro d'Italia 1960 alla fine venne vinto da... Jacques Anquetil.
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