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INDICE
ARCHIVIO NEWS |
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Finestre fotografiche su Liguria e Toscana |
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GENOVA
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Il capoluogo
della Liguria
ha il centro storico più grande
d'Europa. Nel 2004 è stata la
"Capitale Europea della Cultura"... |
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EUROFLORA |
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In
primavera, ogni 5 anni,
alla Fiera di Genova va in scena
lo spettacolo dei fiori per eccellenza.
I giardini più belli del mondo... |
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VIA FRANCIGENA |
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Col Giubileo
del 2000 è stata
definitivamente rivalutata
la via di Sigerico, che i pellegrini
percorrevano a piedi fino a Roma,
in segno di pentimento... |
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PARCO
DEL MAGRA |
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A
Gennaio 2008 il Parco Naturale Regionale del Magra è il
territorio
eco-certificato più esteso d'Europa... |
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LA VAL DI MAGRA |
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Nobili, vescovi, mercanti e pellegrini
lungo l'asse della Via Francigena.
Culture differenti
per storia e tradizioni,
nei secoli, si sono sovrapposte
e hanno permeato il territorio con
i segni del loro passaggio... |
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LA VAL DI VARA |
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La "Valle
dei borghi rotondi"
è anche conosciuta come
la "Valle del biologico" per le sue
produzioni agricole ottenute con
metodi antichi e naturali.
Varese Ligure nel 1999 è stato il
1° comune ecologico d'Europa... |
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LA LUNIGIANA |
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La "Terra
della Luna", in
Italia,
ha la più alta concentrazione di
antichi castelli. Se ne contano
circa 160. Alcuni sono bellissimi e perfettamente
conservati...
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Close Up |
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Argomenti del
sito
in primo piano |
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SITE GALLERY
Galleria
fotografica per
visionare solo immagini,
anche extra argomenti trattati |
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Le Alpi Apuane
"Monumento
geologico"
unico al mondo |
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Ferrovia Aulla-Lucca
Il fascino dei
treni d'epoca
e delle locomotive a vapore |
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Ferrovia Pontremolese
Una linea di
vitale importanza
per La Spezia e la Lunigiana |
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Il Premio Bancarella
Sintesi di una
passione
per il libro che dura a
Pontremoli da oltre 5 secoli.
Storia di stampatori e librai.
Primati culturali della Lunigiana |
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Disfida degli arcieri
A Fivizzano la rievocazione di
una competizione avvenuta
nel 1572 e tramandata
da Frate Tommaso |
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La Festa del Libro
A Montereggio di Mulazzo
tutte le piazze e le strade
sono intitolate ad un editore... |
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Castelli in Lunigiana
In Italia, la
Lunigiana possiede
la più alta concentrazione
di antichi castelli... |
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Il Giro della Lunigiana
Corsa ciclistica
internazionale
per la categoria juniores |
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Infiorate a Brugnato
"Per tetto un
cielo di stelle e
per strada un tappeto di fiori..." |
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Orti di Pignone
Prodotti tipici
della terra dagli
agricoltori delle valli del
Pignone e del Casale |
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Pesca col rezzaglio
La foce del Magra
ambiente ideale per questo tipo di pesca, vera e propria arte e
attrattiva turistica
(Info, foto & video) |
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Frecce Tricolori
La Pattuglia
Acrobatica Nazionale:
gli "artisti del cielo" |
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Tall Ships
Navi scuola e
vele d'epoca
sulle acque del mare di Liguria |
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Il Tuning
L'arte delle 4
ruote.
Fotogallery con le più originali
auto presenti ai raduni |
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Contatti:
MAIL/LINKS |
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INDICE GENERALE
CRONACA
01
02
03 04
05
06
SPORT GIRO
TOUR
CICLISMO
ALTRI
FAUSTO
COPPI
INTER
RIVISTE 01 02 |
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GENNAIO 1901 -
Giuseppe Verdi muore a Milano con immenso dolore
dell'Italia tutta |
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Il Maestro si spegne in una
camera dell'Hotel Milan, mai più
affittata |
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Verdi è a Milano da sei mesi, si
ammala, si aggrava. Un vecchio
fragile, pallidissimo: la fine
della Strepponi l'ha chiuso in
una malinconia scorbutica.
Bollettini sulla malattia
vengono appesi ogni otto ore sul
portone dell'albergo. Per
spegnere i rumori Via Manzoni è
coperta di paglia. Le carrozze
rallentano. Giuseppe Verdi se ne
va la mattina del 27 gennaio. Il
27 febbraio la salma lascia il
Cimitero Monumentale per essere
sepolta nella casa di riposo per
musicisti.
(CORRIERE DELLA SERA del
28-29 Gennaio 1901)
- "Una delle maggiori sventure
che potessero toccare al nostro
paese è accaduta: Giuseppe Verdi
è morto. I suoi begli occhi
vivaci si sono spenti; il suo
cuore pieno di virtù e di bontà
si è fermato; le sue mani che,
ubbidienti al pensiero, hanno
scritto tante pagine di
musica sublime, giacciono per
sempre inerti! E questa
sventura viene a
colpire l'Italia
pochi mesi |
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dopo che l'ha turbata un grande
dolore (la morte del Re Umberto I). Ah,
veramente a un secolo finito male, succede per
noi un secolo che si apre malissimo!... Alla
notizia, corsa come un baleno, si sono sentite
ovunque voci di dolore. Quanti hanno goduto ai
suoi canti divini per più di mezzo secolo hanno
provato uno schianto indicibile, come se la
morte avesse colpito uno di loro famiglia...
Verdi era veramente il nostro orgoglio e il
nostro vanto, perchè in lui tutto era mirabile
nell'ideale equilibrio delle sue facoltà
fisiche, artistiche e morali. Longevo, operoso,
onesto, solo un altro italiano gli è
completamente paragonabile:
Michelangelo,
al quale somiglia tanto per l'attività, per
l'amore verso l'arte e alla solitudine, per lo
sdegno contro ogni bassezza. Giuseppe Verdi ha
raccolto l'ardente ammirazione di tre
generazioni. I maggiori entusiasmi lo hanno
accompagnato per tutta la vita... Egli è morto,
ma l'opera sua rimarrà immortale e la sua
generosità perpetua in due istituti di
beneficenza. Chi resta senza conforto è
l'Italia, che oggi ha perduto uno dei maggiori
suoi figli!" |
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DICEMBRE 1908 -
Terribile terremoto in Italia. La Calabria e la Sicilia
fortemente danneggiate |
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La città di Messina distrutta
per due terzi. Sotto le macerie oltre
centomila persone |
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Ai primi del '900 la questione
meridionale, sollevata verso il
1870 dal toscano Sidney Sonnino,
giunge alla ribalta nazionale.
Ma, nonostante le belle parole,
la situazione non si modifica:
il Mezzogiorno serve
all'industria del nord come zona
d'esportazione per i prodotti,
resi ancor più cari dal
protezionismo, e come fornitore
di capitali, necessari agli
invstimenti. La questione
meridionale era essenzialmente
un problema di miseria ma, come
se non bastasse, a peggiorare le
condizioni del Sud d'Italia si
aggiungeranno spesso cataclismi
naturali. Nel 1906 ci fu
un'eruzione del Vesuvio, nel
1910 una dell'Etna. Un terremoto
in Calabria (1905) produsse
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centinaia di vittime. Nel 1908 un sisma
e un maremoto nello Stretto di Messina
distrussero 300 comuni, seppellendo
sotto le macerie di Messina e di Reggio
Calabria oltre centomila persone...
(IL TELEGRAFO del 29 dicembre 1908)
- "Le notizie da Messina sono
gravissime, anche se mancano ancora
notizie precise sull'entità dei danni
prodotti dal terremoto. Si parla di
migliaia di morti; queste notizie sono
incontrollabili. Il mare avrebbe
inondato gran parte delle strade,
coprendole di uno strato melmoso che
rende più difficile il soccorso agli
agonizzanti e ai feriti che si trovano
fra le macerie. Si dice che i villaggi e
il faro Ganzirri, finitimi di Messina,
siano scomparsi. Palermo e Messina sono
devastate anche da numerosi incendi
causati dallo scoppio delle tubature del
gas... Già all'opera gli sciacalli... |
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A gennaio, profughi siciliani e
calabresi arrivano a Genova
Lo choc per la tremenda
catastrofe sismica in Sicilia e
Calabria e la necessità di
portare soccorso alle
popolazioni colpite dominano la
prima parte del 1909. La nave
"Campania", con un ritardo di 3
giorni, la mattina del 6 gennaio
giunge nel porto di Genova con a
bordo il suo carico di miseria e
disperazione: 1700 profughi,
circa 400 dei quali feriti e per
oltre metà in modo grave,
raccolti tutti fra Messina,
Reggio Calabria e Villa San
Giovanni. Dalle prime
informazioni, il viaggio risultò
terrificante: il maggior numero
dei profughi fu imbarcato a
Messina e, nel raggiungere
le altre località, già 5 feriti
erano deceduti. Le loro salme
sbarcate a Reggio e Villa.
Durante il prosieguo della
navigazione, altri 9 scampati al
terremoto persero la vita e le
loro salme vennero gettate in
mare. Nessuno le pianse perchè
era impossibile identificarle.
("Il Secolo XIX" del 7 gennaio
1909) |
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Si assicura che il forte maremoto abbia
prodotto gravi danni, specialmente ai
battelli ormeggiati sulle varie
spiagge... Numerose imbarcazioni sono
scomparse a causa della mareggiata e nel
porto di Messina sono
affondate tre navi: la
Finocchiella Gaetano Padre
con carico di
sale, la
Finocchiella Giuseppe, ritirata
poi in secco molto
danneggiata, la
Finocchiella Orlando, anch'essa
ritirata poi con gravi danni, e il
Corriere di Cibo... La popolazione
affluisce sul porto per assistere ai
fenomeni dell'alta e bassa marea... Per
quanto riguarda Reggio Calabria, la
Direzione delle Ferrovie annuncia che, a
causa del terremoto e del maremoto, è
interrotta la via tra Bagnara e Reggio e
tra Melite di Portosalvo e Reggio... A
Catania il maremoto ha allagato la
piazza sulla marina e il terremoto si è
esteso al versante orientale dell'Etna.
Fortissime scosse sono state avvertite a
Linguaglossa e Santa Severina, dove si
teme vi siano molti danni... Il
Presidente del Consiglio, avuta notizia
delle devastazioni prodotte dal
terremoto in Provincia di Catanzaro, ha
disposto che si rechino immediatamente
sul luogo i commendatori Muffone e
Sennoner, ispettori generali, perchè,
previo accertamento dei danni stessi,
provvedano ai primi bisogni e facciano
le proposte necessarie... |
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(CORRIERE DELLA SERA del
30-12-1908
con prima pagina listata a lutto) - "ORA
DI STRAZIO E DI MORTE - Due città
d'Italia distrutte - I nostri fratelli
morti a decine di migliaia a Reggio e a
Messina - I Sovrani verso i paesi della
sventura - La solidarietà dell'Italia
nel dolore - Verso l'orrenda certezza...
Messina rasa al suolo: 70.000 morti?" -
Col passare delle ore e dei giorni si
delineano le proporzioni della più
spaventosa catastrofe che abbia colpito
l'Italia negli ultimi secoli. I giornali
ricordano l'altro sisma che sconvolse la
Sicilia nel 1693 con 60.000 morti.
L'esercito e la flotta accorrono |
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nelle località
devastate,
soldati e volontari civili soccorrono
chi resiste sotto le macerie, cercano di
dare sepoltura ai morti ma le
proporzioni della strage sono tali che
si delinea il pericolo di epidemie: le
salme vengono composte sui lungomari
delle città polverizzate. I cronisti
raccontano che i soccorsi sono caotici:
troppi ordini e contrordini creano solo
confusione. Creati tanti comitati
e sottocomitati di coordinamento che in
realtà non coordinano proprio niente.
Altro ignobile e purtroppo immancabile
risvolto delle grandi calamità sono gli
sciacalli che frugano fra le rovine di
negozi, uffici e appartamenti. Per
fronteggiare la situazione a Messina
viene istituito un tribunale speciale...
(da i Cento Anni del Corriere della
Sera).
(OGGI - Il libro del Secolo -
31/12/1999)
- "Messina, 28 dicembre 1908 - Alle ore
5 e 21 si ode un forte boato, la terra
trema per 31 secondi, il mare si ritira
di 200 metri, quattro colossali onde si
abbattono sulla spianata di Ranieri. I
primi soccorsi vengono prestati da 300
soldati scampati al crollo delle
caserme. Tutti mandano aiuti: Papa Pio X
dà un milione, da Montecarlo arrivano
gli incassi del Casinò, Roosvelt chiede
al Congresso americano 100 mila dollari.
Accorre Re Vittorio Emanuele III, che si
aggira sul posto e organizza i soccorsi.
La Regina << dimessamente vestita,
fascia quasi 300 feriti, incurante dei
pericoli >>. I messinesi la chiamano "La
Santa". Il sisma, del decimo grado della
scala Mercalli, è il più forte mai
registrato in Europa dal 1775. Il
bilancio finale parla di
83.000 vittime,
delle quali
almeno 60.000 nella sola Messina. |
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MAGGIO 1915 - Non
senza contrasti interni, l'Italia entra in campo nella Prima
Guerra Mondiale |
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L'apertura delle ostilità con
l'Austria-Ungheria |
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Il 23 maggio 1915 l'Italia
entra nel primo conflitto
mondiale dichiarando
ufficialmente guerra all'Austria
- Ungheria. Cadorna dà battaglia
sull'Isonzo. Lo scopo della
guerra è quello di impadronirsi
dei territori irridenti -
Trentino e Venezia Giulia - il
cui possesso è riconosciuto
all'Italia da accordi segreti
con le nazioni dell'Intesa. La
Francia si batte strenuamente,
sul fronte occidentale, per
respingere i tedeschi dal nord
dei suoi territori.
Nel 1915, oltre all'Italia
(e San Marino) |
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entra nel conflitto
mondiale anche la Bulgaria: lo
zar Ferdinando si schiera con
gli Imperi Centrali e attacca la
Serbia. Riceve subito le
dichiarazioni di guerra di
Inghilterra, Montenegro,
Francia, Russia e Italia.
Per quanto riguarda la politica
interna italiana, c'è da
rilevare che l'entrata nel
conflitto non è avvenuta senza
contrasti: l'aumentato peso
degli interventisti ha trovato
duri ostacoli in larghe aree di
opinione ancora favorevoli alla
neutralità: i giolittiani, i
socialisti, buona parte dei
cattolici. Per superare le
difficoltà Salandra arriva a
presentare le sue dimissioni,
respinte però dal Re. Subito
dopo il Presidente del Consiglio
ottiene i pieni poteri e lancia
l'Italia nella 1a Guerra
Mondiale.
La guerra mondiale 1915-1918
rivela l'importanza di due nuove
armi: l'aereo e il sommergibile.
Non sono determinanti ai fini di
un risultato definitivo, ma le
loro azioni fanno profonda
impressione sull'opinione
pubblica e risultano quindi
molto importanti dal lato
propagandistico, sia in senso
negativo che positivo. La prima
incursione aerea
sull'Inghilterra compiuta dai
tedeschi a gennaio suscita molto
scalpore, mentre il siluramento
del transatlantico inglese
Lusitania (1.200 vittime, tra
cui molti americani) suscita
profonda indignazione e prepara
l'opinione pubblica statunitense
all'entrata nel conflitto. |
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OTTOBRE 1922 - Marcia su Roma: comincia in Italia l'epopea di Mussolini e del
fascismo |
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Trepida attesa per le "camicie nere"
accampate alle porte di Roma |
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(IL TIRRENO del 30 ottobre 1922) -
"Mussolini chiamato dal Re - Sua Maestà
ha fatto telegrafare a Mussolini,
invitandolo a Roma con l'incarico di
formare il nuovo Governo. Il Duce
partirà stasera. Egli intende dare
all'Italia un Governo degno della
Nazione... La Capitale è da ieri nelle
mani dei fascisti. La notte scorsa una
commissione composta dal generale De
Bono, da Michele Bianchi, Cresci, on.
Pighetti e Bastianini, si è recata dal
prefetto Franzè chiedendogli di cedere
il potere al comando fascista,
avvertendolo che ogni resistenza sarebbe
stata vana. Come inutile sarebbe stato
un conflitto, in quanto la città era
assediata. Dopo una mezz'ora di
discussione, il Prefetto ha ceduto.
Allora le squadre sono entrate nella
Capitale occupandone i punti
strategici..."
La crisi economica,
l'insoddisfazione della
piccola borghesia e
dei reduci, il |
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mito della "vittoria mutilata", il
timore di una rivoluzione proletaria,
furono tra i motivi che portarono al
rapido collasso dello Stato e
all'avvento al potere di Mussolini. La
composizione del Parlamento (dove
spiccavano ormai, socialisti da una
parte e cattolici - il partito popolare
di Sturzo - dall'altra) non consentiva
la formazione di solidi governi: tra il
1909 e il 1922 ci furono 5 ministeri. Le
ripetute consultazioni elettorali non
modificarono la situazione. L'apice
della crisi giunse nel 1920. Ma fu
proprio allora, quando si intravedevano
spiragli di miglioramento, che il
movimento fascista (fondato a Milano un
anno prima) riuscendo a capitalizzare
vari interessi (dalla borghesia agli
agrari) uscì allo scoperto. Nel 1921
alla Camera fece la sua comparsa il
primo manipolo di deputati fascisti,
guidati da quel Mussolini, prima
socialista, poi interventista, poi
agitatore nazionale, il quale si era ben
reso conto della debolezza dello Stato
che aveva di fronte. Nell'ottobre del
1922, al momento della marcia su Roma,
il Duce aveva già ottenuto l'appoggio
degli industriali e le simpatie della
piccola e media borghesia.
Nel 1924 le elezioni daranno ai fascisti
la maggioranza assoluta: il socialista
Giacomo Matteotti denuncia irregolarità
nel voto e viene assassinato. Da lì al
1926 Mussolini scioglie i partiti,
sopprime la libertà di stampa, esautora
il Parlamento e ripristina la pena di
morte. E' l'inizio della dittatura...
L'11 febbraio del 1929, Mussolini e il
cardinale Pietro Gasparri, firmano i
Patti Lateranensi. Viene riportata la
pace tra i Savoia e la Chiesa di Roma,
il cattolicesimo diventa religione dello
Stato (nel 1984 ci fu poi una revisione
voluta da Bettino Craxi) e lo Stato
italiano riconoscerà la sovranità del
Papa sulla Città del Vaticano. Il 5
dicembre dello stesso anno, Vittorio
Emanuele III stringe la mano a Pio XI,
per una definitiva riconciliazione. |
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MAGGIO 1936 -
Conquistata l'Etiopia, l'Italia celebra Benito Mussolini e il
suo impero africano |
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Il titolo di Imperatore d'Etiopia viene
assunto per sè e per i suoi successori
dal Re d'Italia |
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(IL TELEGRAFO del 10 maggio 1936)
- "Un grande evento si compie -
L'Italia ha il suo Impero - La
gratitudine della Patria al Duce
fondatore dell'Impero - Il Popolo
italiano, creato col sangue l'Impero, lo
feconderà col suo lavoro e lo difenderà
contro chiunque con le sue armi - Domani
alle ore 10, in tutte le città
sedi delle principali guarnigioni,
verranno eseguite salve di 101 colpi di
cannone, per salutare il primo giorno
dell'Impero..." Uno stralcio
del discorso di Benito Mussolini da
Palazzo Venezia del 9 maggio 1936 per
suggellare il destino dell'Etiopia, nel
XIV anno dell'era fascista. E' l'apogeo
del Duce, che dispiega grandi mezzi
militari e per annettere la terra
d'Africa fa uso anche di gas venefici.
La facile vittoria in Abissinia convince
il dittatore fascista della potenza
bellica del nostro paese. Ma è anche
l'inizio della rovina. La dichiarazione
di guerra, quattro anni dopo, a fianco
della Germania (quando aprimmo le
ostilità, il 10 giugno 1940, i tedeschi
erano quasi a Parigi) innescherà il
meccanismo che avrebbe portato alla
caduta del regime, unita purtroppo ad un
fardello gravissimo di lutti e rovine. |
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Mussolini in visita ufficiale a
Genova
Nel 1938 Mussolini compie una visita
ufficiale a Genova. Il Duce inaugura
l'ospedale pediatrico Gaslini e varie
altre opere pubbliche. L'accoglienza dei
cittadini è entusiastica: il fascismo,
dopo l'impresa d'Etiopia, è al punto
massimo della popolarità. In Piazza
della Vittoria, per vedere Mussolini e
ascoltare il suo discorso, confluiscono
circa 400.000 liguri.
(archivio "Il Secolo XIX") |
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GIUGNO 1940 - Da Palazzo Venezia Mussolini dichiara
guerra alla Francia e all'Inghilterra |
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(Il TELEGRAFO dell'11 giugno 1940)
- "VINCERE! - Questa è la parola
d'ordine data dal Duce, da Palazzo
Venezia, a tutto il Popolo
italiano - Da oggi l'Italia
si considera in stato di guerra con la
Gran Bretagna e la Francia - La
comunicazione del Ministro
degli Affari Esteri Conte Ciano
agli ambasciatori dei due Paesi: "Sua
Maestà il Re Imperatore dichiara che
l'Italia si considera in stato di guerra
con la Francia e la Gran Bretagna
a partire da domani 11 giugno"
- Nel messaggio di Hitler al Re
Imperatore e al Duce, insieme ai fervidi
e cordiali saluti, si può leggere: "...siamo
costretti, contro i nostri stessi
propositi, a difendere la libertà e
l'avvenire dei nostri popoli, in
combattimento contro l'Inghilterra e la
Francia..." - Con l'ordinanza del
Ministro della Cultura Popolare sono
stati sospesi gli spettacoli dell'Estate
Musicale Italiana e tutte le altre
rappresentazioni all'aperto...
Continuano normalmente gli
spettacoli |
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teatrali e cinematografici nei locali
pubblici al chiuso... A Napoli
temporanea chiusura della "Mostra
d'Oltremare".
(IL SECOLO XIX del 10 giugno 1940 -
Edizione straordinaria)
- "L'Italia fascista getta la sua spada
vittoriosa sulla bilancia del destino -
IL DUCE HA PARLATO - La dichiarazione
di guerra è stata consegnata
agli ambasciatori di Francia e
d'Inghilterra - << Noi vinceremo
per dare finalmente un
lungo periodo di pace e di
giustizia all'Italia, all'Europa,
al Mondo >> - L'Italia spezza le catene
che la soffocano nel suo mare -
Entusiasmo ardente nell'Urbe Imperiale. |
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(L'ESPRESSO dell'8 giugno 1980)
- 10 giugno 1940. Galeazzo Ciano annota
nel suo diario:"Mussolini parla dal
balcone di Palazzo Venezia. La notizia
della guerra non sorprende nessuno e non
desta eccessivi entusiasmi. Io sono
triste, molto triste. L'avventura
comincia. Che Dio assista l'Italia."
- Il giorno precedente Ciano aveva preso
congedo dall'ambasciatore francese
Poncet ("ci siamo salutati con una
commozione che nessuno dei due è
riuscito a nascondere") e da quello
inglese, sir Percy Loraine ("più
laconico e imperturbabile, ha accolto la
comunicazione senza battere ciglio, ne
impallidire"). In questo modo
l'Italia entrava in guerra a fianco
della Germania nazista con euforiche
manifestazioni di facciata e non poche
perplessità nel gruppo dirigente del
partito fascista. Secondo lo storico
Renzo De Felice, intervistato da Paolo
Mieli, Mussolini pensava che non ci
sarebbe stata guerra fino al 1943 o
1944. Riteneva di avere davanti a sé 4 o
5 anni per perfezionare la sua politica
e dare all'Italia e a lui quel ruolo di
grande mediatore a cui teneva
moltissimo. Mussolini impiegò nove mesi
prima di scendere in campo a fianco
della Germania perchè stava studiando la
possibilità di convocare una conferenza
come quella che si era tenuta a Monaco
nel settembre del1938 e nella quale lui,
Hitler, Chamberlain e Daladier erano
riusciti, bene o |
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male, a scongiurare la
guerra.
Sempre secondo De Felice, a Mussolini le
guerre non piacevano affatto. Le imprese
di Spagna e Albania furono volute
infatti da Galeazzo Ciano, il quale
voleva dimostrare di non essere solo il
genero del Duce, ma anche un fine
stratega politico... Negli anni che
precedettero la Seconda Guerra Mondiale
Mussolini pensava di instaurare un
solido rapporto con l'Inghilterra, e per
questo non voleva avere la querra di
Spagna tra i piedi.
Tant'è vero che dopo la battaglia di
Guadalajara, tentò concretamente di
tirarsene fuori... Quando l'esercito
tedesco travolse la Francia, dovette
abbandonare i progetti che aveva
coltivato fino alla settimana prima e
cominciò a pensare a due cose: la prima
è che la guerra stava per concludersi e
l'Italia non poteva rimanere neutrale
perchè sarebbe stata considerata un
paese di seconda categoria e non avrebbe
partecipato alla spartizione del bottino
della vittoria; la seconda è che Hitler,
dopo avere sbaragliato tutti, e con il
pretesto di essere stato tradito nel
'39, avrebbe potuto avventarsi sul
nostro paese distruggendolo... In una
conversazione tra Mussolini e Pellizzi
si capiva che i tedeschi potevano essere
<amici difficili e infidi> oppure
<nemici implacabili>. Mussolini scelse
di averli amici e si alleò con Hitler
perchè questo fu un modo pratico per non
doversi trovare a fare la guerra contro
di lui... |
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L'Italia entra in guerra il 10 giugno
1940,
in tempo per partecipare all'attacco
decisivo contro la Francia, al quale dà
peraltro un contributo modesto.
Mussolini, temendo che Hitler stesse per
trionfare, non voleva perdere i vantaggi
di una pace dalla parte dei vincitori.
Le forze tedesche dilagano, vincendo
sulle Somme e sull'Aisne. Il
maresciallo Pétain , succeduto a Paul
Reynaud, conclude l'armistizio. Nella
Francia occupata nasce il governo
fantoccio di Vichy; gli inglesi, di
fronte alla prospettiva che la flotta
francese passi ai tedeschi, scelgono di
bombardarla. Da Londra si leva la voce
del generale De Gaulle che incita i
francesi alla resistenza.
(OGGI - Il Libro del Secolo -
31/12/1999)
- "L'Italia è impreparata
e senza mezzi adeguati. |
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Subisce diverse sconfitte in Grecia e
anche in Africa, dove pure i tedeschi
avanzano al comando
di Rommel, incontra una serie di
rovesci. Il 22 giugno del 1941,
nonostante il patto con Stalin, il
Führer ordina l'invasione dell'Unione
Sovietica. Il 25 e 26 agosto Hitler e
Mussolini si incontrano sul fronte
russo. Al vertice per verificare lo
stato bellico partecipano il maresciallo
Cavallero, l'ambasciatore Alfieri e il
generale Galland. Il 29 ottobre 1941 il
Führer scrive a Mussolini che la
"Campagna di Russia" deve ritenersi
vinta, ma gli avvenimenti successivi
smentiranno clamorosamente questa
avventurata affermazione. Nella missiva
Hitler riteneva assurda l'ipotesi di una
ripresa dell'Unione Sovietica e non
considerava minimamente i fattori di
volontà dell'avversario. |
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L'avanzata delle sue truppe e di quelle
italiane si fermerà invece nel
gigantesco assedio di Stalingrado... I
soldati italiani dettero prova di grande
coraggio nella campagna di Russia, anche
se il loro equipaggiamento era
assolutamente inadeguato. Nel febbraio
del 1943, le truppe tedesche comandate
dal maresciallo Von Paulus, vengono
sconfitte da quelle sovietiche e dal
gelo. Inizia una catastrofica ritirata,
durante la quale migliaia di soldati,
molti dei quali italiani, spariscono nel
freddissimo inverno russo...". |
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SETTEMBRE 1943 - Firma dell'armistizio. Cessano le ostilità contro le forze
anglo-americane |
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Le forze italiane reagiranno a eventuali
attacchi di altra provenienza. Berlino
tace. |
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(IL TELEGRAFO del 9 settembre 1943) -
"Sino a questo momento, ne la radio, ne
i giornali del Reich hanno dato notizia
della fine delle ostilità fra l'Italia e
le nazioni alleate. Non si ha ancora
alcuna presa di posizione. Il portavoce
della Wihelmstrasse, interrogato dai
giornalisti esteri, si è rifiutato di
rispondere a tutte le domande. < Una
presa di posizione > ha dichiarato
in tono gelido < per oggi non è
possibile. >" - Nel giro di
pochi mesi la situazione bellica
dell'Italia si era fatta insostenibile.
Si pensa all'armistizio con gli alleati:
sarà firmato l'8 settembre del 1943,
dopo che il 25 luglio il Re aveva
destituito e fatto arrestare Mussolini,
liquidando il fascismo. Le esitazioni
del maresciallo Badoglio sulla firma del
trattato dettero agio ai tedeschi di
triplicare le loro forze e di prepararsi
ad ogni eventualità. Come se non
bastasse, quando fu decisa la
capitolazione, Badoglio e il Re
rinunciarono a tenere la posizione di
Roma e fuggirono al Sud, lasciando
l'esercito privo di ordini e di un
comandante. In poche ore i tedeschi
occuparono Roma e l'intera penisola sino
a Napoli, dove solo un'insurrezione |
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popolare,
appoggiata dagli alleati, riuscì a fermare
l'avanzata. Ci furono episodi gloriosi di
resistenza al nazismo (come a Cefalonia) ma, in
molti casi, le truppe si lasciarono disarmare
senza colpoferire. Un memoriale per far
luce sui ferrovieri licenziati dal fascismo per
< scarso rendimento > sarà presentato da una
speciale Commissione al Ministro delle
Comunicazioni.
(OGGI - Il Libro del Secolo - 31/12/1999)
- "Le truppe di Hitler imperversano e
dal settembre 1944 all'aprile 1945 la "Linea
Gotica" dividerà l'Italia in due: il Nord in
mano ai tedeschi, il Centro-Sud agli alleati,
che il 10 luglio del 1943 erano sbarcati in
Sicilia. Al Nord inizia la resistenza dei
partigiani...
Il 12 settembre del 1943 un commando
tedesco aveva liberato il Duce, prigioniero sul
Gran Sasso, per riportarlo nella zona occupata
dove era stata fondata la repubblica di Salò.
Per circa due anni i partigiani da una parte, i
tedeschi e i fascisti della repubblica |
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di Salò dall'altra, si
fronteggiarono in una guerra sanguinosa... Si
arriva al 1945, quando per i nazifascisti scatta
il momento della resa. Il 28 aprile del 1945,
Mussolini e la sua amante Claretta Petacci
vengono catturati durante un tentativo di fuga
in Svizzera. Sottoposti a fucilazione, i loro
corpi vengono esposti come trofei in Piazzale
Loreto a Milano. Il 30 aprile è la fine anche
per Hitler e la sua compagna Eva Braun che si
suicidano nel bunker della Cancelleria di una
Berlino ormai invasa dai sovietici. Pochi giorni
dopo, il 7 maggio, i tedeschi firmano la resa
che sancisce la fine delle ostilità in Europa". |
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La stampa ligure della Resistenza,
fenomeno di notevole estensione
La carta stampata che ebbe a circolare
in Liguria durante gli anni della
Resistenza fu molta. Almeno due dei
numerosissimi fogli partigiani
pubblicati nella regione ligure avevano
le caratteristiche di giornale
organicamente concepito e realizzato: si
tratta de "La Voce d'Italia",
uscito a Genova sin dall'autunno del
1943, e de "Il Partigiano",
organo della VI Zona Operativa, il cui
numero iniziale porta la data del 1°
agosto 1944. Il primo si presentava
molto bene dal punto di vista
tipografico, con un'impaginazione molto
accurata. Era una pubblicazione
cospirativa, più orientata
sull'argomento politico. La Voce
d'Italia ebbe vita relativamente
breve perchè il suo stampatore,
individuato, fu arrestato e
successivamente fucilato durante una
delle rappresaglie naziste. Il
Partigiano, invece, pur tra
molteplici difficoltà e qualche
interruzione quando più |
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grave ed incombente era la
minaccia dei rastrellamenti
hitlero-repubblichini, riuscì a
resistere sino e oltre la
Liberazione. Il Partigiano
mirava a raggiungere ogni
settore di pubblico e fu tra i
più validi organismi della
Resistenza, non solo ligure.
Copriva tutta la VI Zona
Operativa, da Varzi a Varese
Ligure e tutto l'entroterra
genovese, insieme agli altri
giornali delle diverse
formazioni del Corpo Volontari
della Libertà. A La Spezia,
nonostante l'ininterrotto
martellamento dei rastrellamenti
operati dalle forze
nazi-fasciste, i partigiani
riuscirono a dar vita, sia pur
nella fase finale della lotta,
ad un loro periodico "Lunigiana
in armi", edito dal
Comando della IV Zona Operativa.
Dopo l'8 settembre 1943, una
organizzatissima tipografia
collocata sul Monte Rocchetta,
sopra la Serra di Lerici, fece
uscire non meno di centomila
copie di manifestini e giornali
antifascisti, fra cui molteplici
edizioni de "L'Unità".
Nella Liguria di Ponente un
foglio abbracciava l'intera
zona: il "Volontario della
Libertà", organo dei
distaccamenti delle brigate
d'assalto Garibaldi di Savona e
Imperia, il primo numero del
quale porta la data del 7 luglio
1944. Rilegata come una rivista,
questa pubblicazione si
presentava veramente |
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completa, con un dettagliato
sommario, varie rubriche e
pagine dedicate ai passatempi.
Localmente, nella provincia di
Savona si stampavano "La
voce dei Giovani",
organo della locale sezione del
Fronte della Gioventù per la
libertà e l'indipendenza
nazionale, uscito
clandestinamente in oltre venti
numeri; "Il solco",
periodico dei contadini della
zona; "Democrazia",
un bollettino antifascista di
studio e informazione, arrivato
fino al n. 6 del II anno, il 2
aprile 1945.
A Sanremo apparvero "La
Voce della Democrazia",
organo diretto del Comitato di
Liberazione Nazionale; "Volontari
della Libertà" e "La
Riscossa". Ad imperia
venivano stampati "L'avanguardia",
organo della federazione
comunista, "La Voce del
Lavoro", "Il
Combattente", "Il
Contadino", "Noi
donne" nonchè "Volontà
dei giovani" e il "Quaderno
del lavoratore". |
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MAGGIO 1945 - Il
generale Eisenhower annuncia la capitolazione della Germania |
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Le forze armate americane a Vipiteno |
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(CORRIERE DEL MATTINO del 5 maggio
1945) - "La Germania è vinta - La resa
delle armate dell'Europa
nord-occidentale - La 7a e la 5a armata
americana si incontrano a Vipiteno - Dal
comando Supremo delle Forze Alleate di
Spedizione il generale Eiisenhower ha
diramato questa sera un proclama in cui
ha detto che i tedeschi sono stati
completamente battuti e, qualche mancata
resa, è unicamente dovuta alla
stupidità dei combattenti e
dei loro capi... |
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Tutte le forze nemiche in Olanda, nella
Germania nord-occidentale e in
Danimarca, compresa l'isola di Heigoland
e le isole Frisone si sono arrese al 21°
Gruppo di Armate del Maresciallo
Montgomery. La resa entra in vigore alle
ore 8.00 di domani... - Le modalità
della capitolazione in Italia: i
delegati tedeschi sono convenuti
ieri al Quartier Generale
di Clark, sulle rive dell'Arno -
Il Presidente del Consiglio On. Bonomi
ha risposto con una lettera a Winston
Churchill, esprimendo la vivatedeschi
sono convenuti ieri al Quartier Generale
di Clark, sulle rive dell'Arno - Il
Presidente del Consiglio On. Bonomi ha
risposto con una lettera a
Winston Churchill, esprimendo
la viva soddisfazione del Governo
e del Popolo Italiano per |
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per il discorso pronunciato in occasione
della liberazione dell'Italia dal comune
nemico... - Il fronte non esiste più..."
-
(CORRIERE DEL MATTINO dell'8 maggio
1945)
- Londra 7 maggio - La guerra in Europa
è finita. Il grande ammiraglio Doenitz,
successore di Hitler, ha ordinato la
resa incondizionata di tutte le forze
tedesche. La decisione è stata resa nota
alle 2.30 di questo pomeriggio dal
Ministro degli Esteri tedesco conte
Schwering von Krosigk, dalla radio di
Frensburg, sulla frontiera danese.
L'atto di resa della Germania nazista
agli Stati Uniti, all'Inghilterra e alla
Russia è stato firmato la scorsa notte
alle ore 2.41, in una piccola scuola
adibita a quartier generale di
Eisenhower. Per i tedeschi hanno firmato
il nuovo capo di S.M. Generale Gustav
Jodl; per l'Inghilterra e l'America il
Gen. Walter Bedell, Capo di Stato
Maggiore del Gen. Eisenhower; per la
Russia il Gen. Ivan Susloparov; per la
Francia il Gen. François Sevez. Il Gen.
Eisenhower non era presente all'atto
della firma, ma subito dopo ha ricevuto
il Gen. Jodl e George Fritedeberg,
facente parte della delegazione
tedesca.Ad essi è stato chiesto se
comprendevano chiaramente quanto
imponevano le condizioni di resa e se le
medesime sarebbero state osservate dalla
Germania. |
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I due rappresentanti tedeschi hanno
risposto affermativamente. Il Gen. Jodl
ha quindi chiesto e ottenuto il permesso
di fare la seguente dichiarazione: "Con
questa firma la sorte del popolo e delle
forze armate tedesche viene ad essere,
sia bene o male, completamente affidata
ai vincitori." - La firma dello
storico documento è avvenuta a Reims,
sede del Quartier Generale di
Eisenhower, a 136 Km. a nord-ovest di
Parigi. L'annuncio ufficiale verrà dato
oggi.
(OGGI - Il Libro del Secolo - 31/12/1999)
- "Finita la guerra in Europa, le
ostilità proseguiranno nel Pacifico,
dove i giapponesi, anche se allo stremo,
dimostravano un'incredibile capacità di
resistenza. Harry Truman, diventato
Presidente USA dopo la morte di
Roosvelt, per costringere il governo di
Tokyo ad arrendersi ordinerà una
<<soluzione finale>>: l'utilizzo della
bomba atomica. Il 6 agosto del 1945
l'aereo americano "Enola Gay" sgancerà
un ordigno nucleare su Hiroshima. Il
terribile fungo atomico raderà al suolo
la città, causando la morte immediata di
decine di migliaia di giappopnesi.
Tantissimi altri riporteranno danni
permanenti o moriranno in seguito alle
radiazioni. Tre giorni dopo un'altra
bomba verrà sganciata dagli americani su
Nagasaki, provocando una seconda
catastrofe". |
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GIUGNO 1945
- Il discorso alla nazione del nuovo Presidente del
Consiglio Ferruccio Parri |
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Appello alla concordia degli italiani
per affrontare gli eventi decisivi della
loro storia |
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(IL TIRRENO del 24 giugno 1945) -
"Il posto di grande nazione non ci
sarà regalato: dobbiamo conquistarcelo
giorno per giorno con il nostro lavoro.
Sono in giuoco i confini della Patria;
saranno presto sul tappeto i problemi e
le condizioni della pace... Il Governo
non è la Divina Provvidenza: già vi è
stato detto. Il Governo vi fa una sola
promessa: lavorerà seriamente. Ma voi
sapete anche che un Governo riesce a
governare in quanto è sostenuto dalla
fiducia e dalla collaborazione dei
cittadini. Sta a voi ora aiutarci. A
voi, amici lavoratori del Nord e del Sud
che vi affidate spinti da necessità
economiche che bene apprezzo, al popolo
rivolgo un invito a non cedere ad
impazienze che non tengano conto delle
difficoltà del momento; ed a confidare
nell'interessamento del Governo che farà
per voi quanto è nelle sue
possibilità..." *** Si apprende
da fonte molto attendibile che
l'abdicazione del Re del Belgio é
imminente. |
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Nel Partito
Cattolico si va sempre più facendo
strada l'opinione secondo la quale Re
Leopoldo dovrebbe rinunciare al trono in
vista dei superiori interessi della
nazione - Da Milano, il corrispondente
dell'Associated Press comunica che gli
Alleati stanno ancora ricercando nella
zona di Como i 40 kg. d'oro che Benito
Mussolini aveva con se quando cadde
nelle mani dei partigiani - Da Roma, il
Ministero delle Telecomunicazioni rende
noto che sono già state riattivate
alcune linee telefoniche con Milano,
Torino e Genova, senza limitazioni di
orario... Da una dichiarazione del
Governo Militare Alleato si apprende che
a Trieste le autorità militari della
Jugoslavia, durante la loro occupazione,
hanno asportato 160 milioni di lire
dalla sede della Banca d'Italia. La
Borsa, le Banche e gli Uffici Postali
sono stati chiusi dagli Alleati, che ne
stanno ricostituendo le riserve. La
Borsa rimarrà chiusa fino a nuovo
avviso. Militari in borghese lasciati da
Tito nella città vi hanno istituito una
polizia illegale, le cosiddette
"Guardie del Popolo".
Arrestati tre repubblichini che avevano
lavorato per la stazione
radio-trasmittente di Trieste durante
l'occupazione jugoslava e che ora
giravano indisturbati per la città. |
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AGOSTO 1945 - Dopo le
atomiche, la resa del Giappone pone fine alla IIa Guerra
Mondiale |
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Le flotte alleate entrano nella baia di
Tokyo |
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(IL TIRRENO del 12 agosto 1945) - Le
contro proposte alla resa giapponese -
Hiro Hito potrà restare sul trono, ma
sotto il controllo dei capi militari
alleati - La risposta nipponica attesa
entro 24 ore - La Casa Bianca annuncia
ufficialmente che i governi degli Stati
Uniti, di Gran Bretagna, Russia e Cina
hanno trasmesso al Giappone contro
proposte nelle quali viene salvaguardata
la persona dell'Imperatore nipponico,
mentre la sua autorità viene
posta |
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sotto il diretto controllo dei capi
militari alleati delle forze di occupazione
delle 4 potenze alleate. Il portavoce della Casa
Bianca e dei ministri Americani della
Guerra, degli Esteri e della Marina, hanno
definito le controproposte Alleate
come "un compromesso che può essere e
certamente sarà accettato dal Giappone" -
UNA NUOVA RIUNIONE DEI TRE GRANDI? - L'avanzata
russa in Monciuria - La bomba atomica lanciata
su Hiroshima può considerarsi di tipo antiquato
in confronto a quella lanciata su Nagasaki - Il
Giappone prepara una rappresaglia con bombe
atomiche di sua produzione?...
(IL TIRRENO del 17 agosto 1945)
-
HIRO HITO HA ORDINATO LA CESSAZIONE
DELLE OSTILITA' (15-08)
- Le flotte alleate entreranno in forze
nella baia di Tokyo - Il nuovo gabinetto
nipponico - Il Ministro degli Esteri ha fatto
"Karakiri" - Controffensiva giapponese infranta
dai russi - Gli avvenimenti si succedono
drammatici nel Giappone vinto. Dopo il messaggio
dell'Imperatore al popolo e le dimissioni del
gabinetto Suzuki, il Ministro della Guerra
Korechita Anami si è tolto la vita col
"Karakiri" - Il re d'Inghilterra, Giorgio VI, ha
inviato un telegramma al Generale De Gaulle
congratulandosi per la vittoria. Giorgio
VI ha auspicato una sempre più stretta
collaborazione tra Inghilterra e Francia nel
concerto delle altre Nazioni per poter
contribuire con le loro azioni all'instaurazione
di una pace duratura nel mondo. Il generale De
Gaulle ha risposto riaffermando i sensi di stima
e amicizia del popolo francese verso la Gran
Bretagna e ponendo in evidenza l'importanza
della lotta sostenuta in comune per la vittoria
- Bande di fascisti polacchi e tedeschi
terrorizzano la Germania... Gli auguri di Truman
agli ebrei americani - Le prossime Olimpiadi si
svolgerebbero a Londra...
(Il 2 settembre 1945 il Giappone siglerà
ufficialmente le condizioni di resa, ponendo
termine alla Seconda Guerra Mondiale) |
|
Il presidente americano Truman
annuncia che il Giappone si è arreso senza
condizioni |
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IL POPOLO GIAPPONESE PIANGENTE SI RADUNA
DAVANTI AL PALAZZO IMPERIALE |
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WASHINGTON 15 agosto 1945 - (I.N.S.) -
Il presidente Truman ha fatto questa
notte alle ore 1,30 la seguente attesa
dichiarazione: "Ho ricevuto nel
pomeriggio di oggi un messaggio dal
Governo giapponese in risposta al
messaggio del Segretario di Stato Byrnes
inviato l'11 agosto con la risposta che
il Giappone accetta in pieno la resa
incondizionata" - Il Presidente ha
poi continuato annunciando che il
generale MacArthur è stato nominato
comandante supremo per ricevere la resa
del Giappone. L'Inghilterra, la Russia e
la Cina saranno rappresentate allo
storico avvenimento. E' stata ordinata
la sospensione di tutte le operazioni
militari. Alla stessa ora il primo
ministro inglese Atlee ha parlato per
annunciare la resa del Giappone. Le
prime frasi che egli ha pronunciato sono
state le seguenti: "Il Giappone si è
arreso oggi. L'ultimo nostro nemico è a
terra. Qui ho il testo della nota di
risposta del Giappone alla nostra |
|
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domanda di resa". L'annuncio
ufficiale è stato dato anche a Mosca ed
a Ciung King. - *** In un continuo
alternarsi di notizie, di smentite e di
conferme, nella tarda notte del 14 da
Berna si era giunti finalmente ad un
comunicato in cui veniva affermato
ufficialmente: "Il ministro
giapponese ha consegnato la risposta del
suo governo alla dichiarazione alleata,
questa sera alle ore 20,25 ora di Berna.
I messaggi sono stati trasmessi alla
legazione svizzera di Washington alle
ore 21,05. Max Jordan ha trasmesso alla
National Broadcasting Company di New
York da Basilea che la nota di resa del
Giappone dovrebbe giungere alla Casa
Bianca entro due ore, e cioè prima delle
ore 1,00 di mercoledì". Come è noto,
c'era gia stata una precedente notizia
diramata dall'ufficio informazioni di
guerra degli Stati Uniti, che alle 7,59
ora di Roma aveva annunciato: "La
radio Giapponese dichiara che i
giapponesi hanno accettato le condizioni
di resa". |
|
LE REAZIONI NEL MONDO E IN GIAPPONE:
Subito dopo l'annuncio dell'accettazione
da parte del Giappone dei termini di
resa alleati un'enorme folla di persone
si era riversata per le strade di New
York. Nella "Times Square" i presenti
hanno improvvisato una specie di parata;
tutti cantavano inni patriottici e le
ragazze baciavano i militari in divisa.
A San Francisco sono stati accesi fuochi
nelle strade; molti militari sono stati
portati in trionfo. A Pearl Harbour
venivano accesi tutti i riflettori e per
una ventina di minuti il cielo era stato
anche illuminato da razzi e fuochi
d'artificio. A Londra invece i cittadini
si erano recati tranquillamente al
lavoro, ignari degli ultimi sviluppi
della situazione, giacché la notizia
della resa giapponese era giunta troppo
tardi per essere diffusa dai giornali
della mattina e troppo presto per quelli
della sera...
In Giappone l'incertezza e l'angoscia
regnano nel popolo. Un sistema
rigidamente assolutista come quello del
Tenno, un ordinamento dello stato che si
può dire ancora feudale, hanno posto il
popolo giapponese nella più disperata e
oscura situazione. Perciò un sapore
quasi grottesco, se non fosse
profondamente tragico, emanano le
notizie che provengono da Tokio.
L'agenzia "Domei" ha cominciato oggi a
trasmettere il testo del messaggio che
l'imperatore Hiro Hito indirizza al
popolo giapponese per informarlo della
decisione imperiale. La "Domei"
cominciava la trasmissione con queste
parole drammatiche: "Il 14 agosto
1945 è stata presa le decisione
dell'Imperatore. Il popolo piangente si
radunerà domani a mezzogiorno, ora di
Tokio, davanti al Palazzo Imperiale".
Si suppone quindi - e sembra strano,
data la tradizione giapponese, secondo
la quale l'Imperatore-Dio non può essere
visto dal popolo - che Hiro Hito abbia
deciso addirittura di comunicare
personalmente ai giapponesi che la
guerra era stata perduta... |
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Da "L'Unità" di mercoledì 15 agosto 1945 |
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