Logo del sito "Tolte dal Cassetto"

Finestre fotografiche su Liguria e Toscana

Terra della Luna

HOME PAGE

PHOTO MAGAZINE

SITE GALLERY

INFO/CREDITS

LINKS/MAIL

SITEMAP

 

L'assassinio del Presidente USA John Fitzgerald Kennedy in prima pagina su "Il Telegrafo" del 23-11-1963

PRIMA PAGINA

<<

 Archivio di grandi eventi
nazionali ed internazionali,
inchieste, reportages su
quotidiani e riviste celebri

 

FINESTRE APERTE
SUL TERRITORIO

Elenco puntato - Genova  GENOVA

Il capoluogo della Liguria
ha il centro storico più grande
d'Europa. Nel 2004 è stata la
"Capitale Europea della Cultura"...

Elenco puntato - Euroflora  EUROFLORA

In primavera, ogni 5 anni,
 alla Fiera di Genova va in scena
lo spettacolo dei fiori per eccellenza.
I giardini più belli del mondo...

Elenco puntato - Via Francigena  VIA FRANCIGENA

Col Giubileo del 2000 è stata
definitivamente rivalutata
 la via di Sigerico, che i pellegrini
percorrevano a piedi fino a Roma,
 in segno di pentimento...

Elenco puntato - Parco del Magra  PARCO DEL MAGRA

 A Gennaio 2008 il Parco Naturale Regionale del Magra è il territorio
eco-certificato più esteso d'Europa...

Elenco puntato - La Val di Magra  LA VAL DI MAGRA

Nobili, vescovi, mercanti e pellegrini
lungo l'asse della Via Francigena.
 Culture differenti per storia e tradizioni,
nei secoli, si sono sovrapposte
 e hanno permeato il territorio con
i segni del loro passaggio...

Elenco puntato - La Val di Vara  LA VAL DI VARA

La "Valle dei borghi rotondi"
è anche conosciuta come
la "Valle del biologico" per le sue
produzioni agricole ottenute con
metodi antichi e naturali.
Varese Ligure nel 1999 è stato il
1° comune ecologico d'Europa...

Elenco puntato - La Lunigiana  LA LUNIGIANA

La "Terra della Luna", in Italia,
ha la più alta concentrazione di
antichi castelli. Se ne contano
circa 160. Alcuni sono bellissimi e perfettamente conservati... 

Close Up

Il territorio: fotografie,
economia, turismo,
arte e gastronomia

Comuni, località (1)
Villafranca, Fosdinovo e Filattiera

Elenco puntato - Comuni, località (1)

Comuni, località (2)
Pontremoli, Aulla e Tresana

Elenco puntato - Comuni, località (2)

Comuni, località (3)
Podenzana, Mulazzo e
Licciana Nardi

Elenco puntato - Comuni, località (3)

Comuni, località (4)
Fivizzano e Equi Terme
L'acqua termale di Equi

Elenco puntato - Comuni, località (4)

Comuni, località (5)
Casola in Lunigiana
L'Alta Valle Aulella
Il Museo del Territorio

Elenco puntato - Comuni, località (5)

Comuni, località (6)
Zeri e le sue valli
Bagnone e Comano

Elenco puntato - Comuni, località (6)

Le Alpi Apuane
"Monumento geologico"
unico al mondo

Elenco puntato - Le Alpi Apuane

Ferrovia Aulla-Lucca
Il fascino dei treni d'epoca
e delle locomotive a vapore

Elenco puntato - Ferrovia Aulla-Lucca

Ferrovia Pontremolese
Una linea di vitale importanza
per La Spezia e la Lunigiana

Elenco puntato - Ferrovia Pontremolese

Il Premio Bancarella
Sintesi di una passione
per il libro che dura a
Pontremoli da oltre 5 secoli.
Storia di stampatori e librai.
Primati culturali della Lunigiana

Elenco puntato - Il Premio Bancarella

Disfida degli arcieri
A Fivizzano la rievocazione di
una competizione avvenuta
nel 1572 e tramandata
da Frate Tommaso

Elenco puntato - Disfida degli Arcieri

La Festa del Libro
A Montereggio di Mulazzo
tutte le piazze e le strade
sono intitolate ad un editore...

Elenco puntato - La Festa del Libro

Castelli in Lunigiana
In Italia, la Lunigiana possiede
la più alta concentrazione
di antichi castelli...

Elenco puntato - Castelli in Lunigiana

Il Giro della Lunigiana
Corsa ciclistica internazionale
per la categoria juniores

Elenco puntato - Il Giro della Lunigiana

 
 
 
 
La Lunigiana  Titolo di testa - La Lunigiana, cucina   cucina

Antiche ricette
e piatti tipici

 

Lunigiana Home

Morfologia

Liguri Apuani

Alpi Apuane

Val di Magra

Val di Vara

Titolo argomento - Piatti tipici tradizionali Piatti tipici tradizionali 

La ricetta più antica della Lunigiana è stata tramandata da Giovanni Manzini della Motta di Fivizzano, il quale descrisse una cena della vigilia di Natale presso la casa del Branchino di Pulica, verso la fine del Trecento. La tavola era imbandita con lasagne condite con noci, pane grattugiato e cacio, rape cotte sotto la brace, castagne pizzutelle, dolci pomi, pane e vino. La tradizione contadina ha sempre visto imbandire le tavole con una cucina essenziale, ma non per questo meno saporita.

Fotografie,
arte, turismo, economia e gastronomia

(1)

(2)

(3)

(4)

(5)

(6)

(7)

(8)

Testi di terracotta
 impilati nei quali
 avviene la cottura
dei panigacci

Testi di terracotta impilati per la cottura dei panigacci, con frapposizione di foglie di castagno
Elenco puntato - Prodotti naturali di bosco e sottobosco  Prodotti naturali di bosco e sottobosco Elenco puntato - Miele DOP e apicoltura  Miele DOP e apicoltura

Alcune specialità venivano proposte soltanto in certi momenti della vita nelle campagne e sulle montagne appenniniche, in quanto legate a coltivazioni stagionali.
Molte ricette, che risalgono ad antiche tradizioni, nel periodo post-bellico erano state quasi dimenticate. Oggi grazie all'entusiasmo e alla passione di titolari di esercizi commerciali o di luoghi di ristoro, possono essere riscoperte a nuova vita. Nelle località di montagna della Lunigiana o della Garfagnana, durante le feste o le veglie religiose, nelle famiglie si tornano ad assaporare questi cibi dal sapore antico, alcuni dei quali risalgono ad epoche molto remote nel tempo.
PANE E MINESTRE
Tipica del comprensorio è la "minestra di farro", dove il grano duro viene cotto assieme a legumi ed ortaggi, un piatto già conosciuto durante la dominazione romana.
Una minestra leggera familiare, destinata a chi era affetto da problemi di salute, (preparata perciò solo in caso di necessità) era la "trìtolata", che si otteneva triturando una pastina di grano nel brodo e nell'acqua, condita poi con olio e formaggio.
Anche il semplice pane può diventare, da solo, una specialità gastronomica.
Alcuni panificatori artigianali lunigianesi stanno commercializzando nuovamente la "panetta", un tipo di pane estivo, nel quale l'elemento predominante è la farina di granoturco impastata e fatta lievitare con pasta di grano. Il pane esce dal forno fragrante e saporito.

Il castagnaccio, piatto tipico della Lunigiana SPECIALITA' CON LA FARINA DI CASTAGNE
Dalla farina di castagne originano il "castagnaccio" e la "patona", che possono essere gustati a caldo o a freddo.
La patona è un impasto di sola farina, acqua e poco sale, come nella preparazione di una polenta. Differisce dal castagnaccio per il metodo di cottura che avviene su un testo arroventato, con uno strato più sottile spalmato su foglie di castagno. La pastella del castagnaccio, piuttosto densa ma senza grumi, viene invece posta in una teglia di rame bassa e abbondantemente unta d'olio e poi cosparsa principalmente di pinoli. In altre località
Il castagnaccio

della Toscana si usano aggiungere anche noci o aghi essiccati  di rosmarino o semi di finocchio. La teglia viene passata nel forno ben caldo e la cottura è conclusa quando la superficie del castagnaccio si presenta di un colore molto scuro.
Nell'antichità questi piatti poveri venivano consumati da soli, come pasto unico. Oggi assomigliano più a prelibati dolci, ovvero a ottimi secondi quando sono abbinati a ricotta o formaggi molli, tipo crescenza o gorgonzola.
Molto prelibate anche le frittelle, cotte in una padella con abbondante strutto o olio, originate da una pastella alla quale spesso viene spesso aggiunta uva passa (con spruzzata di zucchero a cottura ultimata).
Tra i piatti caldi vanno ricordati i "pacchiarini" ovvero polentina di farina dolce cotta nel latte, che era indicata quale corroborante e coadiuvante per lenire le doglie del parto.
Un cibo rustico, cucinato proprio per combattere il freddo pungente, era la "vinata", particolare polenta di farina dolce cotta nel vino. La "vinata" veniva consumata a tarda sera, prima di coricarsi, ed aveva due particolari funzioni: saziare molto (quindi togliere l'appetito) e riscaldare il corpo... Anche questo piatto figura attualmente nel menù di alcuni ristoranti della Provincia di Massa.
TESTAROLI - PANIGACCI - FOCACCETTE - SGABEI
Un piatto semplice e genuino, presidio Slow Food dal 2008, servito abbondantemente in moltissimi ristoranti lunigianesi e che non è mai "passato di moda" prende il nome di "testaroli". Gli ingredienti sono farina di grano tenero, acqua e sale, abbondantemente mescolati. La pastella liquida viene poi messa a cuocere in tradizionali testi di ghisa, arroventati in precedenza al fuoco di legna.
E' interessante notare che oggi, per la preparazione dei testaroli, c'è già un certo impegno per una maggiore utilizzazione del grano autoctono della Lunigiana, individuato nel comune di Zeri, ideale per essere macinato nei mulini a pietra.
Una vera prelibatezza culinaria sono i testaroli scottati nell'acqua bollente e conditi col "pesto alla genovese" o con sugo di funghi porcini.

In testi di terracotta arroventati vengono invece cotti i "panigacci", che hanno lo stesso metodo di preparazione e gli stessi ingredienti ma differiscono dai precedentii appunto per il metodo di cottura. Sulla confezione di una nota ditta produttrice di Pallerone si può leggere, tra l'altro: "Il Panigaccio è un prodotto indefinibile, simile a un pane, a una focaccia, a una pasta sfolglia, una piadina... Ma niente di tutto questo. Viene preparato con farina, acqua e sale e cotto in piccoli testi di terracotta, preriscaldatii a temperatura molto elevata e quindi impilati l'uno sopra l'altro, con in mezzo la pastella.

I panigacci, piatto tipico della Lunigiana
I panigacci

Un prodotto semplice ma particolarmente gustoso, che può essere consumato in svariati modi - Da bollire e condire con sughi vari o da farcire con salumi e formaggi. Ottimo come dessert abbinato a marmellata o nutella".
Insomma, come consumare un pasto completo con un'unica pietanza, leccandosi pure i baffi!
Anche le "focaccette" vengono cotte in testi di terracotta roventi. Si tratta di un altro prodotto tipico della Lunigiana ottenuto dall'impasto di farina, acqua e sale, con aggiunta di farina di granoturco. L'antico metodo di cottura e le parti di farina gialla conferiscono al prodotto un gusto inconfondibile e una fragranza di altri tempi.
Vengono invece fritti nell'olio bollente gli "sgabei", una specialità locale consumata sia in Lunigiana che sul territorio spezzino. L'impasto casalingo si ottiene mescolando farina, acqua, sale, due cucchiai d'olio (meglio se d'oliva) e lievito di birra. Quando il composto è lievitato a sufficienza (come nella preparazione del pane) viene spianato con un mattarello fino ad ottenere una sfoglia molto spessa (anche 1,5 centimetri). A questo punto si tagliano dei rettangoli di circa 15x5 centimetri che vengono immersi nell'olio bollente. Lo sgabeo si rigonfia immediatamente ed è cotto a puntino quando la sua superficie risulta di un colore dorato (2 o 3 minuti sono sufficienti). Vanno serviti caldi, dopo essere stati cosparsi di una manciata di sale. Si possono consumare da soli o farciti con salumi e formaggi molli. Se non avete troppo tempo da perdere, potete recarvi dal vostro panettiere di fiducia ed acquistare l'impasto già lievitato per preparare il pane. Il risultato sarà identico.
PIATTI TIPICI DERIVATI DA CARNE SUINA
Nata dalla necessità di consumare quanto più possibile di quello che restava dopo l'uccisione del maiale era la "polenta incatenata" o "calzagatt" o "f'rgadei", uno dei piatti più tipici ed antichi. Per la preparazione si utilizzava il brodo ottenuto con le ossa del maiale, cavolo nero tagliato a pezzetti, fagioli borlotti, patate a tocchetti. Al bollore del composto si aggiungeva la farina gialla e la cottura veniva completata in 45 minuti. Si condiva poi il tutto con olio d'oliva e una cucchiaiata di formaggio pecorino dal gusto pungente.
Con le animelle di maiale si prepara la "bisa" o "latechiu". Le animelle vengono tagliate a pezzetti e messe a cuocere in testi di terracotta ben caldi. A cottura ultimata si aggiunge sale e pepe quanto basta e si servono in tavola molto calde.
IL LARDO DI COLONNATA
Un altro prodotto suino, forse il più famoso presidio Slow Food d'Italia, è il "lardo di Colonnata", che matura in vasche di marmo. Forse uno dei pochi salumi in produzione senza conservanti o sbiancanti.  La sua storia è molto antica: nel caratteristico paese posto sulle Alpi Apuane ci sono ancora delle conche di conservazione risalenti al '600.
Il lardo era il companatico tipico dei cavatori, che lo portavano sul lavoro perchè dava forza.
Un prodotto di estrazione casalinga, che non veniva commercializzato, ma regalato al medico di famiglia, all'avvocato, agli amici... Il primo negozio che lo pose in vendita venne aperto nel 1930. Oggi viene esportato in gran parte dell'Europa.
L'enologo Luigi Veronelli e lo scrittore Mario Soldati furono le personalità che più contribuirono a far uscire il lardo dalla sua nicchia di consumatori apuani, decantandolo nei loro lavori.
Ancora oggi sono ricordati con molto affetto dalla popolazione locale.
Il lardo di Colonnata può avere molti abbinamenti: dalla zuppa, al rombo, agli scampi.
Uno dei più felici è quello con la "marocca", un pane tipico dal sapore dolce, perchè composto al 70% da farina di castagne.

Titolo argomento - Luigi Veronelli adorava i cibi ancestrali di Lunigiana e Garfagnana  Luigi Veronelli adorava i cibi ancestrali di Lunigiana e Garfagnana
BIBOLA - Il borgo come si vede dal sentiero di monte della Via Francigena
La Lunigiana: Bibola, caratteristica stazione di sosta lungo il sentiero di monte della Via Francigena
Quando le verdure erano a buon mercato e i cereali quasi li regalavano, si diceva che la cucina di Lunigiana e Garfagnana era una cucina povera. Ora un po' meno.  In epoca remota fu la fantasia delle massaie a far si che i sapori venissero accortamente miscelatii, a inventare azzeccati accostamenti, sfruttando al meglio e nel modo più diversificato tutto quel poco che avevano a disposizione, compresi i famosi erbi, che crescevano spontaneamente e che tanta parte hanno nel caratterizzare questa gastronomia.
Il noto chef Angelo Paracucchi fu il primo, nel 1980, a raccogliere 161 ricette meritevoli di essere conservate e riproposte. Mario Soldati, nel commentare questa encomiabile pubblicazione, pose l'accento sul fatto che ben 94 piatti tipici sono a base di farina, patate, cereali in genere e vegetali.
L'enologo Luigi Veronelli era particolarmente incantato dalle bellezze territoriali e dalla gastronomia di Lunigiana e Garfagnana e capitava spesso in zona alla ricerca di sempre nuove specialità. Ecco cosa scriveva nel 1970, dopo una visita a San Romano di Garfagnana: "Odo gli amici vantare i loro viaggi, le esperienze all'estero e, ogni volta, un poco mi irrito. Io "batto" da anni le città, i paesi, i borghi di questa nostra Italia e non finisco di meravigliarmi tante e tali sono le sorprese e le prove di una civiltà che non ha pari e confronti. Non so fino a che punto sia giusto - in una vita breve, incapace più che mai (e sempre più) di omniscenza - ignorare i nostri luoghi, le nostre tradizioni, il nostro che è immenso patrimonio per altri certo più poveri ed estranei. Sono capitato qualche giorno fa a San Romano in Garfagnana, paese montanaro e mi sono emozionato di tanta ignota ricchezza: panorami incantevoli, la chiesa parrocchiale barocca, la torre campanaria, la fortezza estense in frazione Verrucole, il Parco demaniale dell'Orecchiella (habitat ideale di daini, cervi, mufloni e cinghiali). Con tali documenti puoi subito giurare al buio sulla cucina... Nelle famiglie ho trovato cibi ancestrali, di gelosa ed esaltante fattura..."
Segue tutto un corposo elenco di pietanze che sono simili negli ingredienti e nella preparazione a quelle lunigianesi, stante la stessa matrice etnica e storico-culturale delle due "regioni".
Citiamo: la farinata di granoturco, fagioli e verdure, condita col brodo di cottura della testa di maiale (si consuma calda come minestra, oppure, una volta raffreddata, si taglia a fette e si frigge in padella con lo strutto; la polenta di neccio, fatta con la farina di castagne e che può essere insaporita da una infinità di altri ingredienti (latte, ricotta, aringhe alla griglia, ossa di maiale non perfettamente scarnificate, pancetta fritta ecc...); gli spaghetti con le noci, un tempo d'obbligo per il Natale (il pesto di noci e acciughe viene scaldato con olio e maggiorato da uno spicchio d'aglio pestato, abbondante pecorino e un poco di pepe); i maccheroni casalinghi, (del tutto diversi da quelli tradizionali) a base di farina di grano, uova e acqua, con la sfoglia tirata a mano, avvolta sul mattarello e buttata nell'acqua in bollore dopo essere stata strappata a piccoli pezzi.
Veronelli chiude infine con il vino: "Il borgo è montanaro e non ha grandi vini: la gente se ne procura uno con geniale artifizio: il "Granà", vino <lavorato> nelle annate migliori. Le uve sono scelte, si sgranano e si fanno leggermente appassire; vinificate danno un rosso non molto alcoolico, spumeggiante, il cui "bouquet" è come sottolineato da un sentore di roccia calda...".
Al giornalista e scrittore Giorgio Bocca invece i prodotti enogastronomici della Lunigiana non sono mai andati a genio.  Nel 1980, interpellato per fornire consigli sul "moderno galateo", tra le brutte maniere da conservare indicava, tra le altre: "Rifiutare la degustazione dei vini della Lunigiana, specie i bianchi, color urina pallida e allontanare con un gesto fermo i testarelli o testicolli o tenerelli che sono un'altra specialità della ubertosa zona, specie di rospi di pasta bollita." Non sappiamo se, col passare degli anni, abbia poi cambiato idea...
Elenco puntato - Indicazione dei testi consultati  Testi consutati: settimanale "Epoca" del 7/6/1970 - settimanale "L'Espresso" dell' 8/6/1980

BARBOTTA E TORTE SALATE
Con le cipolle si prepara la "puticiana" o "barbotta". In una terrina si impasta della farina di granoturco con il latte, aggiungendo quindi un uovo, formaggio di mucca gratugiato, olio di oliva e sale quanto basta. L'impasto viene unito alle cipolle (in precedenza tagliate a fettine e fatte cuocere nell'olio salato) e versato in una grande teglia unta d'olio e cosparsa di pan grattato. Viene servita calda, dopo circa un'ora di cottura. Specialisti di questo piatto si ritrovano a Bagnone e a Treschietto, dove vengono coltivati i preziosi bulbi, sottoposti a tutela da un apposito Comitato.
In alcune frazioni del comune di Mulazzo si può assaggiare una torta salata particolare che origina da una pasta sfoglia di grano riempita con un composto di riso, latte, formaggio e uova che, sulle tavole più ricche, poteva anche accompagnare il cinghiale in umido, insaporito con bacche di ginepro e foglie di alloro.
DOLCI
Dolci tipici del fivizzanese sono la "spongata", la "carsenta" e il "buccellato".
La "carsenta" veniva preparata la sera del Venerdì Santo e lasciata lievitare al calore del fuoco per tutta la notte, prima di essere cotta nel forno a legna. La "spongata", bontà tradizionale del periodo natalizio, è ancora preparata secondo antiche ricette rinascimentali.

Testi consultati - Vedi pagina principale "La Lunigiana"  Testi consultati: vedi pagina principale "La Lunigiana"
TOLTE DAL CASSETTO - Finestre fotografiche su Liguria e Toscana
 

HOME PAGE

PHOTO MAGAZINE

SITE GALLERY

INFO/CREDITS

LINKS/MAIL

SITEMAP