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INDICE
ARCHIVIO NEWS |
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Finestre fotografiche su Liguria e Toscana |
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GENOVA
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Il capoluogo
della Liguria
ha il centro storico più grande
d'Europa. Nel 2004 è stata la
"Capitale Europea della Cultura"... |
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EUROFLORA |
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In
primavera, ogni 5 anni,
alla Fiera di Genova va in scena
lo spettacolo dei fiori per eccellenza.
I giardini più belli del mondo... |
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VIA FRANCIGENA |
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Col Giubileo
del 2000 è stata
definitivamente rivalutata
la via di Sigerico, che i pellegrini
percorrevano a piedi fino a Roma,
in segno di pentimento... |
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PARCO
DEL MAGRA |
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A
Gennaio 2008 il Parco Naturale Regionale del Magra è il
territorio
eco-certificato più esteso d'Europa... |
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LA VAL DI MAGRA |
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Nobili, vescovi, mercanti e pellegrini
lungo l'asse della Via Francigena.
Culture differenti
per storia e tradizioni,
nei secoli, si sono sovrapposte
e hanno permeato il territorio con
i segni del loro passaggio... |
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LA VAL DI VARA |
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La "Valle
dei borghi rotondi"
è anche conosciuta come
la "Valle del biologico" per le sue
produzioni agricole ottenute con
metodi antichi e naturali.
Varese Ligure nel 1999 è stato il
1° comune ecologico d'Europa... |
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LA LUNIGIANA |
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La "Terra
della Luna", in
Italia,
ha la più alta concentrazione di
antichi castelli. Se ne contano
circa 160. Alcuni sono bellissimi e perfettamente
conservati...
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Close Up |
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Argomenti del
sito
in primo piano |
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SITE GALLERY
Galleria
fotografica per
visionare solo immagini,
anche extra argomenti trattati |
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Le Alpi Apuane
"Monumento
geologico"
unico al mondo |
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Ferrovia Aulla-Lucca
Il fascino dei
treni d'epoca
e delle locomotive a vapore |
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Ferrovia Pontremolese
Una linea di
vitale importanza
per La Spezia e la Lunigiana |
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Il Premio Bancarella
Sintesi di una
passione
per il libro che dura a
Pontremoli da oltre 5 secoli.
Storia di stampatori e librai.
Primati culturali della Lunigiana |
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Disfida degli arcieri
A Fivizzano la rievocazione di
una competizione avvenuta
nel 1572 e tramandata
da Frate Tommaso |
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La Festa del Libro
A Montereggio di Mulazzo
tutte le piazze e le strade
sono intitolate ad un editore... |
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Castelli in Lunigiana
In Italia, la
Lunigiana possiede
la più alta concentrazione
di antichi castelli... |
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Il Giro della Lunigiana
Corsa ciclistica
internazionale
per la categoria juniores |
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Infiorate a Brugnato
"Per tetto un
cielo di stelle e
per strada un tappeto di fiori..." |
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Orti di Pignone
Prodotti tipici
della terra dagli
agricoltori delle valli del
Pignone e del Casale |
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Pesca col rezzaglio
La foce del Magra
ambiente ideale per questo tipo di pesca, vera e propria arte e
attrattiva turistica
(Info, foto & video) |
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Frecce Tricolori
La Pattuglia
Acrobatica Nazionale:
gli "artisti del cielo" |
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Tall Ships
Navi scuola e
vele d'epoca
sulle acque del mare di Liguria |
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Il Tuning
L'arte delle 4
ruote.
Fotogallery con le più originali
auto presenti ai raduni |
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Contatti:
MAIL/LINKS |
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INDICE GENERALE
CRONACA
01
02
03 04
05
06
SPORT GIRO
TOUR
CICLISMO
ALTRI FAUSTO
COPPI
INTER
RIVISTE 01 02 |
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LUGLIO 1959 - Il
quotidiano di Firenze "La Nazione" festeggia i suoi cento anni
di vita |
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Cento anni di fatti,
avvenuti e pubblicati, nel bene
e nel male, nella gioia e nel
dolore... |
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(LA NAZIONE del 19 luglio
1959 - numero speciale del
centenario) - "Noi oggi
celebriamo festosamente il
centenario della Nazione, cioè
nient'altro che cento anni di
cronaca al servizio dei lettori.
Eppure dietro la storia di un
giornale, dietro la sua
diffusione e il suo successo ( e
anzi proprio nella misura di
questa diffusione e di questo
successo, così spesso legati
alla rapidità, all'ampiezza e al
carattere sensazionale delle
notizie) c'è una questione
morale non risolta, c'è un
rimorso pesante per le nostre
coscienze. Quanti dolori avremo
aggravato in cento anni di
cronaca? Quante tragedie avremo
esasperato con i nostri
resoconti? Quanti nomi di
innocenti avremo mescolato a
quelli dei colpevoli? E per
quanti colpevoli avremo saputo
proporzionare la cautela
nell'informazione alla gravità
della colpa, in modo da non |
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scavare un abisso tra loro e
la società, fra loro e la vita?
Non parlo qui della cronaca dove
protagonista è il destino (una
sciagura aerea per esempio)...
parlo della cronaca dove il
soggetto è l'uomo, con la sua
volontà e le sue passioni; dove
il comportamento della persona è
suscettibile di essere
interpretato, in un senso o nel
senso opposto; dove la verità
non è data dai fatti ma è
rinchiusa nella coscienza
dell'individuo, e talvolta è
sconosciuta perfino a lui. Può
allora profilarsi minacciosa e
aberrante la figura del
giornalista che, in preda ad una
specie di furore professionale,
sconfina oltre i suoi compiti di
informatore, diventa
improvvisamente psicologo,
investigatore, pubblico
ministero, giudice giudicante, e
pronuncia nelle poche righe di
un articolo un verdetto che ha
la pretesa di una verità
definitiva...
(sintesi da un art. di Marcello Taddei) |
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MARTEDI' 19 LUGLIO 1859 ESCE IL PRIMO
NUMERO UFFICIALE DE LA NAZIONE
La sera del 13 luglio 1859,
nello studio del Barone Bettino Ricasoli,
venne decisa la nascita de "La Nazione",
in accoglimento di una domanda
presentata fin da maggio da Piero
Puccioni, Leopoldo Cempini e Carlo Fenzi,
che intendevano dare vita ad un
quotidiano politico. Il primo numero
della Nazione, compilato in tutta fretta
e diffuso la mattina del 14 luglio 1859,
alle ore 10, constava di un mezzo
foglio, il cui verso era stato stampato
solo per metà. Non conteneva ne un cenno
di numerazione ne l'indicazione del
prezzo. Per quattro giorni di seguito il
giornale, firmato dall'Avv. Cempini come
direttore responsabile, uscì a cotesto
modo; soltanto nel numero del 18 luglio
apparvero, di qua e di là dalla testata,
due quadretti, il primo dei quali reca
il "prezzo della associazione" (per
Firenze paoli 18 al trimestre, per la
Toscana 21, per il Regno Sardo e per le
province romane rispettivamente 28 e 32,
"franco al destino"; il secondo il
prezzo degli avvisi, crazie 3, o
centesimi 2 di fr., per linea) con
l'avvertenza che "le associazioni
si ricevono dai principali
librai |
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d'Italia e dell'estero". Questo
numero inoltre avvisa, in un
corsivo d'apertura, che, a
partire dall'indomani martedì 19
luglio, "il giornale si
pubblicherà completo, cioè di 4
pagine, ed uscirà ogni giorno,
ad un'ora pomeridiana". Quindi,
il numero del 19 luglio 1859 è
da considerarsi ufficialmente,
se non storicamente, il primo de
"La Nazione": esso infatti reca,
al di sopra della testata, la
dicitura: "Anno I - Firenze -
Martedì 19 luglio 1859. Numero
1". In quel periodo la direzione
del giornale era collegiale,
cioè di Leopoldo Cempini, Piero
Puccioni e Carlo Fenzi, ma il
solo Cempini firmava il giornale
quale "responsabile", in base
alla legge vigente.
Dal 10 agosto Cempini (eletto
deputato all'Assemblea Toscana
per la Sezione di San Lorenzo)
fu sostituito nella firma da
Piero Puccioni. Col numero del
16 agosto appare la duplice
firma di Alessandro D'Ancona
"direttore" e avvocato Piero
Puccioni "direttore
responsabile".
(sintesi da un art. di Michele
Risolo) |
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Nata all'indomani della
rivoluzione toscana del 27
aprile,
per volontà di un uomo, Bettino
Ricasoli, di eccezionale statura
morale e politica, che la ispirò
e la sorresse col consiglio come
con infaticabile fervore la
guidarono i patrioti L.Cempini,
P.Puccioni, C.Fenzi e A.D'Ancona,
La Nazione è sempre rimasta
fedele al programma unitario dei
suoi fondatori, adeguandolo col
trascorrere di decenni alle
mutate condizioni del Paese.
Unità ha voluto dire per lei
compattezza e coscienza di
popolo, concordia fra le classi,
fratellanza fra gli Italiani. Ha
voluto dire, e vuol dire,
consapevolezza dei doveri che si
impongono agli individui
associati del senso dello Stato
verso la collettività nazionale,
perchè dall'incontro con altre
genti, con altre lingue e
altre tradizioni, si stabilisce
un rapporto di collaborazione
destinato a fruttare una più
grande realtà umana nella misura
in cui ciascuno avrà offerto la
più autentica immagine della
propria capacità.
Perciò ha sempre dato
dell'Italia e degli Italiani una
rappresentazione sincera e,
quando occorreva, impietosa.
Convinta, per essere nata in
terra toscana, che la lealtà e
la chiarezza sono il presupposto
del vero e del giusto, non ha
mai adottato la politica dello
struzzo, non si è mai nascosta e
non ha mai nascosto ai lettori
le difficoltà di certi problemi
che angustiano da secoli la vita
italiana. E con ciò ha creduto
di fare solo il proprio
dovere...
(sintesi da un art. di Alfio
Russo) |
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Dal numero speciale del
centenario con 112 pagine - Anno
CI - N. 170 - Edizione del
mattino di Domenica 19 luglio
1959 |
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OTTOBRE 1963 -
Pesanti responsabilità nella tragedia del Vajont. Quasi tremila
i morti |
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Due
grandi calamità naturali che hanno segnato
l'Italia degli anni '60 |
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All'epoca del fatto la diga del Vajont
era la piu' alta del mondo (262 metri).
Dal 10 Ottobre 1963 è rimasta solo un
monumento ad una delle più eclatanti
catastrofi che si siano verificate a
livello mondiale, non foss'altro per le
modalità con cui si è determinata.
Costruita su un terreno instabile,
risultò un tale capolavoro di ingegneria
da resistere comunque all'impatto di 260
milioni di m3 di terra e roccia che,
staccatisi dal sovrastante monte Toc,
franarono dentro l'invaso d'acqua da
essa generato: il lago del Vajont
appunto.
Trecento milioni di m3 di acqua del
bacino artificiale, scavalcata la diga,
si riversarono nella stretta gola
sottostante, generando una pressione
d'urto smisurata, travolgendo tutto,
seminando morte e distruzione.
Longarone, trovandosi proprio in fondo
alla valle del Vajont, fu l'abitato più
pesantemente |
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NOVEMBRE 1966
- Apocalisse in Toscana. L'Arno rompe gli
argini e invade Firenze e Pisa |
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colpito dall'evento e riportò il più
alto numero di vittime. Quasi tutte le sue
abitazioni furono spazzate via dalla furia delle
acque. Solo 22 case rimasero in piedi, compreso
il palazzo comunale, perchè costruiti sul
versante destro della vallata e più in altura.
Le acque del fiume Piave, scosse da questa
tremenda ondata di piena, ritornarono calme solo
in corrispondenza della foce, sul mare
Adriatico. Il numero dei morti arrivò quasi a
tremila.
L'alluvione del 1966 devasta in particolare la
Toscana (pesantemente colpite Firenze, Pisa e
Grosseto) e mostra, insieme alla tragedia di
Longarone, quanti danni possono provocare
l'inclemenza della natura e l'imprevidenza
dell'uomo. |
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(IL TELEGRAFO del 12 ottobre 1963
sul Vajont)
- "Alcuni fatti emersi dopo la tragedia
starebbero ad indicare l'esistenza di
pesanti responsabilità - Si poteva
evitare il disastro? - Il pericolo della
frana non fu valuto esattamente. Il
Ministero dei Lavori pubblici aveva
vietato il riempimento del bacino. Era
stata chiesta la chiusura della zona al
traffico?.... La diga fu costruita dopo
perizie sbagliate. Estremamente
pericolose le infiltrazioni d'acqua. Va
tenuto presente peraltro che gli esami
geologici non possono dare risultati
definitivi. Sullo nomina una commissione
per rintracciare cause e
responsabilità...".
(IL TELEGRAFO del 5 novembre 1966
sull'alluvione di Firenze)
- "Diluvio e tempeste flagellano
l'Italia - Apocalisse in Toscana - La
regione al centro del disastro. L'Arno
rompe gli argini e invade Firenze. La
città vive ore drammatiche: acquedotti
inquinati, tubature del gas in pericolo,
manca la luce. |
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Due metri d'acqua in Piazza della
Signoria. Sette morti a Reggello per una frana e
numerosi feriti. Sei deceduti in altre località.
venti bambini salvati da un elicottero.
Mobilitati esercito, polizia e vigili del
fuoco... Ore di terrore nel pisano e nel senese
- Straripa l'Arno, inondazione a Pisa - Le acque
hanno superato anche il Ponte di Mezzo. Continua
ad aumentare il livello del fiume. L'Era rompe
gli argini e invade Pontedera: auto travolte,
sospesa la produzione alla Piaggio. Crolla un
palazzo a Castelfiorentino - La gente si rifugia
sui tetti delle case.... Tutta la Maremma è
sotto l'acqua - L'Ombrone straripa e le
abitazioni di Grosseto sono allagate fino al
primo piano - La città isolata, si teme vi siano
vittime - 90 persone salvate con gli elicotteri
- Violenta mareggiata a Porto Santo Stefano, con
battelli affondati - All'Isola d'Elba un
fortunale provoca danni per decine di milioni:
distrutti vari locali, affonda un peschereccio a
Marina di Campo. Altre imbarcazioni da diporto,
prima di essere messe al sicuro, hanno riportato
notevoli danni. |
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NOVEMBRE 1963 -
Assassinato a Dallas il Presidente USA John Fitzgerald Kennedy |
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Il Presidente è morto in ospedale
mezz'ora dopo l'attentato |
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(23 Novembre 1963 - dal quotidiano
"IL TELEGRAFO") - "Ieri, a Dallas,
nel Texas, alle ore 19,30 italiane con
un colpo di fucile è stato assassinato
Kennedy, raggiunto alla testa da un
proiettile mentre si trovava in auto con
la moglie e il governatore dello Stato,
che è rimasto gravemente ferito. Un
agente ucciso. L'urlo straziante della
moglie Jacqueline. I drammatici
tentativi dei medici per salvargli la
vita. Lindon Johnson è il nuovo
Presidente...". L'attentatore sarebbe un
"marine" di 24 anni filo-castrista,
sposato ad una russa. Si chiama Lee H.
Oswald - per ora è stato accusato solo
dell'uccisione di un agente - Lavorava
nell'edificio dove è stato rinvenuto il
fucile col quale sarebbe stato
ucciso il Presidente...
Durante la cattura
avrebbe esclamato " Ora è |
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tutto finito".
L'UOMO DEL CORAGGIO
- "Un uomo fa quello che è suo dovere
fare, quali che siano le conseguenze
personali, quali che siano gli ostacoli,
i pericoli e le pressioni. Questa è la
base di tutta la moralità umana".
Tali parole, che egli scrisse 8 anni fa,
riassumono la vita e la breve ma intensa
missione del 35° Presidente degli Stati
Uniti, troncato anzitempo da mano
omicida. Il coraggio era per John
Kennedy la più ammirevole delle virtù
umane... |
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(OGGI - Il Libro del Secolo -
31/12/1999)
- "A Newport (Stati Uniti), il 12
settembre del 1953 milleduecento invitati
partecipano alle nozze tra Jacqueline Lee
Bouvier e John Fitzgerald Kennedy, astro
nascente della vita politica americana. I primi
anni di matrimonio non sono tranquilli: John
subisce due operazioni chirurgiche e Jackie
perde un bambino. Ma il peggio deve ancora
venire... Il 22 novembre del 1963 Kennedy viene
assassinato a Dallas, tre anni dopo la sua
elezione e alla vigilia di una rielezione
annunciata... Kennedy, l'uomo che sfidò Castro e
i sovietici, che iniziò la guerra in Vietnam,
che regalò una << Nuova Frontiera>> esce di
scena. E comincia la leggenda. L'America si
commuove davanti all'immagine di Jaqueline in
nero, tra i fratelli del marito Edward e Bob,
tutti stretti attorno ai piccoli orfani Caroline
e John-John che salutano la bara del padre.
La tragedia dei Kennedy... Il 5 giugno del 1968
anche il fratello Bob, senatore in corsa per la
Presidenza, viene assassinato". |
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OTTOBRE 1964 - SVENTATO NEL TEXAS UN
COMPLOTTO CONTRO LINDON B. JOHNSON |
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A
undici mesi dai tragici fatti di Dallas e
nel pieno corso di una battaglia elettorale che
viene condotta senza esclusioni di colpi, la
notizia della scoperta di un complotto per
uccidere il Presidente USA Lindon B. Johnson
ha suscitato viva sensazione in tutti gli Stati
Uniti. Già in precedenza si erano verificati
fatti tali da mettere in sospetto gli agenti
federali o locali in vari posti dove Johnson si
è recato per il suo giro elettorale, ma in ogni
caso si è avuta l'impressione o di equivoci o di
gente più velleitaria che pericolosa. Le
rivelazioni e la scoperta fatte dallo
sceriffo di Corpus Christi (una città texana
a 500 chilometri da Dallas dove è
previsto un comizio di Johnson) dimostrano che
questa volta di tratta di un complotto che
coinvolge un numero non ancora identificato di
persone, un tentativo delittuoso che è stato
sventato grazie ad informazioni anonime.
Lo sceriffo John Mitchell, di Corpus
Christi, destinatario della "soffiata", aveva
deciso di saggiare la fondatezza delle
segnalazioni mediante un'improvvisa
perquisizione nell'abitazione di una delle
persone indicate come partecipi ad un complotto
contro il Presidente USA. L'informazione anonima
appariva assolutamente credibile allorchè 25 «deputies»
(agenti dello sceriffo), provvisti di mandato di
perquisizione, irrompevano ieri a tarda sera
nella residenza di Julius Schmidt, di 29
anni, rinvenendo un intero arsenale di armi, fra
le quali un lanciarazzi, mitragliatrici, un
mortaio, fucili atti a sparare proiettili ad
alta potenza, bombe a mano e circa 20.000
proiettili. Nell'abitazione perquisita gli
uomini dello sceriffo hanno trovato anche
numerose bandiere naziste, libri di Hitler o su
Hitler, elmetti della Wehrmacht o dell'esercito
imperiale germanico e fotografie di gerarchi
nazisti. Tratto in arresto anche il ventottenne
Jerry Bird, che sembra essere collegato
all'episodio.
Lo Schmidt era già noto alla polizia per i suoi
traffici illeciti e in precedenza era stato
associato a concentramenti di armi e munizioni
lungo la costa del Golfo del Texas.
Secondo lo sceriffo Mitchell, l'arrestato
avrebbe dovuto consegnare le armi agli
incaricati che si apprestavano ad uccidere il
Presidente Johnson.
Schmidt ha ammesso di avere acquistato
illegalmente armi, ma nega disperatamente di
essere a conoscenza, anche indiretta, di un
eventuale attentato contro il Presidente Johnson.
Dagli schedari della polizia risulta che Julius
Schmidt, artigiano idraulico in proprio, era
stato condannato per omicidio nel 1956 alla pena
di 10 anni di reclusione. Nel 1958 era stato
posto in libertà condizionata per poi essere
definitivamente liberato nel 1960. Durante un
tentativo di furto in un negozio di
autoaccessori insieme ad un complice, lo Schimdt
aveva ucciso un guardiano che era intervenuto.
Giunge intanto notizia che sono arrivate minacce
anche alla vita del candidato repubblicano
Barry Goldwater. A raccoglierle un
centralinista telefonico del "Milwaukee
Journal" che ha prontamente informato le
forze dell'ordine. L'ispettore Leo Woelfel, della
polizia di Milwaukee, ha dichiarato che sono in
corso delle indagini e che è stato comunque
predisposto un piano di protezione per il
senatore Goldwater... |
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Da "Il Telegrafo" del 15 ottobre 1964 |
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OTTOBRE 1964 -
Drammatica riunione del Comitato Centrale del PCUS: deposto
Kruscev |
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Il comunicato ufficiale parla di
dimissioni richieste per "ragioni di età
e di salute" |
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(IL TELEGRAFO del 16 ottobre 1964)
- In una drammatica riunione dell'altro
ieri al Comitato Centrale del PCUS -
KRUSCEV DEPOSTO - Lo sostituiscono
Kossyghin (attuale vice Primo Ministro)
al governo e Breznev alla segreteria del
partito - Sarebbe stato Suslov a
presentare la mozione richiedente le
dimissioni di Kruscev e a raggruppare
intorno a se la maggioranza - Si ignora
dove sia l'ex premier - L'Agenzia "Tass"
ha pubblicato alle ore 22,02 (ora
italiana) del 15 ottobre il seguente
comunicato: "Nikita Kruscev è stato
esonerato dalle funzioni di primo
segretario del Comitato del PCUS e di
presidente del Consiglio dei Ministri
dell'URSS. Leonid Breznev è stato eletto
primo segretario del Comitato Centrale
del PCUS. Alexei Kossyghin è stato
nominato presidente del Consiglio dei
Ministri. la decisione è stata presa nel
corso di una riunione plenaria del
Comitato Centrale del |
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PCUS,
tenuta mercoledì scorso. In merito alla riunione
è stato emesso il seguente comunicato ufficiale:
< Una riunione plenaria del Comitato Centrale
del PCUS è stata tenuta il 14 ottobre 1964. La
riunione plenaria del Comitato centrale del PCUS
ha accolto la richiesta di N.S. Kruscev di
essere esonerato dalle sue funzioni di primo
segretario, membro del Presidium del Comitato
Centrale del PCUS e presidente del Consiglio dei
ministri dell'URSS in vista della sua età
avanzata e del deterioramento della sua salute.
Il Plenum del Comitato Centrale del PCUS ha
eletto L.I. Breznev primo segretario del
Comitato Centrale del PCUS >.
ENORME IMPRESSIONE IN ITALIA E NEL MONDO
- Riunita d'urgenza la dierzione del PCI -
Saragat in collegamento diretto con Mosca
durante la riunione del governo - Nenni non fa
commenti - Preoccupazioni di Tanassi - A Londra
si definiscono "inesplicabili" i motivi delle
dimissioni - Da fonte sicura si apprende che
Alexis Agiubei, genero di Kruscev, avrebbe
cessato da oggi le sue funzioni di direttore de
"Le Iszvestia", organo ufficiale del governo
sovietico...
LA CARRIERA POLITICA DI KOSSYGHIN E BREZNEV
- Il primo iniziò nel 1939 come
commissario delle industrie tessili, il secondo
è stato a fianco di Nikita dal 1938 - Kossyghin
è nato il 20 febbraio 1904 a Leningrado ed è
ritenuto uno dei grandi tecnocrati del regime
sovietico. Il padre era operaio. Nel 1919 si era
arruolato nell'"Armata Rossa" e nel 1927 aveva
aderito al partito comunista sovietico. Ha
portato a termine i suoi studi nel 1933
all'istituto tessile di Leningrado...
UNA DURA LEZIONE
- A noi democratici dell'Occidente la tecnica
del colpo di stato di tipo comunista è ormai
troppo nota perchè se ne vogliano trarre giudizi
di natura morale... Stalin non è Kruscev, si
capisce; e Breznev non è Kruscev, anche questo
si capisce. Ma il comunismo è sempre lo stesso.
Vogliamo dire che i mezzi sono diversi (Stalin,
Kruscev, Breznev ecc.) ma il fine ultimo del
comunismo è l'immutabile conquista violenta del
potere e la sua gestione attraverso la dittatura
del partito unico... |
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AGOSTO 1968 -
Drammatico annuncio notturno di Radio Praga: invasa la
Cecoslovacchia |
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Un'azione contraria alle norme del
diritto ed ai principi delle relazioni
fra Stati socialisti |
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(Il TELEGRAFO - Edizione
Straordinaria del 21 agosto 1968) -
"L'annuncio dell'invasione è stato
ripetuto ogni dieci minuti, numerose
volte, fino alle 4,45 locali, ora in cui
Radio Praga ha cessato le trasmissioni.
Prima di interromperle l'annunciatore
aveva segnalato la cessazione dei
programmi di altre emittenti e che aerei
stranieri stavano sorvolando il cielo di
Praga, a conferma che ormai tutta la
Cecoslovacchia era stata occupata dalle
truppe del Patto di Varsavia.... Il
rombo degli aerei è continuato
incessante per tutta la notte. Nelle vie
si sono sentite in continuazione le
sirene della polizia. In Cecoslovacchia
le comunicazioni telefoniche sono
interrotte e il centralino rifiuta di
accettare qualsiasi comunicazione... A
Mosca il governo sovietico ha annunciato
oggi che le sue truppe sono entrate
nelle prime ore di stamani in
Cecoslovacchia, su richiesta delle
autorità ceche, < per far fronte ad
una minaccia al sistema socialista e
allo stato creato dalla costituzione,
minaccia proveniente dalle forze
controrivoluzionarie entrate in
collusione con le forze straniere ostili
al socialismo...>" |
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Un portavoce del segretario generale
dell'ONU, U Thant, fa sapere che nessuna azione
da parte dell'organizzazione internazionale può
essere prevista per ora - Due titoli
significativi pongono l'accento sulla sorte di
Dubcek e l'eventuale ritorno al potere di
Antonin Novotny - Convocata a Roma la direzione
del PCI - Sull'UNITA' il titolo a nove colonne
recita < Un grave annuncio da Praga - truppe
sovietiche entrano in Cecoslovacchia >. Il
commento: < Le drammatiche notizie che ci
giungono da Praga nelle prime ore del mattino
suscitano emozione e profonda preoccupazione nel
movimento operaio italiano e internazionale. I
compagni della direzione del PCI sono stati
convocati per un'immediata riunione, allo scopo
di valutare la situazione. >"
(OGGI - Il Libro del Secolo -
31/12/1999)
- "Il sogno della libertà dura lo spazio
di pochi mesi. Nel 1968 il segretario del
Partito Comunista Cecosvlovacco, Alexander
Dubcek, sostenuto dagli studenti, comincia un
processo di democratizzazione sociale e
politico: |
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è la "primavera di Praga". Invano il
leader del Paese satellite di Mosca tenta di
rassicurare i sovietici: nella notte tra il 20 e
il 21 agosto le truppe del Patto di Varsavia
invadono la Cecoslovacchia. Dubcek è arrestato.
Praga viene presidiata dai carri armati. La
gente si ribella e centinaia di persone vengono
uccise. |
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GIUGNO 1976 - Alle
elezioni politiche italiane ammessi al voto anche i diciottenni
( Camera) |
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Chiamati alle urne quasi 40,5 milioni di
italiani |
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(IL GIORNO del 20 giugno 1976) -
"Dopo la più breve e accesa campagna
elettorale del dopoguerra, 40 milioni di
italiani alle urne - I senatori da
eleggere sono 315, i deputati 630 -
Votano: 21.084.386 donne, 19.352.208
uomini - Tre milioni di giovani dai 18
ai 21 anni voteranno per la prima volta
(per la Camera) - L'ordine ai seggi
assicurato da 120.000 uomini fra
soldati, carabinieri, agenti di PS e
guardie di Finanza - 40 giorni di comizi
in migliaia di manifestazioni... |
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Gli occhi del mondo puntati sull'Italia; le
corrispondenze dalle capitali straniere - Dagli
Stati Uniti: "La società italiana è giunta ad un
bivio" - Il "New York Times" presenta il solito
contrasto fra la famiglia che voterà
democristiano per la difesa della libertà e la
famiglia che voterà comunista, perchè vuole
riforme ed efficienza... - Il "Washington Post"
è ancora oggi il più attento osservatore
dell'attuale situazione italiana... in una
corrispondenza da Mosca, Peter Osnos scrive che
i sovietici si preparano a dichiarare la loro
soddisfazione per i prossimi risultati in
Italia, ma se questa soddisfazione sia genuina
oppure no è da vedersi... Le predizioni nella
capitale sovietica riflettono << la
straordinaria ambiguità >> dei sentimenti del
Cremlino verso i comunisti italiani e la
sensazione che le loro sorti << potranno avere
un effetto profondo sulle politiche sovietiche
>>... Dalla Francia: Cautela nei giudizi
sull'esito del voto - Dall'Inghilterra: L'<<
efficienza >> tema della consultazione - Dalla
Germania: << Improbabile il voto di protesta >>
- Dall'Urss: E' indispensabile il ruolo del
PCI..."
(LA NAZIONE del 20 giugno 1976)
- "Oggi e domani le elezioni più
importanti degli ultimi anni - Per gli italiani
una scelta decisiva - I votanti per la Camera
saranno 40,5 milioni, per il Senato 35 - Non si
escludono risultati differenti per i due rami
del Parlamento - Cautela di tutti sull'esito -
Salvo clamorose sorprese, per la formazione del
nuovo governo si prevedono un lungo braccio di
ferro tra i partiti e dure battaglie... Il
problema-base è se il voto di domani e dopo
accentuerà ulteriormente lo spostamento a
sinistra dell'elettorato o lo fermerà e
riequilibrerà... L'andamento della campagna
elettorale, imperniata sullo scontro fra DC e
PCI, ha messo in rilievo l'importanza della
posta in gioco e potrebbe avere effetti
soprattutto sull'elettorato fluttuante...
Nessuno degli altri partiti si da per
perdente... Il PSI conta di superare il fatidico
muro del 15%..." |
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APRILE 1977 - Il
quotidiano di Livorno "Il Telegrafo" compie cento anni di vita |
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Un giornale nato da un garibaldino e,
quasi sempre, vissuto alla garibaldina |
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(DAL 1° NUMERO DE "IL TELEGRAFO" - 29
aprile 1877) - "AI LETTORI - Il
nostro giornaletto si occuperà, per lo
più, delle cose lontane, cioè di quelle
che son per accadere in que' paesi dove
il russo e il turco s'accapigliano,
sfogando un odio antico e minacciando in
Europa e in Asia grandi e pericolose
novità. Noi farem si che ogni persona la
quale non ami vivere col capo dentro il
sacco, venga tutte le sere ad aspettarlo
con ansietà e pigli bizza se accada mai
che è tardi un minuto, perchè le notizie
ci fioccheranno da ogni parte e non ce
le recherà il procaccia.
IL TELEGRAFO narrerà le battaglie, i
fatti d'arme, le avvisaglie, i diavoleti
e tutto quanto avvenga di clamoroso in
questo povero trambasciato mondo,
facendo si che nessun sen vada a letto
senza aver contezza di ciò che s'è fatto
sulla superficie del globo, dal levar
del sole all'apparecchiar della tavola.
Basterebbe questo per rendere IL
TELEGRAFO |
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graditissimo a tutte le
creature umane che vivono tra 'l Ponte
di Stagno e l'Antignano, senza
differenza di culto o di color politico
o di cervello; ma il nostro giornaletto
non si ristringerà ad occuparsi a rigor
di termine solo delle cose che accadono
in lontananza. Perchè, ogni sera, farà
così di volo un breve cenno sulle
faccende di casa, dicendo ciò che si
fece e ciò che non si fece intra
muros, mettendo il becco sul libro
della Questura, sullo scartafaccio della
Polizia Municipale,
et quidem in Borsa, dove si trema e
dove si patiscono le pene dell'inferno,
perchè non cè merlo di becco giallo e
avvezzo ad uccellar il suo prossimo che,
a questi lumi di luna, non abbia timore
di patir la sorte de' pifferi di
montagna e non si raccomandi con tutta
l'anima a Cristo o a Moisè.
Poi discorrerà, tratto tratto, delle
cose di Roma, cioè degli svenimenti del
Sommo Pontefice, dei puerperj dell'on.
De Pretis, delle chiacchere dei deputati
e del sonno dei senatori, della
concordia dei ministr, delle convenzioni
ferroviarie di là da venire, del corso
forzoso estinguibile in centoquaratasett'anni,
della questione degli zuccher e dei
broccoli del ministro Majorana, delle
file de' nuovi cavalieri progressisti e
di tant'altre cose indispensabili in un
periodico che voglia meritarsi almeno
gli onori della tonsura nel sacerdozio
della libera stampa...". |
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IL TELEGRAFO
nacque da un'idea del direttore della
"Gazzetta Livornese", il garibaldino Giuseppe
Bandi, il quale con una edizione pomeridiana del
giornale intendeva principalmente informare i
livornesi su quello che stava accadendo al
fronte della guerra russo-turca. Il quotidiano,
come si può leggere nella prima pagina del primo
numero, assunse immediatamente anche altri
propositi, tra i quali quelli di metter lingua
(il becco) nelle vicende in Questura, nei
verbali della Polizia Municipale e negli affari
politici di Roma... Dopo la Liberazione la
testata fu sostituita da quella de "IL TIRRENO"
fino agli inizi degli anni '60, quando riprese
nuovamente il vecchio nome. Appena terminato il
centenario di vita, tornò ad essere
definitivamente "Il TIRRENO". |
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AGOSTO 1980 -
Storica vittoria degli
operai polacchi. Solidarnosc é sindacato
autonomo |
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In Polonia diventa legale il diritto di
sciopero |
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(LA NAZIONE del 31 agosto 1980) -
"Dopo 16 giorni di scioperi senza
precedenti nei Paesi dell'Est - Gli
operai polacchi hanno vinto - Concesso
il sindacato autonomo - Gli accordi
siglati a Danzica e a Stettino sono
stati approvati dai vertici
del partito - Il nuovo
organismo
< autogestito > collaborerà a fianco del
sindacato ufficiale - Legalizzato il
diritto di sciopero - Prima di arrivare
all'intesa Gierek avrebbe avuto il
consenso di Mosca - Il lavoro
non sarà ripreso finché i |
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dissidenti (ieri ne è stato
arrestato un altro) resteranno in carcere... -
Il regime comunista polacco ha ceduto su tutta
la linea. La Polonia, primo paese del campo
socialista, consente la creazione di un
sindacato indipendente, non soggetto cioè alle
direttive del partito unico... La Polonia è il
primo paese comunista a legalizzare quello che
negli altri Stati dell'Est rimane un reato
punito con il carcere: il < diritto di sciopero
>... Promessi aumenti salariali e un piano per
l'edilizia popolare...".
(IL CORRIERE DELLA SERA del 25 gennaio
1981)
- "Media dell'80% nelle astensioni ieri
dal lavoro - Walesa vince la sfida del sabato -
Ai cantieri di Danzica gli assenti sono stati 9
su 10 - La TASS: < Coloro che organizzano
questi scioperi farebbero bene a riflettere
> - Il giornale dell'esercito sovietico
sottolinea il problema della < sicurezza
collettiva > - Missione di alti ufficiali
dell'URSS a Varsavia, Budapest e Bucarest -
Manovre di truppe nei Paesi satelliti... - <
Solidarietà > non intendeva arrivare ad una
nuova prova di forza sulla questione dei sabati
liberi. Vi è stata trascinata da quei dirigenti
del partito che hanno colto al volo l'occasione
per ribadire la linea della fermezza e della
disciplina uscita consacrata dal vertice di
Mosca..." |
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DICEMBRE
1981 - Arrestati un migliaio di leaders di
Solidarnosc. Scioperi e scontri a fuoco |
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(LA NAZIONE del 14 dicembre 1981 )
- "L'esercito con pieni poteri arresta
nella notte un migliaio di leader di <
Solidarietà > - Stato d'assedio, legge
marziale e coprifuoco; i sindacalisti
minacciano lo sciopero per oggi - La
Polonia rischia il bagno di sangue -
Walesa, l'unico non in carcere, invitato
a svolgere subito trattative - In
prigione anche alcuni ex dirigenti del
governo e del partito, fra i quali
Gierek - Come si è sviluppata l'azione
repressiva - Perquisizioni a tappeto
nelle sedi di <Solidarnosc> -
L'internamento o persino la pena di
morte a chi non |
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obbedisce ai militari
- Chiuse le scuole - Intervento poliziesco a
Danzica - Il paese è isolato dal mondo - Le
misure di emergenza del consiglio militare -
Angoscia in Italia: unanime condanna - Haig: un
negoziato senza interferenze...".
(IL SECOLO XIX del 15 dicembre 1981)
- "Ore decisive in Polonia dopo il colpo dei
militari - Gli operai resistono - Occupate le
più grandi fabbriche di Varsavia. Il sindacato
libero tenta di organizzarsi. Lo spettro della
fame. Manifestazioni davanti ai negozi vuoti e
alle pompe di benzina chiuse. Tagliati tutti i
contatti con l'Occidente. Accorato appello del
Primate: <Conservate le teste e le mani per
il futuro> - Solidarnosc chiama allo
sciopero generale... Un disastro per il
Cremlino..." |
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(IL SECOLO XIX del 16 dicembre
1981)
- "Dopo il colpo dei militari, il Paese
s'avvia verso la tragedia - Si spara a
Varsavia e Danzica - Dilagano gli
scioperi in tutta la Polonia - Scontri a
fuoco tra membri di Solidarnosc e
soldati. Gli operai avrebbero minato i
cantieri < Lenin > di Danzica e le
miniere di Cracovia, che sono stati
occupati. Appello agli studenti di
medicina della capitale: presentatevi
negli ospedali. Incidenti nelle
università. Il Primate della Chiesa di
Polonia si rifiuta di incontrare
Jaruzelski. Le notizie filtrano,
nonostante il totale < black-out > - A
colloquio con gli operai di due grandi
fabbriche di Varsavia: < Walesa è
stato portato via dai carri armati... Il
Primate non può aver detto quelle parole
> - L'annuncio che tutti temevano è
stato dato ieri mattina a Stoccolma da
Stefan Trezinski, rappresentante di <Solidarnosc>
in Svezia: <Lech Walesa è stato
arrestato da parte delle autorità
polacche>. Mentre da Lisbona
l'ambasciatore polacco si
affrettava a precisare
che il Presidente del
Sindacato Autonomo < si trova tuttora
nelle vicinanze di |
|
|
Varsavia dove ha colloqui
con i rappresentanti del governo > -
Da Roma: importante svolta nella linea
ideologica e politica del PCI. Il
segretario Enrico Berlinguer, ieri sera
a < Tribuna Politica > ha rotto gli
ultimi indugi: < Quello che sta
accadendo in Polonia ci fa pensare che
la capacità propulsiva dell'Est Europeo,
che ha la sua nascita nella rivoluzione
d'ottobre, si sia andata esaurendo. Oggi
siamo giunti a considerare che quella
fase si chiude. Se ne deve aprire
un'altra... Alcuni insegnamenti di Marx
e Lenin devono essere abbandonati e da
noi stessi sono stati abbandonati. Due
esperienze storiche, quella
socialdemocratica e quella dell'Est
europeo, sono entrambe superate...
>" |
|
GIUGNO 1986 - LA POLONIA E'
"NORMALIZZATA" - Jaruzelski recita il requiem
per Solidarnosc |
|
Il generale Wojciech Jaruzelski,
capo della polonia, ha aperto il
congresso del partito comunista, il
primo che si tiene dopo l'imposizione -
nel 1981 - della legge marziale nel
paese. Il suo discorso inaugurale è
stato improntato ad un attacco contro il
movimento in clandestinità di "Solidarnosc",
ma ha fatto capire che le autorità sono
pronte a liberare un congruo numero di
prigionieri politici, poichè è diminuita
l'influenza del sindacato autonomo sulla
società.
Nell'aula attenta erano presenti
1.776 delegati del partito e 107
delegazioni straniere, tra le quali
spiccava quella del Pcus, guidata
personalmente dal segretario generale
Mikhail Gorbaciov e di cui fa parte
anche il ministro degli esteri
Shevardnadze... Secondo Jaruzelski,
Solidarnosc ha perduto l'appoggio da
parte della società polacca e nello
stesso tempo è passato sotto controllo
di estremisti "appoggiati e finanziati"
da enti di spionaggio occidentali. Il
leader comunista polacco ha ribadito che
è in corso una lotta per il futuro della
Polonia e che non si può e non si vuole
essere tolleranti nei confronti di
attività che danneggiano il paese. In
merito alla liberazione dei prigionieri,
ha fatto intendere che dal provvedimento
di clemenza saranno esclusi i recidivi,
il che significa che molti dirigenti di
Solidarnosc non potranno essere
scarcerati...
Secondo fonti dell'opposizione, il
numero dei prigionieri politici è salito
invece a 350, dai meno di 200 che erano
all'inizio dell'anno. Risale infatti a
poche settimane fa l'inizio
dell'operazione di polizia tendente ad
incarcerare quanti più oppositori
possibile prima del congresso del Pc. La
Polonia ha amnistiato 630 prigionieri
politici nel 1984 ed altri 200 sono
stati liberati l'anno scorso, ma dopo
ogni amnistia il numero dei detenuti per
motivi politici è sempre aumentato.
Nella prima metà del suo discorso,
Jaruzelski ha posto l'accento anche sui
gravi problemi economici che angustiano
la Polonia: il paese ha una scarsa
produttività, esportazioni deboli ed un
debito di 30 miliardi di dollari con
l'estero. Non sono mancate le critiche
al partito che, dopo il periodo di
Solidarnosc ha perduto un milione di
iscritti e continua a soffrire di
problemi di credibilità di fronte alla
società, in particolare fra i giovani,
gli operai e gli intellettuali... |
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Da "La Nazione" del 30 giugno 1986 |
|
"Solidarnosc" venne sciolto
dal regime polacco e passò in
clandestinità fino alla fine del
comunismo. Nel 1989, dopo la caduta del
"Muro di Berlino" e la vittoria di
Walesa nelle libere elezioni, fu
uno dei soggetti della nuova Polonia
democratica ma, lacerato al suo interno
da insanabili contrasti, perse consensi
e venne relegato a margine delle scene.
A Lech Walesa, nel 1983, venne assegnato
il "Premio Nobel" per la pace. |
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AGOSTO 1980 - Alla
stazione ferroviaria di Bologna una bomba esplode causando una
strage |
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Una delle più grandi tragedie del
dopoguerra |
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(IL SECOLO XIX del 3 agosto 1980)
- "Una terrificante esplosione ha
provocato una delle più grandi tragedie
del dopoguerra - Strage alla stazione di
Bologna, 76 morti, si scava fra le
macerie - Duecento feriti, decine dei
quali in fin di vita - Prevale l'ipotesi
di un attentato fascista - Crollato
l'edificio delle sale d'aspetto
affollate di viaggiatori e dove c'erano
anche alcuni uffici. Altre vittime
tutt'attorno. Scene spaventose: <Alle
ore 10,25 un boato come quello
dei bombardamenti e un |
|
fungo di fumo e polvere si è
alzato dall'edificio delle sale
d'aspetto. Quando il fumo si è dissolto
il fabbricato non esisteva più e si
poteva vedere distintanemente un treno
sporco e lacerato, fermo sul binario
> dice un testimone. I primi feriti
caricati su un bus: sei giungeranno
cadaveri all'ospedale. Tra le vittime
molti bambini e giovani. Tra i
calcinacci estratta gente ancora viva -
Un'intera città accorre a dare aiuto -
Ogni mezzo diventa un'ambulanza per
soccorrere i feriti - la morte è tornata
a Bologna 6 anni dopo l' < Italicus > -
Mille drammi privati all'interno della
sciagura: una donna è impazzita, da ore
sta aspettando il marito; un maresciallo
solleva un lenzuolo e sotto trova la
figlia - Due telefonate dei NAR, ma
Rognoni dice: < Mancano dati certi
> - Un ritardo salva l'espresso da
Genova - Il parere di un esperto in
esplosivi...".
(LA NAZIONE del 3 agosto 1980)
- "Bomba o disgrazia: ancora misteriosa
l'esplosione - Semidistrutta la stazione
ferroviaria di Bologna - 77 morti e 180
feriti - Fino a notte fonda si è scavato
fra le macerie alla ricerca dei
superstiti. Alcuni corpi sono stati
lanciati a decine di metri di distanza.
Lo scoppio terrificante sarebbe avvenuto
nella sala d'aspetto di 2a classe e non
nel ristorante, come si era creduto in
un primo momento. Questo avvalorerebbe
l'ipotesi dell'attentato (si è avuta
anche una rivendicazione di neofascisti
dei NAR). Il Presidente della Repubblica
Pertini ha interrotto le vacanze per
raggiungere la città emiliana -
L'ipotesi della bomba è quella che trova
più credito, anche se gli inquirenti non
lasciano cadere tutte le altre possibili
cause - La notizia arriva ai Giochi
Olimpici di Mosca - Ore d'angoscia e
tensione alla Presidenza del
Consiglio..." |
|
Nella strage alla stazione di Bologna
persero la vita 85 persone e si
contarono 203 feriti. Le indagini si
rivelarono subito difficili. Il 23
novembre del 1985 si arriva a una
sentenza definitiva: i terroristi di
destra Valerio Fioravanti e Francesca
Mambro vengono condannati all'ergastolo
come esecutori materiali, ma si
proclameranno sempre innocenti. A Licio
Gelli vanno 10 anni per depistaggio.
(OGGI - Il Libro del Secolo -
31/12/1999) |
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NOVEMBRE 1980 - Un
disastroso terremoto colpisce le regioni del Sud Italia.
Migliaia i morti |
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Maggiormente colpite l'Irpinia, il
Salernitano e la Basilicata |
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( LA NAZIONE del 24 novembre 1980 )
- "Disastroso terremoto nel Sud -
centinaia di morti fra le rovine - Il
sisma del nono o decimo grado della
scala Mercalli, ha colpito con
particolare violenza la Campania e la
Basilicata. Interi edifici sono crollati
a Napoli, Potenza e in altri centri. La
popolazione terrorizzata si è data alla
fuga con ogni mezzo, rendendo più
difficile l'opera di aiuto. Mobilitata
la Protezione Civile. Colonne di
soccorso, partite da tutta la Penisola,
convergono verso la zona del cataclisma
- Difficile ovunque l'opera di soccorso.
Le linee elettriche e telefoniche sono
saltate da Roma fino alla Calabria,
rendendo impossibili le comunicazioni tra le zone
terremotate e la sala |
|
operativa del
Viminale a Roma
- A Balvano più di cento morti -
(IL SECOLO XIX del 25 novembre
1980)
- "Il terremoto che ha colpito il Sud
si rivela una delle più grandi
sciagure della storia italiana -
Migliaia di morti e dispersi - Ieri sera
la tragica |
 |
contabilità ufficiale
parlava di 1012 vittime, ma nei paesi
dell'Irpinia, del Salernitano e della
Basilicata mancano all'appello
moltissimi abitanti. In molti centri i
soccorritori non sono ancora giunti. Da
mesi si temevano scosse nelle zone
colpite ed erano stati collocati
sismografi-spia. I detenuti tentano
un'evasione in massa dal carcere di Poggioreale. La tragedia delle venti
famiglie sepolte a Napoli dal crollo di
una casa popolare. Decine di vittime
sotto la chiesa di
Balvano. La gente chiede a Pertini
<pulizia>... Proclamato il lutto
nazionale. |
 |
|
|
(LA NAZIONE del 26 novembre 1980)
- "Ancora non si sa quanti sono i morti.
Polemica sul ritardo nei soccorsi - Il ministero
degli interni parla di 2400 vittime, destinate
"ad aumentare in modo considerevole" -
Duecentomila senzatetto, quattro paesi
interamente distrutti, mentre la
terra continua a sussultare -
La tragedia dell'Alta Irpinia: la
gravità del disastro scoperta |
|
scoperta venti ore dopo il sisma - Pochi
uomini e mezzi dice Zamberletti che
propone l'esodo dei terremotati -
Secondo il commissario governativo, non
è possibile tenere i sopravvissuti sotto
le tende. Per ora sono disponibili solo
il 5% delle forze necessarie -
Pertini ha visto rabbia e dolore -
In crisi le Ferrovie
dello Stato: sette linee sono ancora
bloccate. Chiuse anche sei strade
statali per l'intero percorso, mentre
altre 25 arterie minori sono
parzialmente chiuse o transitabili con
difficoltà. E' ancora chiusa
l'autostrada Salerno-Reggio Calabria.
(IL SECOLO XIX del 29 novembre
1980)
- "Il maltempo con pioggia e neve
continua ad infierire sui terremotati -
Le tendopoli crollano nel fango,
migliaia nella morsa del freddo - Altri
sepolti vivi tratti in salvo dalle
macerie - Il dramma di vecchi e bambini.
Occorrono roulotte. Moltissimi dei
senzatetto dovranno essere trasferiti in
altre zone. Ancora caos nei soccorsi.
Non tutti i paesi colpiti dal sisma
raggiunti dall'esercito - Zamberletti: <
A Roma il terremoto sembrava solo una
questione di palazzo... > - Vivere
con l'incubo di nuove scosse. La gente
ha l'orecchio teso al latrare dei cani.
Bottiglie capovolte |
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|
diventano sensibili e immediati
sismografi - Cinque giorni dopo il
terremoto, sotto le macerie continuano a
trovare gente viva. Ciò che sembrava
speranza assurda si sta avverando. Ieri
sera, alle 21, due bambini sono stati
salvati a Lioni nell'Avellinese... A
Sant'Angelo dei Lombardi, nelle ultime
24 ore, sono stati trovati e salvati
altri 10 sepolti vivi... Ormai piove
ininterrottamente da tre giorni nelle
zone del sisma e sulle montagne del
Potentino e dell'Irpinia è iniziata a
cadere anche la neve... Per i 250.000
senzatetto le notti si fanno sempre più
lunghe e difficili da sopportare nelle
tende fradice d'acqua..." |
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E' la terza volta nel XX secolo, dopo il
1930 e il 1962, che l'Irpinia viene
devastata da un sisma. Il terremoto del
23 novembre 1980 (decimo grado della
scala Mercalli), fa tremare la terra per
30 interminabili secondi e causa circa
3.000 vittime. Viene avvertito e provoca
danni e morti nell'intera Campania e
anche in Basilicata. Il bilancio finale
dei Vigili del Fuoco parla anche di
circa 280.000 sfollati e 8.848 feriti. |
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