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Val
di Vara |
Il polmone verde della Liguria |
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L'INDICE
BOSCHIVO
PIU' ALTO D'ITALIA |
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Un
antico detto riferito alla Liguria suona così:
"Terra di poca terra e molto mare". Alla prova
delle cifre ciò è assolutamente falso. La Liguria,
infatti, in proporzione alla sua estensione è la
regione col più alto indice boschivo d'Italia. La Val
di Vara contribuisce in maniera preponderante a questo
positivo primato, tant'è che viene definita il suo
"polmone verde", in quanto le sue superfici
boschive raggiungono l'80% del totale regionale. I
fiori, i boschi, la natura incontaminata, il fiume Vara
contraddistinguono questa vallata che ormai da anni è
impegnata nel recupero del territorio per destinarlo ad
attività produttive biologiche ed insediamenti
abitativi ad alta qualità di vita. |
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Il ponte
cinquecentesco di Pignone |
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VARESE
LIGURE, NEL 1999 PRIMO "COMUNE ECOLOGICO" D'EUROPA |
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Il
progetto della "Valle del biologico" è
stato un naturale processo per la sopravvivenza di
tutto il comprensorio; la limitata presenza umana,
la zootecnia estensiva, l'assenza del chimico e
l'orografia del territorio che non consente grandi
insediamenti produttivi fanno si che la Val di
Vara non possa certo competere in quantità con
zone come la vicina Val Padana. Questa
differenziazione, che punta più ad un mercato di
elitè, consente un maggior controllo qualitativo
dei prodotti ed una loro protezione per quanto
riguarda il marchio e le località di provenienza.
Con la costituzione, nella primavera 2003, del
Consorzio di Produttori "Valle del
biologico" ha preso il via anche un processo
di valorizzazione e commercializzazione dei beni
tipici dell'agricoltura e delle produzioni
agro-alimentari.
Il successo dell'iniziativa è stato tale che
circa l'80% del territorio coltivato è stato
convertito all'agricoltura biologica.
Ecologia è quindi la parola d'ordine per le
amministrazioni locali nel promozionare in Italia
e all'estero la Val di Vara. Natura, ambiente,
sport, vita all'aria aperta sono molto apprezzati
anche oltreoceano. Basti
pensare che la vallata ha la più alta percentuale
di agriturismo di tutta la Provincia di La Spezia.
Prestigiose testate giornalistiche come
"The Washington Times" hanno inviato
qualificati giornalisti per relazionare sulle
bellezze paesaggistiche, la storia, la cultura, le
tradizioni e l'enogastronomia del territorio.
Nell'alta Val di Vara è rinomato il borgo storico
di VARESE LIGURE, importante snodo medievale, che
nel 1999 è stato il primo comune in Europa ad
ottenere la denominazione di "Comune
Ecologico" con certificazione internazionale
ISO 14001 alla quale, nel maggio del 2002 si è
aggiunta la certificazione europea EMAS. Sui
crinali delle montagne, che caratterizzano l'Alta |
Via
dei Monti Liguri, il territorio comunale ospita
una delle prime centrali eoliche rese operative in
Italia.
Varese Ligure è stato il primo comune della Val
di Vara a produrre energia elettrica tramite
impianti fotovoltaici che sono stati collocati
sulla copertura del Palazzo Comunale e su quella
della Scuola Media G. Bobbio.
A gennaio 2008 tutti i Comuni i cui territori
generano impatti diretti ed indiretti sui fiumi
Magra e Vara hanno ottenuto la certificazione di
qualità denominata "Uni En Iso 14001"
di enti locali e pubblici o la registrazione EMAS.
Questo fa si che il Parco Naturale Regionale del
Magra sia, al momento, il territorio
eco-certificato più esteso d'Europa.
In quest'ottica di salvaguardia del territorio,
con interventi che hanno richiesto circa 2 milioni
di Euro, il
fiume
Vara è oggi balneabile.
Il progetto è stato caratterizzato dalla
realizzazione e sistemazione di condotte fognarie
ed impianti con l'introduzione di sistemi di
fittodepurazione. Sono sempre di più le famiglie
che, al posto delle affollate spiagge della vicina
costa ligure e toscana, preferiscono trascorrere i
loro giorni di relax sulle rive del fiume. Non
bisogna dimenticare che il Vara è sempre stato méta
ricercata dei canoisti di tutt'Italia in quanto,
per la sua conformazione, consente impegnative ed
affascinanti discese. In alcuni periodi dell'anno,
quando il corso è più "grosso" per le
piogge, viene praticato anche il "rafting".
Il Vara è inserito dalla F.I.C.K (Federazione
Italiana Canoa Kayak) nel novero dei campi di gara
nazionali. Numerose sono anche le manifestazioni
turistiche promozionate dalla F.I.C.T.
(Federazione Italiana Canoa Turistica). |
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Fonti:
- La Gazzetta del Vara - "Il Sole Magazine"
- Il Secolo XIX - "Spazio Aperto" |
- Comunità Montana dell'Alta Valle del Vara
- QN Quotidiano Nazionale / La Nazione |
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Agricoltura biologica, coltivazioni in armonia con
l'ambiente. |
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Fino all'avvento dell'era industriale l'attività
agricola modellava i suoi ritmi adattandoli a quelli
della natura e le produzioni ottenibili erano quelle
che generosamente l'ambiente metteva a disposizione
dell'uomo. Nel XX secolo l'agricoltura si è vista
offrire l'opportunità di intervenire, modificandolo,
sull'ambiente in cui è chiamata ad operare. Di
conseguenza sono aumentate le rese in funzione dei
mezzi disponibili. Tecniche estremamente sofisticate
permettono oggi al coltivatore di ottenere una
produzione qualitativamente e quantitativamente
sempre meno influenzata dagli agenti atmosferici, ma
dipendente da consistenti apporti energetici
esterni.
Il boom produttivo instauratosi a partire dagli anni
'70 aveva creato una diffusa ed illimitata fiducia
nelle possibilità offerte dai mezzi tecnici
disponibili. La produttività è quindi diventata
l'unico mito da inseguire senza curarsi dei costi,
di ogni tipo, che vengono sostenuti per raggiungere
i massimi livelli produttivi. Non c'è dubbio infatti
che, a fronte di un vistosissimo aumento delle
produzioni, c'è da considerare l'impatto che
l'agricoltura moderna ha sull'ambiente. Nei paesi
più tecnologicamente avanzati questa tendenza si
spinge a livelli tali da determinare eccessi di
produzione e conseguenti problemi per il suo
smaltimento. Nei paesi più poveri, o in via di
sviluppo, l'eccessivo sfruttamento agricolo del
suolo ha provocato gravi disastri ambientali.
In questo quadro generale cresce sempre più
l'interesse per una agricoltura in sintonia con
l'ambiente, l'agricoltura biologica. Questo modo di
intendere e di effettuare la coltivazione della
terra viene anche chiamata "agricoltura
biodinamica"
e si interessa del complesso degli interventi volti
ad influenzare, ai fini produttivi, sia l'ecosfera
che lo strato di suolo interessato dall'apparato
radicale. Tale attività è finalizzata non solo
all'ottenimento di rese elevate ma, soprattutto, al
rispetto della fertilità del suolo e all'ottenimento
di produzioni di buona qualità, mediante nuove
tecniche di concimazione, di allevamento e di difesa
parassitaria.
Stabilire delle tecniche di coltivazione anche
nell'ambito dell'agricoltura biologica è
fondamentale. Infatti, nelle scienze agrarie, l'agroecosistema
non è compreso fra gli ecosistemi naturali. Questi
ultimi sono caratterizzati dalla presenza di un
numero elevato di specie animali e vegetali, ognuna
delle quali rappresentata da un esiguo numero di
individui. Nel campo invece l'equilibrio naturale
viene alterato ponendo a coltura una o poche specie
vegetali, rappresentate da un numero elevatissimo di
soggetti. E' evidente che, in ambito agricolo, gli
interventi agronomici possono essere intesi come dei
tentativi volti a contrastare la natura nella sua
tendenza a ristabilire equilibri stabili.
Storicamente, i primi studi relativi a metodi
biologici o biodinamici da applicare alle
coltivazioni di vegetali risalgono ai primi decenni
del secolo scorso, e proseguono tuttora con la
continua scoperta di sostanze organiche che,
adoperate in piccole dosi, sono in grado di agire
come esaltatrici della vitalità delle piante o come
stimolanti l'attività del terreno. Tali preparati
sono alla base di tutto il metodo e vengono
utilizzati per varie pratiche agronomiche.
Comunque la trasformazione da azienda a carattere
chimico-tradizionale in azienda biologica deve
avvenire per gradi, in modo che non sia mai
compromesso l'equilibrio finanziario. Solitamente è
preceduta da una diagnosi dello stato del suolo,
estesa anche all'esame della sua struttura... |
Lotta
antiparassitaria |
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Di fondamentale importanza nelle coltivazioni
biologiche è la lotta antiparassitaria. Il diserbo
viene effettuato con speciali bruciatori portatili
che permettono di "lessare" l'erbaccia senza
danneggiare le colture.
In caso di attacco di parassiti, si debbono usare
mezzi non tossici o a bassissima tossicità:
decozioni e macerazioni di ortica, asperella,
assenzio, equiseto, tanaceto, etc., soprattutto a
scopo preventivo.
Gli insetticidi sono di origine vegetale. Le
polverizzazioni devono essere effettuate il mattino
presto, con estratti da piante diverse: rotenone,
piretro, quassia, nicotina (per i casi più gravi).
Solitamente il rotenone è il più impiegato, perchè
efficace contro numerosi insetti.
Lo zolfo e i sali di rame combattono i funghi e sono
efficaci contro gran parte delle malattie da
crittogama. |
Tecniche
di coltivazione |
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Una delle tecniche basilari dell'agricoltura
biologica è la
rotazione.
Cioè nello stesso appezzamento di terreno si
succedono piante appartenenti a specie diverse. La
rotazione controlla lo sviluppo delle infestanti,
mantiene la fertilità del terreno e consente di
raggiungere buoni risultati produttivi.
La
concimazione
si avvale di sole sostanze naturali (concimazione
organica) integrate, in caso di necessità, con
sostanze minerali naturali. La materia organica non
viene impiegata direttamente, ma subisce prima una
fermentazione aerobica, cioè operata da batteri e
microrganismi in presenza di ossigeno.
Il compostaggio deve avvenire con precisi
criteri, miscelando opportunamente i materiali
raccolti, che devono essere inumiditi e triturati.
Al fine di ottenere un buon humus è
necessario stabilire opportuni rapporti fra il
carbonio e l'azoto.
La
concimazione verde
si esegue con leguminose, graminacee e crucifere. Si
utilizzano soprattutto senape, colza e rape. I
concimi verdi non vanno mai interrati con l'aratura;
devono invece essere falciati, finemente sminuzzati
e sparsi sul terreno.
A differenza della concimazione verde, il
sovescio
consiste nell'interramento di leguminose e
graminacee ed è una pratica in uso su coltivazioni
estese, che coincide col periodo della fioritura,
quando cioè le piante sono più ricche di sostanze
nutritive e di azoto.
La
pacciamatura
consiste nello spargere sul terreno, in strato
sottile, erba, paglia tritata, fieno misto a foglie.
La terra deve comunque poter respirare attraverso la
sua copertura che consente una maggior protezione
delle radici dagli sbalzi di temperatura, minori
perdite d'acqua nei mesi caldi, limitazione nello
sviluppo delle erbe infestanti, eliminazione della
sarchiatura, arricchimento del suolo di sostanza
organica.
Il letame non deve mai essere interrato fresco: va
compostato in cumulo o sparso in superficie.
Per la
concimazione minerale
si utilizzano sostanze naturali che non abbiano
subito manipolazioni chimiche. Esse arricchiscono il
terreno di potassio, sodio, calcio e magnesio.
L'azoto viene in genere fissato dalle
leguminose. In casi particolari si possono fare
aggiunte di nitrato di sodio cileno.
Fosfati naturali provenienti dal Nord Africa
sono destinati di preferenza a suoli acidi o
neutri... |
Fonte:
"Le produzioni tipiche e le attività ricreative
della campagna" - TURISMO VERDE - Tullio Motta
(con il
contributo del Ministero Agricoltura e Foreste) |
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