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Fotografie |
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LA
CERTIFICAZIONE
AMBIENTALE ISO 14001 |
I 22 comuni della
Provincia della Spezia i cui territori generano impatti
diretti ed indiretti sui fiumi Magra e Vara hanno ottenuto la
certificazione di qualità denominata "Uni En Iso
14001" di enti locali e pubblici o la registrazione
EMAS.
A Gennaio 2008 il Parco Naturale Regionale del
Magra è il territorio eco-certificato più esteso d'Europa. |
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Piste
pedonali e ciclabili
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Elementi
di caratterizzazione
dell'ambiente
fluviale del Magra
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Blocco
Notes
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Il fiume è certamente, tra
tutti gli ambienti frequentati dall'uomo, quello più dinamico,
soggetto a repentini cambiamenti nel tempo e nello spazio e quello
ad alto contenuto energetico. L'uomo ha sempre cercato di utilizzare
questa energia, malgrado le varie difficoltà e l'aver imparato, a
proprie spese, i modi di convivenza con il fiume.
L'intera valle
del Magra fu, fin dall'antichità, coltivata
intensamente, utilizzando le
terre alluvionali assai
fertili. Lungo
il fiume sorsero mulini e frantoi come ci ricorda il Codice Pelavicino.
Ecco i primi argini in pietra con l'intenzione già viva negli Statuti
di preservare la vegetazione lungo le sponde e ridurre il forte
impatto delle piene, contenute anche attraverso una rete difensiva
di strade alberate, fossi e palafitte, semplici e doppie.
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Le documentazioni archivistiche sul fiume ci testimoniano altresì
la storia della sua antropicità, il bisogno di traghettare le merci
da una sponda all'altra utilizzando le "scaffe", il
bisogno di segnare i guadi ed anche il ricordo di calamità storiche
come quella dell'affogamento di pellegrini, diretti a San
Giacomo di |
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Quadro
di Giulio Monticelli
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Compostela, che nel XIV° secolo inhumaniter
perierunt nel tentativo di guadare il fiume
in piena. Ed ancora non si
possono dimenticare le |
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continue
misurazioni e riconfinazioni di terreni lungo le rive, a
seguito proprio delle piene assai frequenti ed
impetuose. Questo fenomeno, detto delle "relevaglie"
consentiva non solo un buon controllo delle superfici
agricole, ma anche una ridefinizione dei limiti di
confine cancellati per effetto
delle acque, che avrebbero portato a controversie ed usurpazioni tra privati.
Oggi da S.Stefano
di Magra fino alla foce il fiume si allarga e presenta
grandi pregi
naturalistici, conservando intatto l'antico fascino ed
una molteplicità di ambienti che mostrano significative
presenze animali e vegetali, specialmente ornitiche.
Il fiume procede pigramente descrivendo
meandri larghi e
ciottolosi,
con rive
coperte da folta vegetazione e tracciate da
antichi
sentieri. In molti casi le acque ristagnano in anse
appartate rivelando un
paesaggio semi-palustre |
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Transito sul
Magra del treno
regionale a vapore da Lucca per il Parco Nazionale delle
Cinque Terre |
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di grande suggestione. Uccelli
stanziali e migratori trovano oggi, dopo l'istituzione
del Parco Naturale Regionale, un luogo di sosta sempre più apprezzato da
bird-watchers e naturalisti che puntano su
"incontri" affascinanti.
Il periodo migliore per il bird-watching è la primavera inoltrata
per effetto delle migrazioni. Nel mese di settembre sono
stati osservati il fenicottero e la cicogna
bianca. Tutto l'anno è stanziale l'airone
cenerino, che a piccoli stormi si ferma
sulle rive del fiume. Nelle acque stagnanti dei numerosi laghetti naturali è possibile
ammirare in estate le ninfee fiorite.
Gli ultimi frammenti di natura, quasi miracolosamente giunti
fino a noi, appaiono preziose testimonianze dell'antico
paesaggio fluviale ma fragili perchè ormai completamente
inseriti nel contesto urbano e produttivo della bassa Val di
Magra e quindi esposti a minacce di ogni tipo.
Al Consorzio di gestione del Parco è stato demandato il
compito di difenderli e di valorizzarli.
Oggi il fiume Magra è un ambiente di "nicchia" ecologica e
storica di tutto rispetto che merita di essere visitato. |
Il Magra monitorato dal WWF nell'ambito di "Liberafiumi
2010" |
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Maggio 2010: il WWF Italia promuove la campagna "Liberafiumi",
nell'ambito della quale il fiume Magra viene censito
insieme ad altri 28 importanti corsi d’acqua italiani.
Lo scopo dell'iniziativa, come dichiarato da Andrea
Agapito, responsabile del "Programma Acqua" di WWF
Italia e di "Liberafiumi", è quello di disegnare una
vera e propria mappa dello stato di salute delle aree
fluviali, uno strumento aggiornato che può contribuire a
salvare le vene blu del nostro Paese. Seicento
volontari scendono in campo per indagare sullo
stato delle fasce fluviali |
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e
ripariali delle zone di esondazione, per valutarne lo stato e avanzare proposte
per la loro tutela, rinaturazione e valorizzazione.
Censimento anche per le zone umide circostanti, le aree
boschive, le zone agricole, i manufatti e le abitazioni,
le cave, i depositi e le discariche, l'artificializzazione
delle sponde ed altri aspetti che consentiranno una
visione completa delle aree controllate.
Oltre al fiume Magra, sono oggetto di studio anche Adda,
Piave, Tagliamento, Arno,
Tevere, Volturno, Ofanto,
Agri, Ippari, Rio Mannu, solo per citarne
alcuni, che vengono accuratamente |
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Confluenza del Magra col torrente Bagnone |
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fotografati. I dati
raccolti saranno elaborati con sistema GIS (Geographic
Information System), attraverso il quale prenderà
forma una carta
topografica riepilogativa di quanto riscontrato in loco.
Oggi la tutela e riqualificazione dei fiumi è
fondamentale per migliorare la difesa dalle alluvioni,
ridurre le situazioni di siccità, ripristinarne la
capacità autodepurativa per migliorarne la qualità;
inoltre è indispensabile salvaguardare gli ecosistemi
fluviali per la loro grande ricchezza di specie
attualmente gravemente a rischio. Nell’Anno della Biodiversità
il WWF si concentra su un habitat di cui
spesso si conosce poco e soprattutto sulle comunità
ittiche, i pesci, la maggior parte dei quali a rischio
di estinzione anche a causa dell’immissione di specie
aliene come il "siluro".
I dati raccolti su 600 Km di sponde verranno resi noti
alla vigilia della "Conferenza Nazionale sulla Biodiversità" promossa dal
Ministero dell’Ambiente alla
fine di maggio e nel prossimo autunno verrà presentata
la proposta operativa per la tutela e gestione dei
nostri fiumi.
All’iniziativa hanno partecipato anche
gli studenti iscritti a Repubblica@scuola, in qualità di
giovani reporter. I ragazzi delle scuole medie inferiori
e superiori hanno potuto seguire nelle loro regioni il
monitoraggio e scrivere, da inviati, in riferimento ad una giornata a
diretto contatto con la natura e sulle azioni che è
necessario mettere in campo per la sua tutela. |
Maggiori
informazioni online:
www.wwf.it/fiumi
Per
il fiume Magra:
WWF
Liguria - Vico Casana 9/3, 16123 Genova - tel.
010267312 - fax 010267428 - e/mail:
liguria@wwf.it
WWF
La Spezia - Via dei Pioppi 6, 19126 La Spezia -
e/mail:
laspezia@wwf.it
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Linee elettriche interrate e tele-rilevamento degli
incendi |
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Il Dipartimento territoriale
Rete Piemonte e Liguria di Enel, nell'intento di
razionalizzare e migliorare il servizio elettrico nella
zona del Parco, ha recentemente provveduto
all'interramento di alcune linee in "media tensione"
nell'area tra l'Orto Botanico e la località
Zanego. L'intervento, realizzato col beneplacito
dell'Ente Parco e della Provincia della Spezia, ha visto
l'abbattimento di alcuni tralicci (comprese le basi in
cemento) e prevede la costruzione di due cabine di
trasformazione seminterrate. I manufatti si mimetizzano
perfettamente con l'ambiente circostante perchè vengono
ricoperti da vegetazione ed arbusti. E' il primo passo
per ridurre drasticamente l'impatto estetico ed
ambientale dei tralicci (salvaguardando molte specie
arboree) e nel contempo consentire anche una più
efficiente alimentazione delle utenze di zona con
tracciati meno invasivi. Prevista anche l'installazione
di sistemi di rilevamento a distanza degli incendi,
inserita in un piano che mira a controllare aree
boschive di Liguria e Toscana. |
Pista ciclabile e ippovia per collegare le Apuane a
Ventimiglia |
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Nell'ambito del Progetto
Integrato dei Parchi e dell'Alta Via dei Monti Liguri,
la Regione Liguria ha stanziato fondi FAS (aree
sottoutilizzate) per il completamento di una pista
ciclabile da
Bocca di Magra a
Fiumaretta e la realizzazione di una ippovia che
metterà in comunicazione la Toscana con tutti i parchi
liguri, sino al confine francese.
L'inizio dei lavori è previsto per
ottobre 2009. Il percorso equestre sarà realizzato
a stralci. Partirà |
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alla base delle
Alpi Apuane (collegando l'"Ippovia Toscana"),
proseguirà lungo la sponda del
torrente Betigna (comune di
Castelnuovo Magra) per poi risalire il Parco del
Magra fino a Bolano. Dal comune della Bassa Val di Vara
si innesterà con l'Alta Via dei Monti Liguri per
raccordarsi infine con il Progetto Integrato
Liguria-Piemonte dell'"Ippovia del Genovesato".
Il circuito ciclo-pedonale, che unirà Bocca di Magra a
Fiumaretta attraverso il ponte
della Colombiera, verrà completato.
Attualmente devono ancora essere realizzati gli |
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Alta
Via M. Liguri: il Passo dei Solini |
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ultimi 2 Km, dal ponte fino
alla foce, sulla sponda sinistra del Magra. Il
progetto prevede anche il consolidamento delle
sponde del fiume, per via di un tratto a sbalzo,
e la pista ciclabile si congloberà con le opere
di sicurezza idraulica messe in atto dalla
Provincia.
Il quadro generale della
nuova progettualità del Sistema Regionale dei Parchi
e dell'Alta Via dei Monti Liguri prevede interventi
finanziabili attraverso diversi canali, europei, statali
e regionali. Lo scopo è quello di integrare la rete
ligure di fruizione strutturata intorno all’Alta Via dei
Monti Liguri alle Aree Protette, quali ambiti di
eccellenza per la qualità dell’ambiente; la promozione
di un turismo sostenibile e la fornitura di servizi,
sviluppando anche le connessioni con le regioni
confinanti, italiane e francesi. Il tutto attraverso la
conservazione e, ove sia necessario, anche la
riqualificazione dell’ambiente e il sostegno
socio-economico delle comunità più svantaggiate
dell’interno. |
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Come
si vedono Bibola e le Alpi Apuane dall'Alta Via dei Monti Liguri |
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Fonti |
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Guida al Comune di S.Stefano di Magra e Carta del
territorio del
Comune di S.Stefano di Magra
- Noana Editrice; |
Regione
Liguria; |
Il
Secolo XIX; |
Lunigiana
Ignota di Carlo Caselli (Il viandante) -
Arnaldo Forni Editore (BO) |
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