|
|
|
INDICE
ARCHIVIO NEWS |
|
|
|
Finestre fotografiche su Liguria e Toscana |
|
GENOVA
|
|
Il capoluogo
della Liguria
ha il centro storico più grande
d'Europa. Nel 2004 è stata la
"Capitale Europea della Cultura"... |
|
EUROFLORA |
|
In
primavera, ogni 5 anni,
alla Fiera di Genova va in scena
lo spettacolo dei fiori per eccellenza.
I giardini più belli del mondo... |
|
VIA FRANCIGENA |
|
Col Giubileo
del 2000 è stata
definitivamente rivalutata
la via di Sigerico, che i pellegrini
percorrevano a piedi fino a Roma,
in segno di pentimento... |
|
PARCO
DEL MAGRA |
|
A
Gennaio 2008 il Parco Naturale Regionale del Magra è il
territorio
eco-certificato più esteso d'Europa... |
|
LA VAL DI MAGRA |
|
Nobili, vescovi, mercanti e pellegrini
lungo l'asse della Via Francigena.
Culture differenti
per storia e tradizioni,
nei secoli, si sono sovrapposte
e hanno permeato il territorio con
i segni del loro passaggio... |
|
LA VAL DI VARA |
|
La "Valle
dei borghi rotondi"
è anche conosciuta come
la "Valle del biologico" per le sue
produzioni agricole ottenute con
metodi antichi e naturali.
Varese Ligure nel 1999 è stato il
1° comune ecologico d'Europa... |
|
LA LUNIGIANA |
|
La "Terra
della Luna", in
Italia,
ha la più alta concentrazione di
antichi castelli. Se ne contano
circa 160. Alcuni sono bellissimi e perfettamente
conservati...
|
|
|
|
Close Up |
|
Argomenti del
sito
in primo piano |
|
SITE GALLERY
Galleria
fotografica per
visionare solo immagini,
anche extra argomenti trattati |
 |
|
Le Alpi Apuane
"Monumento
geologico"
unico al mondo |
 |
|
Ferrovia Aulla-Lucca
Il fascino dei
treni d'epoca
e delle locomotive a vapore |
 |
|
Ferrovia Pontremolese
Una linea di
vitale importanza
per La Spezia e la Lunigiana |
 |
|
Il Premio Bancarella
Sintesi di una
passione
per il libro che dura a
Pontremoli da oltre 5 secoli.
Storia di stampatori e librai.
Primati culturali della Lunigiana |
 |
|
Disfida degli arcieri
A Fivizzano la rievocazione di
una competizione avvenuta
nel 1572 e tramandata
da Frate Tommaso |
 |
|
La Festa del Libro
A Montereggio di Mulazzo
tutte le piazze e le strade
sono intitolate ad un editore... |
 |
|
Castelli in Lunigiana
In Italia, la
Lunigiana possiede
la più alta concentrazione
di antichi castelli... |
 |
|
Il Giro della Lunigiana
Corsa ciclistica
internazionale
per la categoria juniores |
 |
|
Infiorate a Brugnato
"Per tetto un
cielo di stelle e
per strada un tappeto di fiori..." |
 |
|
Orti di Pignone
Prodotti tipici
della terra dagli
agricoltori delle valli del
Pignone e del Casale |
 |
|
Pesca col rezzaglio
La foce del Magra
ambiente ideale per questo tipo di pesca, vera e propria arte e
attrattiva turistica
(Info, foto & video) |
 |
|
Frecce Tricolori
La Pattuglia
Acrobatica Nazionale:
gli "artisti del cielo" |
 |
|
Tall Ships
Navi scuola e
vele d'epoca
sulle acque del mare di Liguria |
 |
|
Il Tuning
L'arte delle 4
ruote.
Fotogallery con le più originali
auto presenti ai raduni |
 |
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
Contatti:
MAIL/LINKS |
| |
|
|
INDICE GENERALE
CRONACA 01
02
03 04
05
06
SPORT GIRO
TOUR
CICLISMO
ALTRI
FAUSTO COPPI
INTER
RIVISTE 01 02 |
|
<<<<<
Torna a Eventi Sport 02 / Back |
 |
|
FAUSTO COPPI
il campionissimo
del ciclismo |
|
|
"Coppi, come tutti i
forti, è un calcolatore, un ragionatore, un freddo. Finchè la corsa
sarà una corsa in linea e vi sarà in palio una vittoria non
condizionata, Coppi si limiterà a vincere... Coppi è un fenomeno di
muscoli e di energia, al servizio di un cervello lucidissimo, di una
fredda e precisa volontà, di una competenza ciclistica che non teme
confronti. I suoi compagni di squadra dicono che correndo con lui si
può lasciare il cervello a casa, perché non occorre pensare, perché
si sa sempre cosa si deve fare. E' lui che ti dice quando é il
momento di andare in testa, quando devi scattare, quando devi
inseguire uno che scappa. Sa tutto e vede tutto. Questo è Coppi..."
(Nutrizio) |
|
SETTEMBRE 1946 - Spettacoloso
trionfo di Fausto Coppi nel GP della Nazioni a Parigi |
 |
|
Il commento di Oscar Egg: "Coppi un
fenomeno, una locomotiva umana!" |
|
Folla enorme fin dalle prime ore del mattino
su tutte le strade che da Parigi conducono a
Versailles dove era fissato il convegno per
i partecipanti al "Gran Premio delle
Nazioni", corsa ideata nel 1932 dal noto
giornalista francese Benac, il quale anche
oggi ha potuto fungere da mossiere della sua
importantissima manifestazione. Sono venuti
a mancare all'ultimo momento gli spagnoli,
tutti impegnati nel Giro di Catalogna.
Improvvisamente hanno dato forfait anche gli
olandesi, mentre gli svizzeri Knecht e
Wagner, pur essendo già a Parigi dove hanno
partecipato al Giro del Trocadero, non
scenderanno in gara per il mancato accordo
finanziario con gli organizzatori. I favori
del pronostico erano generalmente per il
primatista mondiale dell'ora Fausto Coppi,
al quale la stampa francese ha reso negli
ultimi tempi elogi considerevoli. Però in
campo francese si sperava
soprattutto sul giovane
Carrara, vincitore lo scorso
anno, e si |
|
|
davano possibilità anche a Piel,
specialista dell'inseguimento... Trentuno
corridori si sono ritrovati alle ore 11,00,
per partire distanziati di quattro minuti,
cosicché l'ultimo corridore ha lasciato
Versailles alle ore 13,04. Un percorso di
140 chilometri che si snoda nella grande
periferia parigina, toccando la foresta di
Rambouillet e transitando sulla lieve salita
di Ablis. In questa meravigliosa giornata
settembrina, oltre un milione di spettatori
erano radunati lungo le strade per assistere
al passaggio dei concorrenti...
Dopo i primi sessanta
chilometri, Coppi era in ritardo di 48"
sull'ex campione di Francia Emilio Idéè, che
stava segnando il miglior tempo. Il
corridore in maglia bianco-celeste iniziava
quindi un'offensiva poderosa che lo avrebbe
portato, al centesimo chilometro, alla testa
della gara, con due minuti di vantaggio su
Idée e cinque o sei sugli altri concorrenti.
Al Parco dei Principi circa 40.000
spettatori, informati dagli altoparlanti
sulle fasi della gara, attendevano con
impazienza l'arrivo dei migliori. Idée
concludeva con un ottimo tempo, stabilendo
il nuovo primato della corsa.
Coppi appariva provato ma
effettuava l'ultimo giro con un supremo
sforzo, accolto da un boato dalla folla e
applaudito da tutti gli altri concorrenti.
La vittoria era sua in 3 ore 41'12", così
come il nuovo primato assoluto. Al secondo
posto Idée in 3 ore 43'35"; terzo Mahé in 3
ore 49'07". -
(Da "Tuttosport" del 16
settembre 1946) |
|
|
GIUGNO 1947 - Fausto
Coppi vince il trentesimo Giro d'Italia precedendo Gino Bartali |
 |
|
La "corsa del popolo" ha avuto il suo
"slogan" nel duello tra Coppi e Bartali |
|
Alla Welter il primato di squadra, ad
Adolfo Leoni l'alloro nella tappa
trionfale conclusasi al Velodromo
Vigorelli di Milano. Il Giro d'Italia
s'è imperniato sul duello tra Bartali e
Coppi. Era la facile previsione della
vigilia e la constatazione incontroversa
di oggi. Le folle si sono buttate a
pesce sui motivi tecnici, ma soprattutto
passionali di questo duello. Hanno
ritrovato nella diarchia il tema di
antichi e non sopiti contrasti: Gerbi -
Galetti, Girardengo - Belloni, Binda -
Guerra...
Il nostro popolo, a differenza di altri
più freddi (o più scettici), ama
dividersi per due nei grandi amori e nei
grandi odi: forse è il risucchio moderno
di quel sentire per guelfismo e per
ghibellinismo, più stato d'animo emotivo
che razionale concezione politica e
causa, si, di grandi miserie, ma anche
stimolo e fiamma di grandi imprese. Il
Giro si è risolto in un dialogo fra
protagonista e antagonista... |
|
|
IL DUELLO FRA COPPI E BARTALI
si è svolto
in venti assalti (uno, almeno teorico,
per tappa) per la durata di 23 giorni.
Molte le schermaglie, parecchi i colpi
doppi, come s'usa dire in gergo
schermistico. Pochi gli affondo; due se
vogliamo essere scupolosi. Il primo di
Bartali a Coppi (tappa di Genova), il
secondo di Coppi a Bartali (tappa di
Trento).
Entrambi hanno avuto il carattere
dell'imprevisto. Imprevista la
cotterella di Coppi al Colle Caprile,
imprevista quella di Bartali dal |
|
Falzarego
al Pordoi. Va aggiunto, per onor di
cronaca, che nell'un caso e nell'altro
non si è avuta una sfida aperta,
dichiarata, testa a testa, fra i due
rivali. Sul Caprile, stanco e sfiduciato
Coppi, Bartali è scattato per seguire la
ruota fuggente di Ortelli e
dall'episodio sono scaturiti i 2'41" di
distacco tra il verde-oliva e il
bianco-celeste. Sul Falzarego Coppi ha
allungato l'andatura a pochi passi dal
valico, allorchè un incidente di catena
aveva fermato Bartali. In entrambi i
casi, i due vincitori hanno saputo
bravamente sfruttare le inattese
condizioni d'inferiorità dell'avversario
diretto.
Vittorie schiette e meritate, ma
entrambe velate da un vizio d'origine
(fuga di Ortelli al |
In altra pagina
storia umana e sportiva
di Fausto Coppi, il
campionissimo
(con foto)
|
|
Caprile,
incidente meccanico al Falzarego). Lo
scontro drastico, a parità di energie
fisiche, non c'è mai stato. Non c'è
stata la lotta furente, gomito a gomito,
su per la balza del monte fino
all'afflosciamento delle forze, fino al
momento drammatico in cui una ruota si
stacca dall'altra ruota e non sembra che
siano le gambe degli scalatori che
spingano, ma i denti che tirino e
strappino, e la gioia dionisiaca del
vincitore vale il dolore crudo dello
sconfitto. Per questo bartaliani e
coppiani continuano nell'eterna
diatriba, gli uni asserendo che il
fiorentino è sempre il più forte, gli
altri affermando che il tortonese è
ormai il dominatore. |
|
CLASSIFICA FINALE DEL 30° GIRO D'ITALIA:
1° Fausto Coppi in 115 ore 55'07"
- 2° Gino Bartali a 1'43" -
3° Giulio Bresci a 5'54" -
4° Ezio Cecchi a 15'01" - 5°
Sylver Maes a 15'06" - 6°
Alfredo Martini a 19'20" -
7° Mario Vicini a 30'46" -
8° Salvatore Crippa a 31'05" -
9° Fiorenzo Magni a 34'07" -
10° Angelo Menon a 35'49" |
|
CLASSIFICA PER SQUADRE:
1a Welter (Bresci, Cecchi, Martini)
- 2a Bianchi (Coppi, Vicini,
Leoni) - 3a Legnano
(Bartali, Pasquini, R. Zanazzi) -
4a Viscontea (F. Magni, Corrieri, De
Stefanis) - 5a Lygie
(Crippa, Menon, Peverelli) |
|
GRAN PREMIO DELLA MONTAGNA:
1° Gino Bartali con punti 24 - 2° Fausto
Coppi (21) - 3° Giulio Bresci (12) - 4°
Giovanni Corrieri (7) - 5° Sylver Maes
(6) - 6° Martini, Conte e Cecchi (5) -
9° Pagliazzi, Bevilaqua e Leoni (4) |
|
Da "Tempo Sport" del 16 giugno 1947 -
(sintesi da un art. di Bruno Roghi)
-
Altre informazioni sul Giro del 1947 |
|
|
|
|
LUGLIO 1947 - A Parigi Coppi diventa Campione del
Mondo dell'inseguimento |
|
Strepitoso trionfo del ciclismo italiano
a Parigi. L'iride sulle maglie tricolori |
|
LA GAZZETTA DELLO SPORT - Trionfo
italiano senza precedenti. Sulla stessa
pista del "Parco dei Principi" che vide
neppure 10 giorni fa la massima
delusione per la strana fine del Giro di
Francia, le maglie tricolori d'Italia
hanno stravinto nel Campionato del Mondo
dell'Inseguimento e sul più alto pennone
del più importante stadio di Francia,
per ben tre volte, è salita la bandiera
italiana.... Quante discussioni, tra
ieri e oggi, per questi campionati
dell'inseguimento! L'atmosfera si era
riscaldata ed innervosita quando si era
saputo che Coppi era stato opposto in
semifinale a Schulte. I competenti
locali si erano addirittura
scandalizzati. Affermavano che questa
era la finale e vedevano nell'altra
semifinale uno sfacciato favoritismo per
lo svizzero Koblet. Anche tra gli
azzurri l'incontro Coppi-Schulte era
stato accolto con nervosismo. |
|
 |
 |
|
I
RISULTATI DELLE PROVE INSEGUIMENTO
PROFESSIONISTI (11 giri pari a 5 Km)
PRIMA
SEMIFINALE: 1° Bevilacqua
(Italia) in 6'24"1/5 - 2°
Koblet (Svizzera) a 55 metri;
SECONDA SEMIFINALE: 1°
Coppi (Italia) in 6'19"3/5 -
2° Schulte (Olanda) a 160 metri;
FINALE PER IL 3° e 4° POSTO:
1° Koblet (Svizzera) in 6'26"3/5 -
2° Schulte (Olanda) a 95 metri;
FINALE PER IL 1° e
2° POSTO:
1° Fausto
Coppi (Italia) in 6'16"1/5 -
2° Bevilacqua (Italia) in 6'22"3/5
- Nella prova Fausto Coppi ha
battuto di 5" esatti il record della
pista del Parco dei Principi di Parigi,
che apparteneva a Heimar con 6'21"1/5.
Tempi sul giro del neo campione del
mondo: 1° in 37" - 2° in 33" - 3° in 34"
- 4° in 34" - 5° in 33" - 6° in 34" - 7°
in 34" - 8° in 35" - 9° in 33" - 10° in
34' - 11° in 35".
CRONACA:
Partenza più veloce di Coppi che
guadagna una ventina di metri durante il
primo giro. L'andatura del campione
della Bianchi è formidabile, tanto che
alla fine del 3° giro ha già 50 metri di
vantaggio. Tuttavia Bevilacqua si
difende strenuamente e fino al 6° giro
le posizioni non mutano. La folla segue
con entusiasmo il duello fra i due
campioni e ammira la volitiva andatura
di Coppi che impiega 33", 34" ogni giro.
A tre giri dalla fine il vantaggio di
Coppi è di circa 80 metri e aumenta
ancora. Il campione d'Italia ha un
finale entusiasmante e vince di circa
100 metri. Coppi è subito attorniato da
dirigenti e nostri connazionali, che lo
felicitano calorosamente. Si ripete
quindi la stessa commovente cerimonia
del campionato dilettanti. Coppi riceve
la maglia iridata dal presidente
Joinard, mentre la musica intona ancora
l'inno garibaldino e il nostro tricolore
sale sul pennone. L'inno è ripetuto poi
per il secondo posto di Bevilacqua e
un'altra bandiera tricolore sale sul
pennone laterale.
CLASSIFICA FINALE:
1° Fausto Coppi (Italia) -
2° Bevilacqua (Italia) - 3°
Koblet (Svizzera) - 4°
Schulte (Olanda). |
|
|
I
RISULTATI DELLE PROVE INSEGUIMENTO
DILETTANTI (9 giri pari a 4.090 metri)
PRIMA SEMIFINALE: 1° Leo Benfenati
(italia) in 5'18"4/5 - 2°
Andersen (Danimarca) a 90 metri;
SECONDA SEMIFINALE: 1° François
(Uruguay) in 5'16"4/5 - 2°
Guillemet (Francia) a 90 metri;
FINALE PER IL 3° e 4° POSTO:
Andersen (Danimarca) viene proclamato
vincitore su Guillemet perchè
quest'ultimo, dopo 4 giri, simulava un
guasto meccanico;
FINALE PER IL 1° e 2° POSTO:
1° Leo Benfenati (Italia) in 5'20"2/5
- 2° François (Uruguay) in 5'27"
(a 80 metri) - Tempi sul
giro del neo campione del mondo: 1° in
36" - 2° in 32" - 3° in 32" - 4° in 34"
- 5° in 36" - 6° in 36" - 7° in 36" - 8°
in 36" - 9° in 35".
CRONACA:
François parte dal rettilineo d'arrivo,
Benfenati dalla linea opposta.
L'italiano si avvantaggia lievemente sin
dal primo giro e consolida gradatamente
il vantaggio che, dopo il terzo giro, è
di una ventina di metri. L'uruguaiano,
che marcia di forza, si difende
strenuamente, ma nulla può contro
l'andatura cronometrica e in pari tempo
estremamente efficace di Benfenati. Il
nostro atleta, dopo 5 giri, ha 60 metri
di vantaggio. Ormai la sorte è decisa.
Benfenati è campione del mondo.
François crolla di schianto mentre il
suo avversario, sorridente e senza
neanche forzare, continua a guadagnare
terreno fino alla fine. Applausi
calorosi e ovazioni si rinnovano quando
Benfenati, accompagnato dal presidente
Rodoni, sale sulla tribuna presidenziale
ove il sig. Joinard (presidente
dell'U.C.I.) lo veste della maglia
iridata.
CLASSIFICA FINALE:
1° Leo Benfenati (italia) - 2°
François (Uruguay) - 3° Andersen
(Danimarca) - 4° Guillemet
(Francia)
Leo Benfenati, nato a San Lazzaro di
Bologna e tesserato con la società
Vilco, aveva 22 anni. |
|
|
|
OTTOBRE 1947 -
Fausto Coppi tra fango e pioggia vince il 41° Giro di Lombardia |
 |
|
Tutti staccati - Coraggiosa difesa di
Bartali - Robic cede prima del Ghisallo |
|
La corsa di chiusura, non certo per amore
polemico considerata un vero campionato del
mondo, non poteva che essere vinta che dal
più forte, dal migliore tra i campioni del
ciclismo europeo... E' stata durissima, ma
nessun incidente grave ha attardato i
favoriti e tutto s'è svolto con regolarità,
anche se le macchine del seguito sono state
tutt'altro che disciplinate... Ha vinto il
migliore in campo, ma non basta in questo
caso parlare del migliore in campo: si deve
dire il migliore fra tutti i ciclisti del
mondo, se è vero, come è vero, che erano
presenti tutti i più noti, i più forti, i
più reputati ciclisti di Francia, Belgio e
Italia che in questo sport primeggiano.
L'uomo delle più grandi imprese del 1947 ha
voluto chiudere la superba e spettacolosa
annata sportiva con la più convincente
vittoria e con la conferma delle sue grandi
qualità fisiche, sportive e morali che
tutti gli riconoscono... Però
anche Bartali è degno di Coppi. Il
tempo che |
|
|
passa scava una ruga sull'uomo
intramontabile che ci diede la vittoria in
un
Giro di Francia. Ma il cuore della folla
batte ancora per Gino. Applaude al fenomeno
Coppi, è orgogliosa di lui, capisce tutto il
suo valore, ma non dimentica l'anziano che
ancora resta in piedi e quasi si ribella
alla legge di natura e ancora si batte e ha
la forza di superare tutti gli altri, tranne
uno... A decine sul Ghisallo correvano
dietro a Bartali mentre davanti Coppi dava
battaglia con l'autorità del campionissimo.
Coppi era il più giovane e il più forte e
non aveva bisogno di incoraggiamento.
Bartali era il più anziano e il più debole.
E la gente gli andava dietro come un pennino
attirato dalla calamita. Pochissime le
spinte: Bartali stesso le ricusava. Allora
la folla dietro in corteo, a gridargli lo
stesso la sua speranza. Non c'era più nulla
da fare, ma la folla sperava sempre...
Gli stranieri hanno fatto il possibile
e l'impossibile per difendersi. Bisogna
riconoscere che mai come in questa occasione
gli ospiti francesi e belgi si sono battuti
così coraggiosamente... Chi si è difeso con
bravura è stato l'anziano e ammirevole
Thiètard (38 anni) il quale, confermando la
bella prova delle "Tre Valli Varesine", ha
conquistato all'arrivo un posto
onorevolissimo, il quinto...
Robic ha deluso. Si lamentava dei dolori
alla gamba sinistra. Ma si era già capito in
Valbrona che il vincitore del Tour de France
era <cotto>. Meglio di lui hanno fatto
Teisseire, che ha forato a Limonta prima del
Ghisallo e il coraggioso Idèe che forò dopo
il Ghisallo. Degli altri ospiti buono
Schotte e il vecchio Lauck, inferiore
all'attesa in salita Lazaridès, il quale
però non stava bene, nebbia per tutto il
resto. Fra gli italiani all'estero il
migliore è stato Camellini... |
|
Da "La Gazzetta dello Sport" del
27 ottobre 1947 - (sintesi dagli
art. di E.De Martino e G.
Giardini) - Oridine d'arrivo:
1°) Fausto Coppi che percorre i
222 Km. in 6 ore e 15', alla
media di 35,520 Km/h. - 2°) Gino
Bartali (Legnano) e 3°) Italo De
Zan (Lygie-Gardiol) entrambi a
5'24" - 4°) Sergio Pagliazzi
(Ricci-Clèment) a 7' - 5°) Louis
Thiètard (Francia - primo degli
stranieri) -
Altre informazioni sul 41° Giro
di Lombardia |
|
|
GIUGNO 1949 - Fausto Coppi
vince il suo 3° Giro d'Italia davanti all'anziano rivale Gino
Bartali |
 |
|
Nel Giro delle meraviglie il corridore
toscano è secondo davanti a Cottur, Leoni e Astrua |
|
LA GAZZETTA SPORTIVA - 13 giugno 1949
- Alla Wilier-Triestina il primato di
squadra. Coppi vincitore anche del "GP
della Montagna" e del "Bracciale
Azzurro". Tutti i primati della corsa
alla casa Bianchi. La più grande prova
del ciclismo italiano su strada ci ha
offerto quest'anno emozioni e sensazioni
e scenari e entusiasmi di folle che non
avevano precedenti nella sua pur
gloriosa storia... Vada poi una parola
di vivo plauso a Vincenzo Torriani,
degno emulo del nostro maestro Cougnet,
che ha saputo tenere abilmente in pugno,
con fidi collaboratori (primi fra essi
Carini e Fanticini), le redini della
complessa e difficile organizzazione...
Nessun incidente di carattere sportivo o
tecnico ha turbato la corsa...". I
duelli fra Coppi e Bartali continuavano
ad infiammare le folle e gli sportivi, a
dispetto dell'età di Gino (5 anni più
anziano di Fausto)... L'ultima tappa,
come era nelle previsioni, non ha avuto
storia, agonisticamente parlando, ed è
stata una passeggiata domenicale tra
folle numerose ed acclamanti, in
un'atmosfera di festa. Da Torino a
Milano ha vinta Corrieri, davanti a
Ricci e Coppi... |
|
|
FAUSTO COPPI, IL SIGNORE DELLE DOLOMITI |
|
Non ce
n'era bisogno, comunque la tappa Bassano-Bolzano
è venuta proprio per riconfermare che Fausto
Coppi, sulle strade dolomitiche, non conosce
rivali. Mai forse appellativo dedicato ad un
campione calza tanto alla perfezione come quello
che chiama Coppi il vero, indisturbato,
inattaccabile "signore delle Dolomiti". Mai
forse atleta ebbe in una località il suo regno,
come lo ha Coppi sulle favolose cime redente
dalla Prima Guerra Mondiale. Là, tra i giganti
ammantati di neve e velati di nebbia, il grande
campione trova davvero ogni anno il suo ambiente
naturale, il suo piedistallo di gloria. Le
imprese dolomitiche di Fausto superano tutte
quelle che il campione del nostro tempo sa
cogliere un po' dovunque; sono superbe,
spopolano il dizionario degli aggettivi comuni e
perfino di quelli rari. Può essere perciò
interessante una rassegna delle passate imprese
in queste zone e una graduatoria degli atleti
che affrontarono con maggior valore la terribile
fatica delle tappe del Giro arrivate su queste
cime. Si parla dal 1937 (al 1949), perchè solo
da quell'anno gli organizzatori ebbero la felice
idea di chiamarle in causa.
Prendendo in esame le 21 tappe dolomitiche è
facile compilare una graduatoria sia a punti che
a tempi (distacchi). In quella a punti,
assegnandone 3 al primo, 2 al secondo e 3 al
terzo arrivato di ognuna delle tappe,
nell'assieme prevale Bartali; Coppi primeggia
invece dal 1940 in avanti. In quella per somma
di distacchi dal 1937 prevale sempre Coppi.
Le vittorie dal 1937 al 1949 sono così
ripartite: Bartali e Coppi 6, Valetti 2,
Monabelli, Bizzi, S.Magni, Vicini, Servadei,
Ronconi e Rossello 1. Nel periodo dal 1940 al
1949 si registrarono 6 vittorie di Coppi, 3 di
Bartali, 1 di Vicini, Servadei, Ronconi e
Rossello. Nessuno quindi può togliere a Coppi il
titolo di "re delle Dolomiti", che si è
conquistato con imprese tali da sbalordire
tutti. Bisogna rilevare che i tornanti che
salgono a spirale tra le abetaie del favoloso
regno alpino sono un terreno sul quale non
possono emergere che i grandissimi campioni.
Bartali stesso ammette: "Quando Coppi annusa
l'aria del Pordoi, non lo si può più tenere,
nessuno lo potrebbe più tenere...". Carlin
ha proposto di chiamarlo proprio "Re del Pordoi".
Comunque sia non c'è dubbio, Coppi è il...
dolomitico numero uno. Ed è probabile che lo
rimanga per un pezzo... |
|
Da "Tuttosport"
del 10 giugno 1949 - (giorno in cui Coppi si
aggiudicò miticamente la tappa Cuneo-Pinerolo...) |
|
|
LUGLIO 1949 - Fausto
Coppi primo al Tour de France seguito dall'intramontabile Gino
Bartali |
|
Nuova affermazione mondiale del ciclismo
italiano. Bartali non smette di stupire |
|
LA GAZZETTA SPORTIVA - 25 luglio 1949
- Vittoria completa della squadra
tricolore unica arrivata compatta a
Parigi e primato italiano della
montagna. Magni 6° in classifica
generale. L'intramontabile Bartali degno
emulo del vincitore che nello stesso
anno ha vinto anche il Giro d'Italia...
Fausto Coppi è giunto a Parigi in
sorprendenti condizioni di freschezza...
Non appena Fausto ha indossato la maglia
gialla, il suo morale è balzato alle
stelle ed è uscito fuori da dominatore.
Se non ci fosse stato Coppi, Gino
Bartali altro meraviglioso nostro
atleta, che nel suo speciale campo può
essere pure considerato come
un'eccezione, avrebbe vinto il suo terzo
Giro di Francia. E pensare che Bartali
aveva già deciso di rinunciare alla
corsa perchè amareggiato e deluso dal
non avere ancora trovato un
soddisfacente accordo tecnico ed
economico... |
|
 |
 |
TOUR 1949: TRIONFO IN TRICOLORE
- Il trionfo del ciclismo italiano si è
dunque compiuto. E si è compiuto in una
cordiale atmosfera di sportività. Ha
vinto anche lo sport. Primo Coppi,
secondo Bartali: ecco l'eloquente primo
risultato del XXXVI° Giro di Francia.
Lo stesso risultato del Giro d'Italia:
Coppi in testa davanti a Bartali. Questa
identità mai verificatasi nella storia
delle due più importanti corse a tappe
del mondo, identità che i tecnici non
ritenevano possibile, sta ad indicare
meglio di ogni altra considerazione la
portata della nostra grande
affermazione.
Fausto Coppi è il supercampione che è
riuscito nello stesso anno a vincere
Giro d'Italia e Tour de France. Anche
questo non era mai avvenuto. Ciò
dimostra l'eccelsa classe di un atleta
completo, che forse supera ogni altro
precedente campione del ciclismo
mondiale. A Coppi manca
soltanto di vincere il
Campionato del Mondo su strada. Se lo
vincerà, come |
|
pensiamo che un anno o l'altro possa
accadere, allora potremo togliere il
forse e proclamare Fausto il più grande
ciclista di tutti i tempi. |
|
|
UN
FENOMENALE PRIMATO
- Parecchi anni prima del
Tour 1949, "La Gazzetta dello
Sport" e "L'Auto", per
iniziativa degli scomparsi Desgrange e
Colombo, di Godet e del Conte Alberto
Bonacossa, annunziarono di aver
deliberato un vistoso premio da
assegnare a quel campione del ciclismo
che nello stesso anno avesse vinto Giro
e Tour. La notizia fece sorridere gli
esperti, i quali dichiararono
apertamente che mai sarebbe apparso alla
luce del sole un fenomeno di tali
straordinarie qualità fisiche e morali.
Gli anni passarono e il bando del premio
finì nel dimenticatoio. Ma oggi, a
distanza di tanto tempo, gli sportivi di
tutto il |
|
Coppi, Bartali e
... gli altri
al Tour de France.
Le avventure transalpine
dei nostri ciclisti e storia
della "Grande Boucle" |
mondo sono davanti a quello strano
fenomeno, sono di fronte all'impresa da
tutti ritenuta impossibile, realizzata
da Fausto Coppi. Il grandissimo nostro
campione ha vinto infatti, nello stesso
anno, le due maggiori corse a tappe
d'Europa con superiorità tanto evidente
da rendere persino inutile il tentativo
di cercare i suoi avversari fra i
battuti... |
In altra pagina le
sue imprese sportive
attraverso interviste
e racconti personali
(con foto) |
|
Coppi è andato oltre le frontiere della
scienza medica, dimostrando che non vi è
nulla di assoluto e nulla di impossibile
per i fenomeni dello sport... Perchè
oggi, a chiusura di questo Giro di
Francia, bisogna avere la franchezza di
dire che Fausto Coppi è il più grande,
il più fenomenale campione ciclista che
mai sia esistito. Se ancora esistevano
dubbi in proposito, il Tour del 1949 ha
chiuso ogni discussione... Coppi
compendia tutta la gamma delle
specialità ciclistiche, è il più
completo, il migliore fra tutti i
campioni del pedale... Vince le corse in
linea più difficili, quelle a
cronometro, quelle con le più aspre
salite, non ha avversari nelle prove ad
inseguimento e riesce a migliorare i più
prestigiosi e difficili record della
pista. |
|
|
CLASSIFICA
FINALE DEL 36° TOUR DE FRANCE:
1° Fausto Coppi (Italia) in 149
ore 40'49" - 2° Gino Bartali
(Italia) a 10'55" - 3° Jacques Marinelli
(Ile de France) a 25'13" - 4° Jean Robic
(Nord-Ovest) a 34'28" - 5° Marcel Dupont
(Aquilotti Belgio) a 38'59" - 6°
Fiorenzo Magni (Italia) a 42'10"
- 7° Stan Ockers (Belgio) a 44'35" - 8°
Jean Goldschmidt (Lussemburgo) a 47'24"
- 9° Apo Lazaridès (Francia) a 52'28" -
10° Pierre Cogan (Nord-Ovest) a 1 ora
8'55"... 12° Gino Sciardis
(Italia) a 1 ora 22'01"... 17°
Serafino Biagioni
(Italia) a 1 ora 38'47"... 24° Bruno
Pasquini (Italia)
GRAN PREMIO DELLA MONTAGNA:
1°
Fausto Coppi con 81 punti - 2°
Gino Bartali (71) - 3° Jean Robic
(63) - 4° Apo Lazaridès (48) - 5° Lucien
Lazaridès (29) - 6° Ockers (23) - 7°
Tacca (16) - 8° Geminiani (15) - 9°
Marinelli (14) - 10° Cogan (13)
CLASSIFICA PER SQUADRE:
1a Italia (Coppi, Bartali,
Sciardis) - 2a Nord-Ovest (Robic, Cogan,
Goasmat) - 3a Lussemburgo (Goldschmidt,
Kirchen, Diederich) - 4a Francia
(A.Lazaridès, Teisseire, Chapatte) - 5a
Ile de France (Marinelli, Tacca, Brulé)
- 6a Belgio (Ockers, Lambrecht, Van
Steenbergen) - 7a Aquilotti del Belgio
(Dupont, Demulder, Geus) - 8a Sud-Est
(Lauredi, Brambilla, Martin) - 9a Centro
Sud-Ovest ...
LA MEDIA GENERALE:
Fausto Coppi ha percorso i 4.808 Km
complessivi del Tour in 140 ore
49'59"(tempo effettivo), alla media
oraria di 30,560 Km. La maglia gialla è
stata sulle spalle italiane per 2.586
chilometri.
FESTEGGIAMENTI E RIENTRO IN ITALIA:
I corridori italiani sono stati
festeggiati al "Parisien Liberé",
durante una breve e cordiale cerimonia
voluta dal presidente del cda Verrieres,
il quale ha avuto per Binda e i nostri
atleti parole di compiacimento. Al
termine, la comitiva italiana si è
parzialmente frazionata: Coppi, Bartali
e Milano sono partiti in serata con
l'"Orient Express" in direzione Milano;
Biagioni e Corrieri hanno fatto rotta
verso il Belgio per partecipare ad una
riunione su pista a Bruxelles; Binda e
Mori col resto degli atleti sono
rientrati in Italia il giorno dopo.
Martedì sera riunione su pista al
Vigorelli di Milano, dove saranno
applauditi dagli sportivi milanesi per
la grande vittoria ottenuta in terra di
Francia. In questa prima uscita nella
città lombarda, dove era stata
accuratamente e lungamente preparata e
studiata la spedizione al Tour, saranno
presenti: Coppi, Bartali, Magni,
Sciardis, Pasquini, Rossello, Ausenda,
Ricci, Milano, Pezzi, Brignole, De
Santi, Pedroni e Martini.
IL COMMENTO FINALE DI GIANNI BRERA:
"...La folla grida il nome di Binda,
campione del mondo a suo tempo ed ora
insuperabile direttore tecnico. Così
Alfredo riprova un'emozione impensata.
Rimonta in bicicletta e con un braccio
al collo di Coppi precede la sfilata
della nostra imbattibile squadra. Ancora
applausi. Ancora e sempre acclamazioni.
Il gran cuore di Parigi ha decretato il
trionfo agli italiani, vittoriosi su
tutta la linea. Questa giornata rimarrà
indimenticabile nel cuore dei nostri e
di tutti gli sportivi sinceri, siano
essi italiani o francesi non importa:
perchè lo sport li ha da tempo
ravvicinati, lo sport li terrà uniti per
sempre ." |
|
Fonte: "La Gazzetta Sportiva" -
art. Emilio De Martino, Guido Giardini e
Gianni Brera |
|
|
|
GIUGNO 1952 -
Fausto Coppi vince il suo quarto Giro d'Italia
battendo Magni e Kubler |
 |
|
Il trionfo del campionissimo nasce sulle
montagne dolomitiche |
|
LA GAZZETTA DELLO SPORT - 30 maggio 1952
- (11a tappa da Venezia a
Bolzano)L'attesa grande giornata del
Giro è venuta in tutta la sua maestosità
panoramica, in tutta la sua sovrumana
espressione atletica, in tutto il suo
abbagliante riflesso sulla situazione
generale. E Coppi non ha vinto ma
stravinto, non ha battuto ma sbaragliato
tutti gli avversari, i più tenaci e
volenterosi dei quali sono stati gli
altri due nostri maggiori esponenti,
altri due campioni cari alle folle,
Bartali e Magni, giunti insieme al
traguardo nella scia del vincitore.
Parecchie volte dal 1951, che non fu
un'annata propizia al nostro superasso,
s'era parlato del ritorno del grande,
del vero Coppi; tutte le volte in cui il
trionfatore d'oggi o dominava il campo -
come nella tappa dei Pirenei - o
terminava vittorioso - come nella
Perugia-Terni e nella Cortina-Bolzano
del Giro d'Italia o nella tappa di
Briançon del Tour o più ancora nel Gran
Premio Vanini.
Ma tanto le sue affermazioni nel Giro
quanto quelle del Tour parevano non
convincere |
|
|
del tutto della rinnovata
efficienza dell'atleta o
erano attenuate da
riserve che le sminuivano
e che non ci permettevano
di spingere il nostro ottimismo
fino alla sicurezza di avere
recuperato l'irresistibile
dominatore di tutti i campioni
del mondo. |
|
Oggi Coppi è tornato a vincere a
Bolzano con tanta sicurezza, con
tanta padronanza che, uscendo
dalla normale prudenza, si può
dire di aver rivisto il Coppi
del 1947 e 1949, di averlo
veduto vincere alla sua famosa
maniera, di aver veduto
avversari che in questi ultimi
tempi avevano potuto qualche
volta batterlo per non dire
umiliarlo, piegarsi come
schiantati dalla sua
strapotenza, inchinarsi di
fronte al grande signore della
montagna, tanto che
il Giro, più che
illuminato da questa
sua impresa, ne
rimane abbagliato... Questa
Venezia-Bolzano doveva chiarire
la situazione e comincia a farci
capire chi sarà il probabile
vincitore del Giro. Il più forte
è senza dubbio Coppi e la maglia
rosa sta molto bene sulle sue
spalle...
GINO BARTALI
-
E' stato ancora una volta il più
fiero rivale di Coppi in salita.
Battuto sul Falzarego, ha
cercato di rinvenire con la sua
ostinata tenacia. E' stato
ancora migliore degli altri sui
duri passi dolomitici. Non ha
avuto mai un tentennamento e
come si sono svolti gli
avvenimenti, Bartali ha
confermato tutto ciò che si
sapeva di lui ma non ha
potuto opporsi (come era
avvenuto in altre occasioni)
all'irresistibile avversario.
Giù il cappello davanti a questo
formidabile campione che a 38
anni è ancora in grado di
battere con
disinvoltura e
sicurezza tanti
avversari italiani e stranieri, che una volta di più è
esempio di fierezza, orgoglio |
 |
 |
|
Fausto Coppi a Roccaraso e i
suoi tifosi del Piemonte |
|
e di incrollabile
volontà. E' stato persino commovente
nella sua disperata quanto vana rincorsa
ed era ben giustificato l'entusiasmo
delle folle sul percorso e all'arrivo
per questo campione che passerà alla
storia dello sport per la sua fenomenale
durata. |
|
Il Giro d'Italia del 1952, come
i giornalisti avevano previsto
all'arrivo della tappa
Venezia-Bolzano, venne poi vinto
da Coppi con 9'18" di vantaggio
sul secondo arrivato Fiorenzo
Nagni e 9'24" sul terzo, lo
svizzero Kubler. Gino Bartali
arrivò quinto a 10'33". Fausto
Coppi, con quella prestazione
esemplare, dimostrò a tutti di
avere pienamente recuperato le
forze dopo gli infortuni e il
dolore per la scomparsa del
fratello Serse, avvenuti nel
1951. |
|
|
|
GIUGNO 1953 - Coppi si aggiudica il 36° Giro d'Italia, l'ultimo della sua
luminosa carriera |
 |
Eguagliato il record di giri vinti (cinque) che
apparteneva a Alfredo Binda |
|
Fiumi d'inchiostro sono stati versati dopo la
conclusione del 36° Giro d'Italia e soprattutto sul
titanico duello Coppi-Koblet. Dopo la tappa di Bolzano,
le possibilità per Coppi di vincere erano abbastanza
limitate e si poteva sperare solo su qualche influenza
positiva degli astri... Bisogna dire che il Giro
d'Italia 1953 non è stato nello svolgimento
sportivamente interessante come previsto, ma si è
ristretto al solo episodio della contenuta guerra tra
l'italiano e lo svizzero. E dei due non è pur detto che
la vittoria sia stata del migliore, ma piuttosto del più
tattico e del più forte solo in quelle tappe che
comprendono i più aspri dislivelli esistenti fra tutte
le competizioni ciclistiche mondiali.
Koblet , pur essendo al momento più completo di Coppi,
è stato vittima dei suoi errori di strategia che doveva
essere quella di attaccare a fondo gli avversari, sin
dalle prime battute e anche nelle tappe pianeggianti
come aveva già fatto nel 1950.
Invece Koblet si è impegnato a fondo solo nelle due
prove a cronometro, nella Auronzo-Bolzano e in altri
effimeri attacchi, come nel finale della
Vicenza-Auronzo.
E' possibile fornire una spiegazione del perchè sia
incorso in questo errato piano di battaglia? |
|
Prima di tutto sperava di battere Coppi e gli
altri nelle discese come appunto gli era
riuscito di fare nel Giro della Svizzera
Romanda. Sistema questo pericoloso, ma meno
faticoso, specie per un corridore che non si
sente più potente come in un passato recente.
Poi si può pensare che egli non abbia voluto
intorbidire le quiete acque della prima parte
del Giro, la più facile, non disponendo che di
una squadra dimezzata dopo il deplorevole
abbandono di Kubler & soci e avendo di fronte lo
squadrone biancoceleste ed altri in piena
efficenza.
Così era stato vittima della tattica preferita
da Coppi è il Giro aveva languito per una
quindicina di tappe, ravvivato solo da episodi
originati da figure comprimarie.
Con questo suo comportamento Hugo si era
prestato ad attendere, ad armi pari, l'incontro
con Fausto sulle montagne dove, si sa, i gregari
spariscono alle prime scaramucce. Al termine
della tappa di Bolzano il buon Koblet non era
per niente preoccupato anzi ostentava una grande
sicurezza, forte anche delle dichiarazioni di
Coppi fatte alla radio dove egli dava per
perduta ogni speranza di vincere il Giro e di
raggiungere il record di
Alfredo Binda fissato a 5
successi. Invece, come si sa, la |
|
|
|
notte porta consiglio e non solo... Infatti,
a fine giornata, oltre al conforto degli amici a Coppi
arrivò inaspettatamente la notizia che gli era stata
concessa la croce di Cavaliere Ufficiale della
Repubblica.
L'indomani, sulle rampe dello Stelvio,
galvanizzato dal riconoscimento, Fausto spiava
attentamente le mosse della maglia rosa e, quando Koblet
denunciò di non trovarsi perfettamente a suo agio su uno
scatto di De Filippis, intuì che era il momento di
contrattaccare a sua volta...e il Giro fu suo.
Solo allora il campione zurighese si rese conto
di quanto i suoi due minuti di vantaggio fossero troppo
pochi per battere un Coppi che, anche se menomato e
logorato dal tempo, si era trovato perfettamente a suo
agio sulle montagne... |
|
Adattamento da "Il Calcio e il Ciclismo
illustrato" - Giugno 1953 - (Art. Lauro Bordin) |
|
|
Agosto 1953 - A Lugano Fausto Coppi diventa Campione del Mondo
di ciclismo su strada |
|
|
|
DOPO LUGANO - TROFEO BARACCHI 1953 - IN
MAGLIA IRIDATA IL RE SI DIVERTE |
|
Gioiosamente pedalava il grande re,
sulla bellissima strada, tra gli
stupendi paesaggi del bergamasco e della
Brianza, nel rosso sole dell'autunno.
Pareva che prima ancora della vittoria,
degli applausi, del trionfo, Fausto
ricercasse in se stesso il profondo
godimento della sua perfezione atletica,
della meravigliosa freschezza dei suoi
muscoli. Più che della folla in delirio
al suo passaggio, Coppi si inebriava di
se stesso: era felice del suo corpo, dei
suoi nervi vivi, del suo cuore
miracoloso, dei suoi possenti polmoni.
In uno stato di felicità, egli si
esaltava dell'armonia dei suoi
movimenti, della facilità della sua
azione, della sua potenza. Un gioco
bellissimo gli sembrava di compiere.
Egli giocava a provarsi sul massimo
sforzo, ottenendo il massimo rendimento;
e sorrideva a se stesso con candido
compiacimento, con l'ingenuità
commovente dei grandissimi campioni nei
momenti delle più grandi imprese. |
|
|
Aggiungeva piacere, al
divertimento del re, la compagnia di
Filippi. Sua Maestà provava gusto a
misurarne la forza e la resistenza, a
controllarne il respiro sul ritmo dei
cinquanta all'ora, a registrarne la
prontezza e la potenza nei cambi e nelle
tirate. Ed era felice di constatare che
il giovane compagno gli resisteva con
facilità, con stile, addirittura con
esuberanza. Era felice di sentire agire,
anche in lui, un perfetto meccanismo
atletico. Perciò anche lui mostrava alla
folla un viso lieto e raggiante di
gioia... All'ingresso del Vigorelli, la
coppia Landi-Bevilacqua, partita da
Bergamo sedici minuti prima, viene
raggiunta e superata. I primi e gli
ultimi girano uniti, saldati assieme. La
folla applaude al miracolo... |
Da "Sport Illustrato" del 12 novembre
1953 - ( sintesi da un art. di Ulisse
Corno) - La coppia iridata Coppi-Filippi
vinse il "Trofeo Baracchi" del 1953
polverizzando tutti i record della corsa
a coppie. I due portarono a termine il
percorso di 108 chilometri alla media
stratosferica di 45,713 Km/h.
Magni e Minardi, nel 1951 e con lo
stesso chilometraggio, avevano vinto ad
una media di 41,182 Km/h. Nel 1952
invece, su una distanza di 125
chilometri, il successo era andato alla
coppia Astrua-Defilippis che corsero ad
una media di 41,112 Km/h. |
|
Le più importanti vittorie di Fausto
Coppi |
|
Angelo Fausto Coppi nacque a Castellania
(Alessandria) il 15 settembre del 1919. La sua
altezza era 1,77, il peso forma 74 Kg. (nel
periodo invernale saliva a 78 Kg.). Dopo alcune
corse fra i dilettanti nel 1938, nel '39 diventò
indipendente. Raggiunse i primi successi dopo
alcune prove incolori, grazie alle sue
spettacolose doti di scalatore-passista. Di
seguito si elencano le sue maggiori
affermazioni. |
|
Nelle competizioni su strada ha
vinto: 2 Giri di Francia (1949 e
1952), 5 Giri d'Italia (1940 - 1947 -
1949 - 1952 e 1953), 4 Campionati
italiani (1942 - 1947 - 1948 e 1955), 3
Milano-Sanremo ( 1946 - 1948 e 1949), 5
Giri di Lombardia (1946 - 1947 - 1948 -
1949 e 1954), 3 Giri dell'Emilia (1941 -
1947 e 1948), 1 Giro della Toscana nel
1941, 3 Tre Valli Varesine (1941 - 1948
e 1955), 3 Giri del Veneto (1941 - 1947
e 1949), 3 Giri di Romagna (1946 - 1947
e 1949), 2 Giri della Campania (1954 e
1955), 1 Parigi-Roubaix nel 1950, 1
Freccia Vallone nel 1950, 1 Gran Premio
del Mediterraneo nel 1952.
La sua ultima vittoria in una
corsa in linea è il Giro
dell'Appennino del 1955.
Tra i suoi successi su strada vanno
ricordate anche 22 vittorie di tappa al
Giro d'Italia e 9 vittorie di tappa al
Tour de France. |
 |
|
Fausto Coppi |
|
|
Le prove su strada a cronometro
lo hanno salutato vincitore 2 volte al
GP delle Nazioni (1946 e 1947) , 2 volte
nel GP Vanini (1951 e 1952), 4 volte nel
Trofeo Baracchi (1953 - 1954 - 1955 e
1957 in coppia con Baldini e fu il suo
ultimo trionfo in assoluto). Da
ricordare che il Trofeo Baracchi del
1959, in coppia con Bobet e concluso
con un |
|
onorevole piazzamento, fu la
sua ultima gara disputa.
Nelle prove su pista, a
fare corona al primato mondiale dell'ora
senza allenatori (che fu suo dal 1942 al
1956 - Km. percorsi 45,798), ha aggiunto
due Campionati del mondo
dell'inseguimento (1947 e 1949), 5
Campionati italiani dell'inseguimento
(1940 - 1941 - 1942 - 1947 e 1948). A
tutto il 1953 aveva disputato 88
incontri ad inseguimento vincendone 60,
dei quali 28 prima del limite di gara
stabilito. |
|
E' stato il primo corridore al mondo che
abbia vinto due volte il Giro e il Tour
nel medesimo anno.
Nella sua più fortunata stagione
(1949), si permise di vincere
tutte queste gare: Milano-Sanremo, Giro
della Romagna, Giro del Veneto, Giro di
Lombardia (tutte per distacco), Giro
d'Italia, Tour de France, Campionato
Italiano su strada in 5 prove, GP della
montagna nel Giro e nel Tour, Campionato
mondiale dell'inseguimento. Nel 1949 ha
conquistato anche la Challenge
Desgrange-Colombo; nel 1947 e 1952 il
Trofeo Gentil, nel 1947 e 1949 il Premio
dell'atleta. |
|
Fonte: "La Gazzetta dello Sport"
e altra stampa specializzata |
|
|
|
Gennaio 1960 - Il cuore
più forte del mondo si ferma. Fausto Coppi muore a Tortona |
 |
|
Il campionissimo stroncato da
un'infezione misteriosa contratta in
Africa |
|
CORRIERE D'INFORMAZIONE - 2/3 gennaio
1960 - La madre e la moglie Bruna al
capezzale. La figlia Marina colpita da
una crisi. Giulia Occhini, la compagna,
sviene all'ospedale di Tortona. Il
trapasso alle ore 8,45. Il campionissimo
è stato stroncato da un'infezione
misteriosa contratta in Africa durante
una battuta di caccia. Anche Geminiani
colpito dalla misteriosa malattia (si
saprà in seguito che era la malaria).
A Firenze, Gino Bartali, raggiunto ed
informato dall'Ansa della scomparsa di
Fausto, rilascia questa dichiarazione:"Non
so proprio cosa dire, come esprimermi,
mi sento un groppo alla gola indicibile,
non so rendermi ragione di come possa
essere accaduta una cosa del genere,
così fulmineamente. Stamane ancora ero
profondamente fiducioso che il fisico di
Fausto avrebbe resistito agli attacchi
del male, avrebbe reagito e superato la
crisi..." |
|
 |
|
|
Alcune definizioni di Fausto Coppi apparse sui giornali sportivi
per decantare le sue imprese: "Il cuore più forte del mondo"
"Il rullo compressore" - "Il re dei re" - "Il ciclista
volante" - "Il campionissimo del ciclismo" -
"Il direttissimo" |
|
|
GLI
ULTIMI GIORNI DEL CAMPIONE da ILSECOLO
XIX del 3 gennaio 1960
- La notizia della malattia di Coppi,
seguita da quella della sua morte, ha
fatto rapidamente il giro della città e
già dalle prime ore di ieri mattina il
nome del campionissimo era sulla bocca
di tutti. Coppi non era infatti noto
solo per i suoi successi sportivi ma
anche perchè, per molti anni dopo il
matrimonio, aveva vissuto a Sestri
Ponente dove conta ancora numerosissimi
amici... Un giovane studente genovese
della facoltà di economia e commercio ha
seguito Coppi nella recente trasferta
africana e ha potuto fornire preziosa
testimonianza dei fatti.
Adriano Laiolo, così si chiama, ha
partecipato con lui alla battuta di
caccia grossa nella riserva sudanese di
Porga... Il racconto di Laiolo presenta
un più grande motivo di interesse: il
giovane ha infatti contratto in Africa
la stessa malattia da virus che ha
stroncato la vita del campionissimo.
Soltanto da due giorni ha potuto
lasciare il letto dopo essere stato
sottoposto ad una energica e per fortuna
tempestiva cura di antibiotici. A
salvargli la vita è stata una giovane
dottoressa, Gina Gorgonio, che
interpellata dalla famiglia Laiolo si
era subito insospettita avendo saputo
che il paziente era reduce da alcuni
giorni dall'Africa. I sintomi che
presentava, febbre alta senza
raffreddore, tosse e mal di gola,
andavano interpretati diversamente da
quelli di una comune influenza. Gli
usuali presidi terapeutici
antinfluenzali sono stati subito
abbandonati dalla dottoressa e
sostituiti dalla somministrazione di una
forte dose di antibiotici che hanno
avuto un effetto risanatore...
Ormai in convalescenza, Laiolo ricorda
particolarmente una cosa: il caldo. Un
caldo sfibrante, ostinato, una
temperatura torrida che raggiungeva i 50
o 60 gradi e annullava in gran parte la
vitalità degli uomini che, con un rapido
balzo in aeroplano, erano passati in
poche ore dall'inverno europeo al clima
equatoriale africano.
Al ritorno dall'Africa il giovane
studente universitario e Coppi si erano
lasciati con l'impegno di ritrovarsi
pochi giorni dopo per una nuova partita
di caccia. Coppi il 26 dicembre gli
aveva telefonato invitandolo ad una
battuta nella riserva di Nizza ma Laiolo
aveva dovuto declinare l'invito perchè
già febbricitante a causa della
infezione malarica.
Una volta guarito era stato Laiolo a
telefonare a Coppi per ricordargli il
comune appuntamento. Ma il campionissimo
aveva la voce rauca, stanca e lamentava
fortissimi dolori al capo perchè era già
in preda al male che di lì a poco lo
avrebbe ucciso...
LA CAUSA DELLA MORTE su IL SECOLO
XIX del 7 gennaio 1960
- "Torino 6 gennaio - Da Genova è giunta
stasera notizia che nell'Istituto di
Microbiologia dell'Università è stato
accertato che il campione è morto di
"malaria estivo-autunnale" contratta
durante il soggiorno in Africa". |
|
|
INDICE GENERALE
CRONACA 01
02
03 04
05
06
SPORT GIRO
TOUR
CICLISMO
ALTRI
FAUSTO COPPI
INTER
RIVISTE 01 02 |
|