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Fotografie
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Una
delle piazze più belle d'Europa |
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Genova
la perla del Mediterraneo |
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Genova,
primo porto d'Italia, capitale della marineria italiana
dal Medioevo ad oggi, capoluogo di una
regione ricca di bellezze naturali: LA
LIGURIA |
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Piazza
De Ferrari |
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è il centro non solo topografico della città ma anche
degli affari e dello shopping. Punto di convergenza di
tutta la vita genovese: dalle manifestazioni sindacali a
quelle folcloristiche. |
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| Porta Soprana |
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Blocco
Notes
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Arte
e cultura a Genova |
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( Art and culture in Genoa ) |
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Le celebrazioni in
occasione del 500° anniversario (12 ottobre 1992) della scoperta dell'America da
parte di Cristoforo Colombo, a cui Genova a dato i
natali, sono state l'occasione per riammodernare aree urbane a forte
degrado e ristrutturare edifici e centri di cultura segnati dal
tempo.
L'AREA DEL PORTO ANTICO, ubicata
di fronte a Piazza Caricamento, è stata radicalmente
modificata. |
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La realizzazione di opere logistiche ed infrastrutture imponenti,
progettate dall'architetto genovese di fama internazionale Renzo
Piano, ha richiesto investimenti per quasi 300 milioni di
euro, finanziati dallo Stato.
Oggi questo immenso spazio ex-portuale, ancora in fase di sviluppo
con ulteriore impiego di capitali, è raggiunto giornalmente
da migliaia di turisti, italiani e non, in considerazione del fatto
che ospita la Grande Nave Blu,
l'acquario che è diventato nel tempo uno dei più grandi
del mondo (71 vasche ospitano più di 6000 specie di
animali acquatici).
Degna di menzione anche la "Bolla",
un'enorme bio-sfera sospesa sulle acque del porto, che è stata
accuratamente ristrutturata e che ospita nel suo interno futuristico
un ecosistema completamente isolato dal mondo circostante. Nel clima
ricreato artificialmente vivono in simbiosi specie animali e
vegetali.
Il patrimonio artistico e culturale di Genova è molto vasto
e ripartito in molte sedi.
Le principali gallerie d'arte, i
palazzi
più interessanti, le
chiese più famose, tranne poche eccezioni, sono accentrati nel
raggio di poche centinaia di metri da
Piazza
De Ferrari, centro topografico della Genova moderna. Dalla
stessa piazza si dipartono le stradine, |
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Chiesa della Nunziata |
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i vicoli ( in
genovese caruggi
) che portano nel cuore del centro storico - il più
grande d'Europa.
PIAZZA DE FERRARI è intitolata al marchese Raffaele
De Ferrari, duca della Galliera, il quale nel 1875
contribuì allo sviluppo del porto con un'elargizione di
20 milioni di lire. Nella parte più aperta della piazza
sorge, dal 1936 un'imponente fontana e tutt'intorno si
ergono alcuni dei più vetusti e sontuosi edifici eretti
in città. Proprio nell'area dell'attuale Piazza De
Ferrari, nel VI secolo, si rifugiarono i Milanesi
guidati dal vescovo Onorato, per sottrarsi
all'invasione longobarda. In loco innalzarono la
Chiesa di Sant'Ambrogio, dedicandola al loro santo
patrono e che venne ricostruita ai primi del 1600.
Di
grande valore artistico sono il Palazzo Ducale, sede dei Dogi, quelli dei Fieschi, degli Spinola, dei Doria, dei Lomellini, nobili
famiglie genovesi che ci ricordano la gloria dell'antica
Repubblica, a ragione denominata da Napoleone I "La
Superba".
Palazzo Spinola, un
bell'esempio di architettura quattrocentesca, con la
facciata a strisce bianche e nere in cui si aprono le
quadrifore e le cinque nicchie con le statue degli
spinola, prospetta la centralissima Via Garibaldi, la
via cara al Vasari e al Rubens, quella che Madame de
Staël era solita chiamare "la via del Re".
Lo
ristorò un Nicolò Spinola, sul finire del 1500.
Il portico è dello scultore Valsoldo. Gli
affreschi, quasi dispersi, sono di Ottavio Semino.
La volta della gran sala venne dipinta |
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dal
diciassettenne Luca Cambiaso.
La facciata e tutto l'interno di
Palazzo Spinola Migliorati, di fronte alla
chiesa di San Luca, vennero dipinti da Giò Andrea
Carlone.
Gli affreschi di Palazzo
Saluzzo, tra Vico Untoria e Vico Adorno, sono
un'opera cinquecentesca di Luca Cambiaso, quando aveva
appena compiuto 15 anni.
I ROLLI - Tra il
'500 e il '600 la Repubblica di Genova non disponeva di
edifici adeguati per ospitare le rappresentanze delle
visite di Stato. Nel 1576 il Senato genovese prese la
decisione di vincolare i proprietari delle dimore più
prestigiose all'accoglienza degli ospiti illustri. Venne
così istituito un primo elenco ufficiale detto "Rollo degli
Alloggiamenti Pubblici", suddiviso in tre bussoli,
a seconda del grado di importanza degli |
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Piazza Corvetto a inizio '900 |
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edifici
considerati. Le dimore venivano assegnate per sorteggio,
in base alla dignità delle persone ospitate. I
proprietari dei palazzi non potevano quindi sottrarsi al
loro dovere temporaneo di ospitalità in quanto i loro
beni, per esigenze di Stato, erano praticamente
requisiti.
I Rolli conosciuti sono cinque
(anni1576-1588-1599-1614-1664) e i palazzi oggetto della
"forzata ospitalità" sono in gran parte arrivati fino ai
giorni nostri e raccontano ancora i fasti della vita
repubblicana genovese fatta di re, principi, dogi,
nobili di corte.
VIA GARIBALDI,
chiamata in passato "Strada Nuova" o "Via
Aurea", è un vero gioiello dell'architettura del
Cinquecento. Venne infatti progettata intorno alla metà
del XVI secolo, per i nuovi palazzi delle nobili
famiglie genovesi che stavano a poco a poco abbandonando
le loro abitazioni medievali. Lungo di essa si
susseguono, l'uno appresso all'altro, le stupende
costruzioni che, dal lato monte, avevano alle spalle
magnifici giardini pensili (quasi tutti andati
distrutti), che salivano fin sulla collina di
Castelletto. E' la via cinquecentesca meglio conservata
d'Italia e divide la città marinaresca dalle colline più
elevate, un esempio eccezionale di centro patrizio,
iniziato a metà del Cinquecento e completato in pieno
periodo barocco, ricco di scenografie del Seicento e
Settecento. Spettacolari sono i cortili in forte
declivio, gli scaloni, i giardini e gli interni ricchi
di opere d'arte. Per Rubens, la "Via Aurea" era
la più bella d'Europa.
Si affacciano su Via Garibaldi il
Palazzo Tursi (attuale sede del Comune),
Palazzo Bianco e Palazzo Rosso,
Palazzo Verde,
Palazzo Cambiaso,
Palazzo Gambaro,
Palazzo Parodi,
Palazzo Carrega,
Palazzo Castaldi e altri. Alcune di queste
residenze furono progettate Da Galeazzo Alessi.
PALAZZO DORIA-TURSI è oggi sede del Comune di
Genova. la sua costruzione iniziò nel 1564 ad opera di
Rocco Lurago, su commissione di Niccolò
Grimaldi. Venne poi acquistato dalla famiglia Doria
ed arricchito di motivi seicenteschi e di un grande
portale, opera del Carlone. L'atrio fu affrescato da
Lazzaro Tavarone. Il palazzo conserva importanti
documenti, tra cui autografi di Colombo, una tavola
bronzea del 117 a.C. e il violino usato da Paganini per
i suoi virtuosismi.
Nel luglio del 2006, a Vilnius, gli edifici dei
Rolli genovesi e le strade nuove sono stati dichiarati
dall'UNESCO Patrimonio Mondiale dell'Umanità e
inseriti nella lista dei WORLD HERITAGE CENTRES.
Alcuni palazzi storici possono essere visitati solo previo accordo
con i proprietari. |
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L'Associazione
Culturale Genovese "Porta Soprana" si occupa da
anni dell'apertura dei monumenti più significativi di Genova quali:
la Casa della famiglia Colombo,
le Torri di Porta Soprana e la Lanterna,
simbolo primario del capoluogo ligure. Gruppi e scolaresche possono
prenotare visite guidate anche in orari diversi da
quelli previsti per i normali turisti.
Cinquecento e Seicento sono stati il periodo d'oro dell'arte
genovese. E lo si vede nei palazzi, nelle ville, nelle chiese. In
città era tutto un fiorire di botteghe d'arte. Gli
allievi affiancavano dapprima i pochi maestri ma ben presto prendevano il
volo per conto proprio. I segreti del mestiere, rivelatasi
redditizi, venivano trasmessi di padre in figlio ed hanno quindi
avuto inizio le dinastie di pittori, scultori, architetti..... |
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San Lorenzo
visto da Porta Soprana |
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Alcuni nomi: Semino, Castello, Carleone, Piola,
De Ferrari, Orsolino...
Era facile fare carriera in un periodo in cui i mecenati si
contendevano gli artisti più famosi per abbellire le loro ville e
palazzi.
Tre o quattro secoli fa non c'era palazzo privato, a
Genova, che non avesse le sue tele incastonate in saloni
superbi. Era un lusso goduto ed esibito, anche come
credenziale economica. Quella tradizione si frantumò a
metà dell'Ottocento, per riprendere poco dopo in
versione borghese.
Il collezionismo d'arte, tra il Sei e il Settecento,
raggiunse dimensioni così vaste e tale rilevanza per la
qualità delle raccolte costituitesi, da far diventare la
città uno dei centri più ricchi d'Europa anche a livello
di tesori figurativi. Le opere d'arte venivano
acquistate per essere esposte come ornamento delle
dimore nobili, in stretto rapporto con le decorazioni
degli ambienti. Esempi ancora esistenti a Genova di tale
gusto sono, per esempio, il "salone d'onore"
del secondo piano nobile di Palazzo Spinola a
Pellicceria, il "salone del Van Dyck" nel
Palazzo Durazzo Pallavicini in Via Balbi, il
"salotto di Fetonte" nel palazzo di Giambattista
Spinola in Via Garibaldi. In alcuni casi era l'intero
arredamento ad essere studiato per fare da cornice ad
un'opera, specialmente quando la stessa era di
particolare |
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Marzo 2011 - 150° dell'Unità d'Italia
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5 Maggio 1860 - I Mille salpano dallo
scoglio di Quarto |
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14 Marzo 1861 - Proclamazione del Regno
d'Italia al Parlamento Subalpino |
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17 Marzo 1861 - A Vittorio Emanuele e ai
suoi discendenti viene conferito il
titolo di Re d'Italia |
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27 Marzo 1861 - Il Parlamento Italiano
proclama Roma Capitale del Regno |
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La
partenza dei Mille da Quarto |
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importanza, anche nelle dimensioni. Tipica la "Cena in casa del fariseo" di Paolo
Veronese, a Palazzo Durazzo (ora Reale) in Via Balbi, in
funzione della quale furono articolate le decorazioni
che ornano
soffitti e pareti.
Il patrizio Raffaello Soprani, il "Vasari genovese",
pubblicando nel 1768 le sue " Vite de' pittori, scultori ed
architetti genovesi " cita 140 artisti, più di un'ottantina di
forestieri o stranieri operanti in Genova, elenco completato con
altri nomi da Carlo Giuseppe Ratti.
Genova ha dato i natali a uomini insigni che la
illustrarono con le loro opere immortali, quali
l'ammiraglio Andrea Doria,
e Cristoforo Colombo in epoca medievale, il
celebre violinista Nicolò Paganini e Giuseppe
Mazzini, che ha legato il suo nome a tutto il
Risorgimento Italiano.
GIUSEPPE MAZZINI nacque a Genova il 23 giugno 1815. Suo
padre era un dottore e questo fatto lo spinse inizialmente a frequentare la facoltà universitaria di medicina. Non
trovandosi a proprio agio, passò agli studi in legge che
erano più congeniali alla sua indole e al suo ingegno,
sempre perspicace e pronto alle innovazioni. Iscritto
alla Carboneria, fu
arrestato e tradotto nel forte di Savona. In una angusta
cella di quel carcere meditò la fondazione della società
segreta "La Giovine Italia" della quale, una
volta liberato, pose le basi in quel di Marsiglia.
Mazzini fu l'animatore dei moti di Genova e condannato a
morte dal Governo Piemontese. Fece parte del triunvirato
che resse la Repubblica Romana nel 1849, per la difesa
della quale cadeva il poeta soldato
Goffredo Mameli. Conobbe l'esilio in Svizzera ed
in Inghilterra.
Morì a Pisa il 10 marzo 1872 e le sue
spoglie riposano nel
cimitero di Staglieno. |
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Nel 1832-33 a Genova si notarono le prime manifestazioni
della Società Segreta "La
Giovine Italia", fondata dal Mazzini con
l'intendimento di elevare l'Italia a nazione libera ed
indipendente. Si tentò anche una congiura che fu
sventata e soffocata nel sangue ed alla quale seguirono
numerosi arresti.
I genovesi Giovanni e Agostino Ruffini riuscirono
a fuggire, come pure il Mazzini, che fu condannato a
morte in contumacia. Invece Jacopo Ruffini
(Genova 22-06-1805) fu catturato e messo in carcere. Nel
timore di svelare i nomi di altri congiurati e per
evitare un supplizio ignominioso, in un momento di
debolezza decise di morire. Mandò in effetto il suo
proposito la notte del 19 giugno 1833, a soli 28 anni,
svenandosi nel carcere. Sul muro della torre del Palazzo
Ducale fu posta la |
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Il
Castello Raggio a inizio '900 |
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seguente epigrafe che ricorda agli Italiani
l'eroico sacrificio del patriota genovese: "Consacrò
questo carcere il sangue - di Jacopo Ruffini - morto per
la Fede Italiana - 1833".
Il giovane Ruffini si era sempre accaparrato la stima,
la considerazione e la fiducia di tutti coloro che
avvicinava, in particolare del fratello Giovanni,
celebre romanziere, che lo aveva avviato agli studi
filosofici al termine del Real
Collegio, luogo di disciplina quasi feroce.
Da Genova il 27 aprile 1855 partì la
spedizione di Crimea,
comandata dal generale Alfonso Lamarmora e più
tardi, nel mattino del 6 maggio 1860, Giuseppe Garibaldi
salpava dallo scoglio di Quarto con i suoi Mille
per la liberazione delle Due
Sicilie, nella quale si distinsero Nino
Bixio e i Carabinieri genovesi, comandati dal
Mosto.
L'impresa venne "sponsorizzata" dalla
Società Nazionale a
mezzo di G. La Farina che si fece carico di
procurare un discreto numero di fucili, mentre la
Società di Navigazione
Rubattino mise a disposizione le navi a
vapore Piemonte
e Lombardo
per il trasporto delle truppe. Dopo lo sbarco a Marsala
i due piroscafi furono catturati dall'Ammiragliato
napoletano, quando ormai avevano gia compiuto la loro
missione.
LEON BATTISTA ALBERTI (1404-1472) fu
invece una delle menti più eccezionali , uno dei geni
del Rinascimento. Nacque a Genova da famiglia fiorentina
e si distinse in ogni branca dello scibile umano. Si
interessò infatti di scultura, architettura, pittura,
matematica musica e letteratura. A lui si devono la
facciata di Santa Maria Novella,
la tribuna della SS. Annunziata
e il Palazzo Rucellai di
Firenze, il Tempio
Malatestiano di Rimini, la
Chiesa di San Sebastiano
e la Basilica di Sant'Andrea a
Mantova. Fu autore di numerosi trattati, fra
cui: De re aedificatoria, De Pictura,
Della Statua, il Trattato della famiglia.
Rimane invece poco della sua opera di scultore e
pittore.
Il patrono di Genova è San Giovanni Battista,
festeggiato il 24 giugno, le cui ceneri sono custodite
nella cappella dedicata in
San Lorenzo. |
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| Fonti
Blocco Notes |
- TuttoCittà
- GuidExpress - RCS Editoriale
Quotidiani SpA - CORRIERE DELLA SERA
- "I quartieri di Genova Antica" di Giulio Miscosi - TOLOZZI Editore
- "La mia gente" - Editrice S.E.P - Il Secolo XIX
- "La Liguria" - Istituto Italiano Edizioni ATLAS S.p.A. -
Bergamo
- Info Point GENOVA 2004 - Palazzo Ducale - Informazioni ed
aggiornamenti sul programma
- Associazione Culturale Genovese "PORTA SOPRANA"
- 1886/1986 - Cento anni de "Il Secolo XIX"
- "Guida Musei d'Italia" - TOURING CLUB ITALIANO
- Historia (01-1978)
- "La mia terra"- Editrice S.E.P. - Il Secolo XIX
- Sito
Ufficiale Genova-2004 |
|
Fotografie ©
GIOVANNI MENCARINI |
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Prima Pagina |
Grandi eventi
nazionali
ed internazionali
reportati da quotidiani
e riviste celebri |
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Genova |
Elementi urbani
e
particolarità |
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 |
Il Porto antico
La "Piazza sul
Mediterraneo", area
ristrutturata per le
Colombiadi del 1992 |
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seguenti argomenti:
- La
Bolla
- Il Bigo
- Il galeone Neptune
- Via Balbi
- Giro Turistico
- Simboli Urbani
- Tradizioni del mare |
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Via XX Settembre
L'antica Via Giulia.
Strada elegante e
spaziosa, al primo posto
nel cuore
dei Genovesi |
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- La
casa di Colombo
- Porta Soprana
- Teatro Carlo Felice
- Corte Lambruschini
- Castello d'Albertis
- Piazza della Vittoria |
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Centri d'interesse
Palazzi, chiese, musei,
biblioteche, gallerie,
che testimoniano la
ricchezza artistica e
culturale della città |
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- Casa
di Colombo
- Biblioteca Univers.
- Duomo S. Lorenzo
- I Forti
- Galleria Mazzini
- Palazzo Bianco
- Palazzo Ducale
- Palazzo Rosso
- Palazzo S. Giorgio
- Chiesa di S. Matteo |
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Funicolari e Ferrovia
La città vista dall'alto |
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Euroflora
In primavera,
ogni 5 anni, alla Fiera di Genova va in scena lo spettacolo dei
fiori per eccellenza. |
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-
Euroflora 2001
- Euroflora 2006
- Album fotografico
dal 1981 al 2006
- Storia di Euroflora
- Fiori della Liguria
- Villa Hanbury |
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Il dialetto genovese
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-
Origini e influenze
- La pronuncia
- Mini Dizionario
- Ma se ghe penso
- Proverbi
- Filastrocche
- Modi di dire |
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L'arte di strada
Mimi, clown, acrobati
per il divertimento
di
grandi e piccini |
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