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Elenco puntato - Una delle piazze più belle d'Europa   Una delle piazze più belle d'Europa

Piazza De Ferrari, centro topografico della città, considerata una delle più belle piazze d'Europa

 Piazza de Ferrari

La fontana: sullo sfondo il palazzo sede della Regione Liguria, in grande sullo sfondo Palazzo Ducale

 La fontana

Genova
la perla del Mediterraneo
Arte contemporanea in città: i murales di Via Cantore Genova, primo porto d'Italia, capitale della marineria italiana dal Medioevo ad oggi,  capoluogo di una  regione ricca di bellezze naturali: LA LIGURIA

Piazza De Ferrari

è il centro non solo topografico della città ma anche degli affari e dello shopping. Punto di convergenza di tutta la vita genovese: dalle manifestazioni sindacali a quelle folcloristiche.

Porta Soprana o Porta di Sant'Andrea, edificata tra il 1155 ed il 1158, faceva parte di un sistema difensivo (mura del Barbarossa) che cingeva tutta la città.

 Porta Soprana

Simboli

Cristoforo Colombo

Ass.Culturale "Porta Soprana"

Panoramica dal Molo Italia

Blocco Notes

 Titolo testo - Arte e cultura a Genova (Art and culture in Genoa)  Arte e cultura a Genova
         ( Art and culture in Genoa )

Le celebrazioni in occasione del 500° anniversario (12 ottobre 1992) della scoperta dell'America da parte di Cristoforo Colombo, a cui Genova a dato i natali, sono state l'occasione per riammodernare aree urbane a forte degrado e ristrutturare edifici e centri di cultura segnati dal tempo.
L'AREA DEL PORTO ANTICO, ubicata di fronte a Piazza Caricamento, è stata radicalmente modificata.

La realizzazione di opere logistiche ed infrastrutture imponenti, progettate dall'architetto genovese di fama internazionale Renzo Piano, ha richiesto investimenti per quasi 300 milioni di euro, finanziati dallo Stato. Oggi questo immenso spazio ex-portuale, ancora in fase di sviluppo con ulteriore impiego di capitali, è  raggiunto giornalmente da migliaia di turisti, italiani e non, in considerazione del fatto che ospita la Grande Nave Blu, l'acquario che è diventato nel tempo uno dei più grandi del mondo (71 vasche ospitano più di 6000 specie di animali acquatici). Degna di menzione anche la "Bolla", un'enorme bio-sfera sospesa sulle acque del porto, che è stata accuratamente ristrutturata e che ospita nel suo interno futuristico un ecosistema completamente isolato dal mondo circostante. Nel clima ricreato artificialmente vivono in simbiosi specie animali e vegetali.
Il patrimonio artistico e culturale di Genova è molto vasto e ripartito in molte sedi. Le principali gallerie d'arte, i palazzi più interessanti, le chiese più famose, tranne poche eccezioni, sono accentrati nel raggio di poche centinaia di metri da Piazza De Ferrari, centro topografico della Genova moderna. Dalla stessa piazza si dipartono le stradine,

La Chiesa della Annunziata o Nunziata in una fotografia di inizio '900. Cliccando sull'immagine si può vedere un particolare in età moderna
Chiesa della Nunziata

i vicoli ( in genovese caruggi ) che portano nel cuore del centro storico - il più grande d'Europa.
PIAZZA DE FERRARI è intitolata al marchese Raffaele De Ferrari, duca della Galliera, il quale nel 1875 contribuì allo sviluppo del porto con un'elargizione di 20 milioni di lire. Nella parte più aperta della piazza sorge, dal 1936 un'imponente fontana e tutt'intorno si ergono alcuni dei più vetusti e sontuosi edifici eretti in città. Proprio nell'area dell'attuale Piazza De Ferrari, nel VI secolo, si rifugiarono i Milanesi guidati dal vescovo Onorato, per sottrarsi all'invasione longobarda. In loco innalzarono la Chiesa di Sant'Ambrogio, dedicandola al loro santo patrono e che venne ricostruita ai primi del 1600.
Di grande valore artistico sono il Palazzo Ducale, sede dei Dogi, quelli dei Fieschi, degli Spinola, dei Doria, dei Lomellini, nobili famiglie genovesi che ci ricordano la gloria dell'antica Repubblica, a ragione denominata da Napoleone I "La Superba".
Palazzo Spinola, un bell'esempio di architettura quattrocentesca, con la facciata a strisce bianche e nere in cui si aprono le quadrifore e le cinque nicchie con le statue degli spinola, prospetta la centralissima Via Garibaldi, la via cara al Vasari e al Rubens, quella che Madame de Staël era solita chiamare "la via del Re". Lo ristorò un Nicolò Spinola, sul finire del 1500. Il portico è dello scultore Valsoldo. Gli affreschi, quasi  dispersi, sono di Ottavio Semino. La volta della gran sala venne dipinta

Piazza Corvetto in una fotografia di inizio '900. Il monumento a Vittorio Emanuele II fu inaugurato nel luglio 1886, alla presenza di Re Umberto dal diciassettenne Luca Cambiaso. La facciata  e  tutto l'interno di Palazzo Spinola Migliorati, di fronte alla chiesa di San Luca, vennero dipinti da Giò Andrea Carlone. Gli affreschi di Palazzo Saluzzo, tra Vico Untoria e Vico Adorno, sono un'opera cinquecentesca di Luca Cambiaso, quando aveva appena compiuto 15 anni.
I ROLLI - Tra il '500 e il '600 la Repubblica di Genova non disponeva di edifici adeguati per ospitare le rappresentanze delle visite di Stato. Nel 1576 il Senato genovese prese la decisione di vincolare i proprietari delle dimore più prestigiose all'accoglienza degli ospiti illustri. Venne così istituito un primo elenco ufficiale detto "Rollo degli Alloggiamenti Pubblici", suddiviso in tre bussoli, a seconda del grado di importanza degli
Piazza Corvetto a inizio '900

edifici considerati. Le dimore venivano assegnate per sorteggio, in base alla dignità delle persone ospitate. I proprietari dei palazzi non potevano quindi sottrarsi al loro dovere temporaneo di ospitalità in quanto i loro beni, per esigenze di Stato, erano praticamente requisiti. I Rolli conosciuti sono cinque (anni1576-1588-1599-1614-1664) e i palazzi oggetto della "forzata ospitalità" sono in gran parte arrivati fino ai giorni nostri e raccontano ancora i fasti della vita repubblicana genovese fatta di re, principi, dogi, nobili di corte.
VIA GARIBALDI, chiamata in passato "Strada Nuova" o "Via Aurea", è un vero gioiello dell'architettura del Cinquecento. Venne infatti progettata intorno alla metà del XVI secolo, per i nuovi palazzi delle nobili famiglie genovesi che stavano a poco a poco abbandonando le loro abitazioni medievali. Lungo di essa si susseguono, l'uno appresso all'altro, le stupende costruzioni che, dal lato monte, avevano alle spalle magnifici giardini pensili (quasi tutti andati distrutti), che salivano fin sulla collina di Castelletto. E' la via cinquecentesca meglio conservata d'Italia e divide la città marinaresca dalle colline più elevate, un esempio eccezionale di centro patrizio, iniziato a metà del Cinquecento e completato in pieno periodo barocco, ricco di scenografie del Seicento e Settecento. Spettacolari sono i cortili in forte declivio, gli scaloni, i giardini e gli interni ricchi di opere d'arte. Per Rubens, la "Via Aurea" era la più bella d'Europa.
Si affacciano su Via Garibaldi il Palazzo Tursi (attuale sede del Comune), Palazzo Bianco e Palazzo Rosso, Palazzo Verde, Palazzo Cambiaso, Palazzo Gambaro, Palazzo Parodi, Palazzo Carrega, Palazzo Castaldi e altri. Alcune di queste residenze furono progettate Da Galeazzo Alessi.
PALAZZO DORIA-TURSI
è oggi sede del Comune di Genova. la sua costruzione iniziò nel 1564 ad opera di Rocco Lurago, su commissione di Niccolò Grimaldi. Venne poi acquistato dalla famiglia Doria ed arricchito di motivi seicenteschi e di un grande portale, opera del Carlone. L'atrio fu affrescato da Lazzaro Tavarone. Il palazzo conserva importanti documenti, tra cui autografi di Colombo, una tavola bronzea del 117 a.C. e il violino usato da Paganini per i suoi virtuosismi.
Nel luglio del 2006, a Vilnius, gli edifici dei Rolli genovesi e le strade nuove sono stati dichiarati dall'UNESCO Patrimonio Mondiale dell'Umanità e inseriti nella lista dei WORLD HERITAGE CENTRES.
Alcuni palazzi storici possono essere visitati solo previo accordo con i proprietari.

L'Associazione Culturale Genovese "Porta Soprana" si occupa da anni dell'apertura dei monumenti più significativi di Genova quali: la Casa della famiglia Colombo, le Torri di Porta Soprana e la Lanterna, simbolo primario del capoluogo ligure. Gruppi e scolaresche possono prenotare visite guidate anche in orari diversi da quelli previsti per i normali turisti.
Cinquecento e Seicento sono stati il periodo d'oro dell'arte genovese. E lo si vede nei palazzi, nelle ville, nelle chiese. In città era tutto un fiorire di botteghe d'arte. Gli allievi affiancavano dapprima i pochi maestri ma ben presto prendevano il volo per conto proprio. I segreti del mestiere, rivelatasi redditizi, venivano trasmessi di padre in figlio ed hanno quindi avuto inizio le dinastie di pittori, scultori, architetti.....

San Lorenzo visto dalle Torri di Porta Soprana

San Lorenzo visto da Porta Soprana

Alcuni nomi: Semino, Castello, Carleone, Piola, De Ferrari, Orsolino... Era facile fare carriera in un periodo in cui i mecenati si contendevano gli artisti più famosi per abbellire le loro ville e palazzi.
Tre o quattro secoli fa non c'era palazzo privato, a Genova, che non avesse le sue tele incastonate in saloni superbi. Era un lusso goduto ed esibito, anche come credenziale economica. Quella tradizione si frantumò a metà dell'Ottocento, per riprendere poco dopo in versione borghese.
Il collezionismo d'arte, tra il Sei e il Settecento, raggiunse dimensioni così vaste e tale rilevanza per la qualità delle raccolte costituitesi, da far diventare la città uno dei centri più ricchi d'Europa anche a livello di tesori figurativi. Le opere d'arte venivano acquistate per essere esposte come ornamento delle dimore nobili, in stretto rapporto con le decorazioni degli ambienti. Esempi ancora esistenti a Genova di tale gusto sono, per esempio, il "salone d'onore" del secondo piano nobile di Palazzo Spinola a Pellicceria, il "salone del Van Dyck" nel Palazzo Durazzo Pallavicini in Via Balbi, il "salotto di Fetonte" nel palazzo di Giambattista Spinola in Via Garibaldi. In alcuni casi era l'intero arredamento ad essere  studiato  per  fare da cornice ad un'opera, specialmente  quando  la stessa  era di particolare

La partenza dei Mille da Quarto, nella notte tra il 5 e il 6 maggio 1860. (Quadro di G. Induno, da una riproduzione fotografica di inizi '900)
Marzo 2011 - 150° dell'Unità d'Italia
5 Maggio 1860 - I Mille salpano dallo scoglio di Quarto
14 Marzo 1861 - Proclamazione del Regno d'Italia al Parlamento Subalpino
17 Marzo 1861 - A Vittorio Emanuele e ai suoi discendenti viene conferito il titolo di Re d'Italia
27 Marzo 1861 - Il Parlamento Italiano proclama Roma Capitale del Regno
La partenza dei Mille da Quarto

importanza, anche nelle dimensioni. Tipica la "Cena in casa del fariseo" di Paolo Veronese, a Palazzo Durazzo (ora Reale) in Via Balbi, in funzione della quale furono articolate le decorazioni che ornano soffitti e pareti.
Il patrizio Raffaello Soprani, il "Vasari genovese", pubblicando nel 1768 le sue " Vite de' pittori, scultori ed architetti genovesi " cita 140 artisti, più di un'ottantina di forestieri o stranieri operanti in Genova, elenco completato con altri nomi da Carlo Giuseppe Ratti.
Genova ha dato i natali a uomini insigni che la illustrarono con le loro opere immortali, quali l'ammiraglio Andrea Doria, e Cristoforo Colombo in epoca medievale, il celebre violinista Nicolò Paganini e Giuseppe Mazzini, che ha legato il suo nome a tutto il Risorgimento Italiano.
GIUSEPPE MAZZINI nacque a Genova il 23 giugno 1815. Suo padre era un dottore e questo fatto lo spinse inizialmente a frequentare la facoltà universitaria di medicina. Non trovandosi a proprio agio, passò agli studi in legge che erano più congeniali alla sua indole e al suo ingegno, sempre perspicace e pronto alle innovazioni. Iscritto alla Carboneria, fu arrestato e tradotto nel forte di Savona. In una angusta cella di quel carcere meditò la fondazione della società segreta "La Giovine Italia" della quale, una volta liberato, pose le basi in quel di Marsiglia.
Mazzini fu l'animatore dei moti di Genova e condannato a morte dal Governo Piemontese. Fece parte del triunvirato che resse la Repubblica Romana nel 1849, per la difesa della quale cadeva il poeta soldato Goffredo Mameli. Conobbe l'esilio in Svizzera ed in Inghilterra.
Morì a Pisa il 10 marzo 1872 e le sue spoglie riposano nel cimitero di Staglieno.

Nel 1832-33 a Genova si notarono le prime manifestazioni della Società Segreta "La Giovine Italia", fondata dal Mazzini con l'intendimento di elevare l'Italia a nazione libera ed indipendente. Si tentò anche una congiura che fu sventata e soffocata nel sangue ed alla quale seguirono numerosi arresti.
I genovesi Giovanni e Agostino Ruffini riuscirono a fuggire, come pure il Mazzini, che fu condannato a morte in contumacia. Invece Jacopo Ruffini (Genova 22-06-1805) fu catturato e messo in carcere. Nel timore di svelare i nomi di altri congiurati e per evitare un supplizio ignominioso, in un momento di debolezza decise di morire. Mandò in effetto il suo proposito la notte del 19 giugno 1833, a soli 28 anni, svenandosi nel carcere. Sul muro della torre del Palazzo Ducale fu posta la

Il Castello Raggio di Genova Cornigliano. Danneggiato dai bombardamenti della IIa Guerra Mondiale fu abbattuto nel 1951 per far posto all'Italsider e all'Aeroporto Cristoforo Colombo (fotografia di inizio '900)
Il Castello Raggio a inizio '900

seguente epigrafe che ricorda agli Italiani l'eroico sacrificio del patriota genovese: "Consacrò questo carcere il sangue - di Jacopo Ruffini - morto per la Fede Italiana - 1833".
Il giovane Ruffini si era sempre accaparrato la stima, la considerazione e la fiducia di tutti coloro che avvicinava, in particolare del fratello Giovanni, celebre romanziere, che lo aveva avviato agli studi filosofici al termine del Real Collegio, luogo di disciplina quasi feroce.
Da Genova il 27 aprile 1855 partì la spedizione di Crimea, comandata dal generale Alfonso Lamarmora e più tardi, nel mattino del 6 maggio 1860, Giuseppe Garibaldi salpava dallo scoglio di Quarto con i suoi Mille per la liberazione delle Due Sicilie, nella quale si distinsero Nino Bixio e i Carabinieri genovesi, comandati dal Mosto.
L'impresa venne "sponsorizzata" dalla Società Nazionale a mezzo di G. La Farina che si fece carico di procurare un discreto numero di fucili, mentre la Società di Navigazione Rubattino mise a disposizione le navi a vapore Piemonte e Lombardo per il trasporto delle truppe. Dopo lo sbarco a Marsala i due piroscafi furono catturati dall'Ammiragliato napoletano, quando ormai avevano gia compiuto la loro missione.
LEON BATTISTA ALBERTI (1404-1472) fu invece una delle menti più eccezionali , uno dei geni del Rinascimento. Nacque a Genova da famiglia fiorentina e si distinse in ogni branca dello scibile umano. Si interessò infatti di scultura, architettura, pittura, matematica musica e letteratura. A lui si devono la facciata di Santa Maria Novella, la tribuna della SS. Annunziata e il Palazzo Rucellai di Firenze, il Tempio Malatestiano di Rimini, la Chiesa di San Sebastiano e la Basilica di Sant'Andrea a Mantova. Fu autore di numerosi trattati, fra cui: De re aedificatoria, De Pictura, Della Statua, il Trattato della famiglia. Rimane invece poco della sua opera di scultore e pittore.
Il patrono di Genova è San Giovanni Battista, festeggiato il 24 giugno, le cui ceneri sono custodite nella cappella dedicata in San Lorenzo.

La scultura

La pittura

La letteratura

Centri d'interesse

Capitale Europea della Cultura nel 2004  -  European Capital of Culture in 2004

Fonti Blocco Notes
- TuttoCittà
- GuidExpress - RCS Editoriale Quotidiani SpA - CORRIERE DELLA SERA
- "I quartieri di Genova Antica" di Giulio Miscosi - TOLOZZI Editore
- "La mia gente" - Editrice S.E.P - Il Secolo XIX
- "La Liguria" - Istituto Italiano Edizioni ATLAS S.p.A. - Bergamo
- Info Point GENOVA  2004 - Palazzo Ducale - Informazioni ed aggiornamenti sul programma
- Associazione Culturale Genovese "PORTA SOPRANA"
- 1886/1986 - Cento anni de "Il Secolo XIX"
- "Guida Musei d'Italia" - TOURING CLUB ITALIANO
- Historia (01-1978)
- "La mia terra"- Editrice S.E.P. - Il Secolo XIX
- Sito Ufficiale Genova-2004 
Fotografie © GIOVANNI MENCARINI
 
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