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| LE
APUANE, "MONUMENTO GEOLOGICO" UNICO AL MONDO |
L'esplorazione alpinistica delle
Apuane inizia nel 1868 ad opera dell'ing. Giordano. Il primo rifugio per gli
alpinisti, l'"Aronte" fu realizzato nel 1902 ad opera delle sezioni
liguri del CAI. Oggi sono numerosi e tutti bene attrezzati. Il più alto si
trova a 1642 m di altitudine, sul Monte Cavallo a sud del Passo della Focolaccia.
Altri rifugi molto conosciuti sono il "Donegani" situato a Orto di
Donna (quota 1250 m. slm), il "Città di Massa" al
Pian della Foba, il
"Pania" posto nel Gruppo delle Panie a 1600 m.
Attualmente si contano circa 750 Km di sentieri segnalati a cura di un
apposito comitato intersezionale.
Nel 1881 fu scalata per la prima volta la Pania della Croce, nel 1883
il Pisanino e l'Alto di Sella, nel 1884 la
Penna di Sumbra.
Anche gli speleologi trovano nelle Alpi Apuane luoghi fantastici per le loro
esplorazioni. Le grotte conosciute sono al momento circa 200. La prima ad essere
esplorata fu la "Grotta del vento" di
Fornovolasco. Nel 1783,
anch'essa tra le prime, fu sviscerata nelle sue caratteristiche geologiche la
"Grotta del Foròlio", identificabile con il Tanone di Carrara.
Nel
1913 fu pubblicata la prima guida completa di grotte ed antri della catena
montuosa toscana.
Una grotta di enorme importanza dal punto di vista paleontologico e
paleoetnologico è la "Tecchia di Equi", posta a quota 300 m.,
dislivello 4 m., lunghezza 31, sulla sinistra della Valle di Fagli, a pochi
minuti di cammino da Equi
Terme. Vi furono trovati manufatti di epoca
paleolitica e neolitica e ossa di leone speleo, di orso speleo e di varie specie
di uccelli ormai estinte.
Tuttora una delle grotte più visitate è quella di Torano (Monte Sagro, quota
180 m., dislivello 36, lunghezza qualche centinaio di metri, che fu anche tra
quelle esplorate per prime. Si compone di più sale e gallerie, una delle quali
termina in un laghetto.
Tra le maggiori e più ardue da percorrersi è la "Tana dell'Orso
selvatico", sul versante nord-est del
Corchia, a quota 1150, dislivello
318, lunghezza 1330. L'esplorazione fu completata in 17 anni, a partire dal
1912.
Sulle Alpi Apuane si trova anche il pozzo più profondo del mondo. Si tratta
dell' "Abisso Enrico Revel" (Vetricia), posto a quota 1543, dislivello
316 m., lunghezza 40 m., che anche la "Guida ai monti d'Italia"
segnala come di difficilissimo accesso. |
Come
si vedono le Alpi Apuane dall'Alta Via dei Monti Liguri |
Sentieri
e rifugi del C.A.I. nel Parco delle Alpi Apuane
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FAQ - Perchè si chiamano Alpi Apuane? |
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R - Le Alpi Apuane sono l'"ornamento" più
singolare e prezioso della Provincia di
Massa Carrara, un biglietto da visita di
grande prestigio in campo naturalistico,
anche a livello internazionale. Il loro nome
deriva dall'antico popolo che le abitò in epoca preromanica: i
Liguri-Apuani.
I reperti scritti in lingua latina
narrano di una popolazione
forte e bellicosa, ardita fino a spingersi
in incursioni in territorio pisano e
bolognese, indomita di fronte alla
colonizzazione dei legionari romani. Viveva
in selve e rifugi montani, coltivava la vite
e il frumento, era legata alla propria terra
e al ricordo dei padri.
Fin dall'età del ferro, i Liguri-Apuani, pur avendo modi di
abitare ed usanze religiose comuni con le
altre tribù liguri, |
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presentavano una peculiarità culturale
originale: il culto di divinità antropomorfe
scolpite nella pietra, le Statue-Stele,
di cui oggi rimangono circa 50 reperti,
custoditi in vari musei sparsi sul
territorio.
Gli studi condotti in merito, collocano la
loro presenza in un arco temporale che va
dall'Eneolitico (2.800-1.800 a.C.) fino alle
soglie della romanizzazione (III° - II°
secolo a.C.). Nonostante la dominazione di
Roma, la componente culturale Apuana, nelle
genti della valle del Magra, rimase
preponderante fino all'VIII° secolo, quando
si scontrò tardivamente col cristianesimo
che aveva nelle strutture dell'Impero i
primi centri d'irradiazione. |
FAQ
- Perchè Alpi Apuane e non Appennini? |
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R -
Le Alpi Apuane fanno parte dell'area
sub-appenninica toscana ma la conformazione
geologica di questa catena di montagne da
loro diritto di appellarsi Alpi e non
Appennini.
Gli Appennini si caratterizzano per avere un
aspetto molto uniforme, con le vette che
raggiungono altezze decisamente meno elevate
rispetto a quelle alpine. Le sommità sono in
genere tondeggianti e le pendici degradano
verso il fondovalle in modo molto tranquilllo, senza eccessive pendenze. Negli
Appennini la roccia calcarea è in genere
mescolata con argille molli e pertanto il
terreno ha una minore consistenza. In caso
di forti piogge, è facile che si possano
verificare movimenti franosi di vaste
proporzioni. La vegetazione degli Appennini,
di solito, è più variegata e importante di quella
alpina. Anche il clima risente dell'influsso
del Mediterraneo, a differenza delle Alpi,
decisamente più fredde e continentali.
Le Alpi Apuane originano da movimenti
tettonici del fondo marino e sono
prevalentemente costituite da roccia
(vi si estrae il notissimo marmo
bianco, derivante dalla metamorfizzazione di
rocce calcaree prive di impurità). I calcari
risalgono al periodo paleozoico (tra i 500 e
i 250 milioni di anni fa) e al primo
periodo del mesozoico (tra i 250 e i 200
milioni di anni fa). La morfologia e la
litologia delle Apuane sono quindi di tipo
alpino. Le vette delle montagne sono aguzze
e le pareti molto scoscese, con una
vegetazione non rigogliosa, anche se
caratterizzata da una grande varietà di
endemismi.
Sono scalabili con
difficoltà e anche le bellissime caverne
naturali (alcune indicate sopra) presentano oggettivi
pericoli di esplorazione. Questi due fatti
ne fanno uno dei paradisi naturali per
scalatori e speleologi, che però spesso
incorrono in incidenti anche mortali.
Le Alpi Apuane presentano cime alte quasi
2.000 metri, a pochi chilometri dalla costa.
Un colpo d'occhio fantastico, un paesaggio
costantemente "innevato" a causa dei residui
estrattivi (ravaneti) provenienti dalle famosissime
cave.
La catena si estende per circa 60 Km, con
una larghezza media di 20, in un
comprensorio che va dalla Lunigiana alla
Garfagnana, parallelamente alla prima costa
toscana (Versilia). I monte più alto è il
Pisanino (1946 slm).
Venivano definite anche "Monti della Luna",
la colonia romana di Luni, dal cui porto i
blocchi di marmo bianco prendevano il
mare per contendere il primato al marmo
greco di Paro, per approdare in diversi
centri del Mediterraneo, per arricchire Roma
di templi, di fori, di anfiteatri, di terme,
di archi trionfali, di statue.
Nel corso del tempo, queste montagne hanno
visto la presenza anche di molte miniere per
l'estrazione di minerali. Oggi sono tutte
chiuse (l'ultima venne dismessa intorno agli
anni Novanta), perchè i processi di
estrazione erano diventati antieconomici.
Gallerie e cunicoli, tuttora praticabili,
sono oggetto di studio da parte di geologi,
speleologi, paleontologi che ogni tanto vi
rinvengono specie mirerali rare e/o
sconosciute (vedi
Alpi Apuane 4)
L'appellativo di "Alpi" venne attribuito
alla fine del '700, durante il periodo della
Repubblica Cisalpina.
Per la tutela del loro fragile equilibrio
ambientale, dovuto all'intensa attività
estrattiva e allo sfruttamento dei boschi, è
stato istituito nel 1985 il "Parco Regionale
delle Alpi Apuane", che copre una superficie
di 18.000 ettari ed interessa i territori di
16 comuni delle province di Massa-Carrara e
di Lucca. |
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Fotografie
©
GIOVANNI MENCARINI |
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Grandi eventi
nazionali
ed internazionali
reportati da quotidiani
e riviste celebri |
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Argomenti
nelle
altre pagine |
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Alpi Apuane (2)
Michelangelo a
Carrara
La Biennale di Scultura
Cava dei Fantiscritti
Lizzatura storica |
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Alpi Apuane (3)
Il Marmo di Luni
Gabriele D'Annunzio
nella valle di Colonnata
Accademia di Belle Arti
Il Monolite del 1928 |
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Alpi apuane (4)
La Ferrovia
Marmifera
Quando i Cavatori di
Carrara salvarono il sito
egiziano di Abu Simbel
Ritrovamento di minerali rari e/o sconosciuti
Bandiera USA da record
realizzata in marmo |
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La "Peonia Officinalis" |
Conosciute
anche con l'appellativo di "rose senza spine", le
peonie sono note fin dall'antichità per le loro proprietà
medicinali e per la loro straordinaria bellezza.
Per tali caratteristiche molte specie sono delle autentiche
rarità e in certi casi corrono addirittura il pericolo di
estinguersi.
Le peonie si adattano bene agli ambienti montani. Sulle Alpi Apuane nasce la "peonia officinalis",
specie rara e protetta, dalle splendide fioriture color
porpora.
A Fivizzano, l'Orto
Botanico dei Frignoli ospita
peonie autoctone e specie esotiche provenienti da
altri paesi
d'Europa,
Asia,
Africa e
America,
provvedendo a conservare molte entità minacciate.
Al Centro dei Frignoli le peonie fioriscono in genere nel
mese di maggio. Il Parco offre inoltre una vasta collezione
di erbe spontanee per uso alimentare, rintracciabili sulle
Alpi Apuane,
sull'Appennino
Tosco-Emiliano
e nella
Lunigiana. |
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La Lunigiana |
Il territorio:
fotografie,
economia, turismo,
arte e gastronomia |
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Comuni, località (1)
Villafranca
Fosdinovo
Filattiera |
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Comuni, località (2)
Pontremoli
Aulla
Tresana |
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Comuni, località (3)
Podenzana
Mulazzo
Licciana Nardi |
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Comuni, località (4)
Fivizzano
Equi Terme
L'acqua termale di Equi |
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Comuni, località (5)
Casola in
Lunigiana
L'Alta Valle Aulella
Il Museo del Territorio |
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Comuni, località (6)
Zeri e le sue
valli
Bagnone
Comano |
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