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 Sono stati consultati:

Storia dell'insediamento in Lunigiana
ALTA VALLE AULELLA

a cura di
Isabella Ferrando Cabona
Elisabetta Crusi

SAGEP EDITRICE

 

 Alpi Apuane: una strada del marmo si perde nella nebbia delle ore mattutine

 

Dal Magra al Serchio
di Romano Bavastro

SOCIETA' EDITRICE APUANA

 
Il litorale toscano e le Alpi Apuane viste dal Parco Naturale Regionale di Montemarcello-Magra
LE APUANE, "MONUMENTO GEOLOGICO" UNICO AL MONDO
L'esplorazione alpinistica delle Apuane inizia nel 1868 ad opera dell'ing. Giordano. Il primo rifugio per gli alpinisti, l'"Aronte" fu realizzato nel 1902 ad opera delle sezioni liguri del CAI. Oggi sono numerosi e tutti bene attrezzati. Il più alto si trova a 1642 m di altitudine, sul Monte Cavallo a sud del Passo della Focolaccia. Altri rifugi molto conosciuti sono il "Donegani" situato a Orto di Donna (quota 1250 m. slm), il "Città di Massa" al Pian della Foba, il "Pania" posto nel Gruppo delle Panie a 1600 m. 
Attualmente si contano circa 750 Km di sentieri segnalati a cura di un apposito comitato intersezionale.
Nel 1881 fu scalata per la prima volta la Pania della Croce, nel 1883 il
Pisanino e l'Alto di Sella, nel 1884 la Penna di Sumbra.
Anche gli speleologi trovano nelle Alpi Apuane luoghi fantastici per le loro esplorazioni. Le grotte conosciute sono al momento circa 200. La prima ad essere esplorata fu la "
Grotta del vento" di Fornovolasco. Nel 1783, anch'essa tra le prime, fu sviscerata nelle sue caratteristiche geologiche la "Grotta del Foròlio", identificabile con il Tanone di Carrara. 
Nel 1913 fu pubblicata la prima guida completa di grotte ed antri della catena montuosa toscana.
Una grotta di enorme importanza dal punto di vista paleontologico e paleoetnologico è la "
Tecchia di Equi", posta a quota 300 m., dislivello 4 m., lunghezza 31, sulla sinistra della Valle di Fagli, a pochi minuti di cammino da Equi Terme. Vi furono trovati manufatti di epoca paleolitica e neolitica e ossa di leone speleo, di orso speleo e di varie specie di uccelli ormai estinte.
Tuttora una delle grotte più visitate è quella di Torano (Monte Sagro, quota 180 m., dislivello 36, lunghezza qualche centinaio di metri, che fu anche tra quelle esplorate per prime. Si compone di più sale e gallerie, una delle quali termina in un laghetto.
Tra le maggiori e più ardue da percorrersi è la "
Tana dell'Orso selvatico", sul versante nord-est del Corchia, a quota 1150, dislivello 318, lunghezza 1330. L'esplorazione fu completata in 17 anni, a partire dal 1912.
Sulle Alpi Apuane si trova anche il pozzo più profondo del mondo. Si tratta dell' "
Abisso Enrico Revel" (Vetricia), posto a quota 1543, dislivello 316 m., lunghezza 40 m., che anche la "Guida ai monti d'Italia" segnala come di difficilissimo accesso.
Elenco puntato - Come si vedono le Alpi Apuane dall'Alta Via dei Monti Liguri  Come si vedono le Alpi Apuane dall'Alta Via dei Monti Liguri 
Elenco puntato - Sentieri e rifugi del C.A.I nel Parco delle Alpi Apuane  Sentieri e rifugi del C.A.I. nel Parco delle Alpi Apuane
Titolo paragrafo - FAQ: Perchè si chiamano Alpi Apuane?  FAQ  -  Perchè si chiamano Alpi Apuane?

R - Le Alpi Apuane sono l'"ornamento" più singolare e prezioso della Provincia di Massa Carrara, un biglietto da visita di grande prestigio in campo naturalistico, anche a livello internazionale. Il loro nome deriva dall'antico popolo che le abitò in epoca preromanica: i Liguri-Apuani.
I reperti scritti in lingua latina narrano di una popolazione forte e bellicosa, ardita fino a spingersi in incursioni in territorio pisano e bolognese, indomita di fronte alla colonizzazione dei legionari romani. Viveva in selve e rifugi montani, coltivava la vite e il frumento, era legata alla propria terra e al ricordo dei padri.
Fin dall'età del ferro, i Liguri-Apuani, pur avendo modi di abitare ed usanze religiose comuni con le altre tribù liguri,

Questo è il tipico ambiente "lunare" che si riscontra addentrandosi nelle Alpi Apuane

presentavano una peculiarità culturale originale: il culto di divinità antropomorfe scolpite nella pietra, le Statue-Stele, di cui oggi rimangono circa 50 reperti, custoditi in vari musei sparsi sul territorio.
Gli studi condotti in merito, collocano la loro presenza in un arco temporale che va dall'Eneolitico (2.800-1.800 a.C.) fino alle soglie della romanizzazione (III° - II° secolo a.C.). Nonostante la dominazione di Roma, la componente culturale Apuana, nelle genti della valle del Magra, rimase preponderante fino all'VIII° secolo, quando si scontrò tardivamente col cristianesimo che aveva nelle strutture dell'Impero i primi centri d'irradiazione.

Titolo paragrafo - FAQ: Perchè Alpi Apuane e non Appennini?  FAQ  -  Perchè Alpi Apuane e non Appennini?

R - Le Alpi Apuane fanno parte dell'area sub-appenninica toscana ma la conformazione geologica di questa catena di montagne da loro diritto di appellarsi Alpi e non Appennini.
Gli Appennini si caratterizzano per avere un aspetto molto uniforme, con le vette che raggiungono altezze decisamente meno elevate rispetto a quelle alpine. Le sommità sono in genere tondeggianti e le pendici degradano verso il fondovalle in modo molto tranquilllo, senza eccessive pendenze. Negli Appennini la roccia calcarea è in genere mescolata con argille molli e pertanto il terreno ha una minore consistenza. In caso di forti piogge, è facile che si possano verificare movimenti franosi di vaste proporzioni. La vegetazione degli Appennini, di solito, è più variegata e importante di quella alpina. Anche il clima risente dell'influsso del Mediterraneo, a differenza delle Alpi, decisamente più fredde e continentali.
Le Alpi Apuane originano da movimenti tettonici del fondo marino e sono prevalentemente costituite da roccia (vi si estrae il notissimo marmo bianco, derivante dalla metamorfizzazione di rocce calcaree prive di impurità). I calcari risalgono al periodo paleozoico (tra i 500 e i 250 milioni di anni fa)  e al primo periodo del mesozoico (tra i 250 e i 200 milioni di anni fa). La morfologia e la litologia delle Apuane sono quindi di tipo alpino. Le vette delle montagne sono aguzze e le pareti molto scoscese, con una vegetazione non rigogliosa, anche se caratterizzata da una grande varietà di endemismi.
Sono scalabili con difficoltà e anche le bellissime caverne naturali (alcune indicate sopra) presentano oggettivi pericoli di esplorazione. Questi due fatti ne fanno uno dei paradisi naturali per scalatori e speleologi, che però spesso incorrono in incidenti anche mortali.
Le Alpi Apuane presentano cime alte quasi 2.000 metri, a pochi chilometri dalla costa. Un colpo d'occhio fantastico, un paesaggio costantemente "innevato" a causa dei residui estrattivi (ravaneti) provenienti dalle famosissime cave.
La catena si estende per circa 60 Km, con una larghezza media di 20, in un comprensorio che va dalla Lunigiana alla Garfagnana, parallelamente alla prima costa toscana (Versilia). I monte più alto è il Pisanino (1946 slm).
Venivano definite anche "Monti della Luna", la colonia romana di Luni, dal cui porto i blocchi di marmo bianco prendevano il mare per contendere il primato al marmo greco di Paro, per approdare in diversi centri del Mediterraneo, per arricchire Roma di templi, di fori, di anfiteatri, di terme, di archi trionfali, di statue.
Nel corso del tempo, queste montagne hanno visto la presenza anche di molte miniere per l'estrazione di minerali. Oggi sono tutte chiuse (l'ultima venne dismessa intorno agli anni Novanta), perchè i processi di estrazione erano diventati antieconomici. Gallerie e cunicoli, tuttora praticabili, sono oggetto di studio da parte di geologi, speleologi, paleontologi che ogni tanto vi rinvengono specie mirerali rare e/o sconosciute (vedi Alpi Apuane 4)
L'appellativo di "Alpi" venne attribuito alla fine del '700
, durante il periodo della Repubblica Cisalpina.
Per la tutela del loro fragile equilibrio ambientale, dovuto all'intensa attività estrattiva e allo sfruttamento dei boschi, è stato istituito nel 1985 il "Parco Regionale delle Alpi Apuane", che copre una superficie di 18.000 ettari ed interessa i territori di 16 comuni delle province di Massa-Carrara e di Lucca.

Fotografie ©  GIOVANNI MENCARINI

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La Ferrovia Marmifera
Quando i Cavatori di Carrara salvarono il sito
egiziano di Abu Simbel
Ritrovamento di minerali rari e/o sconosciuti
Bandiera USA da record
realizzata in marmo
La "Peonia Officinalis"
Conosciute anche con l'appellativo di "rose senza spine", le peonie sono note fin dall'antichità per le loro proprietà medicinali e per la loro straordinaria bellezza.
Per tali caratteristiche molte specie sono delle autentiche rarità e in certi casi corrono addirittura il pericolo di estinguersi. 
Le peonie si adattano bene agli ambienti montani. Sulle Alpi Apuane nasce la "
peonia officinalis", specie rara e protetta, dalle splendide fioriture color porpora.
A Fivizzano, l'
Orto Botanico dei Frignoli ospita peonie autoctone e specie esotiche provenienti da altri paesi d'Europa, Asia, Africa e America, provvedendo a conservare molte entità minacciate.
Al Centro dei Frignoli le peonie fioriscono in genere nel mese di maggio. Il Parco offre inoltre una vasta collezione di erbe spontanee per uso alimentare, rintracciabili sulle
Alpi Apuane, sull'Appennino Tosco-Emiliano e nella Lunigiana.
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