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ZENEIZE a
lengua
çiû bella d'u mundu
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| Immagini
di Genova (1) |
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La
Pronuncia |
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Segni e accenti |
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Consonanti
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Vocali |
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Casi particolari |
| A
PAGINA 2 |
Proverbi,
filastrocche,
modi di dire,
feste in dialetto
genovese e
relativa
traduzione... |
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A
PAGINA 3 |
La
canzone
"Ma se
ghe penso" e il teatro di
Gilberto Govi |
dall'
Esopo Zeneize
di
Martin
Piaggio
Mondani Editore
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Dedica:
Pappæ,
Mammæ de Zena e ciù ûn caroggio, e Voi che a primma cûa eì di
Figgiêu, Ve dedìco, gradïlo de bon chêu, questo mæ Esopo, voeìvo
di strofoggio....
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| M.P. |
| Martin
Piaggio |
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(1774 - 1843), era amato da tutta Genova e per
il suo carattere bonario e per la sua genuina semplicità. Si rese
famoso tra i suoi concittadini attraverso il " Lunario del
Signor Regina e Co." dove in poesia esponeva i fatti di Genova.
Era un cronista, infine, civile e garbato, non privo tuttavia,
quando lo voleva, di una certa capacità satirica. |
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Curiosità: |
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Il
GABIBBO, celebre pupazzo animato, mascotte delle reti Mediaset,
parla in genovese. Il suo nome origina dal termine
dialettale
"gabibbu", che significa amico (derivato
dall'arabo "hhabîb"). |
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L'umile tappettino, o ZERBINO che dir si voglia, in
dialetto genovese "zerbìn" deve il nome all'isola di
Gerba, da cui era importato insieme con altri
prodotti e manufatti. I rapporti tra l'isola e
Genova furono molto intensi: infatti i cognomi
Zerbino e Zerbini hanno la medesima origine
(dall'arabo "Giarbî", persona originaria di
Gerba). |
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| A
Vorpe e o Crovo |
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La
Volpe e il Corvo
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Oh
comme ti ë mai bello !...
( Dixeìva a Vorpe ún giorno
A ún crovettin novello
Chí ghe giava d'intorno,
Poi fermo
In scìûnn-a ròcca
Cón do formaggio in bocca):
Che bella ciûmma möa !
Che sampe ! Che sûffetto !
Lunga e sûperba côa !
Grande e maestoso aspetto !
Perfetto proprio in tûtto !
Ma che peccôu !... ti ë mûtto
O crovo insûperbiva
In sentîse adûlâ,
Ma troppo o ghe pativa
Sentindose ciammâ
Per mûtto !... O cacciò ûn sbraggio
E ghe scappò o formaggio.
Che a Vorpe vëgia lesta
Sûbito a se piggiò:
Oxello sensa testa,
( Bûrlandolo a sbraggiò )
Quanto te costa caa
Un pö de löde !.... Impaa. |
|
Oh
come sei mai bello !...
( Diceva la Volpe un giorno
A un giovane corvo
Che le girava intorno,
E che poi si era fermato
Su una roccia
Con del formaggio in bocca):
Che bella chioma nera !
Che zampe ! Che ciuffo !
Coda lunga e superba !
Aspetto grande e maestoso !
Perfetto proprio in tutto !
Ma che peccato !....Non parli.
Il corvo insuperbiva
Nel sentirsi adulato,
Ma ci pativa troppo
Nel sentir dire
Che era muto !.... Cacciò un urlo
E gli scappò il formaggio.
E la volpe bella lesta
Subito se lo prese:
Stupido uccello,
( Lo canzonava a squarciagola )
Quanto ti costa cara
Un pò di adulazione !.... Impara. |
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INFLUENZE DI ALTRE CULTURE SUL DIALETTO GENOVESE |
Il
dialetto ligure rispecchia la storia ed il carattere di
una popolazione poco omogenea, stabilita nella fascia
costiera e sull'arco montano tra il Varo, la Pianura
Padana ed il Magra. Genti di razze ed origini diverse,
fuse con Celti, Fenici, Greci, Italici, Barbari,
Levantini ma unificate dai Romani.
Un dialetto in
fondo unitario, ma dai multiformi aspetti, che
appartiene al gruppo detto "galloitalico".
A Ventimiglia
e La Spezia, come nell'entroterra, il dialetto ha
risentito della vicinanza delle parlate confinanti, per
la prima provenzale e piemontese, per la seconda
emiliana e toscana.
A Genova la lingua locale si è via via evoluta,
accostandosi sempre di più all'italiano.
Pur tuttavia,
in molte aree, soprattutto dell'entroterra e di
estrazione contadina, essa si è mantenuto più fedele
al modello antico.
Come il portoghese, cui tanto
assomiglia, ha una ricchezza vocalica e consonantica
superiori all'italiano.
La Liguria linguistica si estende anche a zone che,
amministrativamente, appartengono al Piemonte (Ormea,
in provincia di Cuneo), all'Emilia (Alta Val di
Taro, sino a Bedonia). In Francia possiamo trovare
il dialetto ligure a Monaco e fino agli anni '60
veniva ancora parlato in alcuni villaggi delle Alpi
Marittime (Mons. Escragnolles) e nell'alta Val Roja
(Tenda, Saorgio).
Un genovese arcaico, e perciò di estremo interesse, si può ancora riscontrare nelle
isole linguistiche di Bonifacio (Corsica, a partire dal
XIII secolo) Carloforte e Calasetta
(Sardegna, dalla seconda metà del Settecento)
importatovi rispettivamente dai coloni genovesi e
pegliesi della Repubblica.
C'era poi un genovese d'oriente legato alla presenza
delle colonie della Repubblica sulle coste dell'Egeo
e del Mar Nero e quello che, in tempi molto più
recenti, gli emigranti del Chiavarese e della
Fontanabuona hanno portato oltreoceano, a Buenos
Aires, insieme al famosissimo "pesto".
E' per tutti questi motivi che il dialetto genovese
è permeato di vocaboli francesi, greci, spagnoli,
inglesi e germanici.
Nella "mappa linguistica" della Regione Liguria,
viene oggi parlato principalmente sulla costa, da
Pietra Ligure a Sestri Levante e si estende
nell'entroterra sino alla Val Fontanabuona, al
Chiavarese, alla Val Petronio. A nord di Genova,
sono di chiara influenza genovese comuni come
Bargagli, Mignanego, Sant'Olcese e oltre il Passo
dei Giovi, anche Busalla, Savignone, Val Brevenna,
Crocefieschi.
Nell'estremo Levante ligure non è infrequente sentir
parlare genovese anche nelle Cinqueterre e nell'Alta
Val di Vara.
Le trasformazioni fonetiche avvenute nella parlata
di Genova sono un segno inequivocabile del dinamismo
espresso dalla città durante i secoli della
Repubblica e si sono diffuse soprattutto in quei
centri dove si trovavano funzionari in
rappresentanza del potere genovese.
CONTATTI CON LE POPOLAZIONI ISLAMICHE
Sul finire del IX secolo della nostra era, gli Arabi
delle Baleari occupavano stabilmente Frassineto (La-Gard-Freinet,
in Provenza) e da lì partivano per incursioni contro
Alba, Acqui e Tortona. Genova e la Liguria marittima
erano quasi strette d'assedio tra i monti e il mare,
tanto che diventava difficile tenere testa alle minacciose
azioni di questi pirati saraceni. Solo grazie
all'aiuto dei Bizantini di Sardegna, la Superba
respinse un attacco nel 930-931, ma non poté fare
niente quattro anni più tardi, quando venne
saccheggiata (con conseguenze disastrose) dagli
uomini di 200 galee partite dall'Africa.
Nei secoli seguenti si ha notizia certa di arabi e
levantini presenti sul suolo ligure, ma con intenti
pacifici. Le occasioni di contatto con culture e
usanze arabe derivarono anche per bocca di mercanti
e navigatori nostrani, reduci dalle fiorentissime
colonie genovesi di Levante e dell'Africa
settentrionale (il Maghreb), territori già
occupati tra i secoli XI e XII.
Ecco alcuni termini e curiosità del dialetto genovese che
originano
da usanze o modi di dire tipici delle popolazioni islamiche: |
Mandillo: parola di origini arabe che significa
fazzoletto. |
Ramadan: è il mese notoriamente dedicato alla
liturgia penitenziale della fede islamica. Nel dialetto
genovese il vocabolo è rimasto con significato di frastuono,
confusione. |
Scialla scialla: espressione con la quale si
invitano i bambini molto piccoli a battere le manine per
fare festa. Parola innegabilmente ereditata dalla lingua
araba, nella quale significa pressapoco "Volesse
Iddio". |
Camallo: il termine è oggi ancora volgarmente usato
per indicare un lavoratore del porto di Genova, anche se le condizioni
di operatività degli attuali terminalisti sono notevolmente
diverse. Un
volta era il facchino (in
arabo "hammâl") fratello del savonese "bastaixo",
che trasportava le merci nella "ràiba",
il mercato medievale dal nome arabo. |
Massacan: è il muratore, ma perché "ammazza
cani" ?. La leggenda narra che durante una delle
frequenti incursioni dei saraceni in Liguria, alcuni
muratori che si trovavano per il loro lavoro su di
un'alta costruzione avvisarono per primi dell'arrivo del
nemico. Per dare l'allarme alla popolazione gridarono: "Ammassae,
ammassae i chen !", e da allora..... |
Rìxima: è la risma, il
pacco dei fogli di carta, che deriva
dall'arabo "rizma". |
Cutùn: è il cotone,
che deriva dall'arabo "qutun" |
Caravan-a: è la classica
compagnia di trasporto, nome derivato
dall'arabo "karavân", che sta per carovana. |
Cantà: è la stadera, un
tipo di bilancia, il cui corrispondente arabo
e "qintâr". Nella tradizionale girandola di
neologismi liguri, il termine, per esempio in
Provincia di La Spezia, può diventare "cantàro". |
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Conoscere il genovese attraverso celebri proverbi
(con traduzione) |
Arvì o l'ha trenta, se ciuvesse trentun,
no ghe saiva mâ nisciun. |
Aprile ne ha trenta, se piovesse trentuno,
non ci sarebbe male nessuno
(alcun male). |
Aegua
menûa a l'inganna o villan: pâ
che no cieuve e a ghe bagna o
gabban. |
La pioggerellina
inganna il contadino, sembra
che non piova e, invece, gli
bagna il mantello. |
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Chi vêu de l'aegua pûa, vadde â sorgente. |
Chi vuole dell'acqua pura, vada alla
sorgente. |
Trottô d'aze poco dûa, sia in
montâ che in cianûa. |
Camminata d'asino poco dura, sia in
montagna che in pianura. |
O bon mainâ o se conusce quando fa
cattiô tempo. |
Un buon marinaio si conosce quando fa
cattivo tempo. |
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Tuttô o mondo uï l'è paise. |
Tutto il mondo è paese. |
L'è megio avei da lasciâ dui scûi a
un nemigo che dôvei domandâ un scûo
a n'amigô. |
E' meglio aver da lasciare due scudi
(soldi)
a un nemico che dover chiedere uno scudo
a un amico. |
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I paragoin son sempre odiosi. |
I paragoni sono sempre odiosi. |
I ommi se ligan pe-e parolle:
i boeu pe-e corna. |
Gli uomini si legano per le
(con le)
parole:
i buoi per le corna. |
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Gallinn-a che canta a l'ha faeto l'oeuvo. |
Gallina che canta ha fatto l'uovo. |
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Doppo u dûçe ven l'amâu. |
Dopo il dolce viene l'amaro
(digestivo). |
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Co-a voentae se fa de tutto. |
Con la volontà si fa di tutto. |
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In bocca serrâ no gh'intra mosche. |
Nella bocca chiusa non ci entrano mosche. |
Doppu o bello ven o brutto,
doppo o cattivo ven o bun. |
Dopo il bello viene il brutto
dopo il cattivo viene il buono. |
L'è mêgio un frenguello in stacca
che un tôrdo in frasca. |
E' meglio un fringuello in tasca
che un tordo in frasca
(sull'albero). |
San Loenzo (l'aegua) a l'è ancôu a tempo,
da San Rocco a l'è staeta troppo. |
San Lorenzo (all'acqua) c'è ancora tempo
da San Rocco è stata troppo. |
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Altri celebri proverbi li trovate anche a
Pagina 2
Pagina 3
e nelle pagine del Mini Dizionario |
| GENOVA
nel 2004
è stata la Capitale
Europea della Cultura |
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Grandi eventi
nazionali
ed internazionali
reportati da quotidiani
e riviste celebri |
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Genova |
Elementi urbani
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particolarità |
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Il Porto antico
La "Piazza sul
Mediterraneo", area
ristrutturata per le
Colombiadi del 1992 |
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- Tradizioni del mare |
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Via XX Settembre
L'antica Via Giulia.
Strada elegante e
spaziosa, al primo posto
nel cuore
dei Genovesi |
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biblioteche, gallerie,
che testimoniano la
ricchezza artistica e
culturale della città |
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In primavera,
ogni 5 anni, alla Fiera di Genova va in scena lo spettacolo dei
fiori per eccellenza. |
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Mimi, clown, acrobati
per il divertimento
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