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SETTEMBRE 1985 - Prima pagina de "La Nazione" sul disastroso terremoto avvenuto in Messico

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Il capoluogo della Liguria
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In primavera, ogni 5 anni,
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Col Giubileo del 2000 è stata
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 A Gennaio 2008 il Parco Naturale
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Nobili, vescovi, mercanti e pellegrini
lungo l'asse della Via Francigena.
 Culture differenti per storia e tradizioni,
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 e hanno permeato il territorio con
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La "Valle dei borghi rotondi"
è anche conosciuta come
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Varese Ligure nel 1999 è stato il
1° comune ecologico d'Europa...

Elenco puntato - La Lunigiana  LA LUNIGIANA

La "Terra della Luna", in Italia,
ha la più alta concentrazione di
antichi castelli. Se ne contano
circa 160. Alcuni sono bellissimi e perfettamente conservati... 

 
 
 
 
MEZZI STORICI DA LAVORO
ARCOLA - Trasporti d'altri tempi

10 Settembre 2011

Un evento che ha consentito a tutti gli interessati di fare un tuffo nel passato, di entusiasmare tutti coloro che sono appassionati di motori, di stuzzicare la vista dei ragazzi più giovani e di portare alla memoria tanti ricordi.
Sabato 10 settembre 2011, molti di coloro che erano in transito sull'Aurelia non hanno potuto fare a meno di fermarsi incuriositi in quel di Arcola per ammirare l'esposizione dei mezzi da lavoro d'epoca partecipanti alla rievocazione storica

Autocarri e bus d'epoca
Sfilata da Fornovo ad Arcola attraversando la Cisa
La manifestazione era organizzata dall'Associazione Italiana Trasporti d'Epoca col patrocinio della giunta comunale di Arcola, che ha da subito creduto alla bontà dell'iniziativa. Ha collaborato all'evento anche l'assessore regionale ai Trasporti Enrico Vesco, visto il successo della precedente edizione durante la quale autocarri e bus d'epoca avevano attraversato il Passo del Bracco. Queste rievocazioni storiche sono un modo per ricordare ed onorare le persone che, in passato, questi mezzi li hanno guidati per mestiere. Un lavoro di sacrificio, con disponibilità a viaggiare notte e giorno, una categoria che ha permesso all'Italia di rinascere nel dopoguerra e di crescere nel boom economico.
PONTE DI ARCOLA - Alcuni mezzi storici da lavoro in esposizione nella piazzetta del mercato
Analoghe manifestazioni vengono organizzate in tutta la Penisola ed hanno sempre una grande partecipazione di iscritti al registro storico e presenza di pubblico, con tante persone assiepate lungo le strade per assistere alle sfilate dei mezzi che transitano strombazzando in un clima di grande festa ed allegria.
La partenza della comitiva è avvenuta alle ore 9:00 da Fornovo in direzione Berceto dove era prevista una breve sosta. Intorno alle ore 10:30, i mezzi da lavoro d'epoca hanno valicato il Passo della Cisa per poi dirigersi verso Pontremoli, Aulla, Santo Stefano di Magra e Ponte di Arcola, sede di arrivo. Alle 14:30 gli autoveicoli storici sono stati posizionati nella piazzetta del mercato e sono rimasti in esposizione fino alle ore 18:00. Alla sfilata sulle strade di Emilia-Romagna, Toscana e Liguria hanno partecipato più di 70 autobus, bus storici e veicoli minori, con pezzi veramente da museo, immatricolati negli anni '30.
Fotografie di alcuni mezzi storici da lavoro presenti ad Arcola
Elenco puntato fotografia Fiat 634N del 1937   Elenco puntato fotografia Lancia Esatau del 1952   Elenco puntato fotografia Lancia 3 RO
Elenco puntato fotografia Lancia Esatau B   Elenco puntato fotografia Fiat 508 Balilla   Elenco puntato fotografia Fiat 682-N2 del 1955
Elenco puntato fotografia Autocarro Lancia Esadelta C 3 Assi   Elenco puntato fotografia Autocarro Fiat 642 N6R
Elenco puntato fotografia Autocarro Fiat 650 N1   Elenco puntato fotografia Autocarro Fiat 690 N1 4 assi Isoli
Elenco puntato fotografia Autocarri Fiat 690-T1 e OM Tigre   Elenco puntato fotografia Autocarri Fiat Iveco 180 e 691 N
Tra i più ammirati c'era indubbiamente il primo vero "gigante" della strada, l'autocarro FIAT 634N, che la casa torinese chiamava "Carnera", affidabile e robusto, rimasto in servizio per lunghi anni sulle nostre strade, dove ha contribuito in maniera determinante allo sviluppo dell'autotrasporto. Migliaia e migliaia di 634N furono impiegati dalle truppe italiane sulle impervie strade durante la campagna africana. Non a caso è stato definito il "Re dell'Africa", perché veicolo indistruttibile

per quelle strade, tanto che anche oggi  parecchi esemplari sono ancora in circolazione sia in Eritrea che in Etiopia.
Il mezzo esposto ad Arcola venne immatricolato per la prima volta al PRA dell'Asmara, in Eritrea, il 3 luglio del 1937, e possiede ancora la targa originale ER-18407. Requisito dall'Esercito Italiano il 25 settembre del 1940, finì al servizio delle truppe coloniali e partecipò alla Seconda Guerra Mondiale fino al 1944. Nella primavera del 1947 venne riportato in Italia dove rimase in servizio fino al 1973. E' stato restaurato tra il 1985 e il 1989.

Logo dell'A.I.T.E (Associazione Italiana Trasporti d'Epoca)
Hanno  fatto  bella  mostra  di  sè  anche alcuni LANCIA Esatau, che è stato l'ultimo camion italiano a cabina arretrata. Elegante ed aerodinamico, aveva un'inconfondibile forma caratterizzata dal lungo e slanciato  cofano  motore, con  la  tradizionale calandra a scudo simbolo della casa torinese. Per queste sue forme era definito "musone". Il progetto risale agli anni della IIa Guierra Mondiale e veniva
Elenco puntato fotografia Autocarro Fiat 643-N   Elenco puntato fotografia Autocarro GMC trasporto marmo
Elenco puntato fotografia Lambretta Lambro Li 175  Elenco puntato fotografia Motocarro Guzzi Ercole 500
Elenco puntato fotografia Modello autocorriera  Elenco puntato fotografia Autobus OM Tigrotto  Elenco puntato fotografia Bus per viaggi turistici
Elenco puntato fotografia Autobus urbano Iveco-Macchi   Elenco puntato fotografia Autopompa VVFF di Riva del Garda 
Elenco puntato fotografia Autopompa VVFF di Mezzolombardo (Trento)
In altra pagina veicoli militari storici risalenti alla II Guerra Mondiale
allestito già con l'impianto frenante idropneumatico, varie soluzioni di passo e versioni a due o tre assi. Il motore aveva 6 cilindri in linea, cilindrate fino a 8.867 cm3 per una potenza tra i 122 e 132 CV.
Un'altro autocarro dal muso pronunciato era il Lancia 3 RO, che la casa torinese ha prodotto dal 1937 al 1947. L'esemplare che ha partecipato alla sfilata è stato immatricolato nel 1946 (Cilindrata 6.875 cc, 5 cilindri per 94CV - portata di 8.000 Kg, rimorchiabili 12.000). Nel dopoguerra ha circolato per la ricostruzione di strade e abitazioni, trainando due rimorchi fino al 1950. E' uscito di servizio nel 1970.
Di contrasto ai "giganti della strada", un'altro pezzo forte della rievocazione storica è stato sicuramente un modello in scala di autocorriera SITA che un appassionato locale si è auto-costruito, riproducendo fedelmente l'originale. Il veicolo era dotato di impianto sterzante, trasmissione con differenziale, ruote con camera d'aria, sedili, portiere apribili, luci e clacson. Una vera chicca per gli appassionati del settore.
Alla sfilata storica Fornovo-Arcola erano presenti anche mezzi dei Vigili del Fuoco, autobus FITRAM della collezione storica ATC la Spezia, mezzi militari e veicoli minori da  lavoro come Fiat 508 Balilla e Lambretta 175.
Mezzi di trasporto pubblico restaurati dall'Associazione Fitram
Alla Spezia opera l'Associazione Fitram, una onlus costituita nel 2005 da sei giovani cultori del trasporto pubblico. Nel corso degli anni, questo organismo ha dato vita ad un Museo statico nel quale sono conservati cimeli, reperti fotografici, oggetti vari riguardanti la storia dei trasporti pubblici locali.
Dal 2006, nei giorni a cavallo della Fiera di San Giuseppe (che si tiene alla Spezia il 19 di marzo), l'Associazione propone un Museo dinamico con sfilate di autobus e filobus d'epoca per le strade cittadine e provinciali, compresa un'esposizione di mezzi storici (da lavoro e non) che solitamente si tiene in Piazza Europa.
Esposizioni di Sarzana e La Spezia - Festività di San Giuseppe
Elenco puntato fotografia Autobus Fiat 418 Portesi   Elenco puntato fotografia Bus urbano Inbus U 210 / telaio Sicca 176
Elenco puntato fotografia Autobus Fiat 418 AC Breda Pistoiesi   Elenco puntato fotografia Autobus Fiat 308 L Menarini
Elenco puntato fotografia Autobus Fiat 308 Cameri  Elenco puntato fotografia Filobus Fiat 668 - ricarrozzato Mauri 1975
Asso-Fitram, così è più comunemente conosciuta, dal 2007 è continuamente impegnata nella ricerca ed acquisizione di autobus e filobus d'epoca, che provvede poi a restaurare ed iscrivere nel registro storico dell'ASI.
Tutti i veicoli riportati a nuova vita sono perfettamente funzionanti e abilitati a viaggiare su strade pubbliche. Gli stessi vengono perciò utilizzati durante le manifestazioni per l'effettuazione di gite o viaggi storici, con presenza a bordo di passeggeri.
Altri veicoli d'epoca presenti all'esposizione Asso-Fitram
Elenco puntato fotografia Autocarro Fiat 180 4 assi  Elenco puntato fotografia Autocarro Fiat 618  Elenco puntato fotografia Autocarro Fiat 640-N
Elenco puntato fotografia Autocisterna Lancia 3-RO  Elenco puntato fotografia Autocarro Lancia Esagamma E-520
Elenco puntato fotografia Volkswagen Pescaccia   Elenco puntato fotografia Volkswagen Transporter
Elenco puntato fotografia Furgone Citroen Aca Diane  Elenco puntato fotografia Furgone Fiat 850-T allestito Fissore
Elenco puntato fotografia Fiat 500 C Giardiniera  Elenco puntato fotografia Filobus Officina per manutenzione linee aeree
Elenco puntato fotografia Filobus Tubocar Seac del 1963  Elenco puntato fotografia Autocorriera Fiat 626 RNL
Elenco puntato fotografia Trattori agricoli Landini  Elenco puntato fotografia Trattori Same  Elenco puntato fotografia Trattore Ferguson TF 20
La Regione Liguria, con decreto  n° 544 del 4 marzo 2014, ha inserito l'Associazione Fitram nel Registro Regionale delle Associazioni di Promozione Sociale.
I rivoluzionari trattori agricoli OTO Melara progettati nel dopoguerra
Al termine della II Guerra Mondiale, in base agli accordi postbellici, le nazioni sconfitte dovettero diversificare la produzione delle loro aziende militari, orientandole al settore civile. Il periodo di riconversione fu necessariamente lento e contrassegnato da vari assestamenti. La OTO della Spezia venne messa in liquidazione ed al suo posto nacque la Società Meccanica della Melara.
Iniziò così in OTO Melara un periodo produttivo rivolto alle macchine tessili, ai carrelli elevatori, al materiale rotabile ferroviario, ai trattori agricoli ecc.
Elenco puntato fotografia Trattore OTO C 25C   Elenco puntato fotografia Trattore OTO C 20   Elenco puntato fotografia Prototipo trattore OTO
L'ideazione di trattori agricoli tecnicamente molto innovativi si deve all' ing. Camillo Corradi, un emiliano che lavorava alla progettazione dei cannoni navali.
Il suo progetto fu estremamente rivoluzionario e portò alla nascita dì vari modelli, a 3 o 4 ruote, oppure con cingoli (intercambiabili dall'utente in ambiente domestico).
Il motore era monocilindrico orizzontale con possibile sviluppo bicilindrico a V (tipico orientamento costruttivo di chi progetta mezzi militari), alimentazione diesel puro, ad iniezione diretta, raffreddamento ad aria, messa in moto a mano.
Negli Stati Uniti vennero acquistate alcune attrezzature specifiche per produrre 200 trattori al mese di tipo leggero e 50 di tipo pesante. I primi prototipi risalgono all'inizio degli anni '50.
I modelli R3, 2R3, e 2R3 "Vigneron" erano compatti, snelli ed estremamente maneggevoli e furono proposti per l'impiego nei vigneti e nei frutteti. La sigla 2R3 indicava che il trattore era dotato di due ruote anteriori appaiate e pivottanti su un unico asse verticale. Il motore aveva una cilindrata di 1.720 cm3, per una potenza di 17 CV. Il consumo orario medio era pari a circa 1,8 Kg di nafta, decisamente meno dei concorrenti di pari potenza. Per i parametri dell'epoca, oltre a consumare poco, il motore OTO era anche particolarmente silenzioso.
A partire dal 1953 andarono in produzione i modelli C 25, arricchiti l'anno successivo da un mezzo cingolato, il C 25C. La serie C 25 si articolava in due versioni agricole ed una industriale; quest'ultima era facilmente riconoscibile per i vistosi parafanghi di cui erano dotate tutte e quattro le ruote. Il C25C era un cingolato con la caratteristica di poterlo trasformare, con pochi accessori e in casa, in un modello su gomma. Il modello C 40 venne immesso sul mercato nel 1954; aveva un motore bicilindrico da 38,5 CV ed era prodotto in due versioni (R e 2R3).
Del 1954 è anche il modello C18, che restò a livello di semi-prototipo. La sua grande maneggevolezza era testimoniata dal raggio di sterzata, pari a solo 1,8 metri.
Le ultime evoluzioni del trattore OTO furono la serie con motore da 20 CV, risalente al 1957 e la serie 30 (1959, con motore da 28 CV).
La produzione dei trattori OTO Melara cessò praticamente nel 1962 e gli ultimi esemplari scomparirono definitivamente dal mercato nel 1964, dopo che nel 1955 l'azienda di La Spezia era arrivata al quinto posto tra i costruttori nazionali, destando non poca preoccupazione tra le case concorrenti.
Alcuni «buchi» nelle immatricolazioni non consentono di fare una stima precisa degli esemplari complessivamente prodotti. Le numerazioni conosciute arrivano oltre 22.700, ma quelli effettivamente commercializzati furono circa 6.300.
I trattori OTO attualmente presenti sul mercato dei collezionisti privati e degli appassionati sono circa un migliaio ed hanno un prezzo che può arrivare anche a 5.000 euro, a seconda della rarità e dello stato di conservazione.
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