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"Il Tirreno" del 05-06-1946 - Tramite referendum, sorge la Repubblica Italiana per volontà del popolo

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 Archivio di grandi eventi
nazionali ed internazionali,
inchieste, reportages su
quotidiani e riviste celebri

 

FINESTRE APERTE
SUL TERRITORIO

Elenco puntato - Genova  GENOVA

Il capoluogo della Liguria
ha il centro storico più grande
d'Europa. Nel 2004 è stata la
"Capitale Europea della Cultura"...

Close Up

Elementi urbani
e particolarità

Il Porto antico
La "Piazza sul
Mediterraneo", area
ristrutturata per le
Colombiadi del 1992

Elenco puntato - Il Porto Antico

Un menù interno a
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seguenti argomenti:
- La Bolla
- Il Bigo
- Il galeone Neptune
- Via Balbi
- Giro Turistico
- Simboli Urbani
- Tradizioni del mare

 

Via XX Settembre
L'antica Via Giulia.
Strada elegante e
spaziosa, al primo posto
nel cuore dei Genovesi

Elenco puntato - Via XX Settembre

Un menù interno a
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- La casa di Colombo
- Porta Soprana
- Teatro Carlo Felice
- Corte Lambruschini
- Castello d'Albertis
- Piazza della Vittoria

 

Centri d'interesse
Palazzi, chiese, musei,
biblioteche, gallerie,
che testimoniano la
ricchezza artistica e
culturale della città

Elenco puntato - Centri d'interesse culturale

Questa pagina contiene
immagini e informazioni
sui seguenti argomenti:
- Casa di Colombo
- Biblioteca Univers.
- Duomo S. Lorenzo
- I Forti
- Galleria Mazzini
- Palazzo Bianco
- Palazzo Ducale
- Palazzo Rosso
- Palazzo S. Giorgio
- Chiesa di S. Matteo

 

Elenco puntato - Euroflora  EUROFLORA

In primavera, ogni 5 anni,
 alla Fiera di Genova va in scena
lo spettacolo dei fiori per eccellenza.
I giardini più belli del mondo...

Elenco puntato - Via Francigena  VIA FRANCIGENA

Col Giubileo del 2000 è stata
definitivamente rivalutata
 la via di Sigerico, che i pellegrini
percorrevano a piedi fino a Roma,
 in segno di pentimento...

Elenco puntato - Parco del Magra  PARCO DEL MAGRA

 A Gennaio 2008 il Parco Naturale Regionale del Magra è il territorio
eco-certificato più esteso d'Europa...

Elenco puntato - La Val di Magra  LA VAL DI MAGRA

Nobili, vescovi, mercanti e pellegrini
lungo l'asse della Via Francigena.
 Culture differenti per storia e tradizioni,
nei secoli, si sono sovrapposte
 e hanno permeato il territorio con
i segni del loro passaggio...

Elenco puntato - La Val di Vara  LA VAL DI VARA

La "Valle dei borghi rotondi"
è anche conosciuta come
la "Valle del biologico" per le sue
produzioni agricole ottenute con
metodi antichi e naturali.
Varese Ligure nel 1999 è stato il
1° comune ecologico d'Europa...

Elenco puntato - La Lunigiana  LA LUNIGIANA

La "Terra della Luna", in Italia,
ha la più alta concentrazione di
antichi castelli. Se ne contano
circa 160. Alcuni sono bellissimi e perfettamente conservati... 

 
 
 
 

ZENEIZE  Titolodi testa - ZENEIZE, proverbi, filastrocche, modi di dire...  proverbi, filastrocche, modi
di dire, feste in dialetto genovese e relativa traduzione

Into scîto do Bampi
se pàrla e se scrîve
SÔLO in ZENÉIZE!

Segni e accenti

Consonanti

Vocali

Casi particolari

Ma se ghe..

Influenze di altre culture

Titolo paragrafo - A tavola e in cucina  A tavola e in cucina        Zeneize Traduzione
Chi mangia carne da zuenu,
u ruscìa ossi da vegiu.
Chi mangia carne da giovane,
rosicchia ossi da vecchio.
Mangiâ de strangoscion. Mangiare in fretta e furia.
Pan e noxe, mangiâ da spoze. Pane e noci, mangiare da sposalizio.
I merelli se puean anche mangiâ condîi
cö vin o cö limon e o succao.
Le fragole si possono anche mangiare affogate
nel vino o con il limone e lo zucchero.
Porcu netu u nu l'è grasu. Maiale pulito non è grasso.
A chi ha famme o pan o pâa lazagne. A chi ha fame il pane sembra lasagne.
Titolo paragrafo - Piatti tipici e tradizioni  Piatti tipici e tradizioni

in Liguria i vecchi hanno sempre fatto onore al glorioso "menestron", il minestrone al quale trovavano abbinamento tutti i tipi di pasta e le migliori verdure di stagione.
Un piatto genovese per eccellenza sono le "trenette au pesto". Il pesto è un condimento fatto di basilico, aglio, olio, formaggio parmigiano e altri ingredienti, fra cui i pinoli e le noci, che molti aggiungono anche al minestrone di cui sopra, prima di calare la pasta. Si chiama pesto perchè nella ricetta tradizionale basilico, aglio, pinoli, sale e maggiorana andrebbero posti in un capace mortaio di marmo bianco e lungamente amalgamati e sminuzzati, in pratica pestati.
Nella Riviera ligure di Ponente, per tradizione, le paste "normali" come le trenette vengono cotte insieme a fette di patata. Nel Levante ligure, alle patate si preferiscono invece i fagiolini verdi.
Una prelibatezza, la cui ricetta proviene da famiglie meno agiate, sono i "pansòuti co-o preboggion", una pasta ripiena (panciuta da cui pansotti) che viene condita con uno squisito pesto bianco, cioè senza basilico, ma con abbondanza di noci (tanto che viene anche detto "sugo di noci"), un pò d'aglio, formaggio e olio in abbondanza. Il preboggion è un impasto di più di trenta erbe selvatiche, il cui nome, molto probabilmente, deriva dal fatto che vengono pre-cotte ( il boggio, anche a La Spezia, è una bollitura veloce).
Un'altra pasta ripiena tipica della tavola genovese sono i "ravièu", i ravioli, il cui impasto è costituito principalmente da erbe e carne tritate, formaggio e uova.
A Natale è usanza mangiare il tacchino e i biscotti inzuppati nel vino (vedi più sotto traduzione in genovese).
Nelle feste natalizie e a Pasqua si gusta la "torta pasqualinn-a" (torta pasqualina), costituita da un impasto di verdure, uova e formaggio, racchiuso in vari strati di pasta sfoglia.
Un proverbio genovese di lontana memoria ricorda che durante l'Epifania non devono mancare sulla tavola le bianche lasagne ( Pasquëta, gianca lasagnetta). Pasquëta in dialetto è l'Epifania.

Titolo paragrafo - La farinata  La farinata

In un decreto del Governo genovese del 1447 si parla della Scribilite o Scripilite (in coquendo scribilitas).
Si tratta di una pietanza povera, molto veloce da preparasi ma dal gusto accattivante, la celebre "fainâ", la farinata.
E' una pastella molto liquida di farina di ceci stemperata in acqua, lasciata un'oretta a riposare e quindi versata in basse e larghe teglie circolari, abbondantemente unte d'olio d'oliva. Poste al calore di un forno a legna, si ritirano quando sulla superficie dorata compaiono le prime bruciacchiature scure.
Questo nome derivò dal dialetto genovese della scribilità di cui parla Catone ( De re rustica, cap. 78 ) che era una focaccia con formaggio, fatta di farina di segale, acqua ed olio, cotta in una tegghia (teglia). Anche nella preparazione della farinata, come attestato da Benvenuto da Imola, un tempo le fornaie portavano scarpe di seta guarnite di perle.
Le farinate di tradizione ligure vogliono la pastella non più alta di 3-4 millimetri; quelle di tradizione tosco-marchigiana partono invece da una pastella precotta e di spessore doppio. In Liguria ci sono molti locali specializzati dove la farinata viene offerta in abbinamento ad altre prelibatezze: con le cipolle, con lo stracchino dolce, al gorgonzola, ai "gianchetti" ovvero i bianchetti, pesciolini appena nati e quindi piccolissimi.
Forse non tutti sanno che la farinata va consumata preferibilmente nei mesi contenenti la "erre", da settembre ad aprile. Infatti è un piatto molto sostanzioso e inoltre, durante i mesi caldi, soprattutto d'estate, la farinata di ceci tende ad inacidire e il gusto ne risente.
Una farinata buona come quella preparata in provincia di la Spezia non si riscontra in altre località liguri.
In tutto il bacino del Mediterraneo la farina di ceci viene inoltre impiegata per una serie di preparazioni dai nomi diversi, ma sostanzialmente simili per sapori e destinazioni. Sono in pratica delle polente ottenute con circa 1/3 di farina di ceci, 2/3 di acqua e un pò di sale. Questa polenta viene mangiata calda, condita con un po' d'olio, pepe e limone. Lasciata raffreddare si può invece friggere, da sola o con cipolla.

Immagini di Genova

BLU NOTTE 

LA PERLA 

VIA XX SETTEMBRE 

TRADIZIONI DEL MARE 

EUROFLORA 

ARTE E CULTURA 

GENOVA - Effetto rilievo su fotografia di Piazza Matteotti, lato Arcivescovado Chi va in tu letu senza sena,
tüta a neûte u se remena.
Chi va a letto senza cena,
si rigira tutta la notte.
Senza eûiu e senza paèlla
u nu se pò frise.
Senz'olio e senza padella
non si può friggere.
E sexe
Da l'erboo pendan / rosse a massetti
ûnn-a a tïa l'atra / o golösetti.
Le ciliege
Dall'albero pendono / rosse a mazzetti
una tira l'altra / o golosetti.
Cö tempo e a paggia moian e nespoe Col tempo e con la paglia maturano le nespole
In to mortâ se ghe fa o pesto.
"O mortâ o sa sempre d'aggio."
Nel mortaio ci si fa il pesto.
"Il mortaio odora sempre d'aglio."
Chi va a-u pasto senza invïo,
l'è mâ visto e mâ servïo.
Chi va a pranzo senza invito,
è mal visto e mal servito.
Titolo paragrafo - Le feste  Le feste

Zeneize

Traduzione
A Natale se mangia o bibbin co-i bescheutti
toccae in to vin...
A Natale si mangia il tacchino con (e) i biscotti
inzuppati nel vino...
A Natale, in antigo, i Xeneixi fâvan
regalli a base de noxe. Se ghe dixeiva "o dinâ
da noxe".
A Natale, nell'antichità, i Genovesi facevano
regali a base di noce. Si era soliti dire "i soldi
della noce".

Capodanno
In tutta la Liguria numerose erano le usanze per conoscere gli eventi futuri, riservati dall'anno nuovo. Alle ragazze da marito naturalmente premeva sapere se si sarebbero finalmente sposate. A tale scopo, nella notte di Capodanno, gettavano dalle scale una pantofola. Se si fermava con la punta rivolta alla soglia, la fanciulla sarebbe rimasta ancora un anno nella casa dei genitori; se orientata invece all'esterno avrebbe trovato l'anima gemella e formato un  nuovo focolare.

Anno nêuvo, vitta nêuvâ. Anno nuovo, vita nuova.
Chi campa tütu l'annu u ve' tüte e feste. Chi vive tutto l'anno, vede tutte le feste.
GENOVA - Effetto rilievo su immagine dello stemma cittadino, originato dai "Corsari Focesi". L'Epifania,
tutte e feste a-e porta via.
Ven ô matto de Carlevâ
ch'o ne porta ûnn-a carrâ.
L'Epifania,
tutte le feste (le) porta via.
Viene quel matto di Carnevale
che ne porta una carrettata.
A Pasquëta ö giorno ö cresce un'ôetta. All'Epifania il giorno cresce un'oretta.

La Befana
Per l'Epifania, in dialetto Pasquëta, una tradizione ligure ben più antica della classica calza appesa al camino era l'usanza della "scarpa in sciö barcon", la scarpa sulla finestra. La Befana, passando di lì, avrebbe premiato i buoni con dolciumi, i cattivi con pezzi di carbone. Fra i doni, un tempo, predominavano le castagne secche, mentre un vero e proprio lusso era costituito dai "marenghi d'òu" (marenghi d'oro), le prelibate monete di cioccolato, avvolte nella stagnola gialla.

L'urtimo giorno de Carlevâ
de raviêu se ne fa unn-a pansâ.
L'ultimo giorno di Carnevale
di ravioli se ne fa una panciata.
(scorpacciata)
A mèza Quaiésima se spàrta a mònega. A metà Quaresima si spacca la monaca. (*)

Mini Dizionario

Lettere A - C

Lettere D - Me

Lettere Mi - R

Lettere S - Z

Elenco puntato link - "Ma se ghe penso", canzone dialettale genovese e il teatro di Gilberto GoviElenco puntato link - "Ma se ghe penso", canzone dialettale genovese e il teatro di Gilberto GoviElenco puntato link - "Ma se ghe penso", canzone dialettale genovese e il teatro di Gilberto Govi  "MA SE GHE PENSO", canzone dialettale genovese e il teatro di Gilberto Govi
A-o primmo d'Arvî,
unn-a burla a se pocu dî.
Il primo di Aprile,
una burla si dice poco.
Ata o bassa, d'arvî l'è Pasqua. Alta o bassa, d'aprile è Pasqua.
Se ciêuve o giorno da Sciansiôn,
l'annâ a va in perdiziôn.
Se piove il giorno dell'Assunzione
l'annata
(il raccolto) va in perdizione. (malora)
A San Micchê, a castagna pe o sentê. A San Michele, la castagna per il sentiero.
A Sant'Andria, o freido o sciappa a pria. A Sant'Andrea, il freddo spacca la(e) pietra.(e)
A stae di Santi,
se a no ven doppo, o ven avanti.
L'estate dei Santi,
se non viene dopo, viene avanti.
A San Martin, metti man a-u bottiscin. A San Martino, metti mano alla botticella.(vino)
Titolo paragrafo - Filastrocche per i bambini  Filastrocche per i bambini

Zeneize

Traduzione
GENOVA - Effetto rilievo su fotografia della parte est vista dal Bigo, l'ascensore panoramico del Porto Antico.
Ninn-a nanna, nä.....
San Gaitan, mandaeghe o seunno
ché o figgieu o n'ha de bezeugno.
San Gaitan o gh'òu mandiâ
e mae figgio o s'addormiâ!
Ninn-a nanna, nä.....
Ninna nanna, nah....
San Gaetano, mandategli il sonno
ché il bimbo ne ha bisogno.
San Gaetano glielo manderà
e mio figlio s'addormenterà!
Ninna nanna, nah....
A moae a canta a-o piccin
Fa nannà puppon de pessa
che a mammà a lè andaeta a messa,
e o papà a piggiâ o perdon,
fa nannà bello puppon !
La mamma canta al bimbo
Fai la nanna pupo di pezza
che la mamma è andata a messa,
e il papà a prendere il perdono,
fai la nanna bel pupo !
U savôun
Son piccin e ben tagiôu
quarche votta profûmôu
fasso a scciûmma comme o mâ
e me dêuvian pe lavâ.
Il sapone
Sono piccolo e ben tagliato
qualche volta profumato
faccio la schiuma come il mare
e mi devono poi lavare.
A bûcca
M'arvo riendo / m'arvo ciansendo
fasso na smorfietta / e son golosetta
chi me sa indovinâ / un bel baixo l'aviâ.
La bocca
Mi apro ridendo / mi apro piangendo
faccio una smorfietta / e sono golosetta
chi mi sa indovinare / un bel bacio avrà.
Titolo paragrafo - I paroloni della politica  I paroloni della politica

Zeneize

Traduzione
A gente, se sà ben, a l'è 'n pö nescia, se lascia
imbibinâ de parolloin....che son, in fondo,
de tiâte de cordoin.
La gente, si sa, è un po sciocca, si lascia
incantare dai paroloni...che son, in fondo,
delle prese in giro.
Titolo paragrafo - Giochi di bambini  Giochi di bambini

Zeneize

Traduzione
GENOVA - Effetto rilievo su fotografia della Lanterna (uno dei simboli della città), vista dal Molo Italia Tamburlin
Tamburlin,
s-ciùppa in man,
s-ciùppa in tèra....
viva la guèra !
Tamburino
Tamburino,
scoppia in mano
scoppia in terra....
viva la guerra !
Careghetta d'ou, ch'a peiza ciù che l'ou,
ou e argento ch'a peiza ciù che o vento,
vento, venton, caccia all'aia o caregon !
Seggiolina d'oro, che pesa più che l'oro,
oro e argento che pesa più che il vento,
vento, ventone (#), scaglia in aria il seggiolone!
O cavallin de legno
O l'à e roete e pe demoase i piccin
ö tian con 'na cordetta:
"Trotta, trotta cavallin de legno,
a-e corse te veugio portâ!
Il cavallino di legno
Ha le ruote e per giocare i piccoli
lo tirano con una cordicella:
"Trotta, trotta cavallino di legno,
alle corse ti voglio portare!
"
U rattin
Rattin, rattin, cöse ti fae in to mae giardin?
Pitto l'uga moscatella.
Dammene unn'axinella.
No te ne veuggio dâ.
E mì te tìo o pestello.
E mì te tìo o mortâ.
E miì te vegno a ciappâ!
Il topolino
Topolino, topolino, cosa fai nel mio giardino?
Becco l'uva moscatella.
Dammene un acino.
Non te ne voglio dare.
E io ti tiro il pestello.
E io ti tiro il mortaio.
E io ti vengo ad acchiappare!
GENOVA  nel 2004 è stata la Capitale Europea della Cultura
(*) In alcune zone, "A Domenega da Pûgnatta" ovvero la Domenica della Pentolaccia, invece della pentola
si spaccava la "mònega" che era un manichino da sarta vestito di tutto punto, con una pentola ricolma di
dolci al posto della testa. A La Spezia, la festa della Pentolaccia era detta anche la "Domènega di véci"
ovvero la Domenica dei vecchi.
(#) Accrescitivo di vento, poco usato in lingua italiana, sta per vento molto forte, buriana, tempesta.
 Elenco puntato - Link a pagine con altri celebri proverbi  Altri celebri proverbi li trovate anche a  Pagina 1   Pagina 3  e nelle pagine del Mini Dizionario
 
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