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Archivio
di grandi eventi
nazionali ed internazionali,
inchieste, reportages su
quotidiani e riviste celebri |
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FINESTRE APERTE
SUL TERRITORIO |
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GENOVA
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Il capoluogo
della Liguria
ha il centro storico più grande
d'Europa. Nel 2004 è stata la
"Capitale Europea della Cultura"... |
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EUROFLORA |
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In
primavera, ogni 5 anni,
alla Fiera di Genova va in scena
lo spettacolo dei fiori per eccellenza.
I giardini più belli del mondo... |
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VIA FRANCIGENA |
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Col Giubileo
del 2000 è stata
definitivamente rivalutata
la via di Sigerico, che i pellegrini
percorrevano a piedi fino a Roma,
in segno di pentimento... |
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PARCO
DEL MAGRA |
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A
Gennaio 2008 il Parco Naturale Regionale del Magra è il
territorio
eco-certificato più esteso d'Europa... |
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Origine del
nome
Il fiume Magra prende il nome
dalla località Magresi, posta
nelle vicinanze dell'abitato di Pracchiola, lungo le pendici del
monte Borgognone, da cui
nasce. "Macra" per i latini,
da
"macros" grande. |
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La Bandiera Blu 2011
Il porticciolo di
Bocca
di Magra e la spiaggia
di Fiumaretta hanno ottenuto la
Bandiera Blu 2011 |
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Pesca col rezzaglio
La foce del Magra
ambiente ideale per questo tipo di pesca, vera e propria arte e
attrattiva turistica (info & video) |
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Ecomuseo del Magra
Ad Aulla un
gruppo di studio composto da architetti e
ingegneri sta progettando di organizzare e rendere fruibili
alla popolazione le aree protette di interesse locale. |
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NUBIFRAGI E ALLUVIONI
IN LIGURIA E TOSCANA
Un evento atmosferico di
eccezionale portata
si è
verificato nella giornata di martedì 25 ottobre
2011 nel Levante ligure e nell'alta Toscana.
In pratica è successo che una perturbazione di
origine atlantica, in transito sul territorio, abbia visto il suo passaggio rallentato
da una corrente di aria fredda continentale generata
dall'alta pressione. Come conseguenza le precipitazioni, che
altrimenti sarebbero state più diradate, in alcune aree dello
Spezzino e della Lunigiana hanno raggiunto concentrazioni tali
da originare una vera e propria apocalisse...
Come se non bastasse, il 4 novembre 2011 a
Genova l'esondazione del Rio Fereggiano causava una
disastrosa alluvione che metteva in ginocchio la
parte orientale della città... |
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LA VAL DI MAGRA |
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Nobili, vescovi, mercanti e pellegrini
lungo l'asse della Via Francigena.
Culture differenti per storia e tradizioni
nei secoli, si sono sovrapposte e hanno permeato il territorio con
i segni del loro passaggio... |
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LA VAL DI VARA |
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La "Valle
dei borghi rotondi"
è anche conosciuta come
la "Valle del biologico" per le sue
produzioni agricole ottenute con
metodi antichi e naturali.
Varese Ligure nel 1999 è stato il
1° comune ecologico d'Europa... |
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LA LUNIGIANA |
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La "Terra
della Luna", in
Italia,
ha la più alta concentrazione di
antichi castelli. Se ne contano
circa 160. Alcuni sono bellissimi e perfettamente
conservati...
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Al ponte di Caprigliola |
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Il
fiume Magra
fotografie
e il Parco
Naturale Regionale di Montemarcello - Magra |
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Il Parco di Montemarcello-Magra |
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Nasce nel 1995, attraverso la Legge Regionale di riordino delle
Aree Protette, dall'unione del Parco
Fluviale della Magra, operante dal 1982, con l'Area
Protetta di Montemarcello, istituita nel 1985. L'Ente
Parco ha come scopo istituzionale la tutela del fiume, la
salvaguardia del patrimonio faunistico e botanico, la
regolamentazione ed incentivazione dell'attività agricola. Si
occupa inoltre del corretto uso delle risorse naturali da parte
delle popolazioni residenti, al fine di migliorare e sviluppare
le loro condizioni soci-economiche.
Il bacino fluviale comprende il tratto di fiume Magra
che scorre in territorio ligure per risalire lungo il fiume
Vara, suo principale affluente, fino all'altezza di Ponte
Santa Margherita.
L'area collinare è rappresentata dalla porzione di parco che
da Arcola si spinge verso il mare fino a Punta Bianca
( promontorio del Caprione ). Da un lato il parco è
delimitato dal
Golfo della Spezia (
o dei Poeti ) ed il mare aperto, dall'altro si
trovano la foce del Magra, la piana di Luni e le
candide Alpi Apuane. Il territorio restante forma una
fascia lungo l'alveo dei due fiumi, piuttosto stretta, che
raggiunge una larghezza massima di un chilometro.
I due versanti del promontorio del Caprione sono
orograficamente molto diversi. Il territorio che dà sulla foce
del Magra degrada molto dolcemente sulla pianura
sottostante ed è fitto di boschi di pino
marittimo e cadacifoglie; la zona costiera si presenta
rocciosa e frastagliata ed è ricca di vegetazione a gariga,
macchia mediterranea, lecceta e pinete a
pino d'Aleppo. Il |
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quadro geologico risulta decisamente complesso per la
presenza di successioni sedimentarie diverse e di eventi
tettonici particolari. All'interno del bacino prevalgono le
formazioni appartenenti all'alloctono
ligure
ed in subordine quelle della falda toscana. L'autoctono
metamorficoapuano
e quello del basamento affiorano in aree limitate per
estensione. |
Fauna e flora |
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Il territorio umido del Magra è considerato come oasi
faunistica per la sosta e lo svernamento di numerose specie
avicole tra cui spiccano l'airone cenerino,
l'airone rosso, la
garzetta, il germano reale,
il cavaliere d'Italia, il
gruccione.
Nella zona di
Montemarcello, tra i mammiferi, sono presenti: il
cinghiale, il riccio, la
donnola, lo scoiattolo, il
ghiro, il tasso. L'avifauna
comprende uccelli di macchia come l'occhiocotto,
la capinera. la
magnanima; di radura ( l'upupa
ed il cardellino
); di bosco ( tordo,
pettirosso,
fringuello,
picchio
rosso minore ); di pineta (
tortora
e colombaccio ); rapaci (
gheppio,poiana,
gufo reale ); uccelli marini (
gabbiano,
sterna,
sula,
svasso ). |
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OTTOBRE 2010 - Il Parco di Montemarcello-Magra ha vinto il
Premio nazionale "Panda d'Oro"
prestigioso
riconoscimento concesso dal WWF a quegli organismi che si
distinguono maggiormente nella conservazione e salvaguardia
della natura. La cerimonia ufficiale è avvenuta a Roma, alla
presenza di Fulco Pratesi, Presidente Onorario del WWF Italia.
Il progetto
"Salviamo
l'ululone",
realizzato in collaborazione con l'Università di Genova,
l'Istituto Dop. Ter. Is. e la Comunità Montana della Val di Vara
ha prevalso nel lotto dei sette che erano stati selezionati per
la votazione finale. L'iniziativa messa in atto dal Parco di
Montemarcello-Magra intende arrestare il progressivo declino
della popolazione ligure di "ululone appenninico", una specie
inserita nella Direttiva Habitat dell'Unione Europea, col
proposito di favorire il ripopolamento dei siti Natura 2000
coinvolti nel progetto.
Inizialmente sono state poste in attività 3 vasche artificiali,
rivestite in pietra o materiali eco-compatibili (alimentate con
l'acqua di una sorgente naturale) dove questi animali acquatici
trovano migliori condizioni per la loro riproduzione.
L'ululone appenninico, conosciuto anche come ululone italiano, è
un anfibio anuro che raggiunge una lunghezza di circa 5 cm e
vive in piccoli specchi d'acqua, talvolta temporanei e posti,
per lo più, nelle zone collinari o montagnose. Per sua natura
tende ogni anno a tornare a riprodursi nel medesimo luogo. Ha un
periodo riproduttivo che va da aprile ad ottobre, durante il
quale i maschi arrivati alla maturità sessuale attraggono le
femmine con dei vocalizzi simili a ululati. Questa particolarità
ha dato origine al loro nome volgare (nome scientifico Bombina
pachypus). Negli ultimi anni, il numero di esemplari di questa
specie si è sensibilmente ridotto, per cause che non sono ancora
state accertate. |
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Lungo il tratto fluviale la vegetazione è caratterizzata
prevalentemente da salici ed
ontani. Il salice ripaiolo e
quello rosso
e più raramente il salice bianco
e quello da ceste colonizzano il
greto e le zone spondali, associandosi spesso con l'euforbia
dolce, il lamiastro, il
geranio nodoso, il biancospino
ed altre speci indicatrici di un clima piuttosto fresco.
Nella zona collinare del parco si trova una notevole varietà
floristica. Di particolare interesse scientifico il
cisto bianco (Cistus Albidus), mentre le
condizioni climatiche particolari favoriscono lo sviluppo della
macchia mediterranea con piante come il
mirto, il leccio, la
fillirea, il lentisco. |
Il patrimonio artistico e archeologico |
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La storia medievale la si può rintracciare nei borghi della
Val di Vara
e della Val di Magra;
centri storici posti sui rilievi collinari
a controllo e difesa del territorio sottostante, delle vie e dei
corsi d'acqua, protetti da cinte murarie, torri e porte
monumentali.
Il paese di
Montemarcello ricorda un "castrum"
romano con le sue viuzze molto strette.Sono visibili ancora oggi
alcuni tratti delle mura attorno al paese che furono costruite
nel XV secolo ed una torre circolare.
Nella zona del Caprione, da Zanego alla Serra,
sono stati individuati circa 400 "cavanei",
costruzioni di pietra a secco, somiglianti ai nuraghi sardi. Non
è stata ancora ben chiarita la loro funzione: probabilmente
erano edifici funebri.
I resti antichi ritrovati nella zona del Caprione ed a
Zignago
(Val di Vara) confernano l'esistenza di
insediamenti pre-romani (Liguri-Apuani)
sul territorio.... |
Recupero delle terre incolte nel promontorio del Caprione |
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L'Assetto idrogeologico del
promontorio del Caprione è stato messo a dura prova da
eventi calamitosi legati alle abbondanti precipitazioni
verificatesi nel periodo settembre-novembre 2010.
A febbraio 2011 è stato pertanto stipulato un protocollo
d'intesa fra il Comune di Ameglia, il Comune di Lerici e il Parco di Montemarcello-Magra attraverso il quale
verrà |
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individuato un percorso per il recupero delle terre
incolte con l'attivazione di risorse e programmazioni
integrate con i piani di sviluppo e obiettivo per il
periodo 2007-2013. Gli antichi uliveti diventeranno quindi
occasione di sviluppo e strumento di salvaguardia del
territorio, volto anche alla riduzione del rischio
idrogeologico, visti i recenti gravi episodi alluvionali.
Il presidente del Parco - Walter Baruzzo - ha reso noto che
questi interventi mirati verranno realizzati con la supervisione
tecnica del Dipartimento Agricoltura
della |
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Regione Liguria
e prenderanno in esame tutte quelle aree sul promontorio del Caprione che, da tempo, versano in stato di abbandono.
Il progetto - come sottolineato dal Sindaco di Ameglia Umberto
Galazzo - riveste particolare importanza, in primis, per la
valorizzazione della coltura degli uliveti e conseguente ritorno
economico locale, ma soprattutto perchè consente la creazione di
un presidio per il controllo dei versanti e della regimentazione
delle acque.
In particolare, il protocollo prevede l'istituzione di un
comitato tecnico-scientifico che seguirà tutte le fasi di
attuazione del progetto. Il comitato sarà composto da un tecnico
rappresentante dell'Ente Parco di Montemarcello-Magra che avrà
il compito di coordinatore e da quelli in rappresentanza del
Comune di Ameglia, del Comune di Lerici e del Dipartimento di
Agricoltura della Regione Liguria. |
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Fonti:
- Spezia Ambiente
- "Il Secolo XIX"
- QN La Nazione - Ed. La Spezia
- Ente Parco Montemarcello-Magra -
ufficiostampa@parcomagra.it |
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