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Rivista "Qui Touring" del marzo 1972 - Copertina e servizio sul mondo della subacquea

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 Archivio di grandi eventi
nazionali ed internazionali,
inchieste, reportages su
quotidiani e riviste celebri

 

FINESTRE APERTE
SUL TERRITORIO

Elenco puntato - Genova  GENOVA

Il capoluogo della Liguria
ha il centro storico più grande
d'Europa. Nel 2004 è stata la
"Capitale Europea della Cultura"...

Elenco puntato - Euroflora  EUROFLORA

In primavera, ogni 5 anni,
 alla Fiera di Genova va in scena
lo spettacolo dei fiori per eccellenza.
I giardini più belli del mondo...

Elenco puntato - Via Francigena  VIA FRANCIGENA

Col Giubileo del 2000 è stata
definitivamente rivalutata
 la via di Sigerico, che i pellegrini
percorrevano a piedi fino a Roma,
 in segno di pentimento...

Elenco puntato - Parco del Magra  PARCO DEL MAGRA

 A Gennaio 2008 il Parco Naturale Regionale del Magra è il territorio
eco-certificato più esteso d'Europa...

Origine del nome
Il fiume Magra prende il nome
dalla località Magresi, posta nelle vicinanze dell'abitato di Pracchiola, lungo le pendici del monte Borgognone, da cui
nasce. "Macra" per i latini,
da "macros" grande.

La Bandiera Blu 2011
Il porticciolo di Bocca
di Magra e la spiaggia
di Fiumaretta hanno ottenuto la
Bandiera Blu 2011

Elenco puntato - La Bandiera Blu 2011

Pesca col rezzaglio
La foce del Magra ambiente ideale per questo tipo di pesca, vera e propria arte e attrattiva turistica (info & video)

Elenco puntato - Pesca col rezzaglio

Ecomuseo del Magra
Ad Aulla un gruppo di studio composto da architetti e
ingegneri sta progettando di organizzare e rendere fruibili
alla popolazione le aree protette di interesse locale.

Elenco puntato - Ecomuseo del magra

PIGNONE - Una ruspa dei Vigili del Fuoco intenta a liberare il greto del torrente dal legname accumulatosi durante il nubifragio del 25-10-2011

NUBIFRAGI E ALLUVIONI
IN LIGURIA E TOSCANA

Un evento atmosferico di eccezionale portata si è verificato nella giornata di martedì 25 ottobre 2011 nel Levante ligure e nell'alta Toscana.
In pratica è successo che una perturbazione di origine atlantica, in transito sul territorio, abbia visto il suo passaggio rallentato da una corrente di aria fredda continentale generata dall'alta pressione. Come conseguenza le precipitazioni, che altrimenti sarebbero state più diradate, in alcune aree dello Spezzino e della Lunigiana hanno raggiunto concentrazioni tali da originare una vera e propria apocalisse...
Come se non bastasse, il 4 novembre 2011 a Genova l'esondazione del Rio Fereggiano causava una disastrosa alluvione che metteva in ginocchio la parte orientale della città...

Elenco puntato - La Val di Magra  LA VAL DI MAGRA

Nobili, vescovi, mercanti e pellegrini lungo l'asse della Via Francigena.
Culture differenti per storia e tradizioni nei secoli, si sono sovrapposte e hanno permeato il territorio con
i segni del loro passaggio...

Elenco puntato - La Val di Vara  LA VAL DI VARA

La "Valle dei borghi rotondi"
è anche conosciuta come
la "Valle del biologico" per le sue
produzioni agricole ottenute con
metodi antichi e naturali.
Varese Ligure nel 1999 è stato il
1° comune ecologico d'Europa...

Elenco puntato - La Lunigiana  LA LUNIGIANA

La "Terra della Luna", in Italia,
ha la più alta concentrazione di
antichi castelli. Se ne contano
circa 160. Alcuni sono bellissimi e perfettamente conservati... 

 PARCO DEL MAGRA - Tramonto al ponte di Caprigliola-Albiano. Il masso nel letto del fiume Magra è tutto quello che rimane del ponte romanico, distrutto dalle piene succedutesi nel corso degli anni
Al ponte di Caprigliola

 
 
 
 
Il fiume Magra  Titolo di testa - Il fiume Magra, fotografie  fotografie
e il Parco Naturale Regionale di Montemarcello - Magra

Orografia e natura

 

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Carta dei territori attraversati

Sport fluviali sul Vara

A come Acqua

FIUME VARA - Le acque sono balneabili. Il Ponte di Ramello è un luogo molto suggestivo e meta di numerosi bagnanti che lo preferiscono agli stabilimenti balneari della costa
Titolo argomento - Il Parco di Montemarcello-Magra  Il Parco di Montemarcello-Magra

Nasce nel 1995, attraverso la Legge Regionale di riordino delle Aree Protette, dall'unione del Parco Fluviale della Magra, operante dal 1982, con l'Area Protetta di Montemarcello, istituita nel 1985. L'Ente Parco ha come scopo istituzionale la tutela del fiume, la salvaguardia del patrimonio faunistico e botanico, la regolamentazione ed incentivazione dell'attività agricola. Si occupa inoltre del corretto uso delle risorse naturali da parte delle popolazioni residenti, al fine di migliorare e sviluppare le loro condizioni soci-economiche.
Il bacino fluviale comprende il tratto di fiume Magra che scorre in territorio ligure per risalire lungo il fiume Vara, suo principale affluente, fino all'altezza di Ponte Santa Margherita.
L'area collinare è rappresentata dalla porzione di parco che da Arcola si spinge verso il mare fino a Punta Bianca ( promontorio del Caprione ). Da un lato il parco è delimitato dal Golfo della Spezia ( o dei Poeti ) ed il mare aperto, dall'altro si trovano la foce del Magra, la piana di Luni e le candide Alpi Apuane. Il territorio restante forma una fascia lungo l'alveo dei due fiumi, piuttosto stretta, che raggiunge una larghezza massima di un chilometro.
I due versanti del promontorio del Caprione sono orograficamente molto diversi. Il territorio che dà sulla foce del Magra degrada molto dolcemente sulla pianura sottostante ed è fitto di boschi di pino marittimo e cadacifoglie; la zona costiera si presenta rocciosa e frastagliata ed è  ricca  di  vegetazione  a  gariga, macchia mediterranea, lecceta  e  pinete a pino d'Aleppo. Il

BOCCA DI MAGRA - Il fiume Magra sfocia nel Mar Ligure TIVEGNA, comune di Follo - Originale scultura in legno per la fonte del Purcaeza dalla quale sgorga un'acqua dalle ottime caratteristiche fisico-chimiche Panorama di Tivegna, frazione del comune di Follo Il castello di Lerici domina l'entrata del Golfo della Spezia o "dei Poeti". Sullo sfondo Portovenere

quadro geologico risulta decisamente complesso per la presenza di successioni sedimentarie diverse e di eventi tettonici particolari. All'interno del bacino prevalgono le formazioni appartenenti all'alloctono ligure ed in subordine quelle della falda toscana. L'autoctono metamorficoapuano e quello del basamento affiorano in aree limitate per estensione.

Titolo paragrafo - Fauna e flora  Fauna e flora

Il territorio umido del Magra è considerato come oasi faunistica per la sosta e lo svernamento di numerose specie avicole tra cui spiccano l'airone cenerino, l'airone rosso, la garzetta, il germano reale, il cavaliere d'Italia, il gruccione.
Nella zona di Montemarcello, tra i mammiferi, sono presenti: il cinghiale, il riccio, la donnola, lo scoiattolo, il ghiro, il tasso. L'avifauna comprende uccelli di macchia come l'occhiocotto, la capinera. la magnanima; di radura ( l'upupa ed il cardellino ); di bosco ( tordo, pettirosso, fringuello picchio rosso minore ); di pineta ( tortora e colombaccio ); rapaci ( gheppio,poiana, gufo reale ); uccelli marini ( gabbiano, sterna, sula, svasso ).

OTTOBRE 2010 - Il Parco di Montemarcello-Magra ha vinto il Premio nazionale "Panda d'Oro"
prestigioso riconoscimento concesso dal WWF a quegli organismi che si distinguono maggiormente nella conservazione e salvaguardia della natura. La cerimonia ufficiale è avvenuta a Roma, alla presenza di Fulco Pratesi, Presidente Onorario del WWF Italia. Il progetto "Salviamo l'ululone", realizzato in collaborazione con l'Università di Genova, l'Istituto Dop. Ter. Is. e la Comunità Montana della Val di Vara ha prevalso nel lotto dei sette che erano stati selezionati per la votazione finale. L'iniziativa messa in atto dal Parco di Montemarcello-Magra intende arrestare il progressivo declino della popolazione ligure di "ululone appenninico", una specie inserita nella Direttiva Habitat dell'Unione Europea, col proposito di favorire il ripopolamento dei siti Natura 2000 coinvolti nel progetto.
Inizialmente sono state poste in attività 3 vasche artificiali, rivestite in pietra o materiali eco-compatibili (alimentate con l'acqua di una sorgente naturale) dove questi animali acquatici trovano migliori condizioni per la loro riproduzione.
L'ululone appenninico, conosciuto anche come ululone italiano, è un anfibio anuro che raggiunge una lunghezza di circa 5 cm e vive in piccoli specchi d'acqua, talvolta temporanei e posti, per lo più, nelle zone collinari o montagnose. Per sua natura tende ogni anno a tornare a riprodursi nel medesimo luogo. Ha un periodo riproduttivo che va da aprile ad ottobre, durante il quale i maschi arrivati alla maturità sessuale attraggono le femmine con dei vocalizzi simili a ululati. Questa particolarità ha dato origine al loro nome volgare (nome scientifico Bombina pachypus). Negli ultimi anni, il numero di esemplari di questa specie si è sensibilmente ridotto, per cause che non sono ancora state accertate.

Lungo il tratto fluviale la vegetazione è caratterizzata prevalentemente da salici ed ontani. Il salice ripaiolo e quello rosso e più raramente il salice bianco e quello da ceste colonizzano il greto e le zone spondali, associandosi spesso con l'euforbia dolce, il lamiastro, il geranio nodoso, il biancospino ed altre speci indicatrici di un clima piuttosto fresco.
Nella zona collinare del parco si trova una notevole varietà floristica. Di particolare interesse scientifico il cisto bianco (Cistus Albidus), mentre le condizioni climatiche particolari favoriscono lo sviluppo della macchia mediterranea con piante come il mirto, il leccio, la fillirea, il lentisco.

Titolo paragrafo - Il patrimonio artistico e archeologico  Il patrimonio artistico e archeologico

La storia medievale la si può rintracciare nei borghi della Val di Vara e della Val di Magra; centri storici posti sui rilievi collinari a controllo e difesa del territorio sottostante, delle vie e dei corsi d'acqua, protetti da cinte murarie, torri e porte monumentali.
Il paese di Montemarcello ricorda un "
castrum" romano con le sue viuzze molto strette.Sono visibili ancora oggi alcuni tratti delle mura attorno al paese che furono costruite nel XV secolo ed una torre circolare.
Nella zona del Caprione, da Zanego alla Serra, sono stati individuati circa 400 "
cavanei", costruzioni di pietra a secco, somiglianti ai nuraghi sardi. Non è stata ancora ben chiarita la loro funzione: probabilmente erano edifici funebri.
I resti antichi ritrovati nella zona del Caprione ed a Zignago (Val di Vara) confernano l'esistenza di
insediamenti pre-romani (Liguri-Apuani) sul territorio....

Titolo paragrafo - Recupero delle terre incolte nel promontorio del Caprione  Recupero delle terre incolte nel promontorio del Caprione

L'Assetto idrogeologico del promontorio del Caprione è stato messo a dura prova da eventi calamitosi legati alle abbondanti precipitazioni verificatesi nel periodo settembre-novembre 2010. A febbraio 2011 è stato pertanto stipulato un protocollo d'intesa fra il Comune di Ameglia, il Comune di Lerici  e il  Parco di Montemarcello-Magra  attraverso  il  quale verrà

Canale irriguo nella campagna di Sarzana

individuato un percorso per il recupero delle terre incolte con l'attivazione di risorse e programmazioni integrate con i piani di sviluppo e obiettivo per il periodo 2007-2013. Gli antichi uliveti diventeranno quindi occasione di sviluppo e strumento di salvaguardia del territorio, volto anche alla riduzione del rischio idrogeologico, visti i recenti gravi episodi alluvionali.
Il presidente del Parco - Walter Baruzzo - ha reso noto che questi interventi mirati verranno realizzati  con  la  supervisione  tecnica  del  Dipartimento  Agricoltura  della

GOLFO DELLA SPEZIA - I tetti di Tellaro

Regione Liguria e prenderanno in esame tutte quelle aree sul promontorio del Caprione che, da tempo, versano in stato di abbandono. Il progetto - come sottolineato dal Sindaco di Ameglia Umberto Galazzo - riveste particolare importanza, in primis, per la valorizzazione della coltura degli uliveti e conseguente ritorno economico locale, ma soprattutto perchè consente la creazione di un presidio per il controllo dei versanti e della regimentazione delle acque. In particolare, il protocollo prevede l'istituzione di un comitato tecnico-scientifico che seguirà tutte le fasi di attuazione del progetto. Il comitato sarà composto da un tecnico rappresentante dell'Ente Parco di Montemarcello-Magra che avrà il compito di coordinatore e da quelli in rappresentanza del Comune di Ameglia, del Comune di Lerici e del Dipartimento di Agricoltura della Regione Liguria.

Fonti:
- Spezia Ambiente - "Il Secolo XIX"
- QN La Nazione - Ed. La Spezia
- Ente Parco Montemarcello-Magra  - 
ufficiostampa@parcomagra.it
         
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