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Copertina de "La Domenica del Corriere" del 11 aprile 1954 - Nel disegno di Walter Molino due bambini che, a S.Stefano Magra, vengono travolti dal crollo delle strutture di un'abitazione. Salvi per miracolo!

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Acqua 1

Acqua 2

Forum 2006

Ponzano Magra: chiusa per deviare e regolare il flusso delle acque

Chiusa a Ponzano Magra

 

Fonti:

COMUNE di S.STEFANO M.

Appunti per un
progetto di bonifica
del Canale Lunense

 a cura di
Emilia Petacco
 e Giorgio Neri

 

" Il Borgo"  Luglio 1985

 

Altri testi consultabili:

LUNGO IL
CANALE LUNENSE

 a cura di

Dino Biondi e Paolo Cresta

 Editrice SAGEP 1991

 

LA VERA STORIA
DEL CANALE LUNENSE

a cura di
Giuseppe Meneghini

Edito nel 2003

 
Piano di Vezzano Ligure: una canaletta attraversa un vigneto. Sullo sfondo la collina del borgo

Canaletta secondaria 

 

Fotografie ©
GIOVANNI MENCARINI

 
 

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Il Canale Lunense è la più importante opera idraulica, ad uso irriguo, della vallata del Magra. Questa via artificiale di acqua è lunga 22,6 Km ed ha una pendenza uniforme di 28 cm/Km. Attraversa i comuni di S.Stefano Magra, Sarzana, Ortonovo, Fosdinovo (MS) e  Castelnuovo Magra. Dal Canale Lunense si diparte tutta una rete secondaria di fossi e canalette di distribuzione che adduce capillarmente l'acqua in tutto il comprensorio. Nel comune di S.Stefano di Magra  questo sistema irriguo raggiunge una lunghezza complessiva di circa 5 Km.
Il Canale Lunense prende acqua dal fiume Magra, nei pressi di Isola di Caprigliola. La portata media è di circa 6.000 m3 al minuto, salvo nel mese di settembre in cui scende a circa 4.700 m3.

Il primo progetto nel 1856
A S.Stefano di Magra le acque del fiume venivano già da tempo usate per l'irrigazione dei molti terreni posti nella Piana di S.Stefano e Ponzano. La costruzione del Canale Lunense, autorizzata con Regio Decreto del 21 Gennaio 1880, vide i proprietari terrieri santostefanesi combattere aspramente contro quest'opera che minacciava di ledere i diritti acquisiti.
Il Canale Lunense, prende la denominazione dall'antica città di Luni, e fu progettato nel lontano 1856 con lo scopo di irrigare parte dei terreni agricoli della vallata del Magra. Fu costituita una Società Omonima, emettendo 5.000 azioni destinate a formare il capitale necessario. In seguito, una grave crisi economica nazionale

Il Canale Lunense nei pressi di S.Stefano di Magra durante i periodici lavori di bonifica e ristrutturazione degli argini per ottimizzare il trasporto dell'acqua

Le massime piene del fiume Magra possono determinare, in alcuni periodi dell'anno, una portata massima di 7.500 m3 al minuto. In casi di "magra", il volume dell'acqua può scendere eccezionalmente fino a 2,5 m3 al minuto (accade circa 2 o 3 volte in un secolo)

 

L'acqua per mulini e colture

Da sempre le acque del fiume Magra erano state utilizzate per la rotazione di mulini, attivi già dal secolo XIV. Si costruivano chiuse con sassi e passoni tutto lungo il corso della Magra per trattenere l'acqua e divergere la corrente anche per irrogare la piana alluvionale, convogliando le acque con opportuni acquedotti. Condanne pecuniarie rilevanti erano applicate ai mugnai che non facevano regolare manutenzione, ordinaria e straordinaria, agli argini ed ai piani di scorrimento delle acque: essi infatti dovevano piantare lungo gli argini piante di pioppo, salici, canne; riparare o rifare con sassi, terriccio e passoni gli argini. Pene severissime erano previste per tutti coloro che "dannificavano, asportavano e deviavano" il corso del fiume.

fece fare marcia indietro ai possessori che votarono per lo scioglimento della società. Il progetto venne accantonato ma, nel 1865, il Comune di Sarzana decise di rilevarlo.
Altre questioni burocratiche furono di ostacolo alla costruzione del canale e passarono ancora molti anni prima che, nel 1881, iniziassero i lavori.
Il procedere dell'opera fu segnato negli anni da difficoltà di ogni genere, opposizioni e liti con i proprietari dei terreni attraversati. La più aspra fu quella con il Comune di Santo Stefano Magra ed alcuni proprietari santostefanesi che reclamavano il diritto di utilizzare l'acqua del canale per muovere mulini e frantoi.
Questa controversia finì il 22 Ottobre 1888 quando una sentenza riconobbe come valide queste pretese e sancì il diritto al prelievo, seppur in misura ridotta.
La realizzazione fu lunga e laboriosa e vide l'adozione di altri e più particolareggiati progetti.
Il Canale Lunense venne inaugurato nel Maggio del 1930, dopo l'ultimazione della centrale "Giorgio Tognoni".

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