|
Il
fiume Magra
ed
il parco naturale regionale di
Montemarcello
- Magra |
La
natura dal Magra al Vara
Percorsi pedonali e ciclabili
Pesca col rezzaglio |
|
Il
racconto è di
FRANCO VALERIO |
|
|
|
"
IL MIO FIUME " (segue da pag. due)
Allora
un fremito ha scosso quella massa liquida che tutto
travolgeva nella sua furia ed il fiume ha sussultato per il
dolore: quello stesso dolore che le leggi della natura gli
hanno imposto in quel momento di arrecare agli uomini suoi
amici.
Dopo la piena, una calma assoluta, riposante. |
|
|
Una sensazione di quiete, quasi di benessere, traspariva da
quella grande massa in movimento.
Ma le altre volte, tutte le altre volte, quando le sue |
|
LA
NATURA DAL MAGRA AL VARA |
|
A
piedi, in bicicletta od a cavallo, numerosi sono gli
itinerari che possono essere percorsi in tutta
sicurezza, ben segnalati, con aree attrezzate per il
picnic. Grazie al clima favorevole di questa zona, è
possibile effettuare i percorsi tutto l'anno, anche in
inverno, poiché questa stagione offre suoni e colori
davvero affascinanti.
Le limpide acque del Vara e dei suoi affluenti
durante i mesi caldi
consentono la balneabilità. Sono in aumento le famiglie
locali e i vacanzieri che prediligono le sponde del
fiume alle affollate spiagge della costa.
Nella
stagione invernale l'impetuosità delle
correnti, in molte zone, è l'ideale per la
pratica di sport fluviali come la canoa e il rafting.
La Val di Vara è circondata dal lungo
tratto terminale dell'Alta Via dei Monti Liguri
che dal Monte Zatta (1404 slm) raggiunge
Ceparana consentendo ai camminatori di ammirare
incantevoli panorami e scenari naturali. |
|
|
acque scorrono glauche e pacifiche, il mio fiume ha un
altro volto, di una serenità che invita alla
meditazione ed alla pace. Quella stessa serenità che
ha colpito lo spirito ansioso e tormentato di Dante
esule e che ha ispirato note di infinita dolcezza ai
grandi che l'hanno conosciuta.
Il mio fiume ha conosciuto tanti volti, tante |
|
anime, e
tutti li ricorda uno ad uno.
E sapeva che anch'io e gli amici di un tempo saremo
andati ancora presso le sue sponde per ritrovare con
nostalgia i lontani ricordi di una fanciullezza felice
e spensierata trascorsa in una natura non ancora
contaminata dalle mani di noi stessi uomini. |
|
Franco Valerio
© 2003 |
|
|
|
|
Fotografie & video
© GIOVANNI MENCARINI |
|
La
foce del Magra, ambiente ideale per la pesca col
rezzaglio |
Questo metodo di pesca è
molto impegnativo dal punto di vista fisico e nel
tempo è stato soppiantato da altri tipi di rete e
strumenti sicuramente più efficaci e remunerativi.
Alla foce del Magra è ancora utilizzato da un buon
numero di pescatori che ne fanno tuttora una vera e
propria arte, fonte anche di attrazione turistica e
di manifestazioni con gare di lancio libero e di
precisione, come quelle alle quali si riferisce
il video qui sotto girato sul lungofiume a
Fiumaretta. |
|
|
La pesca col rezzaglio è ammessa, per legge, nelle
acque marine e proibita in quelle interne o dolci.
Questo metodo ha origini molto antiche e ha sempre
trovato larga applicazione alle foci dei fiumi perchè,
notoriamente, sono molto pescose (spigole, muggini,
salpe, ombrine...).
Il rezzaglio viene anche chiamato
giacco o
sparviero o
campana, a
seconda delle località dove si usa. E' una rete di
forma circolare che, raccolta accuratamente dal
pescatore, viene poi lanciata in acqua con una
torsione del busto. Nel perimetro esterno ci sono
dei piombi che favoriscono la rapida caduta verso il
fondo. Al centro una corda di recupero la fa
rimanere in |
|
Foce del Magra - Pesca col rezzaglio (3,6MB) |
|
tensione, generando nel
contempo un cono, sempre più stretto, all'interno
del quale rimangono imprigionati i pesci. Quando la
rete raggiunge una profondità sufficiente viene
recuperata e questa manovra provvede anche a
stringere l'estremità inferiore (dove ci sono i
piombi), formando un sacco attraverso il quale il
pescato viene issato a bordo delle imbarcazioni.
Il rezzaglio è di poco ingombro e, per
trasportarlo, è sufficiente un secchio di plastica o
un sacchetto della spesa.
La misura della rete e delle maglie è variabile, a
seconda delle località e del tipo di pesce che si
vuole catturare. Anche il peso dei piombi varia in
base al fondale. Non può essere utilizzato rezzaglio,
giacco, sparviero
o campana di perimetro superiore a 16
metri;
la quantità massima di pesci e molluschi
(cefalopodi, seppie, polpi e calamari) che il
pescatore sportivo può pescare in una giornata è di
5 Kg, salvo il caso di pesce singolo di peso
superiore (D.P.R.
n° 1639 del 02/10/1968). Comunque le Capitanerie di
porto competenti per territorio hanno facoltà di
apportare varianti alla legge generale e, durante la
stagione balneare, di emettere delle specifiche
ordinanze locali, con disposizioni atte alla tutela
dei bagnanti. Per cui, prima di iniziare la pesca, è
cosa saggia informarsi su tutte le norme che
sono attive in zona. |
|
|
Varie fasi di lancio del rezzaglio alla foce del
Magra, nelle acque antistanti Fiumaretta |
Il rezzaglio può essere gettato in mare anche da
riva. L'ideale è lanciarlo trovandosi su zone
scogliose, dove il pesce abbonda,
operazione che comunque richiede una buona dose di esperienza
e perizia da parte del pescatore, perchè la rete può
impigliarsi nelle rocce.
Sulle imbarcazioni, per esercitare questo tipo di
pesca, è necessario essere dotati di un buon
equilibrio e i gesti presuppongono che il pescatore
abbia anche un' ottima condizione psico-fisica e
molta sincronia di movimenti col guidatore della
barca. Questi fattori sono molto importanti perchè
spesso bisogna fare i conti con molti lanci "a
vuoto", cioè dove la pesca è infruttuosa, che
possono scoraggiare i pescatori da ulteriori
tentativi.
Diciamo poi che per diventare degli artisti ed
interpreti della disciplina è indispensabile
ricercare una gestualità armoniosa dalla quale
sviluppare il proprio stile. |
Ultime variazioni l'11 Luglio 2010 / Last changes
on July 11th 2010 |
|
|
|
|
|
Prima Pagina |
|
Grandi eventi
nazionali
ed internazionali
reportati da quotidiani
e riviste celebri |
|
|
|
|