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E'
situata in posizione dominante sulla Val di
Magra e dalle mura del centro storico si può
ammirare un meraviglioso panorama che ha come
punto di attrazione principale le
Alpi Apuane.
Il borgo antico è dominato dalla Torre
detta "degli Obertenghi", perchè da
questi ultimi fu fatta edificare intorno al X
secolo, vigile sentinella della comunità
arcolana. Ieri simbolo di sicurezza, oggi di
pace, come dice la pianta di olivo piantata il
28-03-1932 durante il podestatario di C.A.
Bertella. L'unico rimaneggiamento che subì è
costituito da un restauro operato
dall'architetto D'Andrade ai primi del '900,
volto a riparare i danni subiti nel
bombardamento del 1799. L'opera dell'architetto
D'Andrade ha permesso alla torre di essere
dichiarata Monumento Nazionale.
La torre è alta 25 metri, con un perimetro di
ugual misura. Alla torre si accedeva con una
stretta porta ancora oggi visibile. Tale
apertura doveva essere in stretto rapporto con
il castello, al quale sarebbe stata collegata
mediante un ponte levatoio o in corrispondenza
di questa poteva giungere il camminamento
superiore delle mura. L'attuale porta di accesso
è del 1759.
Dopo le frequenti e sanguinose invasioni di
normanni e saraceni, gli Obertenghi nell'XI
secolo costruiriono anche il castello e fecero
riemergere Arcola alla luce della storia. Il
castello ebbe importanti funzioni navali nella
Marca Ligure Occidentale. Nel 1128 divenne
proprietà del monastero di San Venerio del Tino.
Gli Obertenghi furono anche marchesi di Massa e
Corsica.
Arcola fu un antico "cassero" romano, cioè un
deposito di passaggio nell'avanzata di Roma
contro le popolazioni della Liguria, negli anni
639-516 a.C. Sorse tra i primi borghi della
Valle del Magra, insieme a Castelnuovo Magra e
Ameglia, per accogliere le popolazioni che erano
fuggite dai territori di Luni infestati dalla
malaria. La prima attestatione risale al 1014,
quando Arrigo II né confermò il possesso
all'Abbazia di San Zeno. Nel 1209 fu ceduta al
Vescovo di Luni. Nel 1278 il castello fu
conquistato da Oberto D'Oria, Capitano
della Repubblica Genovese. Nel 1320 passò nella
mani di Castruccio Castracani e
successivamente a Filippo Maria Visconti,
Duca di Milano. Nel 1494 ritornò ai Genovesi.
Nel 1747 e nel 1799 Arcola fu saccheggiata dagli
spagnoli, dai tedeschi e dai francesi. Dopo quel
periodo subì il dominio napoleonico fino al
1815, anno in cui il Congresso di Vienna
stabilì che l'Antica Repubblica di Genova e
tutti i suoi territori venissero annessi al
Regno di Sardegna, di cui Arcola costituì un
Ducato.
Etimologicamente il nome Arcola potrebbe derivare
da Arx (rocca) o da Arcula (piccola rocca).
Da visitare il borgo di Trebiano, quello di
Baccano e gli stretti "carobi" di
Cerri.
In passato, già a partire dal XV secolo, nel Piano
di Arcola e in quello di Trebiano, le attività
agricole erano già molto sviluppate. Spesso
rovinate dalle impetuose alluvioni della Magra,
erano presenti coltivazioni di legumi, cereali,
foraggio, ortaggi, uva, frutta. In seguito fu
introdotta anche la coltura del granturco e
nell'ottocento iniziò la produzione di patate,
barbabietole da zucchero, canapa, lino e gelso.
Nel 1736 Arcola costruiva due molini progettati
e collaudati da Matteo Vinzoni.
Il territorio comunale è oggi differenziato tra la
parte collinare, tuttora ricca di coltivazioni
agricole della vite e dell''ulivo e la parte
pianeggiante, diversamente da un tempo, più a
vocazione industriale. Celebre, dal 1983, la
Rassegna dei vini arcolani che si tiene nel
mese di settembre nel parco della villa Picedi
Benettini di Baccano. La zona oggi appartiene al
circuito delle "Città del Vino" ed i vini
arcolani sono all'altezza delle migliori
tradizioni vinicole nazionali. |