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Val di Magra

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Supplemento alla rivista "Sorrisi e Canzoni d'Italia" del 1953 - Canzoni del 3° Festival di Sanremo

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 Archivio di grandi eventi
nazionali ed internazionali,
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quotidiani e riviste celebri

 

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SUL TERRITORIO

Elenco puntato - Genova  GENOVA

Il capoluogo della Liguria
ha il centro storico più grande
d'Europa. Nel 2004 è stata la
"Capitale Europea della Cultura"...

Elenco puntato - Euroflora  EUROFLORA

In primavera, ogni 5 anni,
 alla Fiera di Genova va in scena
lo spettacolo dei fiori per eccellenza.
I giardini più belli del mondo...

Elenco puntato - Via Francigena  VIA FRANCIGENA

Col Giubileo del 2000 è stata
definitivamente rivalutata
 la via di Sigerico, che i pellegrini
percorrevano a piedi fino a Roma,
 in segno di pentimento...

Elenco puntato - Parco del Magra  PARCO DEL MAGRA

 A Gennaio 2008 il Parco Naturale Regionale del Magra è il territorio
eco-certificato più esteso d'Europa...

Comune di AMEGLIA - Il borgo di Montemarcello che da il nome al Parco del Magra e figura nell'elenco dei "Borghi più belli d'Italia"

Elenco puntato - La Val di Magra  LA VAL DI MAGRA

Nobili, vescovi, mercanti e pellegrini
lungo l'asse della Via Francigena.
 Culture differenti per storia e tradizioni,
nei secoli, si sono sovrapposte
 e hanno permeato il territorio con
i segni del loro passaggio...

Cartello turistico del comune di Ameglia indicante centri e servizi presenti sul territorio

Elenco puntato - La Val di Vara  LA VAL DI VARA

La "Valle dei borghi rotondi"
è anche conosciuta come
la "Valle del biologico" per le sue
produzioni agricole ottenute con
metodi antichi e naturali.
Varese Ligure nel 1999 è stato il
1° comune ecologico d'Europa...

Elenco puntato - La Lunigiana  LA LUNIGIANA

La "Terra della Luna", in Italia,
ha la più alta concentrazione di
antichi castelli. Se ne contano
circa 160. Alcuni sono bellissimi e perfettamente conservati... 

 
 
 
 
Ameglia  Titolo di testa - Ameglia e frazioni   e frazioni

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 MARMO e PESCA

Nell'800 e nei primi decenni del XX secolo, il trasporto dei marmi per mare veniva effettuato da speciali imbarcazioni a vela (costruite in genere dai cantieri di Viareggio), che erano dette "navicelli". Il carico dei pesanti blocchi di marmo avveniva presso i pontili di Forte dei Marmi e di Marina di Carrara. Quando erano in attesa di carico e il mare si ingrossava per il cattivo tempo, i "navicelli" non potevano trattenersi a Marina di Carrara, ancora priva di adeguate attrezzature portuali, e perciò riparavano nel porto naturale offerto dalla foce del Magra. I bassi fondali consentivano l'ingresso solo a velieri senza carico. Se invece la burrasca li coglieva con le stive già piene, salpavano l'ancora per trovare rifugio nel Golfo della Spezia, a Lerici o a Le Grazie, dove i fondali erano più alti e maggiormente protetti dalle mareggiate.
Della flotta del Magra facevano anche parte alcune barche dette "savoranti", dotate di vela latina, che erano adibite al trasporto della sabbia escavata dai banchi del fiume.
La zona di Bocca di Magra è sempre stata
ricchissima di pesce e perciò diverse famiglie lasciarono Montemarcello e Ameglia per stabilirsi in prossimità della foce del Magra. Ai primi del '900, la fama di buona pesca fece accorrere sulla costa tirernica - con i loro trabaccoli - molti pescatori di San Benedetto del Tronto che misero su casa a Viareggio, Lerici, Le Grazie e anche a Bocca di Magra. Le loro barche erano chiamate anche "paranzelle" o "bragozzi". Erano grandi, con una forte ossatura, una bassa murata, il ventre piatto e larghe vele triangolari dipinte a colori vivaci o con disegni di popolare fattura. Le "paranze" rastrellavano i fondali con le reti, navigando a coppie.

 
AMEGLIA - La rocca del centro storico

Alcune località
e frazioni del
Comune di
AMEGLIA

 

MONTEMARCELLO

BOCCA di MAGRA

FIUMARETTA

 

Bocca di Magra e
Fiumaretta sono
Bandiere Blu
Montemarcello è
"Uno dei Borghi
più belli d'Italia"

Blocco Notes

Titolo argomento - Ameglia, comune della Val di Magra  AMEGLIA

Il capoluogo si trova su una piccola altura tutta di roccia sulla quale si sono abbarbicate tutte le costruzioni: dalle mura del Castello alle abitazioni (nella foto). Il primo documento che la ricorda per la storia si trova nel Codice Pelavicino; è un diploma di Ottone I di Sassonia, dell'anno 963, dal quale risulta come Ameglia fosse già luogo fortificato.
Fu sede vescovile saltuariamente assieme a Sarzana dal 1020 al 1292; ebbe due porti fluviali: il "Portus Ameliae" sulla riva destra del fiume Magra ed il "Portus Mauricii" sulla riva sinistra. Conobbe molte dominazioni: di Lucca, Pisa, Firenze, Milano, ed infine divenne parte della Repubblica di Genova. I resti di un'importante Necropoli lasciano pensare ad un villaggio ligure sorto su una pista di transumanza. La successiva conquista romana fece sì che Ameglia divenisse parte del grande "Portus Lunae" come testimoniano i reperti archeologici della "Villa Romana" ed il vetusto "Pilastro".
Nel territorio comunale, che si estende per 14,370 Kmq, si trova anche il Monastero del Corvo, che oggi è un centro di esercizi spirituali dei Padri Carmelitani Scalzi, dopo aver conosciuto secoli di abbandono. Celeberrima è l'Epistola di frate Ilaro del Corvo ad Uguccione della Fagiuola, redatta in latino,

BOCCA DI MAGRA (frazione di Ameglia)  - Il porticciolo Bandiera Blu. Sullo sfondo le Alpi Apuane innevate

Il porticciolo turistico di Bocca di Magra. Sullo sfondo le Alpi Apuane innevate

che ha tutta la natura di una accompagnatoria di una copia autografa dantesca dell'Inferno, in dedica assoluta al condottiero ghibellino Uguccione della Fagiuola. Al tempo della missiva (1315), Uguccione era Signore in Pisa e proprio dall'abbazia di San Michele degli Scalzi dipendeva direttamente il cenobio di Santa Croce del Corvo, appartenuto con certezza alla confraternita dei monaci Benedettini Pulsanesi.
Oggi il territorio comunale ha una naturale propensione turistica. Sono stati ultimati nel 2006 i lavori per la costruzione del porticciolo di Bocca di Magra (Bandiera Blu 2009), che ha aumentato notevolmente i posti barca e i servizi a disposizione dei diportisti (il fiume Magra nel comprensorio è tutto navigabile).

Rinomate le spiagge di Fiumaretta (Bandiera Blu), con clima mite tutto l'anno che consente la presenza di numerosi turisti anche durante i weekend ed i ponti festivi. Non bisogna dimenticare che nel comune di Ameglia si trovano una delle dieci spiagge indicate come le più belle d'Italia, quella di Punta Corvo e "Uno dei borghi più belli d'Italia" Montemarcello.
"L'OMO AR BOZO" - A Carnevale viene allestita ad Ameglia una delle più vecchie manifestazioni

AMEGLIA - Una delle maschere disegnate da Walter Tacchini per la manifestazione "L'Omo ar Bozo"

 Maschere de "L'Omo ar Bozo"

d'Italia: "L'omo ar bozo", che tradotto significa "L'uomo nel fosso".
Gli studiosi ipotizzano che l'origine antica di questo "rito" risalga addirittura al XV secolo. I Bravi di Ameglia, gente non certo tranquilla, iniziarono la tradizione di arrestare il primo forestiero che fosse giunto, la domenica grassa, nel territorio comunale e indi gettarlo nelle acque gelide di un "bozo" (appunto un piccolo fosso usato per alimentare i mulini), non senza avergli prima spillato una bella somma di denaro a favore della Società di Ballo.
Dagli anni '50 al 1976 la manifestazione ha subito una lunga interruzione e stava per andare perduta. Grazie all'opera volenterosa di un gruppo di giovani amegliesi fu fondato, nel 1977, un comitato per il recupero di questa centenaria tradizione che riprese nuovo vigore con l'apporto di alcune varianti.
La principale fu l'introduzione della maschera (in origine tutti erano a volto scoperto, al massimo un poco pitturati). La costruzione delle maschere è diventata quindi per gli abitanti di Ameglia un motivo di aggregazione sociale, un momento per ritrovarsi, scambiarsi opinioni, incontrare vecchi amici e condividere interessi comuni.
"L'omo ar bozo" si concretizza nella domenica grassa con un caleidoscopio di colori, un'esplosione di suoni e tanta allegria che pervade le strade e la campagna del capoluogo....

Fonti:
Insieme in Liguria
-
Luoghi d'arte, musica e teatro - a cura della Regione Liguria;
Speciale Turismo La Spezia -
Il Secolo XIX;
Associazione Culturale "La Seccagna";
Album della Spezia -
"Cronache d'altri tempi" - a cura di Giorgio Batini, Ed. LA NAZIONE.
 
Titolo paragrafo - Corrispondeva ad Ameglia la città etrusca di Luni?  Corrispondeva ad Ameglia la città etrusca di Luni?

I dibattiti sulle possibili radici etrusche di Luni sono sempre vivi. Molti reperti depongono in favore di una fondazione etrusca ma è importante stabilire se la città pre-romana sia esistita o meno nello stesso punto dove sorse Luni colonia romana.
Una ricostruzione storica effettuata dal prof. Ennio Silvestri nel volume "Ameglia nella storia della Lunigiana" propende verso la negazione della etruschità di Luni, pur concedendo agli Etruschi un'occupazione del territorio lunense, soprattutto al tempo della talassocrazia, periodo nel quale questo popolo si interessò anche della Riviera Ligure.
Nella Luni romana non si sono rinvenute infatti che reliquie romano-imperiali, per cui solo il deserto avrebbe preceduto la fondazione della colonia di Roma. Ad Ameglia invece, sulla riva destra presso la foce del Magra e sul colle dove sorge il paese, si sono scoperti monumenti che provano l'esistenza di un nucleo di popolazione etrusco-ligure, che avrebbe preceduto la colonia romana.
Quale supposizione quindi si può fare su quel Luna cui fa cenno Tito Livio quando, nell'anno 177 a.C., vi fu condotta una colonia di 2.000 cittadini romani?
Con quel Luna Livio si è quasi certamente riferito all'agro di Luna, "territorio della Luna" (perché a forma di luna), che comprendeva il porto e la Luna etrusca, coincidente con ogni probabilità con l'attuale paese di Ameglia, che conserva le caratteristiche di rocca etrusca. Porto Luna, più di duemila anni fa, aveva dimensioni notevoli, pari ad almeno tre chilometri di profondità e due chilometri e mezzo di larghezza, nel punto dove sarebbe sorta la Luna romana.
I romani, per la loro colonia,  preferirono la sponda orientale di questo grande arco di mare in cui si scarica il Magra, perché li si trovavano le terre da distribuire ai coloni, senza soluzione di continuità fino a Pisa (ad ogni colono toccarono più di 13 ettari e tutti insieme ebbero 260 chilometri quadrati di terra coltivabile), e perché qui confluivano le comunicazioni stradali con Roma, Lucca e Parma che rendevano facile e comodo il trasporto dei prodotti agricoli.
I romani fondarono la colonia nel punto più favorevole, costruendo la città di Luni, una delle più ammirevoli dell'Impero. La cinsero di mura e la abbellirono con colonne, statue, capitelli, cornicioni a glorificazione degli imperatori, degli eroi e delle vittorie del fiero popolo quirite che impose a tutto il mondo allora conosciuto la Pax Romana.
Luni col suo porto divenne in breve tempo il centro più importante per il commercio di quel marmo che si trovava nei monti soprastanti (Alpi Apuane), marmo bianco come la neve che, appezzato e tagliato a lastre, veniva spedito in tutti gli altri porti del Mediterraneo.
Ma anche Luni, piena di traffico e di vita, lussureggiante per i suoi marmi, ricca di empori e mercati, attorniata da vasti e fiorenti sobborghi, con ville e giardini sontuosi, era destinata alla decadenza e alla distruzione che ha ispirato i noti melanconici versi danteschi (73-78) del XVI canto del Paradiso.
Luni, nata sul mare, si trova oggi a circa 2 chilometri dal litorale, nel comune di Ortonovo. Dopo la sua distruzione, il progressivo interramento del porto, dovuto ai sedimenti lasciati dal Magra, ha dato origine prima ad un terreno paludoso (comprovato dalla toponomastica locale: Padulo, Stagno della Forcella, Ponte degli Stagni ecc.) e successivamente all'attuale lussureggiante pianura di Marinella...

Info a cura del Comune di Arcola  Da "La Nazione" del 29 gennaio 1986 - (estratto da "Il mistero di Luni" di Domenico Bondani)
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