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"Il Telegrafo" del 12-10-1963 in prima pagina si chiede se il disastro del Vajont potesse essere evitato

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Elenco puntato - Genova  GENOVA

Il capoluogo della Liguria
ha il centro storico più grande
d'Europa. Nel 2004 è stata la
"Capitale Europea della Cultura"...

Elenco puntato - Euroflora  EUROFLORA

In primavera, ogni 5 anni,
 alla Fiera di Genova va in scena
lo spettacolo dei fiori per eccellenza.
I giardini più belli del mondo...

Elenco puntato - Via Francigena  VIA FRANCIGENA

Col Giubileo del 2000 è stata
definitivamente rivalutata
 la via di Sigerico, che i pellegrini
percorrevano a piedi fino a Roma,
 in segno di pentimento...

Elenco puntato - Parco del Magra  PARCO DEL MAGRA

 A Gennaio 2008 il Parco Naturale Regionale del Magra è il territorio
eco-certificato più esteso d'Europa...

Elenco puntato - La Val di Magra  LA VAL DI MAGRA

Nobili, vescovi, mercanti e pellegrini
lungo l'asse della Via Francigena.
 Culture differenti per storia e tradizioni,
nei secoli, si sono sovrapposte
 e hanno permeato il territorio con
i segni del loro passaggio...

Elenco puntato - La Val di Vara  LA VAL DI VARA

La "Valle dei borghi rotondi"
è anche conosciuta come
la "Valle del biologico" per le sue
produzioni agricole ottenute con
metodi antichi e naturali.
Varese Ligure nel 1999 è stato il
1° comune ecologico d'Europa...

Elenco puntato - La Lunigiana  LA LUNIGIANA

La "Terra della Luna", in Italia,
ha la più alta concentrazione di
antichi castelli. Se ne contano
circa 160. Alcuni sono bellissimi e perfettamente conservati... 

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PIGNONE - Una ruspa dei Vigili del Fuoco intenta a liberare il greto del torrente dal legname accumulatosi durante il nubifragio del 25-10-2011

NUBIFRAGI E ALLUVIONI
IN LIGURIA E TOSCANA

Un evento atmosferico di eccezionale portata si è verificato nella giornata di martedì 25 ottobre 2011 nel Levante ligure e nell'alta Toscana.
In pratica è successo che una perturbazione di origine atlantica, in transito sul territorio, abbia visto il suo passaggio rallentato da una corrente di aria fredda continentale generata dall'alta pressione. Come conseguenza le precipitazioni, che altrimenti sarebbero state più diradate, in alcune aree dello Spezzino e della Lunigiana hanno raggiunto concentrazioni tali da originare una vera e propria apocalisse...
Come se non bastasse, il 4 novembre 2011 a Genova l'esondazione del Rio Fereggiano causava una disastrosa alluvione che metteva in ginocchio la parte orientale della città... 

News collegate all'evento

Le Alpi Apuane
"Monumento geologico"
unico al mondo

Elenco puntato - Le Alpi Apuane

Ferrovia Aulla-Lucca
Il fascino dei treni d'epoca
e delle locomotive a vapore

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Ferrovia Pontremolese
Una linea di vitale importanza
per La Spezia e la Lunigiana

Elenco puntato - Ferrovia Pontremolese

Il Premio Bancarella
Sintesi di una passione
per il libro che dura a
Pontremoli da oltre 5 secoli.
Storia di stampatori e librai.
Primati culturali della Lunigiana

Elenco puntato - Il Premio Bancarella

Disfida degli arcieri
A Fivizzano la rievocazione di
una competizione avvenuta
nel 1572 e tramandata
da Frate Tommaso

Elenco puntato - Disfida degli Arcieri

La Festa del Libro
A Montereggio di Mulazzo
tutte le piazze e le strade
sono intitolate ad un editore...

Elenco puntato - La Festa del Libro

Castelli in Lunigiana
In Italia, la Lunigiana possiede
la più alta concentrazione
di antichi castelli...

Elenco puntato - Castelli in Lunigiana

Il Giro della Lunigiana
Corsa ciclistica internazionale
per la categoria juniores

Elenco puntato - Il Giro della Lunigiana

Infiorate a Brugnato
"Per tetto un cielo di stelle e
per strada un tappeto di fiori..."

Elenco puntato - Infiorate a Brugnato

Orti di Pignone
Prodotti tipici della terra dagli
agricoltori delle valli del
Pignone e del Casale

Elenco puntato - Orti di Pignone

Frecce Tricolori
La Pattuglia
Acrobatica Nazionale:
gli "artisti del cielo"

Elenco puntato - Frecce Tricolori

Tall Ships
Navi scuola e vele d'epoca
sulle acque del mare di Liguria

Elenco puntato - Tall Ships

Il Tuning
L'arte delle 4 ruote.
Fotogallery con le più originali
auto presenti ai raduni

Elenco puntato - Il Tuning

 
 
 
 
Il fiume Magra  Titolo di testa - Il fiume Magra, fotografie   fotografie 
          ed il parco naturale regionale di
Montemarcello - Magra

Nel XXI secolo l'acqua
potrebbe diventare più preziosa
dell'oro e del petrolio

 

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Acqua 1

Acqua 2

Canale Lunense

Le variazioni climatiche influenzano le precipitazioni

Le risorse idriche mondiali

Fabbisogni e consumi nel mondo

Risorse e consumi in Italia

Acqua e variazioni climatiche

 Tecnologie per ottimizzarne l'uso

 

FIUME MAGRA - La pesca nei laghetti artificiali

Le variazioni climatiche originate dalle attività umane sembrano essere il principale effetto scatenante la progressiva degradazione e desertificazione dei terreni per la mancanza di acqua, sia nel sottosuolo che a livello di precipitazioni.
Ci sono già movimenti migratori di popolazioni che non riescono più a sopravvivere sul loro territorio e si spostano in zone più fertili ed adatte alla vita umana.
In Africa il lago Ciad è ormai prosciugato, principalmente per la mancanza di precipitazioni, ma anche per i consumi incontrollati e lo sfruttamento intensivo dei pascoli limitrofi.
Il lago Aral, che era il quarto bacino interno del mondo, sta scomparendo.
La superficie di questo rinomato luogo di villeggiatura dell'Asia Centrale, famoso per le sue

limpidissime acque, è ormai ridotta ad una piccola striscia nella parte occidentale, che rappresenta meno di un decimo della dimensione originaria. Anche il volume delle acque è molto basso e prossimo all'esaurimento. La causa di tutto ciò risiede nel prelievo sfrenato di acqua dai fiumi che lo alimentano (destinata all'irrigazione dei campi di cotone circostanti).
I quasi 70.000 Kmq di fondali si sono trasformati in un territorio desertico dove i venti disperdono nell'aria i residui di pesticidi chimici e sostanze inquinanti ridotte in polvere e che prima giacevano sul fondo delle acque. Il ritiro della superficie acquea è stato così imponente da far tornare alla luce reperti archeologici risalenti al XIV secolo. Un città delle antiche popolazioni del luogo che costruivano in mattoni e fango e coltivavano a riso grandi appezzamenti di terreno.
Le Nazioni Unite considerano quanto sta accadendo il più grave disastro ambientale di sempre procurato dalle attività umane.
Alcuni progetti per riportare acqua dolce nel lago Aral, tramite canali, non sembra che possano trovare attuazione, vuoi per il tempo (per ripristinare integralmente la superficie acquea ci vorrebbero circa 30 anni), ma soprattutto per gli elevatissimi costi.
Per  sanare  parzialmente  una  situazione

EARTH SCIENCE WEEK
American Geological Institute (*)
December 2011 News
Earth science teachers and students often examine the connections between two related topics: energy and climate. For those wishing to take a closer look at climate change, the National Science Foundation (NSF) offers a useful web site.
“Our planet’s climate affects - and is affected by - the sky, land, ice, sea, life, and people found on it. To understand the entire story of climate change,” according to the site, “we must study all of the natural and human systems that contribute to and interact with Earth’s climate system.”
Go to
http://www.nsf.gov/news to find an NSF report summarizing the current state of knowledge about climate change. The succinct format is enhanced with slideshows and videos.
(*) Founded in 1948, the American Geological Institute is a nonprofit federation of 50 geoscientific and professional associations that represents more than 250,000 geologists, geophysicists and other earth scientists.

critica, si pensa invece di effettuare un rimboschimento delle aree desertiche con piante le cui radici tollerano alte concentrazioni di sale. In questo modo si potrebbe limitare di molto il sollevamento delle polveri tossiche dal suolo, che attualmente stanno causando parecchi problemi di salute alle popolazioni locali.
Gli scienziati del WWF mettono in guardia le comunità  dallo  sfruttare  selvaggiamente  i terreni per scopi agricoli, senza che vengano rispettati i tempi ed adottate tutte le cautele per garantire i cicli riproduttivi. I numeri sono allarmanti: negli ultimi trent'anni le popolazioni di vertebrati sono diminuite di almeno un terzo, mentre l'impronta ecologica dell'uomo (ovvero il peso della domanda di risorse naturali) ha gia superato il punto critico in misura tale che la Terra non è più capace di rigenerare ciò che viene consumato, ne di assorbire i nostri scarti (emissioni inquinanti, rifiuti....). E' dal 1986 che la Terra non ci basta più...

IL FIUME VARA - Ambiente ideale per gli sport fluviali come la canoa e il rafting
 Parco Naturale Regionale di Montemarcello-Magra - Il fiume Vara, paradiso per la canoa e il rafting.

Nel 2010 l'Earth Overshoot Day - che tradotto significa il "giorno in cui si è passato il limite" - è caduto il 21 di agosto (era stato il 23 settembre nel 2008 e il 25 settembre nel 2009). Da quelle date fino alla fine dell'anno, secondo i calcoli del Global Footprint Network (organizzazione di ricerca ambientale con sede a Oakland in California, che misura l'impronta ecologica degli umani sulla Terra) siamo andati in "rosso", vivendo al di sopra delle nostre possibilità ecologiche. Questo debito verrà scontato dai nostri figli e nipoti.
Se tutti gli abitanti del Pianeta avessero uno stile di vita come gli americani, occorrerebbero le risorse di 5,4 "Terre". Se la Terra fosse abitata da soli Canadesi bisognerebbe moltiplicarla per 4,2, per 3,1 se Britannici, per 2,5 se Tedeschi. Gli italiani sono indietro in questa classifica ma, per estendere le nostre abitudini a tutto il globo, occorrerebbero sempre e comunque almeno 2 "Terre".
Se l'attuale ritmo di consumo di acqua, suolo fertile, risorse forestali e specie animali non muterà, secondo il WWF nel 2050 di pianeti ce ne vorranno due. Ma, quel che è peggio, circa 3 miliardi di persone potrebbero essere coinvolti in guerre per il controllo e lo sfruttamento delle risorse di acqua dolce.
Regioni della Terra già in tensione per questa esigenza primaria sono quelle attraversate dai fiumi Tigri ed Eufrate, la parte terminale del bacino del Gange in India, il comprensorio del fiume Giordano e quello del Colorado, tra USA e Messico.
I territori della Spagna meridionale stanno pensando di approvvigionarsi dal fiume Reno per porre fine alla loro cronica siccità.

Clima, ambiente e adattamento ambientale
Titolo paragrafo - Il clima della Terra  Il clima della Terra
La climatologia studia le cause che caratterizzano i diversi climi e, per conseguenza, le forme di vita nelle diverse regioni della superficie terrestre. Si determina il clima di una regione mediante la costante osservazione della forza e della direzione dei venti dominanti, delle condizioni idrometriche dell'aria, della quantità e frequenza delle piogge e, infine, della temperatura media al suolo e della misura delle sue oscillazioni, tra notte e giorno, naturalmente rapportata al variare delle stagioni.
La temperatura del fluido atmosferico varia secondo la latitudine, la direzione dei venti e la prossimità del mare.
Poiché il calore che riceve la Terra diminuisce dall'Equatore ai poli, ne consegue che più sono obliqui i raggi del sole ricevuti da un'area geografica, tanto meno sarà alta la sua temperatura e sarà tanto più bassa quanto più breve è la durata del giorno. All'Equatore, ove la durata del giorno è sempre uguale, la temperatura è quasi costante, mentre è molto variabile nei paesi nordici, dove la durata del giorno varia in relazione al mutare delle stagioni.
Poco sensibile è l'abbassamento di temperatura dovuto alla latitudine; le condizioni climatiche dei paesi aventi la stessa latitudine sono approssimativamente analoghe, se i fattori climatici sono simili.
Le acque degli oceani, essendo più calde dell'atmosfera, soprattutto ai tropici e ai poli, tendono a uniformare e ad elevare la temperatura dell'aria. Questo spiega come ad eguale latitudine i paesi interni dei continenti siano più freddi di quelli che si affacciano sulle coste.
Invece la longitudine ha grande influsso sulla temperatura; le rilevazioni effettuate indicano un abbassamento medio di ½ grado ogni 100 Km. nella zona temperata.
Titolo paragrafo - L'ambiente  L'ambiente
In natura gli esseri viventi sono legati gli uni agli altri, poiché uno può possedere le sostanze vitali che un altro non ha, e questo a sua volta ne possiede altre ancora egualmente indispensabili: ecco che si rende necessario uno scambio di sostanze fra i due esseri, per fare in modo che entrambi possano sopravvivere. E così via: la vita è un continuo scambio, un lavoro in comune fra organismi vegetali e organismi animali. Per studiare un determinato territorio, bisogna conoscere bene le sue condizioni di vita, il suo mondo vegetale o flora e il suo mondo animale o fauna e le relazioni che passano fra loro, come pure l'influenza esercitata da questi due mondi sull'uomo e viceversa.
Le razze umane, i tipi di animali, lo sviluppo e la varietà delle piante sono assai diversi nelle differenti zone climatiche in cui gli scienziati hanno diviso la Terra. Le condizioni dell'esistenza cambiano completamente a mano a mano che dalle zone equatoriali, tropicali, subtropicali, dove regnano la foresta vergine  e la giungla con un'infinita abbondanza di svariatissime specie di piante, ci si avvicina a territori su cui a perdita d'occhio si estende l'arida vegetazione della steppa o addirittura alle zone polari e subpolari dove vi è solo ghiaccio o tutt'al più qualche raro ciuffo di piante ridotte al minimo.
Titolo paragrafo - L'adattamento ambientale  L'adattamento ambientale
Molti animali non possono vivere altro che in un determinato ambiente di clima e di vegetazione: ad esempio la vita dei leoni è legata alle zone calde delle savane tropicali, mentre la renna ha bisogno di un clima molto freddo. Altri organismi invece possono vivere in vari ambienti, sia per maggiore adattabilità specifica, sia suddividendosi in varie razze con proprie caratteristiche fisiche e organizzative, che costituiscono l'adattamento ad un luogo: così avviene per l'uomo.
Ogni giorno muoiono milioni di esseri visibili e invisibili: la loro morte provoca il dissolversi dei loro corpi, da cui si liberano nuovamente le sostanze vitali che vengono assorbite da altri esseri, che a loro volta moriranno per mantenere in vita nuovi individui. In natura nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma e questo affascinante circuito di vita e di morte sta durando da un tempo indefinito.
Agli inizi degli anni Settanta del XX° Secolo ci si accorse che, per la prima volta da quando esisteva l'uomo, a causa dello sfruttamento selvaggio delle foreste, si era rotto l'equilibrio tra produzione e consumo di ossigeno. Cioè nell'atmosfera si creava un accumulo di anidride carbonica potenzialmente in grado di alterare il clima della terra.
Non solo: i processi naturali risultavano del tutto sovvertiti dall'intenso sfruttamento delle materie prime e la Terra non sarebbe più stata in grado di autorigenerare quello che veniva consumato.

Il termine "desertificazione" fu coniato nel 1927 dall'esploratore francese Louis Lavauden per intendere l'espansione dei deserti esistenti causata dall'avanzamento della sabbia su ecosistemi fragili, degradati, pre-desertici, quali ad esempio le savane o la garigue. Per "desertificazione" possiamo anche intendere la degradazione delle terre in zone aride, sub-aride e sub-umide secche dovuta a diversi fattori, spesso complessi, tra cui le variazioni climatiche e le attività umane. Numerosi studiosi e scienziati sono concordi nell'affermare che la desertificazione è un fenomeno ciclico, naturale. Da rilevazioni satellitari, si può osservare che, in questo momento, è in atto un regresso delle zone desertiche del Sahara o di alcune parti dell'Australia.
A  livello  globale  la  situazione  però  non  è  per  niente  rosea, anzi  è  in  rapidissimo peggioramento. Pericolose sono le conseguenze dell'effetto serra, il fenomeno dovuto all'accumulo nell'atmosfera di numerosi gas, causato principalmente dall'uso di combustibili fossili. I principali sono: anidride carbonica (CO2), metano (CH4), protossido di azoto (N2O), idrofluorocarburi (HFC), perfluorocarburi (PFC), esafluoro di zolfo (SF6).
I dati diffusi dal WWF dicono che negli ultimi trent'anni l'uso del petrolio e suoi derivati è cresciuto di nove volte e questa "cappa" invisibile che avvolge la Terra fa in modo che le radiazioni solari possano raggiungere il suolo terrestre ma non essere riflesse nello spazio. Si genera cioè un accumulo progressivo che causa un surriscaldamento del clima.
A marzo 2008, dalla regione antartica si è staccato un blocco di ghiaccio con una superficie pari a 2 volte quella dell'isola d'Elba. Questo evento era previsto fra una quindicina d'anni e gli scienziati non escludono che sia stato fortemente accelerato dall'aumento delle temperature.
Ad aprile 2009 è stata la volta della placca Wilkins a staccarsi e perdersi nell'oceano.
E' già dal 1995 che il continente antartico subisce questa pesante modifica del territorio. Secondo l'ESA, l'Agenzia spaziale europea, negli ultimi 50 anni la temperatura media in Antartide è salita di 2,5 gradi.
Nel Mar Baltico le temperature riscontrate nell'inverno 2007 sono state le più alte da tre secoli a questa parte e questo è stata la causa di una strage di cuccioli di foca.

Molti piccoli, a causa dello scioglimento anticipato dei ghiacci, sono finiti in acqua prematuramente senza avere un adeguato strato di grasso protettivo e sono morti di freddo e di fame.
Scienziati canadesi hanno divulgato alcuni studi in base ai quali le mutate condizioni climatiche al Polo Nord sarebbero la causa di alterazione dei cicli biologici degli orsi polari. Cioè il caldo metterebbe a rischio il loro ciclo riproduttivo, con possibili ripercussioni sulla sopravvivenza della specie.
Anche la proliferazione del corallo  è  messa  in  serio  pericolo dall'aumento delle temperature delle acque degli oceani. Molte specie sono in via di estinzione per cui si è reso necessario adottare misure di protezione per la salvaguardia delle barriere.
I ghiacciai delle Ande
, se non ci sarà un'inversione di tendenza, potrebbero essere tutti estinti entro il 2050.
Per limitare il surriscaldamento della Cordigliera, un gruppo di ambientalisti ha dato il via nell'estate 2010 ad una singolare iniziativa. Utilizzando una soluzione composta da bianco d'uovo e calce idraulica, il terreno viene pitturato di bianco per fargli accumulare meno calore. I commenti su questo empirico modo di agire sono più negativi che positivi, anche perchè al momento non è possibile prevedere l'eventuale comparsa di danni ambientali collaterali.
Gli effetti del surriscaldamento climatico e inquinamenti di vario genere sono anche tra i maggiori responsabili della possibile estinzione di specie animali. Secondo la comunità scientifica internazionale IUCN - un quarto dei mammiferi della Terra è a rischio (1141 specie su 5487). Il mammifero maggiormente minacciato è il delfino Irrawaddy del quale, nei mari delle Filippine, rimangono al 2008 solamente 77 esemplari.
L'insieme  di  tutti  questi  gas  serra  sta  causando  inoltre  anche  la diminuzione nella stratosfera dell'ozono (gas che filtra i pericolosi raggi ultravioletti), con pericolose conseguenze per la salute degli abitanti del Pianeta (soprattutto aumento dei tumori della pelle e patologie legate alla vista).
A più di dieci anni dal protocollo di Kyoto si emettono ancoratroppi gas serra. Ogni stato ha un preciso limite per le

VAL DI VARA - La fontana dove trovò ristoro il "prigioniero" Papa Pio VII, mentre veniva tradotto in Francia per ordine di Napoleone
La fontana del Papa

Val di Vara - Beverino
Tradizione vuole che vi abbia trovato ristoro Pio VII (1742 - 1823), mentre veniva tradotto a Grenoble per ordine  di Napoleone. Il vecchio Papa, nel luglio del 1809, si era infatti rifiutato di riconoscere l'annessione alla Francia dei Territori Pontifici ed aveva scomunicato tutti gli invasori, scatenando le ire dell'imperatore d'oltralpe. Una lapide marmorea ricorda il passaggio dell'illustre prigioniero, che poi venne riportato in Italia, a Savona. Oggi la fonte, per molti mesi all'anno, è secca e le sue acque non sono più potabili a causa delle mutate condizioni atmosferiche.

emissioni, compresi i Paesi in via di sviluppo. Obiettivo principale è ridurre entro il 2012 le emissioni di gas serra del 5,2% rispetto ai valori registrati nel 1990. Gli Stati membri dell'Ue hanno un obiettivo complessivo di riduzione dei gas serra dell'8%. L'Italia dovrebbe ridurre le proprie emissioni del 6,5%. Purtroppo, dal 1990 al 2005, nel nostro Paese le emissioni sono invece cresciute più del 10%.
La maggior parte dei gas serra italiani rilasciati in atmosfera sono dovuti a due fonti principali: l'energia (61%), soprattutto utilizzata per il riscaldamento degli ambienti, dell'acqua e la produzione di quella elettrica e i trasporti (24%). In particolare sono nell'occhio del ciclone quelli aerei sulle distanze intermedie e l'utilizzo delle auto private per brevi tragitti che potrebbero essere compiuti con mezzi più ecologici.
Se si riuscisse a spostare su binari solo un quarto dei trasporti, entro il 2020 le emissioni calerebbero del 21%.
Tra il 1970 e il 2004 le emissioni di gas serra dovute alle attività umane sono aumentate di oltre il 70% rispetto al periodo precedente alla rivoluzione industriale. Quasi la metà delle emissioni (46%) sono a responsabilità del 20% della popolazione mondiale (stati più industrializzati).
Agli inizi dell'800, quando vennero effettuate le prime monitorizzazioni ambientali, l'anidride carbonica presente nell'tmosfera era pari a 280 parti per milione. Gli ultimi dati riscontrati parlano di una sua concentrazione pari a 388 parti per milione, con un aumento significativo pari al 35%.
Ogni anno vengono rilasciati nell'atmosfera circa 26 miliardi di tonnellate di CO2.
L'IPCC  (Intergovernmental  Panel on Climate Change) - organismo scientifico (nato nel 1988 con il supporto del Programma Ambientale delle Nazioni Unite - UNEP) che comprende scienziati di tutto il mondo e che studia i cambiamenti climatici, nel suo quarto rapporto (pubblicato a Parigi nel febbraio 2007), sottolinea come undici degli ultimi 12 anni - tra il 1995 e il 2006 - sono classificati fra i più caldi mai registrati da quando si hanno misurazioni globali delle temperature.
Se non saremo capaci di ridurre le emissioni di anidride carbonica del 20% entro il 2020, prima della fine del secolo la temperatura media terrestre potrebbe salire di oltre 4 gradi centigradi, alterando irreversibilmente le condizioni che hanno consentito lo sviluppo della specie umana.
Viene posto anche l'accento sul fatto che uno dei problemi principali che affliggeranno la Terra nel prossimo futuro sarà il rischio di eventi meteorologici estremi (alluvioni e siccità).
Come sinistra conferma di queste supposizioni, il 3 Maggio 2008 il ciclone "Nargis" si è abbattuto sulla ex Birmania, causando una delle più devastanti catastrofi naturali a memoria d'uomo, con la perdita di più di centomila vite umane, danni ingenti al territorio e agli insediamenti abitativi che hanno prodotto milioni di sfollati.....
L'OMM (Organizzazone Metereologica Mondiale) ha reso noto durante il summit sul clima di Copenhagen 2009 che l'ultimo decennio è stato il più caldo mai registrato dal 1850, anno in cui sono iniziate le rilevazioni. Il 2009 dovrebbe risultare al 5° posto nella classifica dei 10 anni più caldi.
Il CNR ha reso noto che il 2003 figura in testa alla top-ten italiana delle temperature misurate negli ultimi due secoli. Al secondo posto il 2001...al 5° il 2009. L'aumento medio delle temperature peninsulari in questo primo decennio del XXI° secolo è superiore di 1,2° rispetto al periodo di riferimento considerato.

Disastri ambientali legati alla siccità o alle intense precipitazioni

PIOGGE ESTATE 2010 - Continuano i disastri ambientali legati alle forti precipitazioni.
In Pakistan la quantità d'acqua caduta per effetto dei monsoni è tale che buona parte del paese è ridotto ad un immensa palude, con elevati rischi di epidemie. Per le autorità locali gli sfollati sono circa 20 milioni, 700.000 le case distrutte e 1.600 le persone decedute.. Fonti ONU affermano che i senza tetto, cibo e lavoro sarebbero 14 milioni. L'agenzia alimentare del Palazzo di Vetro sta cercando di portare assistenza a quasi un milione di bisognosi, per la maggior parte bambini. Le aree disastrate sono state visitate anche dal segretario delle Nazioni Unite Ban Ki-moon, il quale ha voluto rendersi conto di persona dell'entità dell'accaduto. Sono circa 3,5 milioni i bambini in pericolo di vita per uso di acqua inquinata.
Si stima che per far fronte ai danni causati dalle piogge monsoniche siano necessari circa 460 milioni di dollari.
In Cina le forti piogge e gli smottamenti nella provincia di Zhouou hanno fatto registrare finora più di 1.200 morti e circa 600 dispersi. A pochi giorni dalle inondazioni, il bilancio delle vittime e dei danni viene modificato frequentemente, anche perchè molti villaggi, spazzati, via dal fango e dalla furia delle acque, non sono ancora stati raggiunti. Il governo Usa ha donato 50.000 dollari alla Croce Rossa cinese per favorire i soccorsi delle zone disastrate dalle frane e dalle inondazioni.
Nel nord dell'India particolarmente colpita l'area di Choglamsar, investita da una colata di fango che ha interrotto tutte le comunicazioni. Isolata anche la città di Leh. Nel Paese complessivamente si lamentano al momento quasi 200 morti, 500 feriti e 400 sarebbero le persone disperse.
SICCITA' ESTATE 2010 - In Russia, al contrario, per la perdurante siccità e le temperature elevatissime (a Mosca si sono toccati i 40°) i sistemi di pronto intervento del Paese hanno avuto enormi difficoltà nel contrastare una serie di devastanti incendi.
Il caldo, il fumo e i residui di alcuni roghi scatenatisi intorno alla capitale hanno reso l'aria irrespirabile e causato un significativo aumento di decessi legati a complicazioni cardiache e polmonari. Mosca, invasa dal fumo, era più simile ad una Londra autunno-invernale avvolta dalla nebbia e dallo smog.
Gli incendi hanno interessato aree dove sono installate centrali atomiche, mettendo in allarme popolazioni e autorità. Sono bruciate anche le piante contaminate dall'incidente di Cernobyl, e le fiamme potrebbero avere disperso ulteriormente nell'aria altre particelle radioattive. Non è escluso il rischio che un domani le ceneri contaminate possano essere sollevate dai venti o scaricate dalle piogge in fiumi e torrenti.
Le temperature elevate, da sole, hanno mandato in sofferenza alcuni impianti nucleari russi (tecnologicamente piuttosto vecchi). Il reattore n. 3 della centrale di Novovoronetskaya, sul Don, è stato il primo ad essere prudenzialmente bloccato, seguito dal numero 4 della centrale Leningrad vicina a San Pietroburgo (simile a quello di Cernobyl). In ultimo è stata fermata la centrale di Kalinin, nella regione di Tver (200 km a nord-ovest di Mosca).
Gli ettari di foresta che sono andati in fumo superano le centinaia di migliaia e la conta dei danni è pesantissima: si parla di 15 miliardi di dollari, pari all'1% del Pil russo. Per la prima volta dopo molti anni la Russia potrebbe tornare ad importare grano (circa 5 milioni di tonnellate dal Kazakstan) con effetti negativi sul commercio internazionale e sui prezzi delle materie prime agricole.
Sul fronte della siccità non va meglio nell'America Latina dove il bacino del Rio delle Amazzoni è in stato di allarme per l'eccessiva riduzione del flusso delle acque. Già molti tratti del fiume in territorio peruviano non sono più navigabili e il porto di Pucallpa è in secca.  A Iquitos il livello delle acque è sceso di circa 50 centimetri sotto il record negativo raggiunto nel 2005. A Manaus il fiume è più basso di 7 metri rispetto allo standard normale. Questi fatti si riflettono sulla navigabilità del Rio Amazonas.
Questa via d'acqua è l'unica che consenta di raggiungere le comunità più sperdute (anche lungo corsi d'acqua minori) e rifornirle di cibo, medicine ed attrezzature. Per farlo, ora sono necessarie imbarcazioni più piccole del solito, adatte a navigare su fondali più bassi.
La situazione è abbastanza critica anche nel tratto brasiliano dove il flusso delle acque è in costante decremento. Va ricordato che, per il volume delle acque, il bacino del Rio delle Amazzoni è il più grande della Terra.
OTTOBRE/NOVEMBRE 2011 - NUBIFRAGI IN LIGURIA E TOSCANA
Un evento atmosferico di eccezionale portata si è verificato nella giornata di martedì 25 ottobre 2011 nel Levante ligure e nell'alta Toscana. In pratica è successo che una perturbazione di origine atlantica, in transito sul territorio, abbia visto il suo passaggio rallentato da una corrente di aria fredda continentale generata dall'alta pressione. Come conseguenza le precipitazioni, che altrimenti sarebbero state più diradate, in alcune aree dello Spezzino e della Lunigiana hanno raggiunto concentrazioni tali da originare una vera e propria apocalisse. Canali, torrenti e fiumi si sono gonfiati fino all'inverosimile, dando luogo ad un'ondata di piena che ha seminato morte e distruzione.
In Lunigiana, in poche ore, sono caduti la bellezza di 350 millimetri di pioggia, un quantitativo che di solito viene rilevato in 6/8 mesi.
Le stime indicano che la pioggia caduta su tutta l'area del Magra è stata di circa 370 milioni di metri cubi, il doppio della capacità del lago del Vajont.
Come se non bastasse, il 4 novembre 2011 a Genova l'esondazione del Rio Fereggiano causava una disastrosa alluvione che metteva in ginocchio la parte orientale della città...

COSA NE PENSANO GLI ESPERTI - Tutti questi disastri, che si stanno susseguendo con notevole frequenza e potenza, sembrerebbero purtroppo confermare le risultanze degli studi che associano la loro origine alle variazioni climatiche.
Attualmente nel mondo ci sono circa 2.600 scienziati che stanno studiando questi fenomeni. Tra loro 2590 sono concordi nel ritenere che le attività umane e l'inquinamento siano responsabili del surriscaldamento globale e relative conseguenze. Solo una diecina ritiene invece che non ci sia alcuna relazione tra i due fenomeni e che tutto rientri nelle classiche ciclicità terrestri
(fonte Mario Tozzi - CNR).
Sono stati consultati:
3° Pianeta, Altroconsumo -
Associazione Indipendente di Consumatori, Coop - Consumatori, Corpo Forestale dello Stato, Corriere della Sera - Magazine, Green Cross Italia,  Il Leonardo - Almanacco popolare, Il Secolo XIX, La Gaia Scienza - Mario Tozzi - La7, Legambiente, QN Quotidiano Nazionale, United Nations - Unep
Ultimo aggiornamento il 19 Dicembre 2011 / Last updating on December 19th 2011
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