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Archivio
di grandi eventi
nazionali ed internazionali,
inchieste, reportages su
quotidiani e riviste celebri |
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FINESTRE APERTE
SUL TERRITORIO |
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GENOVA
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Il capoluogo
della Liguria
ha il centro storico più grande
d'Europa. Nel 2004 è stata la
"Capitale Europea della Cultura"... |
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EUROFLORA |
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In
primavera, ogni 5 anni,
alla Fiera di Genova va in scena
lo spettacolo dei fiori per eccellenza.
I giardini più belli del mondo... |
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VIA FRANCIGENA |
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Col Giubileo
del 2000 è stata
definitivamente rivalutata
la via di Sigerico, che i pellegrini
percorrevano a piedi fino a Roma,
in segno di pentimento... |
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PARCO
DEL MAGRA |
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A
Gennaio 2008 il Parco Naturale Regionale del Magra è il
territorio
eco-certificato più esteso d'Europa... |
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LA VAL DI MAGRA |
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Nobili, vescovi, mercanti e pellegrini
lungo l'asse della Via Francigena.
Culture differenti
per storia e tradizioni,
nei secoli, si sono sovrapposte
e hanno permeato il territorio con
i segni del loro passaggio... |
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LA VAL DI VARA |
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La "Valle
dei borghi rotondi"
è anche conosciuta come
la "Valle del biologico" per le sue
produzioni agricole ottenute con
metodi antichi e naturali.
Varese Ligure nel 1999 è stato il
1° comune ecologico d'Europa... |
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LA LUNIGIANA |
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La "Terra
della Luna", in
Italia,
ha la più alta concentrazione di
antichi castelli. Se ne contano
circa 160. Alcuni sono bellissimi e perfettamente
conservati...
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Close Up |
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Argomenti del
sito
in primo piano |
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SITE GALLERY
Galleria
fotografica per
visionare solo immagini,
anche extra argomenti trattati |
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NUBIFRAGI E ALLUVIONI
IN LIGURIA E TOSCANA
Un evento atmosferico di
eccezionale portata si è
verificato nella giornata di martedì 25 ottobre
2011 nel Levante ligure e nell'alta Toscana.
In pratica è successo che una perturbazione di
origine atlantica, in transito sul territorio, abbia visto il suo passaggio rallentato
da una corrente di aria fredda continentale generata
dall'alta pressione. Come conseguenza le precipitazioni, che
altrimenti sarebbero state più diradate, in alcune aree dello
Spezzino e della Lunigiana hanno raggiunto concentrazioni tali
da originare una vera e propria apocalisse...
Come se non bastasse, il 4 novembre 2011 a
Genova l'esondazione del Rio Fereggiano causava una
disastrosa alluvione che metteva in ginocchio la
parte orientale della città... |
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News collegate all'evento |
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Le Alpi Apuane
"Monumento
geologico"
unico al mondo |
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Ferrovia Aulla-Lucca
Il fascino dei
treni d'epoca
e delle locomotive a vapore |
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Ferrovia Pontremolese
Una linea di
vitale importanza
per La Spezia e la Lunigiana |
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Il Premio Bancarella
Sintesi di una
passione
per il libro che dura a
Pontremoli da oltre 5 secoli.
Storia di stampatori e librai.
Primati culturali della Lunigiana |
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Disfida degli arcieri
A Fivizzano la rievocazione di
una competizione avvenuta
nel 1572 e tramandata
da Frate Tommaso |
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La Festa del Libro
A Montereggio di Mulazzo
tutte le piazze e le strade
sono intitolate ad un editore... |
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Castelli in Lunigiana
In Italia, la
Lunigiana possiede
la più alta concentrazione
di antichi castelli... |
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Il Giro della Lunigiana
Corsa ciclistica
internazionale
per la categoria juniores |
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Infiorate a Brugnato
"Per tetto un
cielo di stelle e
per strada un tappeto di fiori..." |
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Orti di Pignone
Prodotti tipici
della terra dagli
agricoltori delle valli del
Pignone e del Casale |
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Frecce Tricolori
La Pattuglia
Acrobatica Nazionale:
gli "artisti del cielo" |
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Tall Ships
Navi scuola e
vele d'epoca
sulle acque del mare di Liguria |
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Il Tuning
L'arte delle 4
ruote.
Fotogallery con le più originali
auto presenti ai raduni |
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Il fiume Magra
fotografie
ed il
parco naturale regionale di
Montemarcello - Magra |
Nel XXI secolo l'acqua
potrebbe diventare più preziosa
dell'oro e del petrolio |
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Le variazioni climatiche influenzano le
precipitazioni |
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Le variazioni climatiche originate dalle attività
umane sembrano essere il principale effetto scatenante
la progressiva degradazione e desertificazione dei
terreni per la mancanza di acqua, sia nel sottosuolo che
a livello di precipitazioni.
Ci sono già movimenti migratori di popolazioni che non
riescono più a sopravvivere sul loro territorio e si
spostano in zone più fertili ed adatte alla vita umana.
In Africa il lago Ciad è ormai prosciugato,
principalmente per la mancanza di precipitazioni, ma
anche per i consumi incontrollati e lo sfruttamento
intensivo dei pascoli limitrofi.
Il lago Aral, che era il quarto bacino interno del
mondo, sta scomparendo.
La superficie di questo rinomato luogo di
villeggiatura dell'Asia Centrale, famoso per le sue |
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limpidissime acque, è ormai ridotta ad una
piccola striscia nella parte occidentale, che
rappresenta
meno di un decimo della dimensione originaria.
Anche il volume delle acque è molto basso e
prossimo all'esaurimento. La causa di tutto ciò
risiede nel prelievo sfrenato di acqua dai fiumi
che lo alimentano (destinata all'irrigazione dei
campi di cotone circostanti).
I quasi 70.000 Kmq di fondali si sono trasformati in
un territorio desertico dove i venti
disperdono nell'aria i residui di pesticidi
chimici e sostanze inquinanti ridotte in polvere
e che prima giacevano sul fondo delle acque. Il
ritiro della superficie acquea è stato così
imponente da far tornare alla luce reperti
archeologici risalenti al XIV secolo. Un città
delle antiche popolazioni del luogo che
costruivano in mattoni e fango e coltivavano a
riso grandi appezzamenti di terreno.
Le Nazioni Unite considerano quanto sta accadendo
il più grave disastro ambientale di sempre
procurato dalle attività umane.
Alcuni progetti per riportare acqua dolce nel lago
Aral, tramite canali, non sembra che possano
trovare attuazione, vuoi per il tempo (per
ripristinare integralmente la superficie acquea
ci vorrebbero circa 30 anni), ma soprattutto per
gli elevatissimi costi.
Per sanare parzialmente una
situazione |
EARTH SCIENCE WEEK
American Geological Institute (*)
December 2011 News |
Earth science
teachers and students often examine the
connections between two related topics:
energy and climate. For those wishing to
take a closer look at climate change,
the National Science Foundation (NSF)
offers a useful web site.
“Our planet’s climate affects - and is
affected by - the sky, land, ice, sea,
life, and people found on it. To
understand the entire story of climate
change,” according to the site, “we must
study all of the natural and human
systems that contribute to and interact
with Earth’s climate system.”
Go to
http://www.nsf.gov/news
to find an NSF report summarizing the
current state of knowledge about climate
change. The succinct format is enhanced
with slideshows and videos. |
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(*) Founded in 1948, the American
Geological Institute is a nonprofit
federation of 50 geoscientific and
professional associations that
represents more than 250,000 geologists,
geophysicists and other earth
scientists. |
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critica,
si pensa invece di effettuare un rimboschimento
delle aree desertiche con piante le cui radici
tollerano alte concentrazioni di sale. In questo
modo si potrebbe limitare di molto il
sollevamento delle polveri tossiche dal suolo,
che attualmente stanno causando parecchi
problemi di salute alle popolazioni locali.
Gli scienziati del WWF mettono in guardia le
comunità dallo sfruttare
selvaggiamente i
terreni per scopi agricoli, senza che vengano
rispettati i tempi ed adottate tutte le cautele
per garantire i cicli riproduttivi. I numeri
sono allarmanti: negli ultimi trent'anni le
popolazioni di vertebrati sono diminuite di
almeno un terzo, mentre l'impronta ecologica
dell'uomo (ovvero il peso della domanda di
risorse naturali) ha gia superato il punto
critico in misura tale che la Terra non è più
capace di rigenerare ciò che viene consumato, ne
di assorbire i nostri scarti (emissioni
inquinanti, rifiuti....). E' dal 1986 che la
Terra non ci basta più... |
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Parco Naturale Regionale di Montemarcello-Magra -
Il fiume Vara, paradiso per la canoa e il rafting. |
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Nel 2010 l'Earth Overshoot Day - che tradotto
significa il "giorno in cui si è passato il limite" -
è caduto il 21 di agosto (era stato il 23
settembre nel 2008 e il 25 settembre nel 2009). Da
quelle date fino alla fine dell'anno, secondo i calcoli
del Global Footprint Network (organizzazione di
ricerca ambientale con sede a Oakland in California, che
misura l'impronta ecologica degli umani sulla Terra)
siamo andati in "rosso", vivendo al di sopra delle
nostre possibilità ecologiche. Questo debito verrà
scontato dai nostri figli e nipoti.
Se tutti gli abitanti del Pianeta avessero uno stile di
vita come gli americani, occorrerebbero le risorse di
5,4 "Terre". Se la Terra fosse abitata da soli Canadesi
bisognerebbe moltiplicarla per 4,2, per 3,1 se
Britannici, per 2,5 se Tedeschi. Gli italiani sono
indietro in questa classifica ma, per estendere le
nostre abitudini a tutto il globo, occorrerebbero sempre
e comunque almeno 2 "Terre".
Se l'attuale ritmo di consumo di acqua, suolo
fertile, risorse forestali e specie animali non muterà,
secondo il WWF nel 2050 di pianeti ce ne vorranno due.
Ma, quel che è peggio, circa 3 miliardi di persone
potrebbero essere coinvolti in guerre per il controllo e
lo sfruttamento delle risorse di acqua dolce.
Regioni della Terra già in tensione per questa esigenza
primaria sono quelle attraversate dai fiumi Tigri ed
Eufrate, la parte terminale del bacino del Gange in
India, il comprensorio del fiume Giordano e quello del
Colorado, tra USA e Messico.
I territori della Spagna meridionale stanno pensando di
approvvigionarsi dal fiume Reno per porre fine alla loro
cronica siccità. |
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Clima,
ambiente e adattamento ambientale |
Il clima della Terra |
La climatologia studia le cause che caratterizzano i
diversi climi e, per conseguenza, le forme di vita
nelle diverse regioni della superficie terrestre. Si
determina il clima di una regione mediante la
costante osservazione della forza e della direzione
dei venti dominanti, delle condizioni idrometriche
dell'aria, della quantità e frequenza delle piogge
e, infine, della temperatura media al suolo e della
misura delle sue oscillazioni, tra notte e giorno,
naturalmente rapportata al variare delle stagioni.
La temperatura del fluido atmosferico varia secondo
la latitudine, la direzione dei venti e la
prossimità del mare.
Poiché il calore che riceve la Terra diminuisce
dall'Equatore ai poli, ne consegue che più sono
obliqui i raggi del sole ricevuti da un'area
geografica, tanto meno sarà alta la sua temperatura
e sarà tanto più bassa quanto più breve è la durata
del giorno. All'Equatore, ove la durata del giorno è
sempre uguale, la temperatura è quasi costante,
mentre è molto variabile nei paesi nordici, dove la
durata del giorno varia in relazione al mutare delle
stagioni.
Poco sensibile è l'abbassamento di temperatura
dovuto alla latitudine; le condizioni
climatiche dei paesi aventi la stessa latitudine
sono approssimativamente analoghe, se i fattori
climatici sono simili.
Le acque degli oceani, essendo più calde
dell'atmosfera, soprattutto ai tropici e ai poli,
tendono a uniformare e ad elevare la temperatura
dell'aria. Questo spiega come ad eguale latitudine i
paesi interni dei continenti siano più freddi di
quelli che si affacciano sulle coste.
Invece la longitudine ha grande influsso
sulla temperatura; le rilevazioni effettuate
indicano un abbassamento medio di ½ grado ogni 100
Km. nella zona temperata. |
L'ambiente |
In natura gli esseri viventi sono legati gli uni
agli altri, poiché uno può possedere le sostanze
vitali che un altro non ha, e questo a sua volta ne
possiede altre ancora egualmente indispensabili:
ecco che si rende necessario uno scambio di sostanze
fra i due esseri, per fare in modo che entrambi
possano sopravvivere. E così via: la vita è un
continuo scambio, un lavoro in comune fra organismi
vegetali e organismi animali. Per studiare un
determinato territorio, bisogna conoscere bene le
sue condizioni di vita, il suo mondo vegetale o
flora e il suo mondo animale o fauna e le
relazioni che passano fra loro, come pure
l'influenza esercitata da questi due mondi sull'uomo
e viceversa.
Le razze umane, i tipi di animali, lo sviluppo e la
varietà delle piante sono assai diversi nelle
differenti zone climatiche in cui gli
scienziati hanno diviso la Terra. Le condizioni
dell'esistenza cambiano completamente a mano a mano
che dalle zone equatoriali, tropicali, subtropicali,
dove regnano la foresta vergine e la
giungla con un'infinita abbondanza di
svariatissime specie di piante, ci si avvicina a
territori su cui a perdita d'occhio si estende
l'arida vegetazione della steppa o
addirittura alle zone polari e subpolari dove vi è
solo ghiaccio o tutt'al più qualche raro ciuffo di
piante ridotte al minimo. |
L'adattamento ambientale |
Molti animali non possono vivere altro che in un
determinato ambiente di clima e di vegetazione: ad
esempio la vita dei leoni è legata alle zone calde
delle savane tropicali, mentre la renna ha bisogno
di un clima molto freddo. Altri organismi invece
possono vivere in vari ambienti, sia per maggiore
adattabilità specifica, sia suddividendosi in varie
razze con proprie caratteristiche fisiche e
organizzative, che costituiscono l'adattamento
ad un luogo: così avviene per l'uomo.
Ogni giorno muoiono milioni di esseri visibili e
invisibili: la loro morte provoca il dissolversi dei
loro corpi, da cui si liberano nuovamente le
sostanze vitali che vengono assorbite da altri
esseri, che a loro volta moriranno per mantenere in
vita nuovi individui. In natura nulla si crea, nulla
si distrugge, tutto si trasforma e questo
affascinante circuito di vita e di morte sta durando
da un tempo indefinito.
Agli inizi degli anni Settanta del XX° Secolo ci si
accorse che, per la prima volta da quando esisteva
l'uomo, a causa dello sfruttamento selvaggio delle
foreste, si era rotto l'equilibrio tra produzione e
consumo di ossigeno. Cioè nell'atmosfera si creava
un accumulo di anidride carbonica potenzialmente in
grado di alterare il clima della terra.
Non solo: i processi naturali risultavano del tutto
sovvertiti dall'intenso sfruttamento delle materie
prime e la Terra non sarebbe più stata in grado di
autorigenerare quello che veniva consumato. |
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Il termine "desertificazione" fu coniato
nel 1927 dall'esploratore francese Louis
Lavauden per intendere l'espansione dei
deserti esistenti causata dall'avanzamento della
sabbia su ecosistemi fragili, degradati,
pre-desertici, quali ad esempio le savane o la
garigue. Per "desertificazione" possiamo anche
intendere la degradazione delle terre in zone
aride, sub-aride e sub-umide secche dovuta a
diversi fattori, spesso complessi, tra cui le
variazioni climatiche e le attività umane.
Numerosi studiosi e scienziati sono concordi
nell'affermare che la desertificazione è un
fenomeno ciclico, naturale. Da rilevazioni
satellitari, si può osservare che, in questo
momento, è in atto un regresso delle zone
desertiche del Sahara o di alcune parti
dell'Australia.
A livello globale la
situazione però non è
per niente rosea, anzi è
in rapidissimo peggioramento.
Pericolose sono le conseguenze dell'effetto
serra, il fenomeno dovuto all'accumulo
nell'atmosfera di numerosi gas, causato
principalmente dall'uso di combustibili fossili.
I principali sono: anidride carbonica (CO2),
metano (CH4), protossido di azoto (N2O),
idrofluorocarburi (HFC), perfluorocarburi (PFC),
esafluoro di zolfo (SF6).
I dati diffusi dal WWF dicono che negli
ultimi trent'anni l'uso del petrolio e suoi
derivati è cresciuto di nove volte e questa
"cappa" invisibile che avvolge la Terra fa in
modo che le radiazioni solari possano
raggiungere il suolo terrestre ma non essere
riflesse nello spazio. Si genera cioè un
accumulo progressivo che causa un
surriscaldamento del clima.
A marzo 2008, dalla regione antartica si è
staccato un blocco di ghiaccio con una
superficie pari a 2 volte quella dell'isola
d'Elba. Questo evento era previsto fra una
quindicina d'anni e gli scienziati non escludono
che sia stato fortemente accelerato dall'aumento
delle temperature.
Ad aprile 2009 è stata la volta della placca
Wilkins a staccarsi e perdersi nell'oceano.
E' già dal 1995 che il continente antartico
subisce questa pesante modifica del territorio.
Secondo l'ESA, l'Agenzia spaziale
europea, negli ultimi 50 anni la temperatura
media in Antartide è salita di 2,5 gradi.
Nel Mar Baltico le temperature riscontrate
nell'inverno 2007 sono state le più alte da tre
secoli a questa parte e questo è stata la causa
di una strage di cuccioli di foca. |
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Molti piccoli, a causa dello scioglimento
anticipato dei ghiacci, sono finiti in acqua
prematuramente senza avere un adeguato strato di
grasso protettivo e sono morti di freddo e di
fame.
Scienziati canadesi hanno divulgato alcuni studi
in base ai quali le mutate condizioni climatiche
al Polo Nord sarebbero la causa di alterazione
dei cicli biologici degli orsi polari. Cioè il
caldo metterebbe a rischio il loro ciclo
riproduttivo, con possibili ripercussioni sulla
sopravvivenza della specie.
Anche la proliferazione del corallo è
messa in serio pericolo
dall'aumento delle temperature delle acque degli
oceani. Molte specie sono in via di estinzione
per cui si è reso necessario adottare misure di
protezione per la salvaguardia delle barriere.
I ghiacciai delle Ande, se non ci sarà
un'inversione di tendenza, potrebbero essere
tutti estinti entro il 2050.
Per limitare il surriscaldamento della
Cordigliera, un gruppo di ambientalisti ha
dato il via nell'estate 2010 ad una singolare
iniziativa. Utilizzando una soluzione composta
da bianco d'uovo e calce idraulica, il
terreno viene pitturato di bianco per fargli
accumulare meno calore. I commenti su questo
empirico modo di agire sono più negativi che
positivi, anche perchè al momento non è
possibile prevedere l'eventuale comparsa di
danni ambientali collaterali.
Gli effetti del surriscaldamento climatico
e inquinamenti di vario genere sono anche tra i
maggiori responsabili della possibile estinzione
di specie animali. Secondo la comunità
scientifica internazionale
IUCN - un quarto dei mammiferi della Terra è a
rischio (1141 specie su 5487). Il mammifero
maggiormente minacciato è il delfino
Irrawaddy del quale, nei mari delle
Filippine, rimangono al 2008 solamente 77
esemplari.
L'insieme di tutti questi
gas serra sta causando
inoltre anche la diminuzione nella
stratosfera dell'ozono (gas che filtra i
pericolosi raggi ultravioletti), con pericolose
conseguenze per la salute degli abitanti del
Pianeta (soprattutto aumento dei tumori della
pelle e patologie legate alla vista).
A più di dieci anni dal protocollo di Kyoto si
emettono ancoratroppi gas serra. Ogni stato ha
un preciso limite per le |
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La
fontana del Papa |
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Val di Vara
- Beverino
Tradizione
vuole che vi abbia trovato ristoro Pio VII (1742
- 1823), mentre veniva tradotto a Grenoble per
ordine di Napoleone. Il vecchio Papa, nel
luglio del 1809, si era infatti rifiutato di
riconoscere l'annessione alla Francia dei
Territori Pontifici ed aveva scomunicato tutti
gli invasori, scatenando le ire dell'imperatore
d'oltralpe. Una
lapide
marmorea
ricorda il passaggio dell'illustre prigioniero,
che poi venne riportato in Italia, a Savona.
Oggi la fonte, per molti mesi all'anno, è secca
e le sue acque non sono più potabili a causa
delle mutate condizioni atmosferiche. |
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emissioni, compresi i Paesi in via
di sviluppo. Obiettivo principale è ridurre
entro il 2012 le emissioni di gas serra del 5,2%
rispetto ai valori registrati nel 1990. Gli
Stati membri dell'Ue hanno un obiettivo
complessivo di riduzione dei gas serra dell'8%.
L'Italia dovrebbe ridurre le proprie emissioni
del 6,5%. Purtroppo, dal 1990 al 2005, nel
nostro Paese le emissioni sono invece cresciute
più del 10%.
La maggior parte dei gas serra italiani
rilasciati in atmosfera sono dovuti a due
fonti principali: l'energia (61%), soprattutto
utilizzata per il riscaldamento degli ambienti,
dell'acqua e la produzione di quella elettrica e
i trasporti (24%). In particolare sono
nell'occhio del ciclone quelli aerei sulle
distanze intermedie e l'utilizzo delle auto
private per brevi tragitti che potrebbero essere
compiuti con mezzi più ecologici.
Se si riuscisse a spostare su binari solo un
quarto dei trasporti, entro il 2020 le emissioni
calerebbero del 21%.
Tra il 1970 e il 2004 le emissioni di gas serra
dovute alle attività umane sono aumentate di
oltre il 70% rispetto al periodo precedente alla
rivoluzione industriale. Quasi la metà delle
emissioni (46%) sono a responsabilità del 20%
della popolazione mondiale (stati più
industrializzati).
Agli inizi dell'800, quando vennero
effettuate le prime monitorizzazioni ambientali,
l'anidride carbonica presente nell'tmosfera era
pari a
280 parti per milione. Gli ultimi dati
riscontrati parlano di una sua concentrazione
pari a 388 parti per milione,
con un aumento significativo pari al
35%.
Ogni anno vengono rilasciati nell'atmosfera
circa 26 miliardi di tonnellate di CO2.
L'IPCC (Intergovernmental Panel on
Climate Change) - organismo scientifico
(nato nel 1988 con il supporto del Programma
Ambientale delle Nazioni Unite - UNEP) che
comprende scienziati di tutto il mondo e che
studia i cambiamenti climatici, nel suo
quarto rapporto (pubblicato a Parigi nel
febbraio 2007), sottolinea come undici degli
ultimi 12 anni - tra il 1995 e il 2006 - sono
classificati fra i più caldi mai registrati da
quando si hanno misurazioni globali delle
temperature.
Se non saremo capaci di ridurre le emissioni
di anidride carbonica del 20% entro il 2020,
prima della fine del secolo la temperatura media
terrestre potrebbe salire di oltre 4 gradi
centigradi, alterando irreversibilmente le
condizioni che hanno consentito lo sviluppo
della specie umana.
Viene posto anche l'accento sul fatto che uno
dei problemi principali che affliggeranno la
Terra nel prossimo futuro sarà il rischio di
eventi meteorologici estremi (alluvioni e
siccità).
Come sinistra conferma di queste supposizioni,
il 3 Maggio 2008 il ciclone "Nargis"
si è abbattuto sulla ex Birmania, causando una
delle più devastanti catastrofi naturali a
memoria d'uomo, con la perdita di più di
centomila vite umane, danni ingenti al
territorio e agli insediamenti abitativi che
hanno prodotto milioni di sfollati.....
L'OMM (Organizzazone Metereologica Mondiale)
ha reso noto durante il summit sul clima di
Copenhagen 2009 che l'ultimo decennio è
stato il più caldo mai registrato dal 1850, anno
in cui sono iniziate le rilevazioni. Il 2009
dovrebbe risultare al 5° posto nella classifica
dei 10 anni più caldi.
Il CNR ha reso noto che il 2003 figura in
testa alla top-ten italiana delle temperature
misurate negli ultimi due secoli. Al secondo
posto il 2001...al 5° il 2009. L'aumento medio
delle temperature peninsulari in questo primo
decennio del XXI° secolo è superiore di 1,2°
rispetto al periodo di riferimento considerato. |
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Disastri ambientali legati alla siccità o alle
intense precipitazioni |
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PIOGGE ESTATE 2010
- Continuano i disastri ambientali legati
alle forti precipitazioni.
In Pakistan la quantità d'acqua caduta
per effetto dei monsoni è tale che buona parte
del paese è ridotto ad un immensa palude, con
elevati rischi di epidemie. Per le autorità
locali gli sfollati sono circa 20 milioni,
700.000 le case distrutte e 1.600 le persone
decedute.. Fonti ONU affermano che i senza
tetto, cibo e lavoro sarebbero 14 milioni.
L'agenzia alimentare del Palazzo di Vetro sta
cercando di portare assistenza a quasi un
milione di bisognosi, per la maggior parte
bambini. Le aree disastrate sono state visitate
anche dal segretario delle Nazioni Unite Ban
Ki-moon, il quale ha voluto rendersi conto di
persona dell'entità dell'accaduto. Sono circa
3,5 milioni i bambini in pericolo di vita per
uso di acqua inquinata.
Si stima che per far fronte ai danni
causati dalle piogge monsoniche siano necessari
circa 460 milioni di dollari.
In Cina le forti piogge e gli smottamenti
nella provincia di Zhouou hanno fatto
registrare finora più di 1.200 morti e circa 600
dispersi. A pochi giorni dalle inondazioni, il
bilancio delle vittime e dei danni viene
modificato frequentemente, anche perchè molti
villaggi, spazzati, via dal fango e dalla furia
delle acque, non sono ancora stati raggiunti. Il
governo Usa ha donato 50.000 dollari alla Croce
Rossa cinese per favorire i soccorsi delle zone
disastrate dalle frane e dalle inondazioni.
Nel nord dell'India particolarmente
colpita l'area di Choglamsar, investita
da una colata di fango che ha interrotto tutte
le comunicazioni. Isolata anche la città di
Leh. Nel Paese complessivamente si lamentano
al momento quasi 200 morti, 500 feriti e 400
sarebbero le persone disperse.
SICCITA' ESTATE 2010
- In Russia,
al contrario, per la perdurante siccità e le
temperature elevatissime (a Mosca si sono
toccati i 40°) i sistemi di pronto intervento
del Paese hanno avuto enormi difficoltà nel
contrastare una serie di devastanti incendi.
Il caldo, il fumo e i residui di alcuni roghi
scatenatisi intorno alla capitale hanno reso
l'aria irrespirabile e causato un significativo
aumento di decessi legati a complicazioni
cardiache e polmonari. Mosca, invasa dal
fumo, era più simile ad una Londra
autunno-invernale avvolta dalla nebbia e dallo
smog.
Gli incendi hanno interessato aree dove sono
installate centrali atomiche, mettendo in
allarme popolazioni e autorità. Sono bruciate
anche le piante contaminate dall'incidente di
Cernobyl, e le fiamme potrebbero avere
disperso ulteriormente nell'aria altre
particelle radioattive. Non è escluso il rischio
che un domani le ceneri contaminate possano
essere sollevate dai venti o scaricate dalle
piogge in fiumi e torrenti.
Le temperature elevate, da sole, hanno mandato
in sofferenza alcuni impianti nucleari russi
(tecnologicamente piuttosto vecchi). Il reattore
n. 3 della centrale di Novovoronetskaya,
sul Don, è stato il primo ad essere
prudenzialmente bloccato, seguito dal numero 4
della centrale Leningrad vicina a San
Pietroburgo (simile a quello di Cernobyl). In
ultimo è stata fermata la centrale di Kalinin,
nella regione di Tver (200 km a nord-ovest di
Mosca).
Gli ettari di foresta che sono andati in fumo
superano le centinaia di migliaia e la conta dei
danni è pesantissima: si parla di 15
miliardi di dollari, pari all'1% del Pil russo.
Per la prima volta dopo molti anni la Russia
potrebbe tornare ad importare grano
(circa
5 milioni di tonnellate dal Kazakstan)
con effetti negativi sul commercio
internazionale e sui prezzi delle materie prime
agricole.
Sul fronte della siccità non va meglio
nell'America Latina dove il bacino del Rio
delle Amazzoni è in stato di allarme per
l'eccessiva riduzione del flusso delle acque.
Già molti tratti del fiume in territorio
peruviano non sono più navigabili e il porto
di Pucallpa è in secca. A Iquitos il
livello delle acque è sceso di circa 50
centimetri sotto il record negativo raggiunto
nel 2005. A Manaus il fiume è più basso di 7
metri rispetto allo standard normale. Questi
fatti si riflettono sulla navigabilità del Rio
Amazonas.
Questa via d'acqua è l'unica che consenta di
raggiungere le comunità più sperdute (anche
lungo corsi d'acqua minori) e rifornirle di
cibo, medicine ed attrezzature. Per farlo, ora
sono necessarie imbarcazioni più piccole del
solito, adatte a navigare su fondali più bassi.
La situazione è abbastanza critica anche nel
tratto brasiliano dove il flusso delle acque è
in costante decremento. Va ricordato che, per il
volume delle acque, il bacino del Rio delle
Amazzoni è il più grande della Terra.
OTTOBRE/NOVEMBRE 2011 - NUBIFRAGI IN LIGURIA E
TOSCANA
Un
evento atmosferico di eccezionale portata si è
verificato nella giornata di
martedì 25 ottobre
2011 nel Levante ligure e nell'alta Toscana.
In pratica è successo che una perturbazione di
origine atlantica, in transito sul territorio, abbia visto il suo passaggio rallentato
da una corrente di aria fredda continentale generata
dall'alta pressione. Come conseguenza le precipitazioni,
che altrimenti sarebbero state più diradate, in
alcune aree dello Spezzino e della Lunigiana hanno raggiunto
concentrazioni tali da originare una vera e
propria apocalisse. Canali, torrenti e fiumi
si sono gonfiati fino all'inverosimile, dando luogo
ad un'ondata di piena che ha
seminato morte e distruzione.
In Lunigiana, in poche ore, sono caduti la bellezza
di 350 millimetri di pioggia, un quantitativo che di
solito viene rilevato in 6/8 mesi.
Le stime indicano che la pioggia caduta su tutta
l'area del Magra è stata di circa 370 milioni di
metri cubi, il doppio della capacità del lago del
Vajont.
Come se non bastasse, il 4 novembre 2011 a
Genova l'esondazione del Rio Fereggiano causava una
disastrosa alluvione che metteva in ginocchio la
parte orientale della città... |
COSA NE PENSANO GLI
ESPERTI -
Tutti questi disastri, che si stanno susseguendo
con notevole frequenza e potenza, sembrerebbero
purtroppo confermare le risultanze degli studi
che associano la loro origine alle variazioni
climatiche.
Attualmente nel mondo ci sono circa 2.600
scienziati che stanno studiando questi fenomeni.
Tra loro 2590 sono concordi nel ritenere che
le attività umane e l'inquinamento siano
responsabili del surriscaldamento globale e
relative conseguenze. Solo una diecina ritiene
invece che non ci sia alcuna relazione tra i due
fenomeni e che tutto rientri nelle classiche
ciclicità terrestri
(fonte Mario Tozzi - CNR). |
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Sono stati consultati:
3°
Pianeta, Altroconsumo -
Associazione Indipendente di Consumatori, Coop -
Consumatori, Corpo Forestale dello Stato, Corriere
della Sera - Magazine, Green Cross Italia,
Il Leonardo - Almanacco popolare,
Il Secolo XIX,
La Gaia
Scienza - Mario Tozzi - La7,
Legambiente, QN Quotidiano Nazionale, United Nations -
Unep |
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Ultimo aggiornamento il 19 Dicembre 2011 / Last updating on
December 19th 2011 |
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