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Finestre
fotografiche su Liguria e Toscana |
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LA FOTOGRAFIA NOTTURNA |
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Fotografare con la pellicola una scena notturna era sempre un momento di
grande fascino nella vita di un fotografo. Le riprese notturne prescindevano
da indispensabili conoscenze tecniche dei materiali utilizzati e da una
buona dose di esperienza, cose fondamentali per la buona riuscita di un
lavoro.
Le pellicole soffrivano del cosiddetto "difetto di reciprocità" o effetto Schwarzschild.
In termini molto semplici, diventavano esponenzialmente più "dure"
man mano che il tempo di esposizione saliva. Mediamente, per 2
secondi di esposizione ne occorrevano in realtà 4, 4 secondi passavano a 10 e 6 secondi finivano
invece |
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addirittura verso i
20. Nella fotografia astronomica, dove la luce di stelle, pianeti e
galassie è molto fioca, poteva essere necessaria anche un'ora di
posa B.
In parole povere, bisognava lavorare in manuale e di cervello. Su
manuali e stampa specializzata potevano essere rintracciate delle tabelle indicative, ma
non esaustive, |
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per
tempi/diaframmi in relazione alle situazioni da immortalare.
La base di
partenza era sufficiente, ma poi bisognava mettere in |
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conto
i comportamenti delle pellicole (profondamente diverse tra loro),
l'obiettivo usato (più luminoso, meno luminoso), la tipologia delle
fonti di illuminazione sulle quali si desiderava esporre
correttamente, le condizioni metereologiche ecc. ecc.
Si capisce che la fotografia notturna andava correttamente
"masticata" e sviscerata in tutti i suoi aspetti e non era
certamente |
Santo Stefano di Magra - Piazza della
Pace
fotografia digitale, focale 50
mm, tempo 1/30 di secondo a mano libera, sensibilità fotocamera 100 ISO.
Nevicata in corso. La scena è illuminata da due potenti lampade al
mercurio che producono una luce abbastanza fredda e neutra per la
neve.
L'atmosfera viene "riscaldata" dalla luce giallo/arancio dei
lampioni del centro storico. |
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ad appannaggio di un
"fotografo della domenica". Con l'avvento del digitale, la situazione è cambiata radicalmente.
Oggi, anche con una fotocamera compatta digitale, si possono scattare delle
ottime fotografie notturne, in completo automatismo.
I sensori non soffrono del difetto di reciprocità, però
il tempo di esposizione può rimanere relativamente e logicamente lungo.
Questo fatto impone tuttora un'attenzione
diversa da quella dedicata alle foto scattate in luce diurna.
Quando si parla di qualità, ci si riferisce sempre a quella tecnica e non
artistica.
La qualità artistica di una fotografia prescinde sempre dai
materiali tecnici utilizzati e non origina da
tabelle, libretti di istruzione, manuali o corsi.
Le idee che danno vita ad una buona
foto nascono nel cervello del fotografo, quasi sempre in anticipo sugli
eventi o cose da fotografare.
Il fotografo non subisce l'azione, ma la anticipa e la concretizza con i
mezzi che ha a disposizione, qualunque essi siano. |
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I tempi lunghi d'esposizione |
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Pur lavorando in modo diverso, anche i sensori
necessitano di un tempo lungo di esposizione per catturare le immagini di
notte. Non potrebbe essere altrimenti.
La situazione però è decisamente cambiata. Non mi sono mai trovato a
scattare fotografie notturne digitali con un tempo d'esposizione superiore
ai 4 secondi.
E' pur vero che i sensori non sono tutti uguali e anche i processori delle
macchine fotografiche possono fare la differenza nel risultato finale.
Da prove sul campo, fotografie che con la pellicola necessitavano di 20
secondi d'esposizione, oggi con la tecnica digitale si possono catturare
solo in 2 secondi, in completo automatismo, anche con una fotocamera
compatta.
Rimane il fatto che, con questi tempi, neppure un tiratore scelto
riuscirebbe a tenere ferma la macchina fotografica a tal punto da evitare il
mosso strutturale.
Si possono scattare fotografie notturne anche a mano libera, con tempi tali
da impedire il mosso strutturale. Non esiste per questo una regola valida
per tutti, anche se mediamente è preferibile non usare un tempo inferiore
alla lunghezza focale dell'obbiettivo utilizzato. Cioè se sto adoperando un
85mm, per evitare il mosso, devo impostare un tempo pari o superiore a 1/85 di
secondo (Esempio 1/125).
Per questo, anche un obiettivo stabilizzato ci può aiutare a migliorare la
qualità dell'immagine. |
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La Piazza Medicea di Fivizzano,
fotografia da negativo colore 100 ISO, focale 28 mm, tempo 1/8 di
secondo a mano libera.
Fotografare a mano libera con tempi lunghi è possibile. Bisogna
essere molto rilassati perchè anche il battito cardiaco può produrre
delle vibrazioni fastidiose; appoggiare la schiena ad un oggetto
molto stabile (muro, albero, palo di segnaletica, autovettura ecc.);
la macchina fotografica va impugnata dolcemente; il pulsante di
scatto va "sfiorato" e non premuto. Quando si scatta bisogna
trattenere il respiro.
Un po' di fortuna non guasta... |
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Un robusto cavalletto o altri supporti |
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Nella maggior parte dei casi, una foto notturna che si rispetti necessita quindi di un
supporto stabile sul quale poggiare la macchina fotografica. L'ideale è
sempre un robusto cavalletto a treppiede, al quale la fotocamera viene
fissata con una vite, per rendere il tutto molto fermo.
Ma all'occorrenza vanno bene anche un muro, i gradini di una scala, un palo
piantato nel terreno, il tetto o il cofano di un'autovettura ecc. ecc.,
insomma tutto quanto può servire ad appoggiare la nostra macchina |
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fotografica in modo che non risenta delle
vibrazioni dovute al movimento del corpo e delle mani. Sul cavalletto è necessario dire che, attualmente, non ci sono leggi statali
che ne normano l'uso.
Bisogna però considerare l'aspetto dell'occupazione del suolo pubblico, che
è di competenza dei regolamenti comunali.
Una fotografia scattata per diletto, per uso privato o didattico, senza fini
di lucro è libera. Se invece si fotografa per professione, mediante uso di
cavalletto, bisogna pagare la tassa comunale per occupazione di suolo
pubblico.
Considerate inoltre che le autorità di vigilanza possono impedirne l'uso, o
perchè si intralcia il traffico, o la circolazione dei pedoni, o si
costituisce un pericolo per se stessi e per gli altri o
semplicemente per motivi di ordine pubblico. |
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Il centro storico di Genova,
fotografia da negativo colore 200 ISO, esposizione 12 secondi,
focale 85mm, fotocamera su cavalletto |
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Contro queste contestazioni non si può
eccepire alcunché, anche se, ad onor del vero, è sufficiente
comportarsi
educatamente e le porte rimangono quasi sempre aperte...
Anche nelle stazioni ferroviarie non
è consentito scattare fotografie
utilizzando un cavalletto. |
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Autoscatto o scatto a distanza? |
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Se state utilizzando un cavalletto e avete la
mano ferma potete anche premere direttamente il pulsante di scatto. E'
comunque un rischio, perchè basta il più impercettibile dei movimenti a
causare del mosso. Pertanto, quando la foto notturna non è
catturata a mano libera, è consigliabile impostare l'autoscatto o utilizzare
un comando a distanza. L'autoscatto dovrebbe essere caricato su un tempo
minimo (2 o 3 secondi bastano). Non dobbiamo dimenticarci che le scene possono
cambiare repentinamente; prima si procede e meglio è. L'autoscatto è ideale
per le fotocamere compatte.
L'attrezzatura per scattare a distanza, non costa molto, è comoda, ma non
indispensabile. |
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Sandieratori di Borgo San Pietro (AT)
foto digitale, focale 35mm, tempo 1/4
secondo a mano libera, apertura f3,4, sensibilità 200 ISO |
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Sensibilità ed esposizione |
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I sensori stanno diventando sempre più sofisticati
e ultrasensibili.
Questo può essere utile, ma anche dannoso.
Per fare delle normali fotografie, hanno un senso 25.600 ISO? La risposta è
no.
A proposito della fotografia notturna, qualcuno potrebbe associare una
maggiore sensibilità ad un migliore risultato finale. Comunemente si ritiene
che una fotocamera in grado di "leggere" sempre meglio al buio sia l'ideale.
Forse ci potranno essere dei vantaggi nella foto diurna (possibilità
di utilizzare tempi più alti), ma |
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nella foto notturna è
vero il contrario.
Ho fatto varie prove di sensibilità e più si sale più la macchina
fotografica cerca di restituire un'immagine che non è quella reale. Cioè
tenta di trasformare in leggibile quello che leggibile non deve essere.
Aumenta considerevolmente il rumore, la gamma tonale si appiattisce verso il
chiaro. Invece il buio è scuro e tale deve rimanere.
Pertanto: avere una sensibilità maggiore nelle foto notturne può essere
utile se si lavora a mano libera, ma i risultati qualitativi non saranno
eccezionali. Quando si scatta su tempi lunghi, con la macchina fotografica
posizionata su un supporto stabile, è più sensato impostare, in modalità
manuale, la sensibilità minima.
E quando si lavora a mano libera, è consigliabile adoperare la sensibilità più bassa
che ci possiamo permettere, relazionata agli altri fattori espositivi (tempo,
diaframma e focale dell'obbiettivo |
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Genova Blu Notte - Il Porto Antico
foto digitale, focale 35 mm, tempo 1/4 secondo con fotocamera
posizionata su ringhiera, sensibilità 200 ISO.
L'architettura di Renzo Piano alle prime luci della sera, sotto una
leggerissima pioggia. |
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che stiamo usando). Molti ignorano che la maggiore chiusura del diaframma contribuisce a
limitare le distorsioni e il
mosso.
Come conseguenza, se dopo non voglio o non posso aumentare i tempi di esposizione, alzerò la sensibilità
della fotocamera.
E lo farò nella giusta misura, in ragione del miglior compromesso tra velocità
e qualità e non oltre... |
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Prima di scattare |
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Una volta che ci siamo posizionati, abbiamo impostato la
nostra fotocamera e scelta la focale (anche regolando uno zoom) in modo da
comporre la scena che ci interessa, rimane una cosa da fare.
Anche quella può essere automatica, ma trattandosi
di fotografia notturna è meglio andarci con i piedi di |
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piombo. Viene cioè spontanea una domanda: dove
espongo?
Una regola che si può utilizzare è quella dei terzi dell'immagine. Se nella
scena c'è un soggetto fortemente più illuminato degli altri e la sua
dimensione supera 1/3 della fotografia che andiamo a scattare, è preferibile
calcolare l'esposizione su quel soggetto. Ciò ovviamente vale anche se il
soggetto è da solo.
Se invece fotografo il panorama di una città, sceglierò un'esposizione media
perchè le luci, più o meno sono tutte uguali.
Però la fotografia notturna è troppo legata al lato artistico.
Non ci possono essere regole ferree valide per ogni situazione. Se quanto
stiamo fotografando non muta rapidamente, nessuno ci impedisce di fare delle
forcelle espositive e decidere a |
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Il
centro storico di Santo Stefano Magra
foto digitale, focale 50mm, tempo
2 secondi con uso di cavalletto, sensibilità 100 ISO, apertura f4,3 |
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posteriori quale ci sembra la migliore. Insomma, di volta in volta, sta al fotografo interpretare gli eventi e far
si che il risultato finale sia quello voluto.
(GM - 30.01.2010) |
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Elenco di seguito alcune note su
quesiti posti ai motori di ricerca che hanno rimandato a questa o
altre pagine del sito senza trovare esaurienti spiegazioni, affinché siano utili ad altri visitatori. |
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Si può utilizzare una fotocamera compatta digitale per le foto
astronomiche? |
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R - Se la
compatta digitale è dotata della "Posa B", in teoria la risposta è
si, in caso contrario no.
La fotografia astronomica richiede tempi lunghi di esposizione,
perchè la luce di stelle e galassie è veramente fioca.
Anche con la
fotografia digitale, quasi sempre, si rende necessario aprire
l'otturatore per diversi minuti...
Di conseguenza, uno degli ostacoli principali è rappresentato dall'esaurimento delle
batterie. Le macchine fotografiche digitali sono letteralmente delle
"mangiapile" e ti possono piantare in asso quando meno te l'aspetti.
Soprattutto di notte, quando fa più freddo, soprattutto d'inverno
quando le temperature rigide limitano alquanto l'erogazione della
corrente.
Un altro limite di natura tecnica è costituito dalle
ottiche. Gli zoom presenti sulle fotocamere compatte,
in genere, degradano progressivamente all'aumentare della focale. E'
pur vero che tutti gli zoom, anche quelli delle reflex, sono
obiettivi che hanno una complessità costruttiva maggiore di quelli a
focale fissa e qualitativamente ne risentono. Hanno un numero
maggiore di lenti, sono meno luminosi e le distorsioni, le
aberrazioni, le vignettature si notano di più.
Se non si hanno pretese di arrivare nello spazio profondo e non si
spinge molto lo zoom (35/50mm), anche in questo campo fotografico,
con una fotocamera digitale compatta si potrebbero avere delle
belle soddisfazioni.
L'uso del condizionale è dovuto ad un ulteriore impedimento, che non
è di secondaria importanza, anche se preso in esame per ultimo.
Per scattare una fotografia della volta celeste, partendo da una normale
focale di 50mm e tempi superiori ai 15/20 secondi, bisogna
compensare il moto di rotazione della terra, altrimenti le stelle
non risulteranno puntiformi ma filiformi, con striature rettilinee
se puntiamo l'obiettivo verso l'equatore e sempre più circolari man
mano che orientiamo la fotocamera verso la Stella Polare.
Per fare questo ci sono due metodi: o dotarsi di un astroinseguitore
motorizzato, controllabile anche tramite pc software, oppure fissare
la macchina fotografica su un telescopio con relativo cavalletto e inseguire manualmente,
con micromovimenti, il moto apparente degli astri.
Avrete pertanto già capito che una fotografia astronomica richiede,
oltre le attrezzature, anche una notevole perizia, fattore che è
indispensabile per un buon risultato finale.
Per concludere: se siamo dotati di buone conoscenze in materia,
anche con una fotocamera compatta digitale, in casi limitati e con
un po' di fortuna, potremmo scattare delle discrete immagini, in caso
contrario, meglio lasciar perdere perchè il gioco non vale la
candela. |
Tolte
dal Cassetto
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