Logo principale Tolte dal Cassetto

Finestre fotografiche su Liguria e Toscana

Quando manca il sole...

HOME PAGE

PHOTO MAGAZINE

SITE GALLERY

INFO/CREDITS

LINKS/MAIL

SITEMAP

 
Grafica per titolo argomento - La fotografia notturna   LA FOTOGRAFIA NOTTURNA

Fotografare con la pellicola una scena notturna era sempre un momento di grande fascino nella vita di un fotografo. Le riprese notturne prescindevano da indispensabili conoscenze tecniche dei materiali utilizzati e da una buona dose di esperienza, cose fondamentali per la buona riuscita di un lavoro.
Le pellicole soffrivano del cosiddetto "difetto di reciprocità" o effetto Schwarzschild. In termini molto semplici, diventavano esponenzialmente più "dure" man mano che il tempo di esposizione saliva. Mediamente, per 2 secondi di esposizione ne occorrevano in realtà 4, 4 secondi passavano a 10 e 6 secondi finivano invece

Guida all'acquisto ragionato di una fotocamera

 

Comunicazione e tecnica nella fotografia digitale

addirittura verso i 20. Nella fotografia astronomica, dove la luce di stelle, pianeti e galassie è molto fioca, poteva essere necessaria anche un'ora di posa B.
In parole povere, bisognava lavorare in manuale e di cervello. Su manuali e stampa specializzata potevano essere rintracciate delle tabelle  indicative, ma  non esaustive,

Foto notturna di Piazza della Pace a Santo Stefano di Magra durante una nevicata

per tempi/diaframmi in relazione alle situazioni da immortalare.
La base  di  partenza era sufficiente, ma poi bisognava mettere in

conto i comportamenti delle pellicole (profondamente diverse tra loro), l'obiettivo usato (più luminoso, meno luminoso), la tipologia delle fonti di illuminazione sulle quali si desiderava esporre correttamente, le condizioni metereologiche ecc. ecc.
Si capisce  che  la  fotografia  notturna  andava  correttamente "masticata" e sviscerata in tutti i suoi aspetti e non era certamente

Santo Stefano di Magra - Piazza della Pace
fotografia digitale, focale 50 mm, tempo 1/30 di secondo a mano libera, sensibilità fotocamera 100 ISO.
Nevicata in corso. La scena è illuminata da due potenti lampade al mercurio che producono una luce abbastanza fredda e neutra per la neve.
L'atmosfera viene "riscaldata" dalla luce giallo/arancio dei lampioni del centro storico.

ad appannaggio di un "fotografo della domenica". Con l'avvento del digitale, la situazione è cambiata radicalmente. Oggi, anche con una fotocamera compatta digitale, si possono scattare delle ottime fotografie notturne, in completo automatismo.
I sensori non soffrono del difetto di reciprocità, però il tempo di esposizione può rimanere relativamente e logicamente lungo.
Questo fatto impone tuttora un'attenzione diversa da quella dedicata alle foto scattate in luce diurna.
Quando si parla di qualità, ci si riferisce sempre a quella tecnica e non artistica. La qualità artistica di una fotografia prescinde sempre dai materiali tecnici utilizzati e non origina da tabelle, libretti di istruzione, manuali o corsi.
Le idee che danno vita ad una buona foto nascono nel cervello del fotografo, quasi sempre in anticipo sugli eventi o cose da fotografare. Il fotografo non subisce l'azione, ma la anticipa e la concretizza con i mezzi che ha a disposizione, qualunque essi siano.

Grafica per titolo paragrafo - I tempi lunghi d'esposizione  I tempi lunghi d'esposizione

Pur lavorando in modo diverso, anche i sensori necessitano di un tempo lungo di esposizione per catturare le immagini di notte. Non potrebbe essere altrimenti.
La situazione però è decisamente cambiata. Non mi sono mai trovato a scattare fotografie notturne digitali con un tempo d'esposizione superiore ai 4 secondi.
E' pur vero che i sensori non sono tutti uguali e anche i processori delle macchine fotografiche possono fare la differenza nel risultato finale.
Da prove sul campo, fotografie che con la pellicola necessitavano di 20 secondi d'esposizione, oggi con la tecnica digitale si possono catturare solo in 2 secondi, in completo automatismo, anche con una fotocamera compatta.
Rimane il fatto che, con questi tempi, neppure un tiratore scelto riuscirebbe a tenere ferma la macchina fotografica a tal punto da evitare il mosso strutturale.
Si possono scattare fotografie notturne anche a mano libera, con tempi tali da impedire il mosso strutturale. Non esiste per questo una regola valida per tutti, anche se mediamente è preferibile non usare un tempo inferiore alla lunghezza focale dell'obbiettivo utilizzato. Cioè se sto adoperando un 85mm, per evitare il mosso, devo impostare un tempo pari o superiore a 1/85 di secondo (Esempio 1/125).
Per questo, anche un obiettivo stabilizzato ci può aiutare a migliorare la qualità dell'immagine.

La Piazza Medicea di Fivizzano durate la "Disfida degli Arcieri di Terra e di Corte"
La Piazza Medicea di Fivizzano,
fotografia da negativo colore 100 ISO, focale 28 mm, tempo 1/8 di secondo a mano libera.
Fotografare a mano libera con tempi lunghi è possibile. Bisogna essere molto rilassati perchè anche il battito cardiaco può produrre delle vibrazioni fastidiose; appoggiare la schiena ad un oggetto molto stabile (muro, albero, palo di segnaletica, autovettura ecc.); la macchina fotografica va impugnata dolcemente; il pulsante di scatto va "sfiorato" e non premuto. Quando si scatta bisogna trattenere il respiro.
Un po' di fortuna non guasta...
Grafica per titolo paragrafo - Un robusto cavalletto o altri supporti  Un robusto cavalletto o altri supporti

Nella maggior parte dei casi, una foto notturna che si rispetti necessita quindi di un supporto stabile sul quale poggiare la macchina fotografica. L'ideale è sempre un robusto cavalletto a treppiede, al quale la fotocamera viene fissata con una vite, per rendere il tutto molto fermo.
Ma all'occorrenza vanno bene anche un muro, i gradini di una scala, un palo piantato nel terreno, il tetto o il cofano di un'autovettura ecc. ecc., insomma tutto quanto  può  servire  ad  appoggiare  la  nostra  macchina

fotografica in modo che non risenta delle vibrazioni dovute al movimento del corpo e delle mani. Sul cavalletto è necessario dire che, attualmente, non ci sono leggi statali che ne normano l'uso.
Bisogna però considerare l'aspetto dell'occupazione del suolo pubblico, che è di competenza dei regolamenti comunali.
Una fotografia scattata per diletto, per uso privato o didattico, senza fini di lucro è libera. Se invece si fotografa per professione, mediante uso di cavalletto, bisogna pagare la tassa comunale per occupazione di suolo pubblico. Considerate inoltre che le autorità di vigilanza possono impedirne l'uso, o perchè si intralcia il traffico, o la circolazione dei pedoni, o si costituisce un pericolo per se stessi e per gli altri o semplicemente per motivi di ordine pubblico.

Genova di notte. Ben visibile la basilica di Santa Maria Assunta (Carignano), opera dell'architetto Galeazzo Alessi. In basso a destra le strutture portanti del Bigo di Renzo Piano, l'ascensore panoramico del Porto Antico
Il centro storico di Genova,
fotografia da negativo colore 200 ISO, esposizione 12 secondi, focale 85mm, fotocamera su cavalletto

Contro queste contestazioni non si può eccepire alcunché, anche se, ad onor del vero, è sufficiente comportarsi educatamente e le porte rimangono quasi sempre aperte...
Anche nelle stazioni ferroviarie non è consentito scattare fotografie utilizzando un cavalletto.

Grafica per titolo  paragrafo - Autoscatto o scatto a distanza?  Autoscatto o scatto a distanza?

Se state utilizzando un cavalletto e avete la mano ferma potete anche premere direttamente il pulsante di scatto. E' comunque un rischio, perchè basta il più impercettibile dei movimenti a causare del mosso. Pertanto, quando la foto notturna non è catturata a mano libera, è consigliabile impostare l'autoscatto o utilizzare un comando a distanza. L'autoscatto dovrebbe essere caricato su un tempo minimo (2 o 3 secondi bastano). Non dobbiamo dimenticarci che le scene possono cambiare repentinamente; prima si procede e meglio è. L'autoscatto è ideale per le fotocamere compatte.
L'attrezzatura per scattare a distanza, non costa molto, è comoda, ma non indispensabile.

Sbandieratori di Borgo San Pietro (AT)
Sandieratori di Borgo San Pietro (AT)
foto digitale, focale 35mm, tempo 1/4 secondo a mano libera, apertura f3,4, sensibilità 200 ISO
Grafica per titolo paragrafo - Sensibilità ed esposizione  Sensibilità ed esposizione

I sensori stanno diventando sempre più sofisticati e ultrasensibili. Questo può essere utile, ma anche dannoso. Per fare delle normali fotografie, hanno un senso 25.600 ISO? La risposta è no.
A proposito della fotografia notturna, qualcuno potrebbe associare una maggiore sensibilità ad un migliore risultato finale. Comunemente si ritiene che una fotocamera in grado di "leggere" sempre meglio al buio sia l'ideale. Forse ci potranno essere dei vantaggi nella foto diurna (possibilità di utilizzare tempi più alti), ma

nella foto notturna è vero il contrario.
Ho fatto varie prove di sensibilità e più si sale più la macchina fotografica cerca di restituire un'immagine che non è quella reale. Cioè tenta di trasformare in leggibile quello che leggibile non deve essere. Aumenta considerevolmente il rumore, la gamma tonale si appiattisce verso il chiaro. Invece il buio è scuro e tale deve rimanere.
Pertanto: avere una sensibilità maggiore nelle foto notturne può essere utile se si lavora a mano libera, ma i risultati qualitativi non saranno eccezionali. Quando si scatta su tempi lunghi, con la macchina fotografica posizionata su un supporto stabile, è più sensato impostare, in modalità manuale, la sensibilità minima.
E quando si lavora a mano libera, è consigliabile adoperare la sensibilità più bassa che ci possiamo permettere, relazionata agli altri fattori espositivi (tempo, diaframma e focale dell'obbiettivo

Porto Antco di Genova (Blu notte) - L'architettura di Renzo Piano al calar della sera, sotto una leggerissima pioggia
Genova Blu Notte - Il Porto Antico
foto digitale, focale 35 mm, tempo 1/4 secondo con fotocamera posizionata su ringhiera, sensibilità 200 ISO.
L'architettura di Renzo Piano alle prime luci della sera, sotto una leggerissima pioggia.

che stiamo usando). Molti ignorano che la maggiore chiusura del diaframma contribuisce a limitare le distorsioni e il mosso. Come conseguenza, se dopo non voglio o non posso aumentare i tempi di esposizione, alzerò la sensibilità della fotocamera. E lo farò nella giusta misura, in ragione del miglior compromesso tra velocità e qualità e non oltre...

Grafica per titolo paragrafo - Prima di scattare  Prima di scattare

Una volta che ci siamo posizionati, abbiamo impostato la nostra fotocamera e scelta la focale (anche regolando uno zoom) in modo da comporre la scena che ci interessa, rimane una cosa da fare.
Anche quella  può essere  automatica, ma trattandosi  di fotografia  notturna è meglio andarci con i piedi di

piombo. Viene cioè spontanea una domanda: dove espongo?
Una regola che si può utilizzare è quella dei terzi dell'immagine. Se nella scena c'è un soggetto fortemente più illuminato degli altri e la sua dimensione supera 1/3 della fotografia che andiamo a scattare, è preferibile calcolare l'esposizione su quel soggetto. Ciò ovviamente vale anche se il soggetto è da solo.
Se invece fotografo il panorama di una città, sceglierò un'esposizione media perchè le luci, più o meno sono tutte uguali.
Però la fotografia notturna è troppo legata al lato artistico.
Non ci possono essere regole ferree valide per ogni situazione. Se quanto stiamo fotografando non muta rapidamente, nessuno ci impedisce di fare delle forcelle espositive e decidere a

Il centro storico di Santo Stefano di Magra al calar della notte
Il centro storico di Santo Stefano Magra
foto digitale, focale 50mm, tempo 2 secondi con uso di cavalletto, sensibilità 100 ISO, apertura f4,3

posteriori quale ci sembra la migliore. Insomma, di volta in volta, sta al fotografo interpretare gli eventi e far si che il risultato finale sia quello voluto. (GM - 30.01.2010)

Elenco di seguito alcune note su quesiti posti ai motori di ricerca che hanno rimandato a questa o altre pagine del sito senza trovare esaurienti spiegazioni, affinché siano utili ad altri visitatori.

Grafica per paragrafo quesito - Si può utilizzare una fotocamera compatta digitale per le foto astronomiche?  Si può utilizzare una fotocamera compatta digitale per le foto astronomiche?

R - Se la compatta digitale è dotata della "Posa B", in teoria la risposta è si, in caso contrario no.
La fotografia astronomica richiede tempi lunghi di esposizione, perchè la luce di stelle e galassie è veramente fioca.
Anche con la fotografia digitale, quasi sempre, si rende necessario aprire l'otturatore per diversi minuti...
Di conseguenza, uno degli ostacoli principali è rappresentato dall'esaurimento delle batterie. Le macchine fotografiche digitali sono letteralmente delle "mangiapile" e ti possono piantare in asso quando meno te l'aspetti. Soprattutto di notte, quando fa più freddo, soprattutto d'inverno quando le temperature rigide limitano alquanto l'erogazione della corrente.
Un altro limite di natura tecnica è costituito dalle ottiche. Gli zoom presenti sulle fotocamere compatte, in genere, degradano progressivamente all'aumentare della focale. E' pur vero che tutti gli zoom, anche quelli delle reflex, sono obiettivi che hanno una complessità costruttiva maggiore di quelli a focale fissa e qualitativamente ne risentono. Hanno un numero maggiore di lenti, sono meno luminosi e le distorsioni, le aberrazioni, le vignettature si notano di più.
Se non si hanno pretese di arrivare nello spazio profondo e non si spinge molto lo zoom (35/50mm), anche in questo campo fotografico, con una fotocamera digitale compatta si potrebbero avere delle belle soddisfazioni.
L'uso del condizionale è dovuto ad un ulteriore impedimento, che non è di secondaria importanza, anche se preso in esame per ultimo.
Per scattare una fotografia della volta celeste, partendo da una normale focale di 50mm e tempi superiori ai 15/20 secondi, bisogna compensare il moto di rotazione della terra, altrimenti le stelle non risulteranno puntiformi ma filiformi, con striature rettilinee se puntiamo l'obiettivo verso l'equatore e sempre più circolari man mano che orientiamo la fotocamera verso la Stella Polare.
Per fare questo ci sono due metodi: o dotarsi di un astroinseguitore motorizzato, controllabile anche tramite pc software, oppure fissare la macchina fotografica su un telescopio con relativo cavalletto e inseguire manualmente, con micromovimenti, il moto apparente degli astri.
Avrete pertanto già capito che una fotografia astronomica richiede, oltre le attrezzature, anche una notevole perizia, fattore che è indispensabile per un buon risultato finale.
Per concludere: se siamo dotati di buone conoscenze in materia, anche con una fotocamera compatta digitale, in casi limitati e con un po' di fortuna, potremmo scattare delle discrete immagini, in caso contrario, meglio lasciar perdere perchè il gioco non vale la candela.

Tolte dal Cassetto - Finestre fotografiche su Liguria e Toscana
Copyright © 2002 - 2010 Giovanni Mencarini. Tutti i diritti riservati. (All Rights Reserved)

HOME PAGE

PHOTO MAGAZINE

SITE GALLERY

INFO/CREDITS

LINKS/MAIL

SITEMAP