|
 |
Finestre fotografiche su Liguria e Toscana |
|
|
|
|
|
LA FOTOGRAFIA NOTTURNA |
|
Fotografare con la pellicola una scena
notturna era sempre un momento di grande fascino nella vita di un fotografo.
Le riprese notturne prescindevano da indispensabili conoscenze tecniche dei
materiali utilizzati e da una buona dose di esperienza, cose fondamentali
per la buona riuscita di un lavoro.
Le pellicole soffrivano del cosiddetto "difetto di reciprocità" o effetto
Schwarzschild. In termini molto semplici, diventavano esponenzialmente
più "dure" man mano che il tempo di esposizione saliva. Mediamente, per 2
secondi di esposizione ne occorrevano in realtà 3, 4 secondi passavano a
8... 10 secondi finivano invece |
|
addirittura verso i
24, come si può vedere nella tabella più sotto. Nella fotografia astronomica, dove la luce di stelle, pianeti e
galassie è molto fioca, poteva essere necessaria anche un'ora di
posa B.
In parole povere, bisognava lavorare in manuale e di cervello. Su
manuali e stampa specializzata potevano essere rintracciate delle
tabelle indi- |
 |
|
cative, ma
non esaustive, per tempi/diaframmi in relazione alle situazioni da immortalare.
La base di partenza era sufficiente, ma poi bisognava
mettere in conto i
comportamenti delle pellicole (profondamente diverse tra loro),
l'obiettivo usato (più luminoso, meno luminoso), la tipologia delle
fonti di illuminazione sulle quali si desiderava esporre correttamente, le condizioni metereologiche |
Santo Stefano di Magra - Piazza della
Pace
fotografia digitale, focale 50
mm, tempo 1/30 di secondo a mano libera, sensibilità fotocamera 100
ISO.
Nevicata in corso. La scena è illuminata da due potenti lampade al
mercurio che producono una luce abbastanza fredda e neutra per la
neve.
L'atmosfera viene "riscaldata" dalla luce giallo/arancio dei
lampioni del centro storico. |
|
ecc. ecc. Si capisce che la fotografia notturna
andava correttamente "masticata" e sviscerata in tutti i suoi
aspetti e non era certamente ad appannaggio di
un "fotografo della domenica". Con l'avvento del digitale, la
situazione è cambiata radicalmente.
Oggi, anche con una fotocamera compatta digitale, si possono
scattare delle ottime fotografie notturne, in completo automatismo.
I sensori non soffrono del difetto di reciprocità, però il tempo di
esposizione può rimanere relativamente e logicamente lungo.
Questo fatto impone tuttora un'attenzione diversa da quella dedicata
alle foto scattate in luce diurna.
Quando si parla di qualità, ci si riferisce sempre a quella tecnica
e non artistica.
La qualità artistica di una fotografia prescinde
sempre dai materiali tecnici utilizzati e non origina da tabelle,
libretti di istruzione, manuali o corsi.Le idee che danno vita ad una buona foto nascono nel cervello del
fotografo, quasi sempre in anticipo sugli eventi o cose da
fotografare. Il fotografo non subisce l'azione, ma la anticipa e la
concretizza con i mezzi che ha a disposizione, qualunque essi siano. |
|
I tempi lunghi d'esposizione |
|
Pur lavorando in modo diverso, anche i sensori
necessitano di un tempo lungo di esposizione per catturare le immagini di
notte. Non potrebbe essere altrimenti.
La situazione però è decisamente cambiata. Non mi sono mai trovato a
scattare fotografie notturne digitali con un tempo d'esposizione superiore
ai 4 secondi.
E' pur vero che i sensori non sono tutti uguali e anche i processori delle
macchine fotografiche possono fare la differenza nel risultato finale.
Da prove sul campo, fotografie che con la pellicola necessitavano di 20
secondi d'esposizione, oggi con la tecnica digitale si possono catturare
solo in 2 secondi, in completo automatismo, anche con una fotocamera
compatta.
Rimane il fatto che, con questi tempi, neppure un tiratore scelto
riuscirebbe a tenere ferma la macchina fotografica a tal punto da evitare il
mosso strutturale.
Si possono scattare fotografie notturne anche a mano libera, con tempi tali
da impedire il mosso strutturale. Non esiste per questo una regola valida
per tutti, anche se mediamente è preferibile non usare un tempo inferiore
alla lunghezza focale dell'obbiettivo utilizzato. Cioè se sto adoperando un
85mm, per evitare il mosso, devo impostare un tempo pari o superiore a 1/85
di secondo (Esempio 1/125).
Per questo, anche un obiettivo stabilizzato ci può aiutare a migliorare la
qualità dell'immagine. |
 |
La Piazza Medicea di Fivizzano,
fotografia da negativo colore 100 ISO, focale 28 mm, tempo 1/8 di
secondo a mano libera.
Fotografare a mano libera con tempi lunghi è possibile. Bisogna
essere molto rilassati perchè anche il battito cardiaco può produrre
delle vibrazioni fastidiose; appoggiare la schiena ad un oggetto
molto stabile (muro, albero, palo di segnaletica, autovettura ecc.);
la macchina fotografica va impugnata dolcemente; il pulsante di
scatto va "sfiorato" e non premuto. Quando si scatta bisogna
trattenere il respiro.
Un po' di fortuna non guasta... |
|
Un robusto cavalletto o altri supporti |
|
Nella maggior parte dei casi, una foto
notturna che si rispetti necessita quindi di un supporto stabile sul
quale poggiare la macchina fotografica. L'ideale è sempre un robusto
cavalletto a treppiede, al quale la fotocamera viene fissata con una vite,
per rendere il tutto molto fermo.
Ma all'occorrenza vanno bene anche un muro, i gradini di una scala, un palo
piantato nel terreno, il tetto o il |
|
cofano di un'autovettura ecc. ecc., insomma
tutto quanto può servire ad appoggiare la
nostra macchina fotografica in modo che non risenta delle
vibrazioni dovute al movimento del corpo e delle mani. Sul cavalletto è
necessario dire che, attualmente, non ci sono leggi statali che ne normano
l'uso.
Bisogna però considerare l'aspetto dell'occupazione del suolo pubblico, che
è di competenza dei regolamenti comunali.
Una fotografia scattata per diletto, per uso privato o didattico, senza fini
di lucro è libera. Se invece si fotografa per professione, mediante uso di
cavalletto, bisogna pagare la tassa comunale per occupazione di suolo
pubblico. Considerate inoltre che le autorità di vigilanza possono impedirne
l'uso, o perchè si intralcia il traffico, o la circolazione dei pedoni, o si
costituisce un pericolo per se stessi e per gli altri o semplicemente per
motivi di ordine pubblico. |
 |
Il centro storico di Genova,
fotografia da negativo colore 200 ISO, esposizione 12 secondi,
f/8, focale 85mm, fotocamera su cavalletto |
|
Contro queste contestazioni non si può
eccepire alcunché, anche se, ad onor del vero, è sufficiente comportarsi
educatamente e le porte rimangono quasi sempre aperte...
Anche nelle stazioni ferroviarie non è consentito scattare fotografie
utilizzando un cavalletto. |
|
Autoscatto o scatto a distanza? |
|
Se state utilizzando un cavalletto e avete la
mano ferma potete anche premere direttamente il pulsante di scatto. E'
comunque un rischio, perchè basta il più impercettibile dei movimenti a
causare del mosso. Pertanto, quando la foto notturna non è catturata a mano
libera, è consigliabile impostare l'autoscatto o utilizzare un comando a
distanza. L'autoscatto dovrebbe essere caricato su un tempo minimo (2 o 3
secondi bastano). Non dobbiamo dimenticarci che le scene possono cambiare
repentinamente; prima si procede e meglio è. L'autoscatto è ideale per le
fotocamere compatte.
L'attrezzatura per scattare a distanza, non costa molto, è comoda, ma non
indispensabile. |
 |
Sandieratori di Borgo San Pietro (AT)
foto digitale, focale 35mm, tempo 1/4
secondo a mano libera, apertura f3,4, sensibilità 200 ISO |
|
Sensibilità ed esposizione |
|
I sensori stanno diventando sempre più
sofisticati e ultrasensibili. Questo può essere utile, ma anche dannoso. Per
fare delle normali fotografie, hanno un senso 25.600 ISO? La risposta è no.
A proposito della fotografia notturna, qualcuno potrebbe associare una
maggiore sensibilità ad un migliore risultato finale. Comunemente si ritiene
che una fotocamera in grado di "leggere" sempre meglio al buio sia l'ideale.
Forse ci potranno essere dei vantaggi nella foto diurna (possibilità di
utilizzare tempi più alti), ma |
|
nella foto notturna è
vero il contrario.
Ho fatto varie prove di sensibilità e più si sale più la macchina
fotografica cerca di restituire un'immagine che non è quella reale.
Cioè tenta di trasformare in leggibile quello che leggibile non deve
essere. Aumenta considerevolmente il rumore, la gamma tonale si
appiattisce verso il chiaro. Invece il buio è scuro e tale deve
rimanere.
Pertanto: avere una sensibilità maggiore nelle foto notturne può
essere utile se si lavora a mano libera, ma i risultati qualitativi
non saranno eccezionali. Quando si scatta su tempi lunghi, con la
macchina fotografica posizionata su un supporto stabile, è più
sensato impostare, in modalità manuale, la sensibilità minima.
E quando si lavora a mano libera, è consigliabile adoperare la
sensibilità più bassa che ci possiamo permettere, relazionata agli
altri fattori espositivi (tempo, diaframma e focale dell'obbiettivo |
 |
Genova Blu Notte - Il Porto Antico
foto digitale, focale 35 mm, tempo 1/4 secondo con fotocamera
posizionata su ringhiera, sensibilità 200 ISO.
L'architettura di Renzo Piano alle prime luci della sera, sotto una
leggerissima pioggia. |
|
che stiamo usando).
Molti ignorano che la maggiore chiusura del diaframma contribuisce a
limitare le distorsioni e il mosso. Come conseguenza, se dopo non
voglio o non posso aumentare i tempi di esposizione, alzerò la
sensibilità della fotocamera. E lo farò nella giusta misura, in
ragione del miglior compromesso tra velocità e qualità e non
oltre... |
|
Prima di scattare |
|
Una volta che ci siamo posizionati, abbiamo
impostato la nostra fotocamera e scelta la focale (anche regolando uno zoom)
in modo da comporre la scena che ci interessa, rimane una cosa da fare.
Anche quella può essere automatica, ma trattandosi
di fotografia notturna è meglio andarci con i piedi di |
|
piombo. Viene cioè spontanea una domanda: dove
espongo?
Una regola che si può utilizzare è quella dei terzi dell'immagine. Se nella
scena c'è un soggetto fortemente più illuminato degli altri e la sua
dimensione supera 1/3 della fotografia che andiamo a scattare, è preferibile
calcolare l'esposizione su quel soggetto. Ciò ovviamente vale anche se il
soggetto è da solo.
Se invece fotografo il panorama di una città, sceglierò un'esposizione media
perchè le luci, più o meno sono tutte uguali.
Però la fotografia notturna è troppo legata al lato artistico.
Non ci possono essere regole ferree valide per ogni situazione. Se quanto
stiamo fotografando non muta rapidamente, nessuno ci impedisce di fare delle
forcelle espositive e decidere a |
 |
Il centro
storico di Santo Stefano Magra
foto digitale, focale 50mm, tempo
2 secondi con uso di cavalletto, sensibilità 100 ISO, apertura f4,3 |
|
posteriori quale ci sembra la migliore.
Insomma, di volta in volta, sta al fotografo interpretare gli eventi e far
si che il risultato finale sia quello voluto.
(GM - variata il 04.01.2012) |
|
|
Elenco di seguito alcune note su
quesiti posti ai motori di ricerca che hanno rimandato a questa o
altre pagine del sito, affinché gli approfondimenti
siano utili ad altri visitatori. |
|
Tabella per esposizioni nella fotografia notturna con pellicola |
|
|
Ai tempi della
fotografia analogica (uso della pellicola) si potevano trovare delle
tabelle, indicative ma non esaustive, contenenti tempi e diaframmi
da utilizzare per le fotografie notturne. Queste informazioni a
supporto erano necessarie in quanto gli |
|
esposimetri
delle fotocamere, utilissimi per ottenere fotografie
corrette anche in situazioni difficili, nelle foto notturne
diventavano di scarsa affidabilità e portavano spesso ad
errori in quanto influenzati dalle molte luci presenti nella
scena inquadrata. Inoltre non tenevano conto del difetto di
reciprocità delle pellicole (vedi tabella a fianco) e
pertanto anche professionali e costosissime fotocamere, che
potevano consentire esposizioni superiori ai 30 secondi, si
dimostravano poco affidabili. Perciò la cosa migliore da
farsi era disinserire l'automatismo e procedere in base
all'esperienza o alle indicazioni sommarie di alcune tabelle
in circolazione che erano predisposte seguendo i consigli
dei fotografi più navigati. Comunque i dati forniti erano
solo indicativi perché, ad esempio, non esistono strade
illuminate con la stessa intensità o tramonti che richiedono
sempre la stessa esposizione. Pertanto, per essere certi di
ottenere un'esposizione perfetta, era
consigliabile scattare un paio di |
|
CURVA DI RECIPROCITA' |
|
Tempo
misurato all'esposimetro |
Tempo
corretto |
|
2
secondi |
3
secondi |
|
4
secondi |
8
secondi |
|
6
secondi |
13
secondi |
|
8
secondi |
18
secondi |
|
10
secondi |
24
secondi |
|
12
secondi |
30
secondi |
|
14
secondi |
38
secondi |
|
16
secondi |
48
secondi |
|
|
immagini in sovra e sotto esposizione di
almeno due diaframmi rispetto all'esposizione indicata.
Dai motori vedo che ci sono ancora degli appassionati della
fotografia a pellicola che cercano informazioni di questo genere e
pertanto ho rintracciato una di queste tabelle che propongo qui
sotto.
Le indicazioni fornite nella griglia non sono valide per le
fotografie digitali in quanto darebbero luogo a dei disastri
espositivi. |
|
SOGGETTO |
pellicola 64 ISO |
pellicola 100 ISO |
|
Strade molto illuminate con negozi |
tempo 1/8" - diaframma 4 |
tempo 1/15" - diaframma 4 |
|
Strade illuminate |
tempo 1/4" - diaframma 4 |
tempo 1/8" - diaframma 4 |
|
Orizzonte al tramonto |
tempo 1/8" - diaframma 4 |
tempo 1/15" - diaframma 4 |
|
Panorama 10 minuti dopo il tramonto |
tempo 4" - diaframma 4 |
tempo 2" - diaframma 4 |
|
PANORAMI NOTTURNI |
tempo 8"~30" - diaframma 4 |
tempo 8"~30" - diaframma 4 |
|
Strade illuminate |
tempo 4" - diaframma 4 |
tempo 2" - diaframma 4 |
|
Monumenti e fontane illuminate |
tempo 5" - diaframma 5,6 |
tempo 3" - diaframma 5,6 |
|
Fuochi artificiali (otturatore aperto) |
diaframma 8 |
diaframma 11 |
|
Fulmini (otturatore aperto) |
diaframma 5,6 |
diaframma 8 |
|
|
E' utile sapere che
le pellicole di elevata sensibilità non erano ideali perché
aumentavano la granulosità, le fotografie risultavano meno nitide e non riproducevano fedelmente i colori.
Non era necessario usare pellicole tarate per luce artificiale ma
andavano bene anche quelle utilizzate nelle riprese diurne: le
dominanti che si ottenevano restituivano comunque un risultato
visivo gradevole.
Se una dominante risultava invece molto fastidiosa andava trattata
con dei filtri indicati dagli stessi fabbricanti.
Il difetto di
reciprocità si verificava infatti sia nelle pellicole in bianco e
nero che in quelle a colori. Nelle prime poteva semplicemente essere
corretto usando un tempo di posa più lungo, mentre nelle seconde era
influenzato anche dai tre strati di emulsione. Gli stessi reagivano
in modo diverso e l'immagine finale poteva contenere una dominante
cromatica corrispondente allo strato che risentiva meno dell'effetto Schwarzschild.
Avendo l'accortezza di usare sempre la stessa pellicola e lo stesso
diaframma tutte le volte che venivano effettuate foto notturne,
variando solamente il tempo di posa, anche i meno esperti
diventavano ben presto in grado di esporre ad occhio, con grande
facilità. In questi casi infatti l'esposizione era molto meno
critica che in condizioni di luce normali.
La tabella sopra indica misure di diaframma comprese tra 4 e 8
soprattutto perché le stesse consentono una discreta profondità di
campo. Inoltre per fotografare di notte non occorrono obiettivi
dotati di aperture elevatissime, che sono sempre molto costosi. La
resa qualitativa migliore di un obiettivo, solitamente, si ottiene
chiudendo il diaframma su valori centrali, cosa che riduce le
aberrazioni o le fa sparire del tutto. |
Si può utilizzare una fotocamera compatta digitale per le foto astronomiche? |
|
|
R - Se la
compatta digitale è dotata della "Posa B", in teoria la risposta è
si, in caso contrario no.
La fotografia astronomica richiede tempi lunghi di esposizione,
perchè la luce di stelle e galassie è veramente fioca.
Anche con la fotografia digitale, quasi sempre, si rende necessario
aprire l'otturatore per diversi minuti...
Di conseguenza, uno degli ostacoli principali è rappresentato
dall'esaurimento delle batterie. Le macchine fotografiche digitali
sono letteralmente delle "mangiapile" e ti possono piantare in asso
quando meno te l'aspetti. Soprattutto di notte, quando fa più
freddo, soprattutto d'inverno quando le temperature rigide limitano
alquanto l'erogazione della corrente.
Un altro limite di natura tecnica è costituito dalle ottiche. Gli
zoom presenti sulle fotocamere compatte, in genere, degradano
progressivamente all'aumentare della focale. E' pur vero che tutti
gli zoom, anche quelli delle reflex, sono obiettivi che hanno una
complessità costruttiva maggiore di quelli a focale fissa e
qualitativamente ne risentono. Hanno un numero maggiore di lenti,
sono meno luminosi e le distorsioni, le aberrazioni, le vignettature
si notano di più.
Se non si hanno pretese di arrivare nello spazio profondo e non si
spinge molto lo zoom (35/50mm), anche in questo campo fotografico,
con una fotocamera digitale compatta si potrebbero avere delle belle
soddisfazioni.
L'uso del condizionale è dovuto ad un ulteriore impedimento, che non
è di secondaria importanza, anche se preso in esame per ultimo.
Per scattare una fotografia della volta celeste, partendo da una
normale focale di 50mm e tempi superiori ai 15/20 secondi, bisogna
compensare il moto di rotazione della terra, altrimenti le stelle
non risulteranno puntiformi ma filiformi, con striature rettilinee
se puntiamo l'obiettivo verso l'equatore e sempre più circolari man
mano che orientiamo la fotocamera verso la Stella Polare.
Per fare questo ci sono due metodi: o dotarsi di un astroinseguitore
motorizzato, controllabile anche tramite pc software, oppure fissare
la macchina fotografica su un telescopio con relativo cavalletto e
inseguire manualmente, con micromovimenti, il moto apparente degli
astri.
Avrete pertanto già capito che una fotografia astronomica richiede,
oltre le attrezzature, anche una notevole perizia, fattore che è
indispensabile per un buon risultato finale.
Per concludere: se siamo dotati di buone conoscenze in materia,
anche con una fotocamera compatta digitale, in casi limitati e con
un po' di fortuna, potremmo scattare delle discrete immagini, in
caso contrario, meglio lasciar perdere perché il gioco non vale la
candela. |
Tolte
dal
Cassetto
- Finestre fotografiche su
Liguria e Toscana
Copyright © 2002 -
2012 Giovanni Mencarini. Tutti i diritti riservati. (All
Rights Reserved) |
|
|
| |
|