Logo del sito "Tolte dal Cassetto"

Finestre fotografiche su Liguria e Toscana

Comunicazione e tecnica
nella fotografia digitale

HOME PAGE

PHOTO MAGAZINE

SITE GALLERY

INFO/CREDITS

LINKS/MAIL

SITEMAP

 
Grafica per itolo argomento - Il digitale ha cambiato la fotografia?  IL DIGITALE HA CAMBIATO LA FOTOGRAFIA ?

Dal punto di vista artistico e creativo l'introduzione della tecnica digitale nel mondo della fotografia non ha prodotto cambiamenti significativi. Come spesso ricordato dal grande fotografo tedesco, naturalizzato americano, Andreas Feininger, (scomparso nel 1999), "..al fotografo animato dall'ispirazione non importa assolutamente che tipo di fotocamera usa, ma solo il risultato finale, la fotografia che può ottenere...e  anche  se  non perfettamente padrone della tecnica, con l'invenzione personale sarà in grado di

esprimersi chiaramente con i mezzi a disposizione in modo da comunicare agli altri le sue esperienze e le sue sensazioni."
In ambito sociale e nel mondo della comunicazione, la fotografia digitale ha invece rivoluzionato non solo il mercato dell'immagine ma anche la nostra vita. Oggi la fotografia è diventata un fenomeno di massa, una presenza insostituibile nella nostra vita, un'abitudine quotidiana come il caffè o il cappuccino alla mattina.

Guida all'acquisto ragionato di una fotocamera

 

La fotografia notturna

Apertura della Via Francigena di Valle a Santo Stefano di Magra - Transito dei primi pellegrini in costume storico.
La Via Francigena

D'altronde le case costruttrici di apparecchiature fotografiche fanno profitti sulla vendita di prodotti destinati al mercato di uso comune e non certo a quello professionale. La maggior parte delle fotografie (molti milioni) che ogni giorno vengono scattate nel mondo sono ad appannaggio di fotografi dilettanti ovvero amatoriali. Perciò le attrezzature digitali vengono rinnovate e implementate molto velocemente, per stare davanti alla concorrenza e mantenere alto il giro delle vendite. Infatti la molla che ci fa acquistare è sovente l'illusione di avere un prodotto sempre più affidabile, sempre più tecnologicamente avanzato, per essere al top e scattare delle foto sempre più belle. Purtroppo la realtà è spesso amaramente diversa...

Grafica per titolo paragrafo - Il digitale ci vuole tutti fotografi... Il digitale ci vuole tutti fotografi...

Comunque, tramite la fotografia digitale di uso comune, ognuno di noi porta quasi sempre a casa delle buone immagini, di qualità mediamente superiore a quella ottenibile con i rullini fotografici.

Il fiume Vara, corso d'acqua ideale per la canoa e il rafting (Campionati Nazionali 2010 - Brugnato)
Campionato Italiano Rafting 2010
E' assodato che, attualmente, ogni macchina digitale in commercio, anche la più semplice del mercato, consente di scattare discrete fotografie in qualsiasi condizione di luce e di tempo. Una compatta digitale è di gran lunga migliore di una compatta a pellicola. Quindi una manna per tutti.
Si imposta la fotocamera in completo automatismo e...chi la sbaglia più una fotografia ? E poi, con le memory card opzionali, si può scattare all'infinito e scegliere solo le foto più belle: un paradiso !
La fotografia digitale ci ha resi tutti fotografi. La macchina fotografica e la videocamera ce le abbiamo anche nel cellulare. Siamo "costretti" a scattare fotografie anche quando non lo vogliamo.
L'uso intensivo di queste tecnologie produce lati positivi: pensate, per esempio, ad un incidente stradale dove la vostra autovettura riporta dei danni e voi avete ragione.

Quasi nessuno,un tempo, girava con la fotocamera al seguito. Bastava una minima controversia ed erano discussioni a non finire. Per non intralciare il traffico si spostavano i veicoli e si modificava la scena del sinistro. Oggi, passato il primo momento di spavento, basta tirare fuori dalla tasca il cellulare e fotografare: luogo, veicoli, feriti, testimoni.

Paesaggio invernale di S.Stefano di Magra dopo una copiosa nevicata
Panorama invernale di S.Stefano di Magra

Quelle immagini saranno il passaporto per un corretto risarcimento dei danni che avete subito.
In caso di eclatanti fatti di cronaca, foto e video raccolti da passanti col cellulare o fotocamere digitali permettono un'informazione giornalistica più completa e spesso sono di vitale importanza alle forze dell'ordine per le indagini in merito a quello che è accaduto.
Nel mondo fotografico sono già stati allestiti mostre e concorsi relativi a fotografie scattate col telefono cellulare.
Purtroppo c'è anche il rovescio della medaglia: questa esasperazione dell'immagine sta già portando inevitabilmente

Il cantante Ron
Il cantante Ron

ad alcuni eccessi che trovano sfogo soprattutto sulla rete. Filmati e foto riguardanti reati, bravate, goliardate, disagio sociale, in violazione della privacy e delle leggi a tutela dei minori ecc. ecc., sono quotidianamente scaricate su portali specializzati, e tengono banco sui media. Di questo però si occupano, giustamente, le autorità competenti.....

Grafica per titolo paragrafo - Un uso corretto delle tecnologie a nostra disposizione... Un uso corretto delle tecnologie a nostra disposizione...

Dal punto di vista squisitamente tecnico una fotocamera digitale è certamente più versatile e precisa di quella a pellicola. Prendiamo come esempio un fatto coreograficamente bellissimo che tutti possono vedere in occasione di eventi mediatici di un certo rilievo: la cerimonia di apertura o chiusura di un' Olimpiade, un concerto musicale in un'arena o stadio, solitamente in notturna.
Tutte quelle migliaia di lampi di flash che partono dagli spalti sono le nostre fotocamere digitali in completo automatismo......

Sicuramente un'inutile spreco di batterie, ma le foto saranno comunque accettabili dal punto di vista cromatico e della visibilità. Questo caso limite (ma molto significativo) serve per far capire che la fotografia digitale è una vera rivoluzione per le immagini di tutti i giorni, della famiglia, degli amici, del gatto, della fidanzata.......
Se quelle fotografie allo stadio, in notturna, fossero state scattate con una fotocamera compatta a pellicola, non ne sarebbe venuta una sola!
Invece, grazie alla nostra fotocamera digitale, qualunque essa sia, pur sbagliando impostazione, qualcosa abbiamo sicuramente portato a casa.

Il cantante Morgan
Il cantante Morgan

Fotografare in digitale è per tutti molto più semplice, più pratico e consente risultati immediati e migliori.
Se questa non la chiamate rivoluzione, come volete altrimenti definirla ?
Però tutto questo ci dice che, tecnicamente, la fotografia elettronica è molto più complessa della fotografia ad emulsione e che dobbiamo sforzarci di utilizzare al meglio ciò che la tecnologia ci mette a disposizione....

Grafica per titolo paragrafo - La fotografia digitale è più complessa di quella tradizionale? La fotografia digitale è più complessa di quella tradizionale?

In effetti è proprio così. La fotografia digitale è semplice ma complessa allo stesso tempo.
Semplice perchè usando una fotocamera od un cellulare in completo automatismo otterremo delle indimenticabili fotografie, ma complessa perchè usando tutti i programmi a disposizione quelle foto cambierebbero volto. La differenza sta tutta qua.

Il Golfo dei Poeti all'imbrunire
Il Golfo dei Poeti all'imbrunire

Non è poco......
Questa considerazione non deve però indurre, chi scatta fotografie, a prestare troppa attenzione alle caratteristiche tecniche della fotocamera in suo possesso.
L'esasperazione tecnica non porta automaticamente a scattare delle ottime immagini, anzi, in alcuni casi è un'abitudine dannosa che distrae dalla fotografia creatiiva

PREMIO BANCARELLA 1981 - L'allora Presidente del Consiglio on.le Giovanni Spadolini tra gli ospiti in Piazza della Repubblica
Il Premio Bancarella

e artistica.
Morale: se prendo in considerazione tutte le diavolerie tecniche che ho a disposizione nella mia fotocamera digitale, rischio di andare in paranoia e di non fotografare  al meglio.

Ciò non toglie che se la mia macchina fotografica prevede un programma specifico per la foto notturna, con tempi molto lenti, questo all'occasione va usato perchè le fotografie risulteranno migliori.
E se la scena da fotografare è molto distante (nell'esempio dalle tribune al campo di gioco), devo sforzarmi di eliminare il flash che non serve a niente e consuma batterie.

Grafica per titolo paragrafo - La vera rivoluzione digitale La vera rivoluzione digitale

Alla luce di quanto sopra, quali sono gli aspetti innovativi che rendono più versatile una fotocamera digitale e che hanno costituito un vero miglioramento tecnico nei confronti di una macchina fotografica a rullini ?
Ritengo che, per ora, siano solamente tre: latitudine di posa (gamma dinamica) dei sensori CCD o CMOS, mediamente superiore a quella delle pellicole; il bilanciamento del bianco, ovvero la possibilità di scegliere il programma di temperatura colore più adatto alle varie situazioni; il numero di scatti a disposizione (praticamente illimitato) e lo spazio per l'archiviazione delle immagini. Detto così può sembrare molto complesso, ma in realtà non lo è affatto.

Grafica per titolo sottoparagrafo - La latitudine di posa ovvero la gamma dinamica  La latitudine di posa ovvero la gamma dinamica

Con le pellicole tradizionali è estremamente difficile, in particolari condizioni di luce, poter distinguere nitidamente gli oggetti illuminati da quelli in ombra.
Questo significa che, per esempio, in una giornata estiva soleggiata, trovandoci a fotografare una scena a metà fotogramma in pieno sole e l'altra in ombra, molto probabilmente dovremmo scegliere di esporre o per il chiaro o per lo scuro. In ogni caso, esponendo per il chiaro, i particolari in ombra non sarebbero distinguibili e viceversa, esponendo per lo scuro, la scena soleggiata risulterebbe notevolmente sovresposta e piattamente bianca.
Cioè la pellicola non riesce a compensare adeguatamente le notevoli differenze di stop tra la parte al sole e la parte in ombra,

come fa invece l'occhio umano.
Per limitare questo  inconveniente si utilizzano pellicole più sensibili, cioè ad alto numero di ISO. Anche stampare su carta meno contrastata per equilibrare i toni può essere di aiuto. I risultati sono migliori ma non eccezionali.
Gli attuali sensori CCD o CMOS impiegati nelle fotocamere digitali (senza tirare in ballo la tecnologia HDR, che è un'elaborazione estrema dell'immagine) compensano mediamente in modo migliore delle pellicole in commercio.
Si comportano cioè in modo simile all'occhio umano. I particolari sono maggiormente distinguibili, sia in chiaro che in ombra. La fotografia che ne esce rispecchia meglio la nostra visione delle cose.
Qui a fianco, potete trovare una fotografia che testimonia l'estrema compensazione del digitale.
Osservando la "testa coricata" di Javier Marin (tutte e due le immagini sono ingrandibili), si può notare che parte di Piazza Duomo a Pietrasanta era in ombra. Un'immagine così, con una fotocamera a pellicola, non era ottenibile. Praticamente

Pietrasanta (LU), città d'arte, città nobile dal 1841 - Corteo di cavalli e cavalieri dello scultore messicano Javier Marin esposti in Piazza Duomo
Pietrasanta (LU), città d'arte, città nobile dal 1841 - Monumentale testa coricata dell'artista messicano Javier Marin esposta in Piazza Duomo
Javier Marín a Pietrasanta

"spara" solo la facciata in marmo bianco del Duomo (la casa costruttrice della mia fotocamera per i miracoli si attrezzerà !).
In quella giornata ci sono stati momenti nei quali transitavano in cielo delle nuvole molto cupe. Quando il sole filtrava attraverso di esse, il contrasto tra le zone in ombra e quelle illuminate era molto marcato. Ma il sensore della macchina fotografica digitale si è comportato sempre in modo egregio.
Chi pertanto usa una fotocamera digitale e per motivi artistici e/o creativi vuole mantenere un alto contrasto nella scena, deve essere a conoscenza.di questo particolare e comportarsi di conseguenza.

Grafica per titolo sottoparagrafo - La temperatura colore  La temperatura colore

Qualunque sia il tipo di luce, l'occhio umano si adatta in modo che un soggetto bianco sia sempre visto come bianco. Invece, a meno che non si fotografasse in bianconero, nelle nostre fotografie a stampa trovavamo spesso delle scene con colori strani, con persone che sembravano provenire da Marte o dalla Luna, dato che la loro carnagione aveva un colorito insolito.
Quelli erano e sono gli effetti della temperatura colore sugli scatti che abbiamo effettuato.
Il più grande difetto che le pellicole tradizionali abbiano mai avuto. Vediamo di cosa si tratta in breve.
Le pellicole per uso comune hanno una taratura particolare che corrisponde alla luce bianca.
La luce bianca è quella che si riscontra in una giornata estiva, a mezzogiorno, quando il sole è a picco sulle nostre teste ed in cielo non ci sono nuvole. Essa corrisponde a circa 5.600 gradi Kelvin e, paradossalmente, è la luce più brutta, intensa e piatta di cui un fotografo possa disporre (a meno che non intenda usarla per scopi creativi ed artistici). Anche la luce artificiale di un flash ha la stessa temperatura colore.
E quella, mediamente, è la luce utilizzata nella maggior parte delle fotografie che vengono scattate per uso quotidiano.
Qui cominciano i guai perchè durante il giorno la temperatura colore cambia. Nelle prime ore mattutine la luce è abbastanza fredda, sui 7.000 / 8.000 gradi Kelvin, cioè tende all'ultravioletto (colore azzurro). Al tramonto i colori assumono una tonalità più calda, verso il giallo/arancio e la temperatura della luce è di circa 3.000 / 3.500 gradi Kelvin. A lume di candela si può arrivare a 2.000 gradi Kelvin, cioè la luce tende verso l'arancio/rosso.
Non solo: se nelle ore centrali del giorno ci sono nuvole che velano il cielo, a seconda della loro intensità, la temperatura colore si alza e tende di nuovo verso l'azzurrino dell'ultravioletto. Lo stesso dicasi per le fotografie fatte durante una giornata soleggiata, ma scattate all'ombra. Al mare o in montagna i raggi UV abbondano e virano sull'azzurro le nostre immagini.
Ecco spiegato in breve il motivo per cui, in assenza di filtri correttivi, le stampe potevano avere quei colori strani.
La fotografia digitale ha spazzato via questo handicap dovuto alla taratura media dei rullini fotografici ad uso comune.
Le apparecchiature consentono di regolare il bilanciamento del bianco in modo che si adatti alla qualità della luce ambiente attorno al soggetto. Questa regolazione viene chiamata "effettuazione del bilanciamento del bianco" e può essere automatica.
In ogni condizione di luce, sia essa artificiale che naturale, il risultato finale sarà una fotografia con una buona fedeltà cromatica, molto vicina a quella dell'occhio umano.
In casi particolari e per lavori molto accurati è preferibile passare ad una regolazione manuale del bilanciamento del colore, così come, artisticamente e creativamente, per mantenere e/o accentuare delle dominanti, si può volutamente far sbagliare la fotocamera.

Grafica per titolo sottoparagrafo - Il numero degli scatti a disposizione e l'archiviazione delle fotografie  Il numero degli scatti a disposizione e l'archiviazione delle fotografie

Ho lasciato per ultimi questo grandi vantaggi perchè non influenzano direttamente la qualità tecnica od artistica di una fotografia. Però con le memory card opzionali si possono aumentare gli scatti su una scena, facendo delle forcelle espositive, cercando di catturare gli attimi migliori. Insomma la sicurezza di non esaurire il rullino durante un momento topico aiuta molto.
Soprattutto per i fotografi evoluti è un vantaggio non indifferente.
E l'archiviazione delle fotografie su un supporto digitale, e non fisico, ci fa risparmiare notevolmente in termini di tempo e denaro.

Grafica per titolo paragrafo - Quisquiglie e pinzillacchere (o schitte, per dirla in dialetto genovese) Quisquiglie e pinzillacchere (o schitte, per dirla in dialetto genovese)

Quelli sopra sono i veri progressi tecnici della fotografia digitale rispetto a quella ad emulsione.
Tutto il resto sono quisquiglie e pinzillacchere,  come direbbe Totò. Infatti, pur assodato che la padronanza e la conoscenza delle

Genova - Il Bigo di Renzo Piano, ascensore panoramico del Porto Antico
Genova: il Bigo di R.Piano
apparecchiature a nostra disposizione sono fondamentali nel catturare delle immagini di ottima qualità, esse da sole non possono farci vedere in termini fotografici.
La migliore fotocamera digitale al mondo non produce automaticamente le migliori fotografie. Avere a disposizione 2 milioni di pixel in più sul sensore della propria fotocamera non modifica assolutamente l'aspetto tecnico di una foto. Si ottiene solamente un'immagine più "pesante" e maggiormente ingrandibile in fase di stampa o pubblicazione. Già 3 megapixel sono sufficienti per stampare fotografie nelle dimensioni di un foglio A4 (circa 20x30 cm).
Scattare 15 foto al secondo invece di 5, non è una cosa indispensabile, a meno che non sia per usi strettamente particolari e/o professionali. Ma anche in quel caso l'aspetto umano e la capacità di ragionare in termini fotografici potrebbero sopperire tranquillamente a questa "inferiorità".
costruttiva. E' inutile che io abbia a disposizione un obiettivo ultraluminoso ed incisivo se devo fotografare in una giornata di nebbia. Sarebbe meglio il contrario, per rendere maggiormente il senso dell'atmosfera ovattata.

Non si può certo visionare la qualità di una foto dal sempre più grande, ma pur sempre minuscolo, schermo LCD presente sulle fotocamere.....Gli esempi potrebbero continuare all'infinito.

Grafica per titolo paragrafo - Un aspetto particolare e piacevole della fotografia digitale Un aspetto particolare e piacevole della fotografia digitale

Piuttosto quello che ho potuto verificare personalmente è che la fotografia digitale, in particolari condizioni di luce, accentua la profondità di un'immagine e consente all'occhio umano di apprezzare la "terza dimensione". Possiamo avere cioè la sensazione di "entrare" maggiormente dentro la scena fotografata e, in alcuni casi, si riescono a distinguere nitidamente i diversi piani di distanza sui quali sono posti gli oggetti o le porzioni urbanistiche e paesaggistiche (come nelle immagini televisive in HD). Purtroppo la compressione delle immagini per adattarle al web limita questo effetto. Lo scatto qui a destra del fiume Magra nel periodo invernale, se presentato a tutto schermo, consentirebbe di apprezzare appieno questo aspetto piacevole. Comunque, pur con dimensioni non eccessivamente grandi, il fenomeno è meno marcato ma non scompare.

Panorama invernale del fiume Magra con ponte ferroviario (linea La Spezia-Pisa)
Il fiume Magra in inverno

In questa pagina, può essere apprezzata questa particolarità anche nelle fotografie dell'arte di Javier Marín, realizzate in Piazza Duomo a Pietrasanta. Con il film e la stampa l'evidente sensazione di "profondità" sarebbe stata solo una pia illusione.
Da questo punto di vista la fotografia digitale mi piace molto di più di quella tradizionale.

Grafica per titolo paragrafo  - Morale della favola? Morale della favola ?

Rifiutare a priori il progresso non è da persone intelligenti.
Utilizzare invece correttamente ciò che la tecnologia ci mette a disposizione è la cosa più saggia e produce, quasi sempre, i migliori risultati con la soddisfazione di tutti.....
Voglio chiudere questo argomento con un'altra citazione del pensiero di Andreas Feininger:
"La fotografia è uno strumento così vario di comunicazione visiva che cercare di stabilire regole precise per fare "buone" fotografie è ridicolo e insulso come dire ad un pittore in che modo si crea un buon quadro..."
Ciascuno ne tragga le proprie conclusioni.
(GM - variata il 21.08.2011)

SARZANA (SP) - Battaglia lungo le vie cittadine durante il "Napoleon Festival"
Il Napoleon Festival a Sarzana
 

Elenco di seguito alcune note su quesiti posti ai motori di ricerca che hanno rimandato a questa o altre pagine del sito, affinché gli approfondimenti siano utili ad altri visitatori.

Grafica per paragrafo quesito - Quale macchina acquistare per scattare delle belle fotografie?  Quale macchina acquistare per scattare delle belle fotografie?

R - "Non è bello ciò che è bello, ma è bello ciò che piace!". Il bello e il brutto sono due concetti soggettivi e non oggettivi, soprattutto quando si parla di arte fotografica... La fotografia la scatta il fotografo e non la macchina fotografica...
Detto questo, dal punto di vista tecnico, se manteniamo i parametri di ripresa entro un certo range (sensibilità tra 100 e 400 ISO, diaframma tra 4 e 11, tempi tra 1/60 ed 1/1000) ogni fotocamera digitale attualmente in commercio è in grado di produrre delle fotografie di buona qualità. Invece quando si estremizzano le condizioni di ripresa  possono insorgere alcune problematiche ben conosciute dai professionisti e dai fotoamatori evoluti. Per esempio, alzando considerevolmente il livello della sensibilità, l'immagine sarà contraddistinta da un certo rumore che influirà sul risultato tecnico finale.
In questo caso, tra fotocamera e fotocamera, ci possono essere delle significative differenze. Ma qual'è la percentuale di fotografie che vengono scattate, per esempio, a 6.400 ISO? Ma soprattutto, perchè scattare a 6.400 ISO? Se abbiamo bisogno di una tale sensibilità significa o che siamo immersi nel buio più totale o che necessitiamo di avere tempi di ripresa altissimi, cosa che demanda ad un uso super-specialistico, con limitata casistica.
Purtroppo chi pratica la fotografia, soprattutto per diletto, tende ad attribuire troppa importanza ai dati tecnici. Le riviste fotografiche sono piene di fotografie corredate religiosamente con tutti i parametri di ripresa. Invece ogni immagine è unica e le esatte condizioni di luce che l'hanno determinata, ben difficilmente, si ripresenteranno in futuro. E poi, quale soddisfazione può dare "copiare" da altri? Non è più bello e interessante sperimentare in proprio?
Qualcuno potrebbe obiettare: ma questo é un modo per imparare a fotografare! Non è propriamente esatto: osservando in continuazione i lavori di altri, si sarà portati a ripeterli, perdendo di originalità.
Avete mai visto un pittore che vada fiero di avere dipinto dei quadri imitandone altri? Ben difficile: tutti sono gelosi del proprio stile! E allora, quale senso ha produrre una fotografia che è gia stata scattata da altri?
Il segreto basilare per scattare delle belle immagini è quello di conoscere approfonditamente la propria macchina fotografica. Provarla in varie condizioni di ripresa, testare i programmi automatici messi a disposizione dal produttore ma soprattutto usarli con criterio; è necessario conoscere l'efficienza del flash incorporato e il suo range di operatività. In parole povere, bisogna leggere accuratamente il libretto delle istruzioni ed impararne a memoria i passi principali. Questo ci consentirà di essere sempre pronti ad utilizzare al meglio la nostra fotocamera. Poi, una continua sperimentazione sul campo ci farà pian piano maturare e scattare delle buone immagini, che esprimeranno sensazioni positive in chi le guarderà.
Possono poi essere utili alcuni consigli specifici:
a) Se possedete una fotocamera compatta, non estremizzate l'uso dello zoom ottico.
Scattare una fotografia al massimo della focale prevista produce, quasi sicuramente, difetti qualitativi maggiori che non a metà scala. Se il soggetto è troppo distante, avvicinatevi voi. Non usate assolutamente lo zoom elettronico. E' un gadget di nessuna utilità, che incide molto negativamente sulla qualità.
Quando la luce ambiente cala perché il sole tramonta, fate intervenire forzatamente il flash prima che lo faccia la fotocamera in automatico. L'occhio elettronico e l'occhio umano sono portati a vedere una quantità di luce maggiore di quanta ce ne sia in realtà. Anticipare l'intervento del flash farà si che i parametri di ripresa (ISO, tempi e diaframmi) non vengano portati all'estremo dalla fotocamera e l'esposizione ne guadagnerà. Grazie all'aiuto del lampo, eventuali ombre saranno meno marcate, e la fotografia risulterà più gradevole. Questa operazione andrebbe fatta anche con soggetti fortemente in ombra.
b) Se avete tra le mani una reflex, non tirate al massimo gli ISO e soprattutto ricordatevi che la qualità dell'obiettivo incide molto sul risultato finale. Infatti sarebbe più logico prima provare ed acquistare un buon obiettivo e poi abbinarlo ad una fotocamera.
Sciegliete il metodo espositivo più adatto alla scena che intendete fotografare. Per esempio: con un soggetto in controluce, se non utilizzate una misurazione spot, lo vedrete sicuramente sottoesposto, cioè più scuro del normale.
c) Per chi è proprio alle prime armi: ricordatevi che la prima elementare variabile artistica di una fotografia nasce proprio nel momento in cui impugniamo la macchina fotografica. Riprendendo la stessa scena a sviluppo orizzontale e poi verticale, le cose cambiano come dal giorno alla notte... Controllate le vostre foto sul computer: sono tutte a sviluppo orizzontale?
Quasi tutti coloro che utilizzano una fotocamera compatta fotografano tenendola esclusivamente in orizzontale. Invece chi usa un telefono cellulare lo impugna, per naturalità, in verticale...

Grafica per paragrafo quesito - Cosa significa quando si scatta una fotografia e questa risulta bianca?  Cosa significa quando si scatta una fotografia e questa risulta bianca?

R - Quando una fotografia risulta bianca o, che dir si voglia, molto chiara, con i colori evanescenti ed un bassissimo contrasto vuol dire che è stata sovraesposta. Un'immagine risulta sovraesposta quando il sensore che la cattura è stato colpito da una quantità di luce maggiore rispetto a quella ottimale. Questo accade principalmente per due fattori: il tempo di esposizione è stato troppo lungo rispetto a quello corretto, oppure il diaframma era più aperto del necessario, ovvero tutte e due le cose insieme. Al contrario, una fotografia molto scura, con altissimo contrasto e i colori che quasi non si distinguono si dice che è sottoesposta, cioè il sensore ha ricevuto una quantità insufficiente di luce per problemi inversi a quanto detto sopra.
Con gli attuali programmi di fotoritocco, se l'esposizione risulta sbagliata di pochi stop, è possibile intervenire e riportare l'immagine ad una qualità accettabile. E' più facile intervenire su un'immagine sottoesposta, che non sovraesposta.
A questo proposito, bisogna dire che le attuali fotocamere, se impostate in automatismo, sono portate a sottoesporre se nella scena inquadrata vi è la presenza di alte luci. E' sufficiente anche una porzione di 1/3 di fotogramma per scurire maggiormente i 2/3 rimanenti (che molto probabilmente sono quelli che ci interessano di più). Invece quando nel campo visivo l'illuminazione è uniforme, oppure ci sono oggetti scuri o scarsamente illuminati, una sovraesposizione accentuata del rimanente è un evento abbastanza raro. E' per questo che, se la nostra fotocamera (impostata in completo automatismo) produce sempre fotografie molto chiare, in diverse condizioni di luce, probabilmente va sottosposta ad un controllo.
Solitamente si sovraespone o sottoespone quando si usa la fotocamera in manuale, impostando una coppia tempo/diaframma non corretta in relazione alla luce presente sulla scena da riprendere.

Grafica per paragrafo quesito - Perchè quando scatto col flash le immagini risultano con troppo giallo o arancione?  Perché quando scatto col flash le immagini risultano con troppo giallo o arancione?

R - Prima di rispondere a questo quesito, è giusto fare una piccola premessa:
Gli attuali flash elettronici sono dotati di un telecomputer abbinato ad un sensore di luce riflessa che consente loro di lavorare anche automaticamente. Impostato il programma adatto, il flash regola l'intensità del lampo in relazione alla distanza del soggetto. Alcuni lampeggiatori sono dedicati, cioè lavorano "colloquiando" con la macchina fotografica, mediante una misurazione TTL (Trough The Lens) della luce necessaria. E' la fotocamera che avverte dell' avvenuta esposizione ed interrompe il fascio di luce artificiale. Anche le fotocamere compatte digitali lavorano in questo modo.
Il telecomputer di un flash può essere disinserito, per operare in modalità manuale. In questo modo, ad ogni fotografia, scarica tutta la sua potenza. Questo comporta, in primis, un grande consumo di energia e, di conseguenza, un tempo maggiore di ricarica del condensatore. Dal punto di vista tecnico, sarà necessario variare, di volta in volta, l'apertura del diaframma della fotocamera al variare della distanza del soggetto.  Avere un'esposizione corretta in tutti quei casi dove il soggetto è in movimento diventa assai difficile. Va bene invece per lavorare in studio dove le pose errate possono essere ripetute e corrette.
I "paparazzi" della "Dolce Vita" romana non potevano certo cambiare diaframma al muoversi dei personaggi da loro pedinati. Quando capitava il momento buono, scattavano in continuazione su tutto quello che per loro era interessante. Se il campo d'azione del flash era ottimale, le foto risultavano buone, altrimenti si avevano quei visi "sparati", bianchi come quelli dei cadaveri. E comunque quelle foto hanno fatto la storia del nostro Paese e molte hanno tuttora un grande valore documentaristico, pur non essendo state correttamente esposte.
Pertanto, nell'affrontare l'argomento flash, per semplicità di esposizione diamo per scontato che esso lavori in automatico se incorporato nella macchina fotografica. Come accessorio esterno, prendiamo per buono che esso sia impostato dal fotografo su uno dei tanti programmi messi a disposizione dalla casa costruttrice. Detto questo, a grandi linee, possiamo dire che...
1) - Un flash emette luce bianca, come quella solare presente a mezzogiorno, in una giornata estiva, quando il cielo è terso, ovvero senza nuvole. La sua temperatura colore è di circa 5.600 gradi Kelvin. Quando si fotografa in ambienti scarsamente illuminati, utilizzando la sola luce di questo accessorio, le immagini correttamente esposte non hanno dominanti.
La musica cambia se il flash viene adoperato in supporto di alcune luci che già rischiarano il/i soggetto/i da fotografare. Se quelle luci artificiali endogene, da sole, sono di una intensità tale da consentire una corretta esposizione, l'intervento del lampo sarà quasi ininfluente e la fotografia avrà delle dominanti in relazione alla temperatura colore delle lampade utilizzate. Pertanto una scena risulterà gialla o arancione perché, quasi sicuramente, illuminata da normali lampade a filamento che forniscono una luce ancora più rossa di quella di un tramonto sul mare.
Per evitare questo fenomeno bisogna impostare manualmente sulla fotocamera un diaframma più chiuso rispetto all'esposizione ottimale in luce endemica e adattare, di conseguenza, il programma di esposizione presente sul lampeggiatore. A diaframma meno aperto, la durata del lampo emesso dal flash sarà maggiore e solo quella luce sarà catturata di rimbalzo dal soggetto, per cui le dominanti di colore risulteranno assenti o talmente basse da non influire su quanto fotografato.
Tenete presente però che, man mano che il diaframma si chiude aumenta si la profondità di campo ma il soggetto illuminato dalla luce del lampo risalterà nel buio circostante. Le lampade di normale illuminazione non hanno infatti una potenza tale da far si che lo sfondo risulti esposto e comprensibile.
Giova inoltre far presente che, per evitare dominanti, si potrebbe correggere manualmente il bilanciamento del colore. Ma è un'operazione che non va fatta indiscriminatamente. Un tramonto ha una luce calda e arancione e non si può portarla a luce bianca, perché non sarebbe più un tramonto!
2) La portata di un flash è limitata, così come lo sono i gradi del campo visivo illuminato dal lampo di luce. Per sapere quanto un flash è potente bisogna controllare il suo numero guida. Per esempio: un numero guida 30 a 100 ISO (gia abbastanza potente), utilizzando un diaframma 2, ci consente di fotografare correttamente massimo fino a 15 metri (30/2). Se però chiudiamo il diaframma a 8, i nostri metri si riducono a 3,75 (30/8). Portando la sensibilità della fotocamera a 400 ISO, le distanze prima indicate raddoppiano (30 metri e 7,5 metri).
Pertanto se con una compatta digitale tentiamo di immortalare un gruppo di amici distante 5 metri, il suo minuscolo flash incorporato (che ha sicuramente un numero guida molto più basso di 30) non ce la farà a produrre una luce sufficiente. Gli automatismi della macchina tireranno al massimo gli ISO e i tempi e la fotografia risulterà impressionata solo dalla luce delle lampade presenti.
Se le lampade endemiche sono ad incandescenza, i nostri amici avranno visi ed abiti tutti tendenti al giallo o all'arancione, con lampade al neon (luce fredda) l'immagine risulterà dominata da un colore tendente al verdolino.
3) Il fenomeno degli occhi rossi - Quando l'illuminazione è molto scarsa le pupille dell'occhio sono molto dilatate, fotografare delle persone usando un flash può dar luogo al fenomeno degli "occhi rossi". Questo accade perché il fondo dell'occhio e la retina sono molto ricchi di vasi sanguigni e quindi la luce potente del lampo si riflette e rimbalza col colore del sangue. Quando si usavano le pellicole questo era un problema serio e poteva essere eliminato principalmente in due modi:
1) - In primo luogo si decentrava il flash rispetto all'obbiettivo, cioè con una staffa lo si teneva di lato alla fotocamera, in modo che la direzione del lampo fosse leggermente diversa dall'asse ideale di ripresa.
2) - Ove questo non era possibile, si impostava sul lampeggiatore un programma apposito che faceva emettere al flash due o tre pre-lampi di intensità minore (tipo luci stroboscopiche), sufficienti comunque a far chiudere le pupille dei soggetti. A foro molto chiuso, gli "occhi rossi" non compaiono perché sulla retina arriva pochissima luce.
Con l'attuale tecnica digitale, un buon programma di fotoritocco è in grado di eliminare egregiamente gli "occhi rossi". Pertanto, pur restando validi tutti gli espedienti per eliminare alla base il fastidioso problema, non vale assolutamente la pena di perdere tempo nell'usarli, essendo preferibile concentrasi su altri fattori che possono produrre una bella immagine.

Tolte dal Cassetto - Finestre fotografiche su Liguria e Toscana
Copyright © 2002 - 2011 Giovanni Mencarini. Tutti i diritti riservati. (All Rights Reserved)

HOME PAGE

PHOTO MAGAZINE

SITE GALLERY

INFO/CREDITS

LINKS/MAIL

SITEMAP