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Acquisto ragionato di
una macchina fotografica

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Grafica per titolo argomento - L'attimo fatale della fotografia  L'ATTIMO FATALE DELLA FOTOGRAFIA

Il mercato della fotografia tende sempre a fare una netta distinzione tra le fotocamere di fascia medio/bassa ovvero destinate al mercato amatoriale e quelle concepite per i professionisti. Sovente i consumatori sono portati a credere che, avendo tra le mani una macchina fotografica di "alto rango", questa possa costituire un viatico per l'ottenimento di una  migliore  qualità delle immagini. Tutto questo è assolutamente falso, uno dei tanti luoghi comuni della fotografia. I fattori che entrano in gioco nello scatto fotografico sono tantissimi, ma l'attimo che consegna un'immagine ai posteri è fissato in una semplice coppia tempo/diaframma. Quel momento deve essere uguale per tutte le fotocamere. Cioè io devo far arrivare sulla pellicola o sul sensore una

La fotografia notturna

 

Comunicazione e tecnica nella fotografia digitale

corretta quantità  di luce  che mi  consenta  di portare a casa la fotografia voluta.
Pertanto l'esposimetro di una macchina fotografica destinata ai fotoamatori deve indicare, in pari condizioni, la medesima quantità di luce di quello piazzato su una reflex professionale. Se non lo fa vuol dire che è starato, con la conseguenza che l'immagine

L'8 Marzo di Francesca - (creazione di moda con mimosa per la "Festa della Donna")

verrà  sovresposta  o  sottoesposta. Lo  stesso  vale  per  i tempi

dell'otturatore  e  il  movimento  del  diaframma: fatte  salve  delle

L'8 Marzo di Francesca

normali tolleranze, non ci possono essere due pesi e due misure. Stiamo ovviamente parlando di cose tecniche.
E intuitivo che, dal lato artistico, una misurazione media dell'intensità della luce può consegnarci un risultato diverso da quella spot, ma questo è un'altro paio di maniche...
Le reflex professionali hanno sempre avuto delle particolari caratteristiche costruttive: sono più robuste, le parti in movimento sono lubrificate in modo diverso per funzionare a bassissime o altissime temperature, le fonti di energia sono maggiorate, possiedono degli accessori che non trovano un utilizzo pratico negli scatti quotidiani di un fotoamatore. Questi fattori contribuiscono ad elevare notevolmente il prezzo, ma non c'entrano assolutamente un fico secco nella qualità di una foto.
Siccome nell'"attimo fatale" le macchine fotografiche si devono comportare tutte nello stesso modo, cosa può generare una differenza?
Bisogna fare dei distinguo: nella fotografia tradizionale la differenza vera l'hanno sempre fatta solo gli obiettivi e le pellicole utilizzate.
Ai tempi era molto più sensato comprare prima l'obiettivo, e poi metterci dietro la "scatola". La fotocamera era appunto un involucro stagno dove poteva entrare luce con tempi e diaframmi stabiliti automaticamente o manualmente. Una valeva l'altra. Anche la più scalcinata delle fotocamere, se tarata bene, dava i medesimi risultati della più blasonata reflex professionale.
Quello che però faceva veramente la differenza, a livello qualitativo, era il rullino impiegato.
Si andava tranquillamente dall'Everest alla Fossa delle Marianne. Ogni marca diceva la sua, sulle sensibilità, sulla grana, sulla saturazione dei colori, sulle dominanti. C'erano (ci sono ancora?) in commercio delle pellicole qualitativamente orrende, che neppure un cane (con tutto il rispetto per i cani) avrebbe voluto nella propria macchina fotografica. Quelle pellicole orrende, messe su una reflex professionale, avrebbero prodotto delle immagini orrende.
Perciò, anche un fotoamatore evoluto, se voleva ottenere dei risultati apprezzabili in termini di qualità, doveva optare per rullini che dessero certe garanzie. Questi, se venivano impressionati in una macchina fotografica col corpo in plastica sicuramente non si "offendevano", anzi svolgevano correttamente il compito per i quali erano stati progettati...
Era di fondamentale importanza conoscere a fondo i comportamenti della pellicola che veniva usata, i suoi pregi, i suoi difetti, i suoi limiti e comportarsi di conseguenza.

Grafica per titolo paragrafo - Accessori sofisticati e rinnovate promesse di felici acquisti Accessori sofisticati e rinnovate promesse di felici acquisti

Con l'avvento del digitale abbiamo assistito ad una vera e propria rivoluzione. Il mercato tende a far entrare almeno una macchina fotografica in ogni famiglia, allo stesso modo di un personal computer. La fotocamera ce l'hanno piazzata anche nel telefono cellulare.
Tanta gente per le strade, che scatta a destra e sinistra, non si era mai vista. I prodotti fotografici vengono  sostituiti  con  una  frequenza molto elevata. Ogni volta nuovi e più sofisticati accessori e rinnovate promesse

di felici acquisti. La fotografia si è massificata, nel bene e nel male.
E' pur vero che la tecnica digitale ha completamente stravolto alcuni aspetti tecnici.
Per esempio, i sensori non soffrono del "difetto di reciprocità" come le pellicole. Una fotografica astronomica che con la pellicola poteva richiedere anche un'ora di esposizione, oggi viene catturata in soli 10 minuti, con una qualità decisamente superiore e non paragonabile.
Le prime risultanze "a caldo" ci dicono che il livello qualitativo medio della fotografia digitale è decisamente migliore di quello della fotografia "analogica". Oggi con una fotocamera compatta possono essere scattate delle ottime fotografie, che nulla hanno a che invidiare a quelle ottenute con le reflex.
Un tempo questo non era possibile. Chi era pratico del settore si accorgeva immediatamente dei difetti qualitativi generati da una compatta a pellicola. Il divario era troppo elevato.
Nella fotografia digitale c'è però anche un aspetto nuovo: i sensori sono direttamente incorporati nella macchina. Cosa può significare questo fatto in termini qualitativi? Sicuramente che tra marca e marca e tra modello e modello ci possono essere delle differenze.

Paolo Carta, il chitarrista di Laura Pausini e altri big della musica italiana
Paolo Carta

Non solo: la casa produttrice entra in ballo direttamente nel risultato finale, diventa lei l'artefice dei nostri successi o insuccessi.
La complessità e l'accuratezza costruttiva delle reflex professionali digitali continua a determinare un prezzo d'acquisto elevato, anche se sofisticati accessori e ricercati processi di elaborazione dell'immagine hanno un'influenza relativa sul risultato finale. Quasi sempre le tecnologie che contano vengono trasmesse anche ad alcune "sorelle minori". Una blasonata casa costruttrice di apparecchi fotografici non ha interesse a fare notevoli differenze qualitative tra modelli di fascia medio/bassa e quelli professionali.
Bisogna pensare che il grosso delle vendite avviene sul mercato amatoriale. Sono i fotoamatori che vanno a spulciare tutte le caratteristiche tecniche della reflex in loro possesso, che la testano con prove e controprove, che analizzano centinaia di dati espositivi per vedere le differenze tra uno e l'altro. Se si sparge la voce che un prodotto è inaffidabile è finita...
A un reporter di guerra, invece, non interessa un fico secco se il bilanciamento del bianco della sua reflex non è perfetto al 100%. Lui mette in primo piano la composizione dell'immagine e l'effetto sensoriale che la stessa avrà su futuri osservatori. I colori e le dominanti si mescolano e si compenetrano nelle scenografie cruente, o non, che vengono mostrate. Tutto il resto passa in secondo piano...
A conferma di quanto sopra, nel momento in cui sto aggiornando questa pagina, circolano per esempio delle voci insistenti sul fatto che Nikon inizierà presto a produrre reflex digitali di fascia bassa dotate di sensore full-frame (fotogramma pieno). Un sensore full-frame ha praticamente le dimensioni del vecchio fotogramma 35 mm su pellicola, a differenza di quelli maggiormente in uso che hanno una superficie minore.
Questa non è una notizia, anzi sarebbe illogico che la casa del Sol Levante non lo facesse. E probabilmente si comporteranno così anche Canon e tutte le altre marche produttrici. Lo vedremo in brevissimo tempo.
In conclusione: potete tranquillamente comprare una reflex digitale con il corpo in plastica. Alle temperature infernali del deserto magari potrebbe sciogliersi come neve al sole, ma per un uso normale sarà in grado di darvi delle ottime soddisfazioni, alla pari di una più blasonata reflex professionale.
Una scelta deve essere sempre ragionata, anche tenendo bene a mente che "Non è tutto oro quel che luccica" o che promette di luccicare...(vedi sotto)...

Grafica per titolo paragrafo - La macchina fotografica ideale  La macchina fotografica ideale

L'anno scorso, un comunicato stampa ricevuto per la pubblicazione su questo sito aveva a corredo alcune fotografie. Sono rimasto subito incuriosito dalla qualità non eccelsa delle immagini. Di solito non controllo i dati exif, ma quella volta ho voluto fare un'eccezione.
La luce della scena non era molto elevata, ma uniforme. Problemi espositivi zero. Bisognava solo premere il pulsante di scatto. Purtroppo ho avuto  l'amara sorpresa di  constatare  che  quelle fotografie erano state

generate da una delle tante reflex professionali presenti sul mercato. Come dovevasi dimostrare...
Posso assicurarvi che la mia compatta digitale, nella stessa situazione, le avrebbe fatte meglio.
La genuinità di quello che sto dicendo è abbastanza evidente, visto che non faccio nomi.
Io non utilizzerei quella macchina fotografica, neppure se me la regalassero.
Molti si chiedono quale sia la fotocamera ideale.
Sicuramente è quella il cui esposimetro mi calcola con precisione la quantità di luce e il suo sensore mi restituisce un'immagine il più fedele possibile alla scena che hanno visto i miei occhi. Tutto il resto è pura accademia...

Piazza Medicea di Fivizzano - Gli sbandieratori di Pisa
Sbandieratori di Pisa

Oggi, quando si acquista una fotocamera, è importante fare qualche prova preliminare, comparare modelli equivalenti. Una cosa ideale sarebbe quella di poter testare macchine di amici, conoscenti e parenti. La qualità è quella visiva, non quella decantata dai libretti di istruzione o dai messaggi pubblicitari.
Non fidatevi dei sentito dire e delle prove altrui. Quello che conta è il vostro giudizio sul campo. Quello che va bene per voi, può non andare bene per altri.
In ultima analisi, potete chiedere al vostro negoziante di fiducia di fare qualche scatto, sulla medesima scena, con modelli e marche differenti. La visione immediata dei risultati sul suo computer vi farà subito capire qual'è la macchina fotografica che più soddisfa i vostri gusti.
Ho parlato anche di gusto perchè, così come un tempo poteva non piacere la tonalità o la grana di una pellicola, oggi potrebbe non andarci bene un certo sensore.
Allora cambiare marca o tipo di rullino, non costava nulla. Per il momento invece, se le cose non vanno, bisogna sostituire tutto...
Tenete ben presente che la quantità dei pixel non influenza la bontà delle foto. Una fotocamera da 10 megapixel cattura un'immagine meno "pesante" di una da 15. Le stampe saranno di formato leggermente minore, ma la loro qualità potrebbe essere anche superiore alle altre. Per ora è così...
Per darvi un'idea: un sensore da 4 megapixel, alla massima risoluzione, è già sufficiente a fornire ottime stampe di formato A4 (un foglio di fotocopiatrice).
Non acquistate una fotocamera troppo leggera in relazione alla vostra corporatura. Un oggetto che non fa sentire la sua "presenza" nelle vostre mani rischia di farvi scattare delle foto mosse perchè più esposto alle vibrazioni e ai movimenti involontari.
Prestate attenzione alle offerte e alle promozioni che i centri commerciali fanno abbastanza frequentemente. Acquistare un modello di reflex che sta per andare fuori produzione non è una vergogna, anzi potremo avere a disposizione un prodotto di qualità fortemente scontato (almeno un 30%). Controllate bene, prima dell'acquisto, che lo sconto applicato sia reale!

Elenco di seguito alcune note su quesiti posti ai motori di ricerca che hanno rimandato a questa o altre pagine del sito senza trovare esaurienti spiegazioni, affinché siano utili ad altri visitatori.

Grafica per paragrafo quesito - Nella fotografia digitale è consigliabile fare uso dello zoom elettronico?  Nella fotografia digitale è consigliabile fare uso dello zoom elettronico?

R - Le macchine fotografiche digitali, reflex e non, sono dotate di un dispositivo tecnico che può stringere ulteriormente il campo dell'immagine ottenuta con le ottiche tradizionali: lo zoom elettronico.
Già uno zoom ottico, spinto alla massima focale, solitamente non esprime la massima qualità visiva dell'obiettivo.
Se ravviciniamo maggiormente la scena con una ulteriore elaborazione elettronica, gli effetti potrebbero essere pessimi.
Lo zoom elettronico degrada sensibilmente l'immagine. E' un gadget di nessuna utilità.
Gli stessi risultati dello zoom elettronico possono essere ottenuti in post-produzione, con uno dei tanti programmi in commercio per il trattamento e il ritocco delle fotografie. Tanto vale non adoperarlo...

Grafica per paragrafo quesito - Da cosa si riconosce una fotografia scattata col cellulare?  Da che cosa si riconosce una fotografia scattata col cellulare?

R - Dal punto di vista tecnico, le fotografie digitali hanno una "targa", memorizzata insieme ai pixel che compongono l'immagine, dove possono essere lette varie informazioni inerenti l'esposizione e particolari relativi allo strumento tecnico col quale sono state scattate. Questi dati sono consultabili attraverso il software fornito in dotazione o un normale programma di fotoritocco.
Dal punto di vista qualitativo, diciamo innanzitutto che le fotografie scattate con i primi modelli di telefono cellulare provvisti di video-camera erano decisamente scarse. Un termine veramente appropriato per descriverle era, senza dubbio, "grossolane". Oggi le cose vanno molto meglio, ma per dare una risposta sensata in tal senso, bisogna fare alcune divagazioni.
Mettiamo il caso che voi dobbiate sostituire il vostro televisore e per avere un'idea di cosa vi propone il mercato, vi rechiate in un grosso centro commerciale o in un megastore di prodotti hi-fi ed elettrodomestici.
Solitamente, nel reparto dove si vendono i tv, c'è almeno un'intera parete dove vari modelli e varie marche sono posti uno accanto all'altro e sopra l'altro, in varie fila. Potete notare che la qualità dell'immagine di quei televisori è decisamente diversa da uno all'altro. Se siete tentati di scegliere il vostro nuovo tv in base a quello che vedete su quella parete, state commettendo un errore grossolano. Ognuno di quelli apparecchi televisivi è regolato in modo diverso. La luminosità, il contrasto, la definizione delle immagini sono le più disparate! Non ce n'è una uguale all'altra! L'intensità del segnale video che arriva al primo televisore della fila può essere decisamente inferiore a quella che raggiunge l'ultimo.
I tv che sono posti in alto rispetto alle vostre teste non hanno un angolo di visione ottimale, così come quelli che sono posti in basso, all'altezza delle vostre ginocchia. Tutto questo falsa in modo inequivocabile ogni tipo di giudizio.
Una domanda: se vi facessero vedere solo lo schermo di vari televisori presentati singolarmente, tutti opportunamente regolati, con lo stessa matrice video, sareste in grado di indicarne la marca e di evidenziare grandi differenze?
La risposta è no! Spesso quando scegliamo un prodotto abbiamo delle convinzioni errate e, quasi sempre, il nome di chi produce ha un peso fondamentale nel nostro acquisto. Possiamo operare scelte irrazionali, dettate dalle nostre simpatie, dai sentito dire, da situazioni particolari e transitorie che prendiamo per durature e buone.
Fatto salvo che, ogni serio produttore ha interesse a immettere sul mercato apparecchi con la migliore qualità possibile. Se così non fosse, una marea di articoli giacerebbe invenduta nei magazzini e molte aziende andrebbero in fallimento!
Tornando alle fotografie scattate col telefono cellulare, per dare una risposta sensata, sarebbe necessario che facessimo uno scatto contemporaneo sulla scena con un telefonino, una macchina fotografica compatta ed una reflex, con gli apparecchi più o meno settati nello stesso modo e in normali condizioni di illuminazione.
In seguito, larga importanza acquistano il mezzo col quale le immagini verrebbero viste, la possibilità di stamparle e in quale formato. E' logico che se con le nostre fotografie scattate attraverso il telefono cellulare ci vogliamo fare dei poster di 100x70 cm, al momento siamo decisamente fuori strada!
Alla data in cui si scrive, si possono comunque tirare delle semplici conclusioni?
Certamente: se io faccio foto ricordo e sono solito visionarle sullo schermo di un computer, quelle scattate con un telefonino di ultima generazione risulteranno gradevoli, qualitativamente accettabili (posso farci anche un bello sfondo). Lo stesso dicasi se le stampo in un formato comune, con lato maggiore non superiore a 18..20 cm.
Se mettiamo la cosa in questi termini, è possibile non distinguere otticamente una fotografia scattata col telefono cellulare da quella scattata con una macchina fotografica, soprattutto se visionate separatamente, proprio perchè è il nostro cervello che oltre certi limiti non è in grado di rilevare una differenza, anzi tende a compensare eventuali difetti.
Superata una certa soglia qualitativa, i particolari mirabolanti sono riscontrabili solo dalle strumentazioni.
Piuttosto, in relazione a questo argomento, è logico porsi un interrogativo: come mai le case costruttrici di macchine fotografiche digitali, invece di perdere tempo a dotarle di accessori inutili, non abbiano ancora pensato di incorporarvi una trasmittente GSM in grado di inviare autonomamente le immagini ad un server remoto? (Per ora ci sono solamente modelli che si collegano wireless al computer).
Troppo costoso? Non credo: oggi i modelli più economici di telefono cellulare potrebbero essere tranquillamente delle sorprese per le uova di Pasqua o dei gadgets da inserire nei fustini delle lavatrici.
Troppo complicato? Impensabile: i componenti sono sempre più miniaturizzati e leggeri.
E allora? Forse ritengono più utile che la macchina fotografica non scatti se noi non sorridiamo.
E se fosse una di quelle giornate nelle quali abbiamo le p...e di traverso?

Grafica per paragrafo quesito - Qual'è il numero di scatti a disposizione in una fotocamera digitale?  Qual'é il numero di scatti a disposizione in una fotocamera digitale?

R - Non è quantificabile con dati fissi, ovvero è variabile, in base a svariati fattori.
Cominciando dal fondo, il numero degli scatti a disposizione dipende più dalle batterie di alimentazione della macchina fotografica che non dalla memoria in uso, perchè le fotocamere digitali sono letteralmente delle mangiapile.
Quando si fotografa in modo prolungato, con uso intensivo di accessori che richiedono molta elettricità, oppure se fa molto freddo, per essere sicuri di non perdere nessuno scatto, bisognerebbe avere a disposizione almeno un battery-pack di riserva (o delle pile sostitutive). Per questo motivo, la quasi totalità dei professionisti, usa sulle proprie reflex digitali battery-pack maggiorati.
Effettivamente bisogna poi considerare la capacità della memory-card installata sulla macchina fotografica.
In terzo luogo, è fattore determinante il formato nel quale sono salvate le immagini (JPG, TIFF, RAW ecc.).
Altro elemento che entra in gioco è la risoluzione con la quale vengono scattate le fotografie.
Le dimensioni in pixel e opzioni qualitative selezionabili sulla fotocamera possono modificare di molto la "pesantezza" di un'immagine e quindi incidere fortemente, in positivo o negativo, sulla memoria a disposizione.
Pochi concentrano la propria attenzione su fatto che, quando le immagini vengono salvate in formato JPG, le loro dimensioni in KB variano significativamente, in base al soggetto o ai soggetti fotografati. Una fotografia di un campo di grano o di un prato in fiore possono contenere milioni di pixel tutti diversi tra loro, perchè i particolari sono molto minuti. Diversamente, se fotografo la facciata di una casa, avrò centinaia di migliaia di pixel tutti uguali fra loro (quelli che danno origine alle finestre, al portone d'ingresso, al colore col quale è dipinta ecc.). Questo aiuta il sistema di compressione tipico di quel formato, col risultato che la fotografia della parete di un'abitazione avrà bisogno di meno memoria per essere "stivata" nella card utilizzata sulla macchina fotografica.
E' comunque realistico che, se le immagini vengono scaricate con regolarità su altri supporti di salvataggio, il "full" su una memory-card, sarà sempre un evento molto raro. La tecnica digitale consente perciò di scattare in abbondanza, sgombrando la nostra mente da un tale problema. E se la memoria dovesse, malauguratamente, diventare insufficiente, basta avere un scheda di riserva ed il gioco è fatto.

Grafica per paragrafo quesito - Qual'è la migliore macchina fotografica per un reporter?  Qual'é la migliore macchina fotografica per un reporter ?

R - Quella che risponde meglio alle proprie esigenze!
Qualche anno fa stavo seguendo in tarda serata un programma televisivo nel quale venivano intervistati celebri personaggi italiani. Era "di turno" un noto fotografo del Nord, che lavora anche per la Magnum, la più blasonata agenzia fotografica del mondo. Nella divulgazione delle sue esperienze egli, ad un certo punto dell'intervista, ha reso noto che sovente utilizzava per il suo lavoro una fotocamera compatta digitale da 4 mega-pixel. Questo suo comportamento era dovuto al fatto che le persone fotografate si sentivano più a loro agio di fronte ad un oggetto così piccolo e comune. Lui era scambiato quasi per un dilettante, al punto che le espressioni di coloro sui quali aveva posto l'attenzione mantenevano la naturalezza di sempre, perchè non erano oggetto di un'azione invasiva. Aggiungeva che, se si fosse presentato con una macchina fotografica di grandi dimensioni, dotata di un teleobiettivo a tubo di stufa e scattando a raffica li avrebbe sicuramente impauriti, con risultati fotografici pessimi. Bene: questo fotografo lavora per la più importante agenzia fotografica del mondo, non per un giornale di provincia e ne per l'editore dietro l'angolo di casa.
Ognuno ha le proprie esigenze e una fotocamera ideale per tutte le occasioni non esiste proprio. Sta alla perspicacia del fotografo capire, in anticipo, quale mezzo tecnico può dare il miglior risultato finale.
E' abbastanza ovvio che se vado a fotografare nella foresta del Borneo, col 100% di umidità dell'aria, avrò quantomeno bisogno di una macchina fotografica tropicalizzata, per evitare che circuiti e meccanismi interni anneghino ben presto nell'acqua. Fare un reportage in zone freddissime, a 30° sotto lo zero, presuppone l'impiego di una fotocamera con meccanismi in movimento lubrificati in modo particolare, o addirittura non lubrificati. A quelle temperature, grassi e olii normalmente impiegati diventano legamentosi come la pece e possono bloccare il funzionamento della macchina fotografica. In tali casi sono utili anche dei battery-pack maggiorati per avere la necessaria energia elettrica.
Per organizzare un reportage nel mondo del teatro ci vogliono delle accortezze particolari.
La mia reflex ultimo modello, super professionale, che emette un sacco di beep e che può scattare 10 fotogrammi al secondo, servirebbe solo a farmi cacciare fuori a pedate alla prima "raffica" della prima rappresentazione!
Ognuno può trarre le proprie conclusioni....
(GM - 08.05.2010)

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