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"Il Tirreno" del 05-06-1946 - Tramite referendum, sorge la Repubblica Italiana per volontà del popolo

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Il capoluogo della Liguria
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In primavera, ogni 5 anni,
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Col Giubileo del 2000 è stata
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 A Gennaio 2008 il Parco Naturale Regionale del Magra è il territorio
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Nobili, vescovi, mercanti e pellegrini
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 Culture differenti per storia e tradizioni,
nei secoli, si sono sovrapposte
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La "Valle dei borghi rotondi"
è anche conosciuta come
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La "Terra della Luna", in Italia,
ha la più alta concentrazione di
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VICO DRITTO PONTICELLO
GENOVA - Vico Dritto Ponticello - Casa di Cristoforo Colombo
 

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Blocco Notes - Argomento: Cristoforo Colombo, la sua casa e le sue ardimentose scoperte  CRISTOFORO COLOMBO  -  LA SUA CASA E LE SUE ARDIMENTOSE SCOPERTE

L'aspetto attuale della "Casa di Colombo" è il risultato di un salvataggio operato alla fine del Settecento. Nel 1887 il rudere venne acquistato dal Comune di Genova con l'intento di farne una testimonianza tangibile della genovesità del navigatore. Sulla facciata è apposta una lapide con la scritta: "nessuna casa è più degna di considerazione di questa in cui Cristoforo Colombo trascorse, tra le mura paterne, la prima gioventù".

La gigantografia di Cristoforo Colombo che campeggiiava tra i fiori e le piante di Euroflora 1991 (padiglione "S")

Che i genovesi vadano fieri delle loro tradizioni e della loro città è testimoniato anche da una lapide sotto il fornice di Porta Soprana o di Sant'Andrea per il vicino omonimo convento. Oltre alla data di costruzione (1155 all'epoca di Federico Barbarossa, nella cerchia di mura a protezione della città), il testo in latino contiene la seguente epigrafe: "Sono difesa da veri uomini, circondata da mura mirabili e con la mia forza respingo lontano le armi nemiche; se porti pace ti è concesso bussare a questa porta, se cerchi guerra te ne andrai deluso e vinto".
All'angolo di Borgo Lanaioli con Vico Dritto Ponticello si poteva osservare, sopra una bottega, il bassorilievo della battaglia di Porto Pisano, in ricordo della memorabile impresa compiuta nel 1290 dalle galee genovesi comandate da Corrado Doria.
Vico Dritto Ponticello era probabilmente parte dell'antica strada romana Aurelia diretta a Castello.
Domenico Colombo
, padre del grande navigatore genovese, si trasferì con tutta la famiglia in Vico Dritto Ponticello ( fuori
porta Porta Soprana  o di Sant'Andrea) nel 1455, quando Cristoforo aveva quattro anni.

Secondo i suoi più autorevoli biografi, Colombo sarebbe nato in un giorno imprecisato, fra l'agosto e l'ottobre del 1451, in vicolo dell'Olivella, nel quartiere di Portoria. L'onore di avergli dato i natali è anche rivendicato dal borgo di Quinto (località Terra Rossa), dalla cittadina di Cogoleto.
Dopo le nozze i Colombo si trasferirono nel quartiere di Portoria in quanto Domenico, non riuscendo a

Titolo paragrafo - Negli anni '60 l'effige di Cristoforo Colombo sulle banconote da 5.000 lire  Negli anni '60 l'effige di Cristoforo Colombo sulle banconote da 5.000 lire

Nel gennaio del 1965 entrarono in circolazione in Italia le nuove banconote da 5.000 lire. La loro apparizione costituì senza dubbio motivo di orgoglio per i genovesi, i quali concorsero alla realizzazione della nuova banconota con il figlio più illustre della loro terra: Cristoforo Colombo. L'immagine del grande navigatore faceva spicco sul biglietto insieme ad una veduta marina della caravella "Santa Maria", stampata sul retro. L'iniziativa di imprimere sulle banconote da 5.000 lire l'effige di Colombo fu dovuta al ministro Taviani, genovese e appassionato di studi colombiani.
Taviani, durante gli studi universitari, era stato discepolo di Paolo Revelli, uno dei più illustri scienziati che si siano dedicati alla complessa figura del navigatore genovese e alla cartografia del suo tempo. Nell'inverno del 1961, quando era ministro del Tesoro, fu deciso di rinnovare la carta.moneta.
Di comune accordo con il governatore della Banca d'Italia, venne varata la figura di Michelangelo  per i biglietti da 10.000 lire; sulle 1.000 lire avrebbe campeggiato invece il ritratto di Giuseppe Verdi.
In quel periodo Taviani stava compiendo studi personali su alcuni aspetti dell'impresa di Colombo.  Propose pertanto di "battezzare" un nuovo biglietto da cinquemila con l'effige dello scopritore dell'America. La proposta venne accolta favorevolmente e l'iniziativa fu varata.
(Da "Il Secolo XIX del 9 gennaio 1965)

provvedere alla famiglia con il solo lavoro di tessitore, aveva anche accettato, dai monaci di Santo Stefano, l'incarico di guardiano della Porta dell'Olivella, che si apriva sulle mura trecentesche e svolgeva le funzioni di collegamento tra Portoria ed il Borgo di San Vincenzo. Dal 1455 la famiglia Colombo ebbe come dimora la casa di Vico Dritto Ponticello (nell'antichità chiamato Via Retta o meglio Carrubeus rectus usque in Ponticellum), sempre di proprietà del convento. Perduti  i  proventi di guardiano della Porta, il capofamiglia

unì al laboratorio di tessitore un'attività commerciale di vini e formaggi che non migliorò tuttavia le sue condizioni economiche. Per far fronte ai debiti fu anche costretto a vendere terreni di famiglia. Cristoforo, uscito dall'adolescenza, aveva ormai cominciato ad interessarsi ai viaggi di mare, dedicandosi con amore agli studi geografici, assecondando in tal modo la sua naturale inclinazione per le ricerche scientifiche. Sposò donna Filippa, figlia di Pietro Mognizio, scopritore di nuove terre, dalle memorie del quale Colombo si entusiasmò sempre più ai viaggi verso ignote regioni.
Convintosi, dopo molte esperienze marittime, della rotondità della Terra e persuaso dell'esistenza di nuove regioni verso occidente, propose alla Repubblica Genovese il progetto di attraversare l'Oceano, ma ebbe un rifiuto tanto dal Senato quanto dal Re del Portogallo e dai Veneziani, ai quali si rivolse successivamente.
Per mezzo di
Giovanni Perez Marquenas, dotto frate del convento di Santa Maria della Rabida, al quale si era rivolto per aver asilo, fu presentato ed ammesso alla corte del Re di Spagna. Dapprima fu deriso per le sue teorie ma ebbe la tenacia di mantenere fede ai suoi principi finché un giorno

Città del Messico (1962) - Una curiosa immagine della statua di Cristoforo Colombo, utilizzata da due ragazzi come punto privilegiato per salutare il Presidente USA J.F.Kennedy durante una sua visita ufficiale

la Regina Elisabetta d'Aragona gli concesse le tre famose caravelle Santa Maria, Nina e Pinta, con le quali partì da Palos il 3 agosto del 1492.
Le condizioni pattuite con la sovrana prevedevano che eventuali terre da lui scoperte gli sarebbero state affidate, però sotto la sovranità della Corona di Spagna. Dopo 72 giorni di navigazione infruttuosa, la ciurma, ormai sfiduciata, si era praticamente ammutinata e gli imponeva il ritorno.

LA SCOPERTA DI ALTRI MONDI E LE TANTE TRIBOLAZIONI SUCCESSIVE

Nella notte dell'11 ottobre, Colombo vide  in  lontananza  un  lume che gli mantenne viva la speranza.
Il giorno seguente si profilò all'orizzonte la costa: un nuovo mondo che racchiudeva infiniti tesori, ricco di minerali, con una vegetazione lussureggiante.
Il 12 ottobre del 1492 Cristoforo Colombo credette di essere arrivato alle Indie.
Sceso a terra piantò sulla spiaggia la bandiera di Spagna e per riconoscenza al Signore chiamò quell'isola
 San Salvatore. Successivamente,  prima  di  riprendere  la  via del  ritorno, scoprì anche le nuove isole di

Genova (Via San Lorenzo) - Un artista di strada mima Cristoforo Colombo, suscitando l'attenzione dei passanti

Cuba, Haiti e Santo Domingo.
Il 15 marzo 1493 rivide Lisbona, per proseguire poi verso Palos, dove venne ricevuto con grandi onori. Nel settembre dello stesso anno intraprese un secondo viaggio, ma gli indigeni, oppressi dagli spagnoli, non furono molto ospitali, anzi si ribellarono e vennero sottoposti a feroci repressioni.
Nel suo terzo viaggio il navigatore genovese
scoprì il Nuovo Continente vero e proprio, arrivando fino alle foci dell'Orinoco, fiume dell'America Meridionale.
Cristoforo Colombo non approvava l'avidità di ricchezze dei rivoltosi spagnoli che erano in lotta con gli indigeni. Questo suo atteggiamento, per il quale era già stato processato e assolto, gli procurò ulteriori nemici alla Corte di Spagna che indussero il Re a mandare nelle nuove terre
Francesco Boladilla per arrestarlo nuovamente. Colombo fu tradotto in Spagna insieme al fratello Bartolomeo, incatenato come un malfattore. Per intercessione della Regina Elisabetta venne nuovamente assolto e passò due anni a Corte, praticamente dimenticato.
In seguito, il Re gli permise di ripartire ancora alla scoperta di nuovi territori. Colombo, in questa fase della sua vita, come atto d'amore verso la sua terra

d'origine, legò la decima parte dei profitti avuti al Senato della Repubblica Genovese.
Dopo tante gloriose fatiche, scoraggiato dall'odio e dalla umana avidità, sfinito dall'attività mentale e dai disagi sofferti,
morì in miseria il 20 maggio 1506 a Valladolid. Dopo 50 anni, le sue spoglie furono trasportate a Santo Domingo e indi nuovamente in Spagna alla perdita delle colonie. Ora il grande navigatore genovese riposa nella cattedrale di Siviglia.
In ricordo delle sue ardimentose imprese a Genova, in Piazza Acquaverde, è stato eretto un superbo monumento.

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