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Il ritratto di Brigida Spinola Doria (effige ufficiale della
mostra "L'Età di Rubens - dimore committenti e
collezionisti genovesi - Palazzo Ducale 20 Marzo - 11
Luglio 2004) fa da contrasto alla modernità della parte a
levante della città. Il complesso edilizio di arditi
grattacieli lamellari, realizzati con le più avanzate
tecnologie, domina Piazza Verdi, area antistante la stazione
ferroviaria di Genova Brignole (inaugurata nel 1905, dopo
oltre 37 anni di progetti e lavori) che deve il suo nome al
convento delle monache Brignoline, demolito per far posto al
parco binari.
Nel tardo ottocento, la vecchia Genova era ancora racchiusa
nelle
mura seicentesche
ed aveva sei sestieri. A levante della città esistevano due
Borghi: il Borgo degli Incrociati
ed il Borgo Pila. Il primo si distingueva lungo la
strada romana con la sua chiesa detta dei "Diecimila
Crocifissi". Il secondo scendeva da Ponte Pila lungo
l'asse stradale di Via Santa Zita. La corte apparteneva al
territorio del Borgo Pila, zona franca dagli obblighi
daziari perché esterna a Porta Pila. Il toponimo di Pila,
secondo il rigido storico Podestà, significava "Ponte
di legno d'imbarco". Da questo borgo, che prima era
un isolotto del Bisagno, un tempo si imbarcavano le genti e
verosimilmente qui convenivano per fare provvista d'acqua
necessaria alla navigazione.
La possente
Porta Pila,
con l'enfasi chiaroscurale delle sue colonne e il cipiglio
dei bassorilievi leonini, fu progettata dall'architetto
lombardo Bartolomeo Bianco, autore anche dei palazzi
di Via Balbi. Porta Pila, fino alla fine dell''800, guarniva
con la sua imponenza le mura di Genova pressappoco
all'altezza dell'ultimo palazzo di Via XX Settembre. Per la
realizzazione di Piazza Verdi si decise di smontarla e di
ricomporla sui resti monchi delle mura di
Montesano.
Nel 1940 venne nuovamente tirata giù e ricomposta (con
qualche modifica) solo dopo la fine della guerra, nei pressi
della ferrovia di Brignole.
Nel Borgo Pila, il piazzale alberato antistante la chiesa,
nei giorni feriali, formicolava di bovini, suini ed ovini
essendo questo il mercato del bestiame della Superba. Le
bestie, una volta contrattate e vendute, venivano portate
nel vecchio macello del Lagaccio. L'insieme del luogo aveva
l'aspetto di un paesetto, pur essendo vicinissimo alla
città. Il vecchio Borgo Pila rimase nella storia degli
stabilimenti industriali genovesi, perchè dal suo territorio
uscì - grazie alle
Officine
Meccaniche Orlando,
il primo motore a vapore per navi mercantili. Nel 1915, la
vecchia chiesa fu totalmente demolita per fare posto al
primo garage della Fiat-Storero, poi Teatro Augustus, ed al
palazzo soprastante. Il suo portale marmoreo fu appiastrato
nella porta secondaria della nuova chiesa.
Gli edifici della Corte Lambruschini, ormai tutti fatiscenti
anche per i danni causati dalla 2a Guerra Mondiale, sono
stati rasi al suolo in occasione delle
Colombiadi del 1992.
Il progetto della nuova struttura è nato verso la fine degli
anni '80 ad opera degli scomparsi architetti toscani Piero
Gambacciani e Aristo Ciruzzi, ai quali si devono altre
importanti opere cittadine. L'attuale quartiere genovese
ospita un modernissimo centro
direzionale-commerciale-albergiero, comprendente anche un
mega-parcheggio e un teatro, nuovo palcoscenico
dell'attivissima compagnia stabile di Genova. |