Domina la città di Genova e sorge sul colle un tempo detto della
Pietra Minuta, oggi collina di Montegalletto.
Era la dimora di un "lupo di mare", il Capitano Enrico
Alberto D'Albertis che, alla sua morte (1932), lo ha donato
alla città. E' stato eretto su resti di fortificazioni
cinquecentesche e tardomedievali, tra il 1886 ed il 1892, su
progetto degli ingegneri Matteo Graziani e Francesco Parodi e la
supervisione degli architetti Crotta e D'Andrade. Più che
un'abitazione è sempre stato un museo. Grazie a
GeNova 04
ha
goduto di una radicale opera di restauro, aprendo dal 16-04-2004
i suoi ambienti a cittadini e turisti. Il progetto di recupero è
opera dell'Ing. Luciano Grossi Bianchi e dell'Arch. Roberto Melai, ed ha previsto accurati interventi edilizi per
l'adeguamento della struttura alle esigenze di una fruizione
pubblica moderna: in corrispondenza dell'apice geometrico del
bastione è stata sostituita la copertura del tetto con una
struttura in vetro ed è stato svuotato il bastione
cinquecentesco dal riempimento di terra, liberando le strutture
murarie al suo interno e recuperando in questo modo non solo un
nuovo spazio espositivo, ma anche le diverse componenti
architettoniche dell'intero complesso.
Le sue stanze sono ricche di reperti etnografici ed
archeologici, raccolti in tutte le parti del mondo dal D'Albertis,
eclettico signore del mare con animo aperto ad ogni sentimento
di bellezza e manifestazione scientifica. Nel corso di questi
ultimi anni il museo si è arricchito ulteriormente grazie alla
donazione di materiale etnografico sudamericano e degli indigeni
dell’Arizona.
Nell'estate del 2003 è stata donata una ricchissima collezione
di reperti precolombiani dell'Ecuador, che risalgono dalla
cultura Valdivia.
Percorrendo la Sala Nautica, la Sala Colombiana, il Salotto
Turco e la Sala delle Meridiane il visitatore ha il privilegio
di trovarsi a contatto con le vere radici etniche, l'arte, la
cultura, la scienza dei popoli di Africa, America e Oceania con
i quali il D'Albertis è venuto a contatto.
Il castello è ornato da dieci meridiane, di cui una datata
1921 e detta "delle danzatrici" perchè ogni ora è rappresentata
da una figura danzante. Fa parte del polo museale dedicato al
mare e all'avventura, ed ha assunto la denominazione di
Museo delle culture del mondo e Centro delle musiche
del mondo,
in
quanto luogo cittadino deputato alla comunicazione tra le
civiltà mondiali per mezzo di laboratori, seminari, spettacoli,
concerti. |